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L'esperto Anton Maria Magnarin ci svela in esclusiva tutti i segreti di questo animale

Istrice: un nuovo abitante dei boschi dell’Oltregiogo

I giorni scorsi nei pressi di Mele, in Località Acquasanta, è stato segnalato un capriolo femmina gravemente ferito; in seguito all’intervento della polizia regionale è stato accertato che l’animale è stato trafitto dagli aculei di un altro abitante del bosco fuori dall’ordinario: le ferite, purtroppo mortali, sono state infatti causate da un esemplare di Hystrix cristata, comunemente detto istrice. 

il capriolo ferito trovato a Mele con gli aculei dell’istrice

Come ci spiega Anton Maria Magnarin, biologo della fauna selvatica e docente all’Accademia S. Uberto di Torino, rinomata scuola di gestione faunistica, “l’istrice è una specie par autoctona, ossia una specie animale (o vegetale) che, pur non essendo originaria di una determinata area geografica, in questo caso l’Italia, vi è giunta per intervento diretto – intenzionale o accidentale – dell’uomo e quindi naturalizzata, anteriormente al 1500 DC”. Infatti, è proprio grazie agli antichi romani che,trovando la sua carne prelibata, l’istrice è stato importato in Italia dal nord Africa.

“Questa specie è rimasta stabile nell’Italia centro meridionale e confinata nella zona tosco laziale, Sicilia compresa, per quasi duemila anni” continua Magnarin “poi, circa quarant’anni fa, a seguito dello spopolamento delle campagne e di tutti quei fattori che hanno determinato il ritorno degli ungulati, anche gli istrici hanno cominciato a risalire l’Appennino e si sono spinti nelle regioni settentrionali, aiutati anche dal cambiamento climatico come accade per certi pesci nel Mediterraneo come barracuda, pesce balestra e pesce pietra. L’istrice, nel suo cammino verso nord, ha raggiunto lo spezzino, i territori dell’oltrepo pavese e l’Emilia Romagna, arrivando nelle zone di produzione del prosecco creando ingenti danni alle colture. Una delle ultime segnalazioni è stata fatta in provincia di Savona a Piana Crixia, in bassa val Bormida, dalla dottoressa Sara Chiarlone.”

La Biologia dell’Istrice

“L’istrice è un mammifero roditore, il più grosso presente in Europa” ci spiega Magnarin, “misura fino ad 80cm in lunghezza e va dai 15 ai 25 kg di peso. La sua dieta è quasi totalmente vegetariana, si nutre di radici, tuberi ed erba come tutti roditori ma, qualche volta, se trova ossa di piccoli animali microvertebrati come le arvicole, le incamera per bisogno di calcio. Ad  ogni modo non attaccherebbe mai per predazione un animale più grosso di lui” aggiunge il biologo, “ed eventuali attacchi sono tutti dovuti ad autodifesa. In Tanzania questo roditore che è largamente diffuso riesce a tenere a bada persino i leoni; lo sfortunato capriolo genovese purtroppo non avendo memoria genetica di questa specie lo ha considerato un pericolo e probabilmente ha provato ad allontanarlo provocandone l’attacco. L’istrice non ha alcun interesse ad attaccare l’uomo”, conclude Magnarin, “l’importante è tenersi a distanza in caso di avvistamento, non stimolarlo in nessun modo e tenere eventualmente il proprio cane al guinzaglio. Una credenza popolare diffusa e da sfatare è che l’animale lanci i propri aculei per difendersi, in realtà non è così: quando l’animale è spaventato drizza i propri aculei sulla schiena, che, essendo blandamente attaccati alla radice, vengono facilmente conficcati nella pelle dell’aggressore ”.

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Luca Serlenga
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