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I Titani vengono sempre sconfitti

Gli anni Settanta italiani sono stati definiti, a più ragioni, “Anni di Piombo” perché, dopo la relativa “dolcezza” dei Sessanta, ebbero  per leitmotiv il sangue, la violenza e il terrorismo. Non si possono capire le scelte (con tutti i rischi ad esse connesse) fatte da Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, i due leader del più grande partito di Governo il primo e del più grande partito d’opposizione il secondo, senza analizzare il contesto nel quale vennero fatte.

Enrico Berlinguer

Enrico Berlinguer

Aldo Moro

Aldo Moro

 

Le famose “convergenze parallele” propugnate dallo statista pugliese e la svolta “occidentalista” pensata dal comunista sardo sono il segno più netto di quella stagione. Criticati a Destra come a Sinistra e omaggiati di celebrazioni (sempre quasi postume) questi due uomini politici hanno avuto un comune denominatore: la volontà di opporsi con tutti i mezzi LECITI dello Stato da un lato, alle degenerazioni in chiave autoritaria della classe dirigente e militare e, dall’altro, a frenare ogni possibile escalation del terrorismo all’interno delle frange più politicizzate del “popolo della Sinistra extraparlamentare”.

 

 

I “nemici” di Berlinguer e di Moro furono quindi, proprio quei settori deviati dello Stato che più di una volta tentarono, senza successo, di creare in Italia una situazione molto simile alla Grecia dei Colonnelli o all’Argentina di Videla. Contemporaneamente, soprattutto Berlinguer, si sforzò di arginare gli animi più accesi a Sinistra.I due tragici epiloghi, ambedue misteriosi, portano con sé numerosi interrogativi: evidente, soprattutto nel caso Moro, appaiono le responsabilità delle massime cariche dello Stato, colluse con non meglio identificati “poteri occulti”. Sia Aldo Moro che Enrico Berlinguer, a conti fatti, sono due personalità uscite nettamente sconfitte dal giudizio della Storia: la loro linea politica fu immediatamente sconfessata il giorno dopo i loro funerali.

Wrath of the titans

 

Il fascino che rivestono ancora oggi è dovuto in larga misura, proprio, oltre alla  loro specchiata moralità (così aliena al politico “medio” d’oggi), alla passione, più “letteraria” che politica, che incarnano i grandi sconfitti: come tutti i Titani, sia Moro che Berlinguer, non riuscirono a scalare l’Olimpo, venendo irrimediabilmente ricacciati nelle tenebre del Tartaro.

 

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