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Stato in declino Nazionale sconfitta

Dietro all’eliminazione dal Mondiale brasiliano c’è ben di più che una semplice sconfitta sportiva

Italia Germania 4-3 Mondiale 1970

Italia Germania 4-3 Mondiale 1970

C’era una volta l’Italia di Albertosi, Riva, Rivera e Valcareggi che veniva sconfitta dal Brasile di Pelé in finale e poi, al ritorno in Patria, subissata da un lancio di pomodori. Eravamo nel 1970 e il grande boom economico degli anni Sessanta era ormai un ricordo mentre si era aperta la sanguinosa stagione degli anni di piombo. Oggi l’Italia di Buffon, Chiellini, Balotelli e Prandelli è stata eliminata al primo turno dal Mondiale, perdendo la partita decisiva contro l’Uruguay. Siamo nel 2014 e appare evidente come il calcio italiano, ancora una volta, rispecchi fedelmente la situazione nazionale.

Italia Uruguay 0-1 Mondiale 2014

Italia Uruguay 0-1 Mondiale 2014

I casi di violenza negli stadi sono diventati una consuetudine, come dimostra la recente scomparsa del tifoso napoletano, Ciro Esposito, aggredito durante gli scontri dell’ultima finale di Coppa Italia. Uno Stato non si può dichiarare civile se non chiude gli stadi agli ultras delle curve organizzate, da anni divenute centro di spaccio, criminalità e violenza come bene ci hanno fatto vedere le immagini che immortalavano il tatuatissimo “Genny a’ carogna” a cavalcioni del parapetto dell’Olimpico, con i calciatori del “Napoli” e della “Fiorentina” quasi prostrati a suoi piedi ad obbedire. Il tutto sotto gli occhi delle Forze dell’Ordine e del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Curva Ultras

Curva Ultras

Uno sport bello e struggente come il calcio merita una ben altra classe dirigente: una classe che non è stata capace in tutti questi anni di puntare sui settori giovanili. Parafrasando quanto disse il poeta russo Vladimir Majakovskij a proposito del Partito Comunista, il calcio si deve aprire, “essere amico dei monelli di strada”.

Francesco Totti, uscito dal settore giovanile della Roma

Francesco Totti, uscito dal settore giovanile della Roma

I “moderni templi” dove si celebrano le “messe pallonare”, o meglio gli attuali “colossei” dove si sfogano le rabbie della plebe, sono a dir poco fatiscenti: gli stadi italiani sono i più brutti d’Europa. La bellezza di campi storici come il vecchio Marassi di Genova è stata affossata dalla pioggia di miliardi di lire e cemento caduta durante le notti magiche di “Italia ’90”.

Stadio Marassi prima di Italia '90

Stadio Marassi prima di Italia ’90

Infine non possiamo fare a meno di rilevare un fatto. Dal Governo Renzi, non si è levata una sola parola di monito contro la situazione del Brasile, in cui vi sono milioni di persone che vivono, con meno di due dollari al giorno, in malsane favelas, sotto le cui lamiere succede il non raccontabile: una sorta di “Corte dei miracoli” d’oltremare in cui la vita, soprattutto dei più deboli come i bambini, vale meno che un pallone sgonfio!!! Eppure, nonostante vi sia anche lì al potere un governo ad impronta socialista, si sono investite cifre folli (le più alte di sempre) per costruire per questi Campionati le cattedrali del calcio che, finita la corrida mundial, saranno abbandonate a se stesse perché inutili.

Favela brasiliana

Favela brasiliana

L’eliminazione della nostra Nazionale è stata quindi giusta, sia perché risultato di 24 anni di inedia e decadenza del nostro calcio, sia perché nessuna voce si è levata contro uno spreco di risorse in un paese come il Brasile, dove le priorità son ben altre che non quelle del pallone.

Di noi si potrebbe dunque dire:

 Stato in declino, Nazionale sconfitta.

mondiali-brasile

 

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