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Al di là di nastri e sfilate, idee e pensieri per un mondo complicato e complesso

La moda secondo Alessia Cotta Ramusino

 La moda italiana, con le sue origini, il suo presente e il suo futuro, tra rischi e opportunità. Questo l’obiettivo di tesi di laurea di Alessia Cotta Ramusino, “Sociologia della Moda: definizioni e problemi”, che nell’anno accademico 1993/94 si laureò brillantemente, relatore il Prof. Giorgio Sola, in Scienze Politiche nell’anno 1993-94. Una tesi tutt’oggi valida e attuale perché analizza quei processi di imitazione che influenzano la mobilità sociale (ma anche il suo appiattimento), dei quali la moda è uno degli attori protagonisti.

Come chiarito dal testo, scopo dell’autrice, oggi apprezzata compositrice musicale, è analizzare il mondo della moda, visto essenzialmente sotto il profilo dalla “Innovazione e mutamento di stile” e, come accennato, quale “Principio dinamico che si sviluppa con tratti e tempi differenti in tutte le società e le epoche”, pur essendo diventato più importante nella modernità. Il lavoro di Ramusino esamina dunque in dettaglio questi aspetti.

Nel capitolo “Moda come imitazione” indaga infatti la tesi secondo cui la moda sia il mezzo con cui i deboli ed i perdenti sociali cercano di copiare e di trasferire a loro il successo ed i benefit delle classi superiori.

La moda come craze” ovvero intesa come un comportamento collettivo che agisce sull’individuo al di là della sua libera scelta.

La moda dunque che spingendo sui “quei comportamenti più o meno spontanei” plasma la volontà del singolo. L’eterno dibattito tra condizionamento e libero arbitrio visto da una nuova prospettiva.

Nella seconda parte, “La moda nei classici”, la tesi si focalizza sul lavoro di autori considerati fondamentali, come Georg Simmel e Renè Konig, significando come la “vita di società” diventi parte integrante della struttura sociale.

Nella terza ed ultima parte, “Fenomenologia della moda”, viene indagato il rapporto a doppio senso tra società e moda, con la prima che usa la seconda per promuoversi e viceversa, in una relazione duale.

Moda dei corpi” infine analizza i metodi che la moda usa per modificare e influenzare il “comune senso del pudore” a vantaggio del prodotto “del momento”. Più specifico, “Moda-donna, moda-uomo” dimostra come a, a volte, è la moda stessa a definire cosa è maschile e cosa è femminile.

Insomma, un testo non facile, ma un modo di vedere la moda aldilà dei luoghi comuni a base di nastrini, sfilate e belle donne (troppo) magre.

Matteo Clerici
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