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De minimis

Ho deciso di scrivere questa paginetta il sabato dopo l’alluvione di Genova, anche se materialmente la sto scrivendo adesso. Era venerdì, dopo la serata di pioggia pazzesca, dopo aver visto il Bisagno scorrere per la strada sotto le finestre della casa dove mi trovavo, dopo aver scoperto che il Bisagno si era portato via la mia macchina, col disagio aggiuntivo della mancanza di corrente (sarebbe ritornata dopo 21 ore di black-out), con una lente degli occhiali staccatasi al mattino e tenuta su con un paio di cerotti, dovendo fare un paio di cose davvero importanti, per le quali l’inutilizzabilità del calcolatore mi metteva in grave difficoltà, ricevo un sms da Vodafone, il “mio” gestore.

Mi avvisa che sto esaurendo i minuti a mia disposizione e mi invita a chiamare il solito numero per sapere esattamente quanto sia il mio traffico residuo.

Diavolo! Quindi non solo devo stare attento a usare con la massima cautela e parsimonia il mio cellulare, per evitare che si scarichi la batteria, ma se posso evitare di sforare, tanto di guadagnato. Uso quindi più che posso gli sms. Non chiamo il “solito numero” per non consumare inutilmente la batteria.

Poi la sera torna la corrente. Finisco di sbrigare le cose più urgenti, la sera stessa e poi il mattino del sabato. Poi, con il cellulare bello carico e con la calma e anche un po’ di serenità, indotta dal ristabilirsi di una condizione di vita simile a quella normale, finalmente mi deciso di chiamare il “solito numero”. Apprendo così che avevo consumato 400 dei 500 minuti a mia disposizione. Insomma, avevo già usato l’80% del traffico voce disponibile.

Lodevole iniziativa della Vodafone, allora? Neanche per idea. Una iniziativa stupida, frutto probabilmente di un programma stupido, cui ha dato l’ok una persona stupida.
Perché dico questo? Perché i signori di Vodafone non sanno fare le proporzioni. Avete presente il “tre semplice”? Forse i più giovani non ne avranno mai sentito parlare, ma il livello di difficoltà rivelatosi insuperabile per i signori di Vodafone è questo.

Dove sta l’inghippo? Facile a dirlo, e a capirlo. I 500 minuti sono “consumabili” in un mese, il quale (nel mio caso) terminava il 13. Ora, se io nel 90% del tempo a mia disposizione ho consumato l’80% di quanto ho a disposizione per il mese, perché la Vodafone mi deve avvisare? Sto gestendo in modo oculatissimo il tempo voce che ho a disposizione, non lo sto assolutamente scialacquando! Non sa fare le proporzioni, la Vodafone?

Ma, poi, la Vodafone si tenga pure il suo algoritmo pietoso, ma faccia una piccolissima modifica. Basta l’abc della programmazione, anzi meno: qui si tratta solo di modificare il messaggio di output. Sostituisca la frase povera di significato “sta esaurendo i minuti a sua disposizione”, con uno MOLTO più informativo. Ovvero: “ha già usato 400 minuti”.

Son d’accordo, piccole cose. Lo dimostra il titolo stesso di questo mio post. Ma perché per la stupidità della Vodafone mi sono dovuto sorbire una (piccola) fettina di ansia in più, in un giorno già abbastanza difficile di per sé?

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