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La sede ufficiale è stata inaugurata lo scorso 5 maggio a Campomorone

Intervista con Giuseppe Carbone, presidente Movimento Agende Rosse di Genova

 È stata inaugurata lo scorso 5 maggio la sede ufficiale del Movimento delle Agende Rosse di Genova, l’associazione che, da diversi anni, lotta contro la presenza delle mafie sul territorio.

La sede è a Campomorone ed il presidente è Giuseppe Carbone, insegnante dell’Istituto Tecnico Industriale “Primo Levi” di Ronco Scrivia e che ha insegnato al “Ciampini-Boccardo” di Novi Ligure, in questa intervista ci racconta cos’e e come funziona il Movimento.

Si tratta dell’unica sede ufficiale della Provincia di Genova del Movimento delle Agende Rosse?

Si, siamo la prima sul territorio genovese. Per creare un movimento abbiamo uno statuto a cui si fa riferimento. Per aprire una sede ed essere certificati bisogna fare domanda direttamente a Salvatore Borsellino. Per statuto ogni sede deve essere intitolata ad una vittima delle mafie. Questa sede l’abbiamo voluta intitolare a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

La sede è stata inaugurata in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Campomorone a Salvatore Borsellino…

Si, ringraziamo il Comune di Campomorone che ci ha aiutato, fornendoci la sede ed ha creduto moltissimo nel nostro progetto, cedendoci ad un affitto minimo questo spazio. Siamo una delle quattro sedi del Nord-Ovest.

Il Movimento delle Agende Rosse è diffuso in tutta Italia?

Assolutamente si, il Movimento ha gruppi lungo tutta la penisola, da Belluno ad Agrigento. Sulla pagina ufficiale di Agende Rosse che è www.19luglio1992.com si possono vedere tutte le sedi ufficiali.

 Quanti sono gli associati al Movimento delle Agende Rosse?

È molto difficile stabilire un numero, in quanto il movimento non ha un tesseramento, ma sono sicuramente diverse migliaia. Anche online siamo molto attivi, basta pensare che la diretta del conferimento della cittadinanza onoraria a Salvatore Borsellino avvenuta qui a Campomorone è stata vista in diretta da oltre diecimila persone.

Chiunque può iscriversi al Movimento?

Certamente, l’iscrizione è aperta a chiunque. Come dicevo prima non abbiamo tessere, per iscriversi alle Agende Rosse bisogna credere in quello che si fa. L’iscrizione è completamente gratuita, se uno vuole farci una donazione è il benvenuto. Noi non riceviamo nessun contributo pubblico e non chiediamo il cinque per mille, è tutto gestito con il volontariato e l’autofinanziamento. Il movimento è, ovviamente, del tutto indipendente dai partiti politici.

Quando è nato a livello nazionale il Movimento delle Agende Rosse?

Nel 2007, su iniziativa di Salvatore Borsellino che, fino allora, era rimasto in ombra. In quell’anno scrisse una lettera a diversi quotidiani intitolata “19 luglio 1992 – una strage di Stato”. Da lì nacque il movimento delle Agende Rosse.

Il nome “Agende Rosse” nasce in riferimento alla famosa agenda di Paolo Borsellino, mai ritrovata dopo la sua morte. A distanza di un quarto di secolo secondo lei come fu possibile arrivare a quei giorni terribili del 1992?

Il 1992 fu solamente il punto di arrivo di una guerra che le organizzazioni mafiose avevano dichiarato allo Stato già dalla metà degli anni Settanta. Ricordiamo che in quegli anni ci furono omicidi di personalità come Carlo Alberto Della Chiesa, Piersanti Mattarella, Franco Imposimato e tantissimi altri, tra cui numerosi giornalisti, fino ad arrivare agli omicidi preparati da tempo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, le personalità più importanti dell’antimafia dell’epoca. Bisogna partire da un presupposto, le mafie nascono dove ci sono soldi e business e dove si può lucrare.

 Nel corso degli anni le mafie sono passate da un fenomeno circoscritto alle regioni del Mezzogiorno ad essere presenti in tutta Italia. Qual è la situazione del Genovesato?

La nostra è una zona dove le organizzazioni mafiose sono ben presenti e radicate sul territorio anche se, purtroppo, se ne parla pochissimo. Nel solo comune di Genova negli ultimi anni sono stati ben novantasei i locali confiscati alle mafie. Non dimentichiamo poi le amministrazioni comunali sciolte per infiltrazioni mafiose anche al nord, tra cui Lavagna lo scorso anno oltre a diversi casi ad esempio in Lombardia ed Emilia Romagna.

Prof. Carbone, secondo lei le persone sono a consocenza del problema della presenza delle mafie nella società?

Ahimè no. Penso ad esempio al caso della trattativa Stato-mafia di cui se ne parla pochissimo e, di conseguenza, la stragrande maggioranza delle persone non ne sa nulla. Ma questo perché? Per dare una risposta bisogna ritornare al caso dell’agenda rossa di Borsellino, mai ritrovata ma che, dalle immagini catturate all’epoca si vede una persona, un agente segreto morto lo scorso anno, che portò via la valigia di Paolo Borsellino. Ebbene la valigia venne ritrovata con tutto all’interno tranne l’agenda. Non è difficile immaginare il perché, all’interno sicuramente erano annotati i nomi di politici potentissimi. L’agenda rossa non è certamente andata distrutta ed è conservata in qualche luogo segreto…

Fabio Mazzari
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