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Si è laureata presso l'ospedale cittadino

Olga D’Eramo, una bella storia da Ovada

 È una storia da raccontare quella di Olga D’Eramo affetta da una grave malattia e ricoverata all’Ospedale di Ovada. Non potendo trasferirsi a Roma per la discussione della tesi in quanto iscritta alla Facoltà di Psicologia dell’Università Telematica Internazionale UniNettuno, ha ottenuto in via eccezionale il conseguimento della laurea presso il Day Hospital Oncologico dell’Ospedale di Ovada grazie all’autorizzazione del Direttore Generale dell’Asl, Gilberto Gentili e del Primario di Medicina dell’Ospedale di Ovada, Paola Varese. Così la commissione ha raggiunto l’Ospedale di Ovada con grande disponibilità del personale per assistere ad un evento veramente unico.

Olga D’Eramo si era sentita male nella notte tra il 28 febbraio e il 1° marzo e la data della tesi era già stata fissata per cui non intendeva arrendersi proprio quando accarezzava un sogno dopo aver ottenuto da privatista il Diploma da Dirigente di Comunità e un posto di Docente al CNOS di Alessandria. Così è stato chiesto all’Ateneo di effettuare una sessione speciale alla presenza della famiglia, degli amici, del personale infermieristico e dei Sindaci di Cremolino, dove vive, di Ovada e di Molare.

Ha presieduto la Commissione Luciano Di Mele in una giornata indimenticabile per tutti i presenti. Anche il Rettore dell’Università Maria Amato Garito, non potendo partecipare personalmente alla sua cerimonia di laurea, ha inviato una lettera di congratulazioni per il traguardo raggiunto e per l’impegno che ha sempre messo nello studio. “Ho potuto constatare la qualità del suo percorso di laurea,– si legge – l’originalità del suo elaborato finale, nonché l’affinità che ha dimostrato fin dall’inizio ai valori e ai principi su cui si fonda la nostra Università. La ringrazio per la forza che sta dimostrando nel voler concludere i suoi studi anche in un momento difficile della sua vita. È lei, cara Olga, che oggi sta insegnando a tutti noi il modo di affrontare le avversità della vita”.

Luisa Russo
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