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Candidato al Senato nel collegio 2 Genova-Bargagli

Elezioni 2018: intervista a Mattia Crucioli (M5S)

 Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei candidati alle elezioni politiche del 4 marzo. Oggi è il turno di Mattia Crucioli, candidato al Senato per il collegio 2 Genova-Bargagli per il MoVimento 5 Stelle. Mattia Crucioli è nato e vive a Genova, ha quarantun’anni ed è avvocato specializzato in diritto amministrativo.

Avv. Crucioli, quando nasce in lei l’interesse per la politica?

Sono avvocato da quindici anni e mi occupo di diritto amministrativo, ovvero tutto quanto riguarda gli errori e le ingiustizie commesse della pubblica amministrazione, a cui si reagisce con ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato. Conosco abbastanza bene la macchina amministrativa e ho deciso che era il momento di provare ad impegnarmi nel mondo della politica. Da parlamentare potrei incidere direttamente sulle leggi e cercare di migliorare le storture che esistono. Per quanto riguarda la politica sono attivista del MoVimento 5 Stelle già dal 2010, praticamente agli inizi quando vennero eletti i primi consiglieri regionali in Piemonte ed Emilia Romagna. Da subito avevo capito che sarebbe stata una forza che avrebbe inciso e cambiato il modo di agire dei partiti.

A proposito di rinnovamento non si può dire che questo abbia però coinvolto le altre forze politiche, con questa campagna elettorale svolta da nomi ben noti e che, spesso, siedono in Parlamento da diverse legislature… Come si pone il MoVimento 5 Stelle rispetto al cosiddetto “usato garantito”?

Si vedono le stesse facce di venti-trent’anni fa, che facevano politica quando alcuni elettori non erano nemmeno nati. Tuttavia sono convinto che questo atteggiamento stia iniziando a finire, e si nota dalla flessione di partiti che fino a quattro-cinque anni fa erano “di massa” come il Partito Democratico, Forza Italia, ecc… e che oggi sono decisamente indeboliti.

Quindi una crisi delle ideologie…

Riguardo alle ideologie sostengo che le cose da fare vadano affrontate con razionalità e non con il paraocchi delle ideologie. Però trovo che la mancanza di punti di aggregazione, come sono stati per decenni le sedi e sezioni dei partiti di massa, abbia portato anche alla fine di un confronto. Vedo una frammentazione pericolosa e che, allo stesso tempo, le persone hanno bisogno di parlare e chiedono un cambiamento.

Una crisi di rappresentanza che si sta notando in gran parte d’Europa, soprattutto nei Paesi economicamente meno forti…

Questa crisi, che favorisce anche forze estremiste, è il “frutto” della politica che i grandi partiti hanno seminato per anni: promesse roboanti, favori agli amici degli amici, mancanza di ascolto delle esigenze dei cittadini. Proprio per questo sto facendo una campagna di dialogo con i cittadini, vedo molte persone arrabbiate, soprattutto con il sistema politico e le storture di esso. È evidente che in buona parte d’Europa c’è un malessere diffuso.

 Il MoVimento 5 Stelle è stato all’opposizione durante questi ultimi cinque anni, lei personalmente come giudica l’operato del Governo uscente?

Ho una brutta opinione del Governo che ha guidato l’Italia in questi ultimi cinque anni, ho visto azioni fatte soprattutto a favore dei poteri forti, come le banche ed i gruppi multinazionali e poco o nulla per i cittadini. Una politica che si è vista in tutti i campi, prendiamo ad esempio quello della distribuzione, favori ai grossi gruppi della grande distribuzione organizzata anziché un aiuto concreto al piccolo commercio che è quello che tiene vivi le città ed i paesi. La sensazione, che non è solo mia, è che i due grandi partiti, ovvero Partito Democratico e Forza Italia siano molto simili non solo nella politica economica ma anche nell’agire: tanta comunicazione e poco contenuto. Noi come M5S vogliamo invertire questa tendenza.

Riguardo all’Europa quale è la sua opinione? Spesso il MoVimento 5 Stelle viene descritto dai media come una forza “euroscettica”…

Il MoVimento 5 Stelle non è contro l’Europa, come erroneamente sostengono alcuni mass media, ma è per cambiare questa Europa che, costruita così com’è non va bene. Fermo restando che, all’inizio, l’ingresso nella moneta unica sia stato dannoso e affrettato per il nostro Paese, oggi tornare indietro sarebbe peggio. Tuttavia su certi temi l’Italia deve fare sentire la propria voce, prendiamo il caso dell’immigrazione, abbiamo un regolamento europeo, il cosiddetto “Dublino 3” che lascia all’Italia la gestione dell’intero fenomeno, esistendo una clausola che prevede che il primo paese di accoglienza deve occuparsi della questione. L’Europa invece dovrebbe avere un ruolo e distribuire delle competenze. Da una parte l’Europa ci chiede dei sacrifici, ad esempio riguardo al debito, dall’altra ci lascia soli in situazioni decisamente problematiche.

Il MoVimento 5 Stelle ha dimostrato, in questi anni, una certa debolezza nel voto locale, ovvero i sindaci, rispetto al voto nazionale ed europeo, come si spiega questo secondo lei?

Da una parte siamo una formazione ancora giovane, abbiamo anche pochi mezzi economici e ci appoggiamo sulle donazioni dei singoli, quando dobbiamo contare sulle forze locali è più difficile perché i partiti tradizionali, malgrado la loro crisi, hanno mezzi e strutture territoriali nonché persone che sono in grado di raccogliere numerose preferenze.

Per concludere lei se venisse eletto in Parlamento sarebbe disposto a dare un sostegno ad un governo di unità nazionale?

Su questo Luigi Di Maio è stato molto chiaro, per noi l’alleanza non è pensabile e l’abbiamo dimostrato ancora oggi correndo da soli nonostante una legge elettorale che, sulla carta, ci penalizza. Quello che Di Maio ha lasciato aperto è la condivisione su alcune leggi e proposte che verranno proposte di volta in volta in Parlamento.

Fabio Mazzari
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