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Candidato nel collegio proporzionale al Senato

Elezioni 2018: intervista ad Antonello Barbieri (Più Europa)

 Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei candidati delle elezioni politiche del 4 marzo. Questa volta abbiamo incontrato Antonello Barbieri, capolista al proporzionale al Senato nella lista “Più Europa” coalizione comprende i Radicali Italiani di Emma Bonino, il Centro Democratico di Bruno Tabacci e Forza Europa di Benedetto Della Vedova.

Antonello Barbieri è nato a Genova nel 1960 e vive da tantissimi anni a Busalla.  Coordinatore regionale del Centro Democratico. Dal 2004 al 2014 ha ricoperto la carica di assessore alla cultura per il Comune di Busalla ed è Presidente del Coordinamento Nazionale per le fusioni di comuni.

Barbieri, quando è nato in lei l’interesse per la politica?

Mi sono occupato di politica già da ragazzo, iniziando a fare attività sindacale all’età di vent’anni.  Nel 2004  l’allora sindaco di Busalla, il dottor Mauro Pastorino mi ha scelto come assessore alla cultura del Comune di Busalla, esperienza straordinaria.

La lista Più Europa riporta sulle schede, dopo un turno di assenza, un nome storico della politica italiana quale quello dei Radicali…

L’Europa è la soluzione dei problemi del nostro Paese, ci candidiamo per farlo capire alle persone. Il nostro obiettivo è quello di superare la soglia del tre per cento, che ci consentirebbe di eleggere un discreto numero di parlamentari. Sicuramente il ritorno in Parlamento di una personalità prestigiosa e stimata non solo in Italia ma anche e soprattutto all’estero quale è Emma Bonino è molto importante.

Riguardo all’ascesa dei populismi, che si sta verificando in tutta Europa, specialmente nei paesi economicamente meno sviluppati, come si pone una lista che, viceversa, si chiama proprio “Più Europa”?

Trovo che siamo davanti ad una situazione paradossale. Il populismo cresce nelle economie più fragili, dove i cittadini vanno verso chi urla piuttosto che ascoltare chi propone. Trovo preoccupante che il fenomeno del populismo si concentri soprattutto in quei paesi che dall’Europa ricevono più fondi e che, grazie all’Europa, si sono emancipati dall’arretratezza in cui erano sprofondati durante il regime comunista. Oggi chi ha avuto beneficio dall’Europa alza i muri contro l’Europa stessa!

 Un programma quindi marcatamente europeista…

Certamente, come dice già il nome della nostra lista crediamo fortemente nell’Europa come unica possibilità per lo sviluppo. Allo stesso tempo sosteniamo con forza che ci sono cose che non vanno nell’attuale Unione Europa, troppo spostata sulla finanza e meno sui cittadini. Ma proprio perché siamo europeisti siamo per cambiarla e trasformarla e non per distruggerla. Oltre alla questione di un Unione schiacciata sulla finanza denuncio anche la totale mancanza di una politica estera comune e lunedì ne abbiamo avuto un esempio: nello stesso giorno in cui il presidente della Turchia Erdogan, su cui è legittimo avere tutte le riserve di questo mondo, era in visita ufficiale in Italia, l’Olanda ritirava i suoi ambasciatori dalla Turchia! Tornando al programma è assurdo ipotizzare di lasciare l’Unione Europea e tornare indietro, la Gran Bretagna con la Brexit sta subendo dei contraccolpi che sono solo all’inizio.

Più Europa è un partito relativamente “piccolo”, come sta affrontando la campagna elettorale rispetto a formazioni molto più radicate e strutturate?

Il fatto di essere una formazione “piccola” non ci crea un handicap, anzi, ci permette di parlare a quella grande fetta, attualmente più di un terzo della popolazione, formato da indecisi. I sondaggi oltretutto ci danno in crescita e indicano che avremo ottimi risultati nelle grandi realtà urbane del centro-nord. Ricordo comunque che ad eccezione di pochissime zone, con questa legge elettorale collegi sicuri non ne esistono, penso a due regioni quali la Sicilia e l’Emilia Romagna che fino a pochi anni fa erano blindate e oggi sono giocabili.

Lei è uno dei pochissimi esponenti della Valle Scrivia che è stato candidato in un elezione nazionale, che effetto le fa?

Assolutamente un grande onore, credo di essere il primo in assoluto come capolista e il primo dopo diciassette anni, quando venne candidato l’attuale sindaco di Busalla, Loris Maieron, per Democrazia Europea.

Fabio Mazzari
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