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Il nuovo romanzo dello scrittore genovese

Elio Ottonello presenta “In bocca al lupo”

 E sono sei, dopo i primi due romanzi “Il gioco dell’oca” e “L’ammiraglio e la strega”, il romanzo storico “La fossa del lupo” e i due libri ambientati nella cartiera di Acquasanta “La cartiera del demonio : l’indagine e il manoscritto”, Elio Ottonello ha appena dato alle pubblicazioni il secondo episodio della trilogia del Lupo.

In bocca al lupo”, questo il titolo del romanzo, si riallaccia al filone storico. Le vicende si svolgono nel 1765. Partendo dal mistero del lupo gigante, una vicenda avvenuta in una regione francese in quell’epoca, Elio Ottonello si ispira a questo mistero storico spostando le vicende nella Val Varenna, la vallata alle spalle del ponente genovese.

«È un romanzo che racconta le vicende di vita quotidiana nella seconda metà del Settecento – spiega Elio Ottonello – i protagonisti sono una coppia di contadini che deve sposarsi, ma anche un ufficiale mandato dalla regione francese dell’Essevain per debellare il flagello dei lupi che sta creando danni terribili agli abitanti del luogo». Questo cavaliere francese, però, avrà nel romanzo un ruolo chiave «si innamorerà della ragazza e metterà così a rischio il matrimonio» anticipa una parte della trama l’autore.

Vicende comuni dell’epoca che però si intrecciano con le vicende politiche «i cattivi del romanzo saranno i Lomellini, i signori che avevano enormi possedimenti in zona». Parlando dei Lomellini, l’autore inserisce nel romanzo un’altra vicenda, quella di Tabarca, ovvero la comunità genovese che si trovava in Tunisia, che venne successivamente espulsa dal Bej e che, tramite il re di Sardegna, trovò rifugio nell’isola di Carloforte, dove ha dato un forte impulso allo sviluppo della pesca e della lavorazione del tonno, attività che continua ancora oggi.

 «Con questo romanzo, così come il precedente, voglio fare anche un po’ di pubblicità alla Val Varenna, che è una zona molto bella ma purtroppo poco conosciuta dai genovesi» spiega Elio Ottonello «le parti in genovese del romanzo sono state curate dal professor Franco Bampi della “A Compagna”, che è esperto di dialetto».

Rispetto al primo capitolo, ovvero “La fossa del lupo”, le vicende si svolgono vent’anni più tardi «il problema dei romanzi storici è che bisogna trovare avvenimenti di contorno di spessore – fa presente Elio Ottonello – per Genova e i suoi dintorni quello era un periodo di calma. Ho inserito quindi diverse vicende sulle “colonie” genovesi, non solo Tabarca ma anche la Corsica e, soprattutto l’isola di Capraia».

Anche “In bocca al lupo”, come i precedenti romanzi è stampato da Ateneo Edizioni di Genova Pegli, ma non finisce qui, infatti Elio Ottonello ci anticipa «sto già preparando il terzo capitolo della trilogia, che si svolgerà alla fine del Settecento, nel pieno delle guerre napoleoniche».

Fabio Mazzari
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