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La storia del nostro piatto più famoso al mondo e i consigli per abbinarlo con i migliori vini

Quale vino abbinare alla pizza?

 Un tempo in India la chiamavano “Nan” o “Chapati”, mentre, Erodoto ne decantava le qualità chiamandola “Maza“. Oggi è conosciuta in tutto il mondo come PIZZA.
Nel più lontano passato degli uomini, sono sempre esistite
focacce e pani di varie forme e misure che, nei secoli, hanno subito un’evoluzione che le hanno portate fino a noi col nome di “pizza”.
 In anni remoti, le focacce erano fonte assoluta di nutrimento composte d’impasti a base d’acqua, farine di legumi a cui si aggiungevano aromi colti dalla terra e che servivano a migliorarne il sapore e a cui si dava una forma tondeggiante e schiacciata.

La storia della pizza

Notizie sulle origini della pizza arrivano anche dall’antica Roma dove era d’uso utilizzare farina di farro, la più utilizzata all’epoca, e dove troviamo le prime delucidazioni sulla metodologia della preparazione con riferimento al classico impasto condito con aromi e dalla forma circolare. Nell’Europa del 1200 d.c. si trovano alcune ricette di focacce che possono essere considerate le progenitrici della pizza anche se l’impasto era formato, oltre che da farine, da burro, uova con l’aggiunta di odori, sale o miele a cui si dava la tipica forma sottile e ovale.
Dopo il 1500 la focaccia comincia a prendere lentamente la forma a noi oggi familiare. La scoperta dell’America, infatti, porta l’introduzione di nuovi ingredienti – dal mais ai legumi e al pomodoro-, che permettevano maggiori possibilità di variazione nelle preparazioni culinarie. In questo momento storico alcune delle abitudini gastronomiche si dividono, perché il Nord Italia si lega all’uso del mais, più adatto ad alcune preparazioni tipiche come la polenta, mentre il Sud Italia conserva l’abitudine di usare il frumento per gli impasti delle focacce, qui chiamate con il nome di “
schiacciate“, “scacciate” o “scacciatuzze“. Nelle schiacciate di frumento si utilizzano sempre nuovi prodotti, come i formaggi e si introduce l’olio d’oliva per migliorarne il sapore, assieme a condimenti di vario genere, fino ad arrivare nella Napoli del 1700, dove nasce la prima pizza condita con pomodoro e mozzarella di bufala.

La pizza margherita

 Da questo momento in poi la fantasia partenopea si scatena con la sperimentazione di nuove ricette che man mano condizionano anche le regioni vicine fino ad arrivare al 1800, periodo in cui iniziano a svilupparsi le principali ricette di pizza simili a quelle da noi oggi conosciute.
Tra le più note in tutto il mondo sicuramente la
pizza margherita, che nasce per pura casualità ad opera di un certo Raffaele Esposito, pizzaiolo vissuto verso la fine del 1800, che in occasione della visita del re Umberto I e della regina Margherita a Napoli, volle preparare due grandi classici del ricettario partenopeo: la pizza marinara e la pizza pomodoro, mozzarella e basilico. La leggenda vuole che la seconda pizza piacque così tanto alla regina, che ella premiò personalmente il pizzaiolo, il quale decise di battezzare tale preparazione dal nome lunghissimo col nome della sovrana.
Con le prime immigrazioni dal Sud, anche il Nord Italia cominciò a sperimentare la pizza per la prima volta, scoprendone i giochi di gusto grazie alle prime locande e osterie aperte dai meridionali, che per primi diffusero la miracolosa ricetta della pizza che, grazie alle emigrazioni successive verso il resto del mondo, questo prelibato prodotto tipico italiano diffuse poi in ogni parte del globo.

Pizza e Vino: l’abbinamento ideale

 Abbinare la pizza al vino è un dilemma che ha sempre impegnato gli appassionati. Dover rinunciare alla gustosa pizza solo perché manca qualcosa da bere che ne esalti alla perferzione il gusto non è mai piacevole.
Il vino ideale per la pizza è il Lambrusco. Questa è una certezza e una più che valida alternativa alle birre. Ma ecco più in dettaglio i nostri cosigli per il giusto abbinamento pizza e vino:

  • vino LAMBRUSCO –> per pizze con affettati, salsiccia, pancette e “calzoni” o crescioni con formaggi e salumi mediamente piccanti.

  • Vino ROSATO –> per le pizze alle verdure e ortaggi, pescato e crostacei.

  • Vino ROSSO FERMO–> per una pizza salsiccia e cipolla, oppure con verdure a prevalenza tendenzialmente amarognola, come rucola e melanzane e anche formaggi impegnativi come il gorgonzola o il “brie”.​

Ma se scegliete una pizza con “frutti di mare”, allora un bianco come un Traminer Aromatico regalerà grande soddisfazione. Se amate la “Quattro Formaggi”, potete abbinare anche un bianco fresco e profumato.

G.P.M.
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