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Un ricordo del grande pittore serravallese d'adozione

Serravalle Scrivia, mostra antologica di Emilio De Brevi

 “A distanza di quindici anni dall’ultima mostra di Emilio De Brevi, che si svolse nel 2002 per inaugurare la Biblioteca Comunale, abbiamo pensato che fosse importante per i serravallesi ricordarsi di un importante pittore della loro città, del quale Marcello Venturi disse: ‘mentre io stavo realizzando il neorealismo in letteratura, Emilio lo stava esprimendo con la pittura’ “. Così Marco De Brevi, figlio del pittore e curatore dell’esposizione.

Da questa esigenza nasce la mostra antologica del pittore Emilio De Brevi, che si terrà dal 17 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018, presso le sale dell’Ex Caffè Roma in via Berthoud n. 60, a Serravalle Scrivia.
La mostra, che è patrocinata dal Comune di Serravalle Scrivia, è organizzata in collabora-zione con l’associazione “Amici dell’Arte di Serravalle Scrivia” e l’associazione ‘”UNIDue Valli” Borbera e Scrivia.

“L’intento di questa mostra – ha detto il sindaco Alberto Carbone – è quello di onorare il ricordo di un grande pittore e poeta, Emilio De Brevi, e il suo legame con il nostro territorio, il nostro paese dove l’artista, pur non serravallese di nascita, si sentiva a casa. Un lavoro svolto con l’intenzione, da parte dell’Amministrazione Comunale, di rafforzare l’immagine di un paese che guarda con attenzione allo sviluppo culturale e alla valorizzazione delle risorse e delle specificità locali ma con slancio verso orizzonti ben più ampi. L’Amministra-zione Comunale crede fermamente che la promozione di eventi di interesse culturale ed artistico sia un mezzo per contribuire allo sviluppo e al benessere della società e degli individui. La cultura può essere un potente elemento di sviluppo economico e sociale non-ché il fattore più importante per la libertà delle persone”.

“Non ho avuto la fortuna di conoscere il pittore Emilio De Brevi, ho visto le sue opere sul catalogo del giugno 2002 e non vedo l’ora di vederle dal vero. Il suo stile mi piace moltis-simo e spero di poter cogliere qualche tratto di quella visione che ha animato la sua opera. Ritengo che tutto nasca da un dono, quello di percepire la realtà che ci circonda afferrandola con lo sguardo e traducendola poi facilmente e felicemente con la mano, un dono che si è sviluppato con la fatica di un lavoro serio e attento. E così lo immagino nel silenzio del suo studio tra i colori, le sue tavolozze fatte di terre dei primari e poi il turchese, i rossi freddi, i colori trasparenti, le lacche stese come una improvvisa carezza, ed infine gli scuri di chi prende molto sul serio il proprio lavoro. Come diceva Degas «dipingere è facile quando non sai come si fa, molto difficile quando lo sai». Nelle sue tele, nei cartoni come negli acquerelli, si nota un’intelligenza capace di percepire la realtà e renderla trasformata per dare voce alla tenerezza e alla passione, alla sofferenza o al malessere, senza fermarsi alle facili soluzioni”.

Prof.ssa Luisa Maria Casaccia Gibelli

“Ho letto alcune poesie di De Brevi. Dalle mani e dalla mente non emerge solo l’artista, ma anche il poeta che compone le parole con il vigore e il robusto realismo dell’operaio di un tempo: inno al lavoro e ai suoi valori, che oggi paiono dimenticati”.
Prof. Luciano Borghini, Presidente UNIDue Valli Borbera e Scrivia

“E’ un onore per l’Associazione e mio personale aver collaborato alla realizzazione della mostra antologica dell’artista Emilio De Brevi. Molti sono i ricordi che mi legano ad Emilio, lo conobbi quando da garzone passavo in via Roma e lo vedevo sempre presente ed ope-roso nella sua officina. Solo qualche anno dopo, essendo uno studente lavoratore, grazie agli studi tecnici prima e dopo conseguita la Maturità Artistica al Primo Liceo Artistico dell’Accademia Albertina di Torino, ho abbracciato in toto il “gigante” Emilio. Mi piace ri-cordarlo non solo come poeta e per la sua grande competenza tecnica e artistica, ma an-che per la sua sensibilità ai temi sociali, politici ed esistenziali che traspaiono nei suoi quadri, rendendo la sua opera di grande attualità”.
Giovanni Torchia, Presidente Associazione Amici dell’Arte di Serravalle Scrivia

Emilio Dobrovich nacque a Fiume (oggi in Croazia) il 22 settembre 1915. Figlio di profughi ungheresi, vive a Pola fino all’età di quindici anni. Nel 1930 si trasferisce con la famiglia a Genova e il regime fascista italianizza Dobrovich in Debrevi (che Emilio spezzerà simbolicamente nella firma De Brevi).La formazione culturale e politica di Dobrovich è segnata dal legame profondissimo con la madre e dalle personalità artistiche e antifasciste che animano Genova. La cultura e lo stile di vita mitteleuropei, custoditi con determinazione dalla madre e, soprattutto, il pensiero di Antonio Gramsci e Piero Gobetti, orienteranno, per sempre, il suo percorso artistico, umano e politico. A 15 anni dipinge il primo capolavoro: una Madonna, per la madre, ma deve rinunciare agli studi accademici. Operaio al tornio dell’Ansaldo San Giorgio, continua a dipingere solo su cartone e compensato: i colori ad olio e le tele di lino resteranno per lungo tempo un lusso. Nel dopoguerra apre una piccola officina di stampi industriali e partecipa con successo all’allestimento di stand in diverse Fiere Nazionali. Decide, però, di non proseguire l’attività di grafico pubblicitario e non farà mai della sua arte un mezzo per vivere. Intensifica la sua produzione artistica a partire dal 1972 ed espone a Serravalle, dove si è trasferito con la famiglia, Novi Ligure (Teatro Romualdo Marenco, Galleria Mario Leveni) e Tortona (Galleria L’Angolo). Pittore, scrittore e poeta, Emilio De Brevi (già Dobrovich) “è partito per altre terre” il 10 luglio 1990.

G.P.M.
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