Home | Categoria1 | Una rivoluzione tragicamente attuale

Una rivoluzione tragicamente attuale

L’attivista libica Intisar Al Hassairi trucidata a colpi di kalashnikov a causa “delle sue idee troppo illuministe”

 

Si può morire per un principio, per un’idea, per un sogno? Quante volte ce lo siamo chiesti ripassando con la mente alle biografie delle grandi donne e uomini del passato, di chi, spesso in modo fatale, ha fatto di un’ideale la propria ragione di vita e di morte. Eppure rileggendo queste vicende esemplari a chi non è baluginato nella mente “Altri tempi, altri uomini, ora non ce ne sono più”. Infatti quei luminosi (e non uso quest’aggettivo a caso) casi ci possono parere remoti e lontani nel tempo.

Eppure no, la forza della Storia bussa ancora una volta sulle porte dell’attualità e le sue nocche, mi si passi la metafora, sono sporche di sangue. È notizia di qualche giorno fa il ritrovamento in un auto crivellata da colpi di kalashnikov del cadavere di Intisar Al Hassairi, attivista libica di 35 anni. Fin qui la cronaca, fredda e imparziale come il passo cadenzato di una marcia militare. safe_image

Perché è stata crudelmente assassinata? Perché era una donna che combatteva per le proprie idee.

Perché combattere per le proprie idee è un crimine? Perché se in un regime confuso e sanguinario come  quello gli jihadisti made in Tripoli vogliono imporre non c’è spazio per il dissenso.

Perché le sue idee era “proibite”? Perché Intisar Al Hassairi parlava di Illuminismo.

Già un’ideologia fiorita 300 anni fa può ancora essere non solo ragione di vita, ma anche causa di morte. In Paesi, come è il caso della Libia, che non hanno conosciuto la Rivoluzione dei Lumi e, al netto di tutti gli errori/orrori, la Rivoluzione Francese idee come quelle propugnate nell’associazione Tanwyr da Intisar Al Hassairi appaiono “troppo moderne per essere tollerate”. Dentro Tanwyr si parla(va) di “costruire uno Stato moderno, con la sua polizia e il suo esercito”. Intisar partecipava alle manifestazioni universitarie, scriveva e si confrontava con chiunque, era uno spirito libero in un tempo schiavo da interessi più grandi di lei.

22_09-foto-LibiaNon si sa, ancora, chi l’abbia uccisa, ma non è difficile immaginare che il barbaro omicidio (assieme a lei è stata freddata anche la zia) possa essere di matrice jihadista .

L’Occidente, la patria dei Lumi, è diretto responsabile del buio dell’altra parte del Mediterraneo e “imprese” come la Guerra Libica del 2011 ne sono un orribile esempio.

 

Ancora nel nostro tempo moderno si può morire per le proprie idee e parole, come al tempo dei barbari e dei re.

Si può essere filo-occidentali oppure rifiutare gli sviluppi peggiori di quel modo di intendere la vita ma forse non si può più, in questi “tempi bui” dirsi non illuministi.

Edi

Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina