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A margine del progetto Aree Interne, un'occasione per creare e garantire lavoro e servizi tra il Beigua e il Turchino

Cooperative di comunità: fare impresa nel territorio

Come fare impresa nel territorio e, soprattutto, per il territorio?
Si può fare, ad esempio, creando una cooperativa di comunità, dove i soci si mettono in condizioni di creare, garantire (e garantirsi) i servizi minimi che, a volte, un territorio come il nostro, già messo a dura prova da tante difficoltà, non riesce a soddisfare. 

Se ne è parlato mercoledì 6 dicembre a Rossiglione, presso la sala comunale, in un incontro dedicato (a margine del progetto Aree Interne), proprio alle cooperative di comunità, dei loro vantaggi, di come si costituiscono e quali possibilità possono offrire: all’incontro hanno partecipato i sindaci del territorio dell‘unione dei comuni Stura-Orba-Leira (Mele, Masone, Campo Ligure e Rossiglione) e dell’unione comuni del Beigua (Urbe e Sassello), Pierluigi Vinai (direttore generale ANCI Liguria), e il responsabile di LegaCoop Liguria Roberto La Marca; tra il pubblico, imprenditori, liberi professionisti, semplici curiosi e liberi cittadini, desiderosi di conoscere i vantaggi della cooperazione mutualistica sul territorio.

Sì, perché la cooperativa di comunità è a tutti gli effetti un’associazione cooperativa come le altre, cioè “un’associazione autonoma di persone riunite volontariamente per soddisfare i loro bisogni e aspirazioni economiche, sociali e culturali, attraverso un’impresa di priorità comune, democraticamente controllata” (come da Definizione dell’ICA – International Cooperative Alliance), costituita però da gente del territorio che proprio sul territorio vuole vivere, lavorare e crescere. 

“Una scommessa da parte delle persone che amano il proprio territorio”: così Vinai definisce la eventuale costituzione di una cooperativa di comunità nel nostro vasto territorio, riconosciuto dal governo come seconda “area interna” in Liguria (dopo la zona Trebbia-Aveto-Graveglia), e quindi individuato come zona “svantaggiata” sulla quale verranno investiti dal governo dei capitali (circa 3 milioni di Euro) per i servizi “minimi ed essenziali”, ossia sanità, scuola e trasporti; un’opportunità, quindi, che ben si può sposare con la costituzione di una cooperativa di comunità, e che potrebbe mettere insieme persone e idee del territorio (e soprattutto per il territorio) per garantire quei servizi come l’assistenza agli anziani, il trasporto pubblico e scolastico, il turismo, lo sporte molti altri ancora.

Riproduzione riservata.

Matteo Serlenga
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