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Un'interessante recupero della stazione ferroviaria, oggi adibita per diverse attività

Isola del Cantone, il laboratorio dell’Associazione delle Rose

 La stazione ferroviaria di Isola del Cantone è uno dei più interessanti esempi di riqualificazione di una struttura pubblica nell’area dell’Oltregiogo.

L’edificio, risalente alla fine del XIX secolo, è stato anni fa acquistato e ristrutturato dall’amministrazione comunale dell’attuale Sindaco Giulio Assale. Il piano inferiore è stato adibito a circolo ricreativo per i giovani del paese mentre al piano superiore hanno sede alcune associazioni e società sportive, tra cui la squadra di calcio Isolese e, soprattutto, il laboratorio dell’Associazione Rose Valle Scrivia.

Francesco Bertuccio, vicepresidente dell’associazione ci spiega «il laboratorio è aperto a tutti, disponiamo di una cella frigorifera e di un’ampia cucina per realizzare gli sciroppi e le confettture di rose, il tutto nel pieno della normativa HACCP». Il vicepresidente Bertuccio lancia a L’Inchiostro Fresco la sua proposta «sto cercando un agronomo professionista, che, pagato, faccia assistenza all’Associazione. Qui da noi c’è bisogno di persone aggiornate in merito alla normativa, ad esempio sulle etichettature – ci spiega Francesco Bertuccio – l’agronomo avrebbe a disposizione un paio di giorni gratuitamente l’ufficio e noi, come associazione, ci rivolgeremo a lui come cliente».

L’Associazione Rose della Valle Scrivia, marchio registrato e presidio Slow Food, che gestisce il laboratorio realizza i suoi prodotti solamente con le rose raccolte nel territorio indicato e delimitato. Tuttavia il laboratorio è aperto a tutti coloro che, nel rispetto della normativa HACCP, vogliano realizzare i propri prodotti.

Tra i progetti futuri, ci anticipa il vicepresidente Bertuccio c’è la voglia di premiare Isola del Cantone «abbiamo in mente una grande festa ad Isola che valorizzi il paese, con le sue peculiarità come i ponti, il museo archeologico della Valle Scrivia e alcune particolarità come la centralina dell’acqua, vero e proprio elemento di archeologia industriale».

Fabio Mazzari
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