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Il ministro Dario Franceschini insieme al presidente di Coldiretti Moncalvo firmano un protocollo di intesa per il territorio

Il 2018 anno del cibo italiano nel mondo. La biodiversità, un patrimonio da difendere

 Cibi che fanno bene al fisico e alla mente. “In Italia è nata con Campagna Amica la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che ha offerto opportunità economiche agli allevatori e ai coltivatori di varietà e razze a rischio di estinzione che altrimenti non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione”, ha affermato Moncalvo.

Le carote viola di Polignano sono considerate un vero e proprio elisir di lunga vita anche grazie alle elevate quantità di polifenoli, flavonoidi e antocianine dal potere antiossidante, mentre il barattiere, antica varietà di cetriolo pugliese, è l’ideale per chi è a dieta, poiché assicura un elevato contenuto in potassio e basso di zuccheri e sodio. Per chi, invece, è a caccia di “aiutini” tra le lenzuola in Calabria si coltiva il peperoncino di Diamante dalle note proprietà afrodisiache.

La cipolla rossa di Cavasso Nuovo, dal Veneto, è, invece, un toccasana contro lo stress e l’ipertensione a causa di una vita sempre più frenetica, ma aiuta anche a ridurre il colesterolo. E per chi ha il fegato ingrossato da dispiaceri e rabbia c’è pure la carota bianca piemontese che ha un effetto benefico in quanto regola la produzione di bile. In Sardegna è stata recuperata sa pompia, sorta di cedro dalla buccia spessa e ruvida usato nella preparazione di dolci e liquori, ma dal quale si ricavano anche oli essenziali che curano tosse e raffreddore e aiutano anche l’intestino.

Per chi soffre di celiachia dalla Lombardia arriva il mais corvino dal colore nero-violaceo, che è senza glutine, oltre che ricco di antocianine, molto antiossidanti. In Campania si trova poi il pomodorino del piennolo una varietà antica di pomodoro che sapientemente intrecciato e lasciato all’aria aperta ha la capacità di resistere per un intero anno mantenendo inalterate le sue straordinarie caratteristiche organolettiche.

 La patata turchesa in Abruzzo invece possiede interessanti proprietà antitumorali e contro l’invecchiamento grazie soprattutto ad alcune sostanze presenti nella buccia. In Friuli Venezia Giulia sboccia la rosa di Gorizia che non è un fiore, ma di una varietà pregiata di radicchio rosso che aiuta a depurare l’organismo per chi ha esagerato un po’ a tavola, oltre a essere ricca di ferro, calcio, antiossidanti, acido folico e vitamine.

La melanzana rossa è tornata a essere coltivata in Basilicata grazie all’impegno degli agricoltori e ciò ha rappresentato – nota la Coldiretti – una fortuna per i consumatori poiché questo tipo di ortaggio vanta tra le proprietà principali, quella antiossidante, utile per contrastare l’invecchiamento cellulare, oltre a ridurre il colesterolo. Dalle Marche arrivano le visciole, varietà selvatiche di ciliegia che una volta crescevano spontaneamente nelle campagne. I contadini le coglievano e le facevano seccare al sole per poi consumarle durante il lavoro nei campi per le loro proprietà rinvigorenti.

La roveja di Cascia, coltivata dagli agricoltori umbri terremotati, è un legume antico con alto contenuto di proteine e pochi grassi, dunque adatto a chi deve perdere peso. Si deve agli agricoltori dell’Emilia Romagna il recupero del carciofo moretto di Brisighella, noto già nell’antichità per la sua ricchezza di ferro, il basso contenuto di zuccheri e le proprietà lassative, oltre che per la preparazione di decotti e amari.

In Sicilia la fava di Leonforte era coltivata nell’antichità per migliorare la qualità dei terreni a grano e assicurare un alimento ricco di proteine e sali minerali che poteva essere seccato e conservato a lungo. Nel Lazio si producono i fagioli del Purgatorio dalle ottime proprietà nutrizionali. Ma ci sono anche i prodotti della biodiversità che garantiscono un alto livello di… gusto. È ligure il chinotto, che può essere preparato in vari modi: sciroppato, candito, al liquore, in elisir, come marmellata e come mostarda. Ottimo il puzzone di Moena, formaggio dall’aroma inconfondibile del Trentino Alto Adige, così come la tintilia, antico vitigno del Molise, e la motzetta, strisce di carne essiccata della Valle d’Aosta.

Una ricetta: I Corzetti di Novi Ligure


Si tratta di un tipo di pasta la cui origine si perde nella memoria collettiva, poco conosciuta al di fuori della ristretta area di produzione. I Corzetti sono tipici di Novi Ligure (Alessandria), dove hanno ispirato anche un’Accademia.
Hanno una forma tonda e sottile, che una volta era diversa per ogni famiglia, gelosa custode dello stampo in legno con il proprio marchio da imprimervi sopra.
Vengono conditi con il pesto ligure o con il sugo di funghi e salsiccia.

CORZETTI NOVESI AL SUGO DI FUNGHI (I CURSÈTI ID NÖVE)

INGREDIENTI: per la pasta: gr. 400 di farina di semola di grano duro, 3 uova, vino bianco, un pizzico di noce moscata, sale;per il sugo: gr. 100 di salsiccia di maiale, gr. 40 di funghi secchi, un trito di sedano, carota, cipolla, alloro e rosmarino, passato di pomodoro q.b., vino bianco, sale.

PREPARAZIONE: Impastate farina, uova, sale, noce moscata con il vino bianco necessario per ottenere una pasta ben soda e lavoratela a lungo. Tirate la sfoglia piuttosto sottile e con l’apposito stampo ricavate i corzetti e lasciateli asciugare un poco su un telo pulito. Preparate il sugo soffriggendo il trito in una pentola di terracotta con un po’ d’olio e aggiungete la salsiccia e sfumatela con il vino bianco; poi aggiungete i funghi ammolliti e il passato di pomodoro e lasciate cuocere. Se necessario aggiungete olio e burro crudo e salate. Cuocete la pasta in acqua salata, colate e rosolate un minuto nel sugo. Servite subito.

Durante la stagione estiva il condimento può essere sostituito da un pesto di maggiorana.

G.P.M.
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