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L'intervista de L'Inchiostro Fresco all'autrice

“Di cristallo e di fiamma”, il romanzo di Marina Salucci

 Marina Salucci, scrittrice, presenta a L’Inchiostro Fresco il suo ultimo romanzo dal titolo Di cristallo e di fiamma pubblicato da Leucotea, casa editrice di Sanremo.

Si tratta del terzo libro e del secondo romanzo dell’autrice, il cui esordio è avvenuto con “L’altra città“, una raccolta di racconti sul rapporto tra la normalità e la pazzia, seguito da“L’acero delle stelle”, la storia di un programmatore di successo di videogiochi violenti, che, in una notte ventosa, vede un ramo d’acero arrivargli in faccia. Il protagonista, che vive in una città quasi fantascientifica, una totale colata di cemento, si chiede da dove provenga questo ramo e, domanda dopo domanda, si interroga su se stesso e sulle sue scelte.

Di cristallo e di fiamma”, racconta le vicende intrecciate di due personaggi: Fulvio Arrighi, insegnante di un liceo e Sandra Martino, una giornalista d’assalto. Il romanzo ruota intorno ad un fatto di cronaca, il restauro di uno splendido affresco in una villa nobiliare, tuttavia qualcosa non quadra, l’affresco infatti si rivelerà un falso!

«Non ho collocato geograficamente il romanzo, cosa che non faccio mai nei miei romanzi, perché parlo dei problemi del nostro presente, non di una città in particolare. La vicenda potrebbe essere ambientata ovunque, proprio per questo mi piace “depistare” i lettori – spiega Marina Salucci – e anche i personaggi non sono alter-ego di persone realmente esistenti».

Di cristallo e di fiamma” non è un romanzo giallo «molti lettori l’hanno interpretato come tale, ma in realtà è qualcosa di diverso. Non muore nessuno, dunque non si cerca l’assassino, ma la verità» fa presente l’autrice. La storia che ruota attorno a questo affresco falso nasce da un quadro che colpì molto l’autrice «ad una mostra di Gian Marco Crovetto, un pittore genovese molto quotato, rimasi colpita da un colore rosso molto acceso che, come mi spiegò l’autore, era realizzato grazie all’utilizzo del cinabro. Da lì – prosegue Marina Salucci – ho immaginato la storia di un pittore che, durante il Rinascimento, ricercò incessantemente per riuscire a fissare il cinabro anche negli affreschi».

Il luogo dove è ambientato il romanzo, ovvero Villa Fugazzi, è una splendida villa nobiliare recuperata dove si investono molti soldi per iniziative di vario genere. Da qui l’autrice inizia ad affrontare argomenti di stretta attualità «Nelle pagine del romanzo emergerà un grosso giro di corruzione che ruota proprio attorno all’affresco – ci anticipa la nostra interlocutrice – con la comparsa nelle pagine di immaginari politici che si caratterizzeranno in modo ridicolo e grottesco, il tutto inserito però in un contesto intimista che vedrà coinvolti i due protagonisti».

 Una tematica intimista che si unisce a quella sociale «come nel romanzo precedente c’è una denuncia, seppure fatta con ironia, alla società attuale e alle sue storture, come appunto la corruzione. Il romanzo – ci spiega Marina Salucci – a meno che non di totale evasione, vuole sempre comunicare qualcosa. A volte poi la realtà supera l’immaginazione dei libri, pensiamo ad esempio alla mostra che si è tenuta pochi mesi fa a Palazzo Ducale con quadri risultati falsi! Neanche a farlo apposta nel mio romanzo ho anticipato un fatto realmente accaduto».

La copertina del romanzo è il particolare di un quadro,“Mattino a San Fruttuoso” di Gian Marco Crovetto, pittore genovese molto conosciuto che adopera i rossi magici di cui si parla nel romanzo. E andando avanti nella lettura si capisce come l’arte e la bellezza siano considerate una possibile via di salvezza al decadimento di valori che viviamo.

Marina Salucci ci anticipa il suo prossimo romanzo, che si intitolerà “Se esistessimo davvero”, che sarà incentrato sul condizionamento che, specialmente le nuove generazioni, subiscono dalla tecnologia, che ha progressivamente ridotto i rapporti umani tra le persone ed il contatto con la realtà, una sorta di “Grande Fratello” orwelliano a cui ci stiamo sottoponendo volontariamente.

L’autrice è nata a Genova, dove risiede, da una famiglia di origini toscane, è professoressa di lettere ed appassionata di ciclismo, ha collaborato con diversi periodici locali e culturali quali “Resine”, “La Polcevera” e “Qui e dintorni”.

Fabio Mazzari
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