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Frugando in una scatola

Stamattina sono andato alla Scuola Media Boccardo, in Via Aurelio Ferrando, Scrivia. C’era la rievocazione dei caduti della Tuara, e l’inaugurazione della mostra che ha dato il titolo a questo post.

Una mattinata di ricordi, di intrecci di memorie, disordinate come questo post.

Impressionante pensare a Rinaldo Fossati, “di anni 16”. Non oso commentare questo fatto. Ma anche morire a 43, di anni: vuol dire aver passato tutta la propria vita matura sotto la dittatura fascista. E morire a un giorno dalla Liberazione!!

L'intervento di Franco Barella

Approfitto della circostanza, e cioè della presenza di Franco Barella, Lupo, per portargli finalmente il saluto da parte di mio padre. Il cui nome e cognome non gli dicevano un granché, ma aveva ben presente Mirko, gappista come lui. Peccato che il periodo trascorso a Novi da mio padre sia stato troppo breve per un incontro di persona.

Bandiera esposta nella cripta dei Martiri del Turchino

Incrocio finalmente, di persona, Maria Angela Damilano, di cui sono “amico” sul noto social network, ma che non avevo mai avuto occasione di incontrare. Fortuna che ho avuto la brillante idea di presentarmi a lei prima che si aprisse la cerimonia. Poi, era sempre circondata da un nugolo di persone, interessate e vogliose di dettagli, di commentare. Ma son riuscito lo stesso a cogliere in foto le co-protagoniste di questa mostra: lei e la studentessa Jessica, di cui parlo in seguito.

Ancora una vota rivedo Simone Tedeschi, che ho sempre il piacere di incontrare in occasioni molto interessanti, e a cui proposi un po’ di anni fa, da recente immigrato novese, una conferenza sulla “Matematica della Costituzione”, che in effetti tenni in occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione.

Tra gli studenti che hanno collaborato alla preparazione della mostra, un gruppetto mi approccia proponendosi di farmi da cicerone, illustrandomi parte degli oggetti esposti, e descrivendomi alcuni criteri di composizione della mostra stessa. Bel segnale di interesse e di orgoglio per qualcosa che hanno contribuito a creare.

Interessante l’origine, in parte casuale, ma solo in parte, della mostra che nasce, appunto, da una scatola piena di “cimeli” che testimoniano varie caratteristiche di un periodo della nostra storia. Ben fatta, con tono e piglio quasi professionale, la breve presentazione pubblica della mostra, ad opera di Jessica, che portò a scuola quello scatolone. Come tanti, ho anch’io a disposizione un po’ di “cose vecchie”, che mi sono ripassate recentemente sotto gli occhi per vicende familiari. Anche per questo motivo sono andato volentieri alla mostra.

Una cosa attira la mia attenzione: “L’Eco della Riviera”. Giornale a me familiare, avendo frequentato per molti anni Sanremo (ho scoperto pochi minuti fa che ha cambiato veste grafica, mentre la copertina esposta ha lo stesso stile che conoscevo io): sento ancora risuonare la voce di chi lo chiamava in un modo che sembrava dicesse “Lecco”. Cosa ci fa un giornale locale, di un posto lontano da Novi? Ma, poi, un disegno, per giunta grande e all’inizio della mostra, incorpora specificamente la parola “Sanremo”. Accidenti! Non avrei mai immaginato di incrociare Sanremo in questa mostra. C’è anche una scritta, per me misteriosa: “S.A.I.T“, che accompagna il nome “Sanremo”. Provo a chiedere, qualccuno mi dice che l’immagine è stata ripresa, enormemente ingrandita, da una spilla che è esposta nella mostra e che ho prontamente fotografato. Non indago più a lungo, perché ho una lunga chiacchierata con la madre di una allieva della nostra scuderia (anche una studentessa della classe 3D che ha preparato la mostra, ben conosce il nostro maneggio), Maria Rosa Porta, cui nel frattempo Simone mostra immagini di una bella giornata di 25 anni fa, dandole appuntamento a stasera, per l’ultimo Consiglio Comunale.

Tornato a casa, provo a mandare un mail, corredato di foto della spilla, a mia cognata, che oltre ad essere di Sanremo è anche presidente dell’ANPI locale, pensando che magari ne sapesse qualcosa. Ma zio Google è in grado di indirizzarmi rapidamente verso la soluzione: SAIT è la Società Anonima Iniziative Turistiche, concessionaria del Casinò di Sanremo dal ’34 fino alla chiusura per via della guerra. Quindi si tratta di una spilla “aziendale”, con la caratteristica di piaggeria che si trova nei regimi dittatoriali.

A casa scopro anche di essere passato vicino, inconsapevole, alla tragedia avvenuta oggi, in cui una anziana donna ha perso la vita per un crollo in un edificio.

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