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I veri Dinosauri sono le Meduse

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La logica del cambiamento a tutti i costi: quando il gattopardismo diviene Genoma

"Il Quarto Stato" + Uno

“Il Quarto Stato” + Uno

Alla parola Rivoluzione, termine di cui si era abusato fino ai primi anni’80 del secolo scorso, si è passati ormai al Cambiamento. È questa la parola del momento, agitata come una bacchetta magica dai politici e politicanti di ogni schieramento e colore partitico. La Politica è vista oramai come un qualcosa di losco e biologicamente sporco e quindi soltanto un repulisti, un cambiamento appunto, può fare invertire il senso di rotta. Non si sbandiera più la rivoluzione, si badi bene, però, perché con questo termine il “cambiamento” diviene totale, non c’è soltanto una modificazione dello status quo, ma regole e consuetudini vengono giustappunto rivolatati, si capovolge il tavolo e ciò che prima valeva ora non ha più senso. Ma non sono questi i tempi ed ora assistiamo alla rottamazione, allo tsunami e poco tempo fa assistemmo alla discesa in campo. Certamente Grillo e il Movimento Cinque Stelle più di tutti hanno fatto sentire il profumo della parola rivoluzione, ma poi esso si è come disciolto nel concetto di “tutti a casa” piuttosto che “rivoluzione concettuale”. E che cosa ne è stato della rivoluzione liberale, titolo preso a prestito dallo struggente libro del mai troppo ricordato Gobetti, di Silvio Berlusconi? Complotti, sbagli personali, affari pubblici e interessi privati hanno reso il Cavaliere docile feudatario del conservatorismo, ammesso e non concesso che egli fu mai, in qualche modo, davvero un rivoluzionario, erasmiamo o gobettiano che potesse essere. Parlando poi di Renzi e del complesso del Partito Democratico pare evidente come, tra tutti gli schieramenti, esso possa incarnare, nonostante una parte della sua natura scissa come la chiama Cacciari, ospiti  cellule rivoluzionarie che partono dal P.C.I. di Gramsci e arrivano fino a Berlinguer, esso propugni la più autentica delle spinte conservatrici, o per meglio dire ancora dei moti sussistenziatori. Perché più che una lotta per la conservazione dei diritti acquisiti negli anni, il PD pare spesso affacendato in battaglie per la sussistenza di privilegi e ruoli di potere che sono stati strappati con le unghie e con i denti per merito di altri, e ora nessuno degli epigoni vuole mollare. Renzi non parla infatti di rivoluzione, neppure di rivoluzione 2.0 (un termine tanto obsoleto e fatiscente almeno quanto, per dire, quello di scrittura cuneiforme): egli parla di rottamazione, il linguaggio dello spot (che esso stesso, pur volendo sembrare rivoluzionario e nuovo, implica già di per sé una conservazione, sempre uguale, del prodotto proposto, vedi le interminabili e sempre da “ultima settimana” campagne di sconti Permaflex o Chateau d’Ax). E già perché il Partito Democratico, seppur spesso e volentieri in larghe parti d’Italia al potere saldamente da anni, si vuole presentare come un “nuovo” partito a queste elezioni, proponendo nuovi volti e nuove persone.

Dinosauri all'akme della potenza

Dinosauri all’akme della potenza

Giuliano Amato

Giuliano Amato

Non è reato esseri nati dopo”, può essere questo lo slogan dei Renzi’s boys. Peccato che dietro a questa marea di facce nuove (non soltanto del Partito Democratico, anzi), che sorridenti e ammiccanti dai social ci fanno vedere “quanto si spendano per la causa”, con indimenticabili scene come Matteo Salvini che viene spernacchiato a Napoli (Un leghista al Vomero potrebbe essere il titolo della nuova commedia trash dei Vanzina’s) oppure della deputata di Forza Italia che dal soglio di Uomini e Donne passa, senza colpo ferire, a quello del Parlamento Europeo, i grandi vecchi muovono sempre le solite file.

65 milioni di anni, molto probabilmente a causa di un meteorite grande quanto il Golfo del Messico, si estinsero i Dinosauri e numerose altri animali, piante e forme di vita: si trattò della più grande estinzioni di massa della storia.  Ma non tutti perirono e trovo sbagliato e offensivo per la “memoria” dei Dinosauri, usare questa parola per indicare i “grandi vecchi” della politica: io propongo di chiamarli le solite meduse. Le meduse sono comparse per la prima volta sulla Terra circa 650 milioni di anni, quindi molto prima dei Dinosauri, ma anche degli Squali e perfino di Amato, tanto per dire. Questi esseri mollicci e composti dal 95% di acqua sono sopravvissuti all’impatto del meteorite killer dei Dinosauri, alla Grande Glaciazione e persino al Gioco delle Coppie di Marco Predolin. Allora se non si parla più tanto di Rivoluzione ma soltanto di generico cambiamento, io propongo un piccolo cambiamento di linguaggio: chiamiamo i politici di lungo corso meduse.

Almeno capiremmo meglio il perché alcune di queste specie siano tanto velenose.

Marco Predolin ai tempi d'oro

Marco Predolin ai tempi d’oro

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3 commenti

  1. Le giuste proporzioni
    Mattia Nesto cita l’impatto da meteorite che, stando alla più accreditata teoria, avrebbe portato all’estinzione dei dinosauri.
    Però… dire “un meteorite grande quanto il Golfo del Messico” è un tantinello esagerato. Diciamo che era più piccolo dell’ordine di 1 a 50:
    – il diametro del Golfo del Messico è dell’ordine dei 1000 km,
    – il diametro del cratere lasciato dall’impatto è di circa 180 km,
    – il diametro dell’oggetto impattante è stimato sull’ordine della decina di km.
    Vedasi, ad esempio:
    http://www.scientificamerican.com/article/asteroid-killed-dinosaurs/
    https://en.wikipedia.org/wiki/Chicxulub_crater

    In questo interessante articolo c’è anche una immagine che rende l’idea degli ordini di grandezza coinvolti:
    http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=2499

    Se fosse arrivato un meteorite grande come il Golfo del Messico, mi sa che anche le meduse sarebbero sparite, fritte al volo.

    • Gentile professor Fioravante Patrone,
      sono Mattia Nesto e accolgo in pieno la sua puntale e corretta segnalazione. Da piccolo-grande amatore di paleontologia, passione nata sulla scia dei miei quattro anni passati quasi senza soluzione di continuità a guardare e riguardare Jurassic Park, non posso fare altro che confermare il suo appunto e ammettere il mio errore, con una piccola, e insignificante, giustificazione. Ho voluto volutamente esagerare le dimensioni del meteorite perché, a torto o ragione, ho deciso di scrivere un articolo su toni generalmente grotteschi ed esagerati. Insomma, non che mi voglia arrischiare in simil campi, ma proprio non era un articolo con il benché minimo retroterra scientifico e/o biologico.
      La ringrazio per l’attenzione e spero possa continuare a leggere i miei, sempre sgangherati, articoli,
      in fede,
      Mattia Nesto

      • Mi sarebbe piaciuto occuparmi un po’ più seriamente di paleontologia, ma c’è sempre stato qualcosa da fare prima…
        Invece mi sono, a periodi, dilettato di astronomia, e quindi ho subito colto l’enormità della cosa. Era evidente che quanto è avvenuto tempi fa nei pressi di Chicxulub non era il cuore dell’articolo, infatti sono stato a lungo indeciso se commentare. Ma stamattina avevo un po’ di tempo, e ne ho approfittato anche per chiarire le mie idee e rinfrescarmi la memoria.

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