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Nell'ambito del progetto europeo Rete Natura 2000

Le Capanne di Marcarolo diventano Zona Speciale di Conservazione

 Il territorio delle “Capanne di Marcarolo” inserito nelle aree protette dell’Appennino Piemontese, è stato riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente come Zona Speciale di Conservazione (Z.S.C.) nell’ambito della Rete Natura 2000.

Si tratta dell’unica Z.S.C. del Piemonte appartenente alla regione bio-geografica Mediterranea.

Le Capanne di Marcarolo sono una meta turistica perfetta per chi cerca luoghi immersi nella pace dei boschi e dei corsi d’acqua dell’Appennino, con panorami che vanno dalla Riviera Ligure alle Alpi, con la possibilità di passeggiate ed escursioni tutto l’anno.

Ma la Z.S.C. delle Capanne di Marcarolo ha altresì un grande valore conservazionistico, evidenziato da approfonditi studi scientifici che vanno avanti dal 2000 nell’ambito del “Progetto di Studio e Gestione della biodiversità in ambiente appenninico”. Attraverso questi studi è emersa la grande importanza del comprensorio nell’ambito bio-geografico mediterraneo, con la presenza di specie floristiche come il Cerastium utriense o faunistiche come i lepidotteri Coleophora marcarolensis e Elachista cabanella nonché numerosi habitat e specie inseriti nella Direttiva europea della Rete Natura 2000, uno strumento della Comunità Europea preposto a tutelare la biodiversità del territorio degli stati membri.

 La designazione delle Z.S.C. avviene in tre tappe. Ogni stato membro deve redigere un elenco di siti che ospitano habitat naturali e specie animali e vegetali selvatiche. La Commissione adotta poi un elenco di siti di importanza comunitaria per ognuna delle sette regioni bio-geografiche dell’Unione Europea (alpina, atlantica, boreale, continentale, macaronesica, mediterranea e pannonica) e infine, entro un massimo di sei anni, lo stato membro designa il sito in questione come zona speciale di conservazione Z.S.C.

Nella Zona speciale di conservazione delle Capanne di Marcarolo sono stati individuati ad oggi ventisette habitat di interesse comunitario, diciannove specie di chirotteri, il lupo e venti specie tra rettili, anfibi, pesci, crostacei e invertebrati di interesse comunitario e conservazionistico.

Fabio Mazzari
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