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L'8 ed il 15 settembre due giornate di studio e rievocazione storica al Museo Civico "Andrea Tubino"

Il ferro a Masone e in Valle Stura, una storia di lavoro

 L’Associazione Amici del Museo di Masone, il Comune di Masone e la Cooperativa Maxone Labora, in adesione all’iniziativa “Anno Europeo della Cultura”, organizza due giornate di studio e conferenze presso il Museo Civico Andrea Tubino con lo scopo di rappresentare al pubblico la storia del lavoro di Masone nel tempo ed in modo particolare la storia e la cultura del lavoro del ferro, che per secoli ha contraddistinto l’attività del paese.

Per comprendere i motivi per cui questo paese della Valle Stura, al limite dello spartiacque appenninico, abbia forgiato per lungo tempo la propria esistenza sulla lavorazione di questo minerale, bisogna fare un passo indietro al XIII Sec d.C.

Nel 1284, anno della storica battaglia della Meloria tra Genova e Pisa, che mise fine ai contrasti secolari tra le due repubbliche marinare e che erse il capoluogo ligure in una posizione di supremazia all’interno dei traffici commerciali del Mediterraneo, Masone era un feudo dei Marchesi Spinola e stava crescendo con difficoltà all’interno della comunità della valle.

I genovesi ebbero quindi campo libero sul controllo delle vie del Mar Tirreno ed avviarono, in accordo con il Granducato di Toscana, lo sfruttamento del minerale ferroso dell’isola d’Elba.

Il prezioso metallo (ematite) veniva trasportato a Voltri con delle particolari imbarcazioni dette leudi o caracche: due tipologie di natanti adatti ai trasporti pesanti in quanto molto robusti e di facile manovra, con una capacità di carico utile di circa 20 tonnellate. Successivamente l’ematite giungeva alle numerose ferriere, presenti non solo in Valle Stura, ma in tutto l’Oltregiogo, per essere trasformato in barre di ferro, chiodi per la cantieristica ed altri oggetti: merci che i genovesi commercializzavano in tutto il Mediterraneo, traendo ingenti profitti.

Il minerale che arrivava alle ferriere era in quantità notevole, si pensi che una singola ferriera lavorava fino a 500 kg di materiale al giorno. In un documento del 1543 tra la Repubblica di Genova ed il Gran Ducato di Toscana si parla di circa 2.000 tonnellate annue, quantità cresciuta nei secoli successivi.

Masone, i paesi della Valle Stura ma anche molte altre realtà che si trovano a nord del crinale appenninico sono state quindi coinvolte nella produzione di ferro per secoli; questo convegno ripercorrerà la storia della lavorazione del ferro durante tutto il suo percorso, dall’estrazione nelle miniere dell’isola d’Elba fino alla lavorazione che in alcuni casi ancora oggi coinvolgono il nostro territorio.

La manifestazione sarà pertanto suddivisa in più segmenti e vi saranno numerosi relatori a seconda dei temi di cui si andrà a discutere. La prima giornata di studi, sabato 8 settembre, comincerà alle ore 15:00 ed interverranno: Aldo Caterino sulla storia del trasporto marittimo nel Mediterraneo, mentre il giornalista Giovanni Pannella ci illustrerà come veniva effettuato il trasporto del minerale di ferro con i leudi.

Del trasporto via terra fino alle ferriere parleranno invece Stefano Leale e l’architetto Matteo Frulio. Infine il Prof. Tomaso Pirlo ci svelerà i segreti delle fucine, e della produzione del carbone vegetale.

Il seminario proseguirà sabato 15 settembre alle ore 15:00, ed interverranno: Pastorino Ferruccio, che ci parlerà delle ferriere presenti a Masone ed in Valle Stura; il Prof. Paolo Bottero che approfondirà il discorso sulle vie di comunicazione dal mare all’Oltregiogo; il Prof. Enrico Giannichedda ci illustrerà invece i metodi di conservazione della memoria storica con particolare riferimento al Museo Andrea Tubino ed infine Davide Barretto parlerà di come suo nonno, Francesco Barretto, grazie alle sue capacità imprenditoriali, trasformò il lavoro artigianale in industriale, per cui da semplice chiodaiolo di inizio novecento riuscì a creare un impero industriale che oggi è motivo di orgoglio territoriale grazie alla realizzazione di lavorazioni di carpenterie di dimensioni eccezionali.

In questi due giorni i vari artigiani locali esporranno le loro produzioni come coltelli ed accette: fra tutti Roberto Ottonello, artigiano masonese, presenterà le sue lame damascate che lo hanno portato al prestigio internazionale.

Luca Serlenga
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