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Io voglio vivere in un Paese normale

Io voglio vivere in un Paese normale dove le forze politiche che si confrontano presentano a noi “meschinetti” modelli di sviluppo diversi o alternativi tra loro, in modo tale che noi “meschinetti” possiamo al momento del voto scegliere il mondo nel quale ci piacerebbe vivere.

Fermo restando che poi ognuno di noi, con i sentimenti, con il cuore, con la cultura, con gli amici, si ritaglia all’interno di quel mondo più generale, un altro mondo, il mondo degli affetti, il mondo dell’intimità per convivere al meglio nel modello di Mondo, nel modello di Società più ampio che  noi meschinetti con il nostro voto abbiamo deciso di scegliere.  Il meschinetto non sa se con il suo voto riuscirà a far vincere il suo modello di Mondo. Magari vincerà un altro modello, ma per lo meno lui ci avrà tentato e si sentirà orgoglioso perché consapevole di aver fatto la sua parte, non più a questo punto di meschinetto, ma di cittadino e continuerà comunque a vivere, magari con rimpianti, magari con altre aspettative, magari in una sua ricostruita soddisfazione, nel suo mondo particolare. Ma sarà consapevole comunque di potere un domani ritornare alle urne per ritentare di fare  vincere il suo modello di Mondo generale ovvero di potere veramente scegliere.

Ecco la possibilità di scelta: questa è la vera Democrazia. Poter effettivamente scegliere tra questo o quello, tra il bianco e il rosso, e non come oggi, dove la politica ci propone un solo colore: il grigio. Dove tutto è uguale a prima o a quello di prima ancora, dove quelle Opposizioni che ieri sbraitavano contro questo o quello, oggi, che sono al Governo, rifanno esattamente le stesse cose contro le quali sino a ieri protestavano con veemenza.

Io ho fatto parte per anni del Comitato della Difesa della Costituzione, sentivo i miei colleghi di gruppo, gli studiosi che ne facevano parte, gridare come aquile ogniqualvolta Berlusconi proponeva una qualsiasi Riforma o modifica al testo costituzionale. Contro la legge Calderoli nel 2005 successe poi il finimondo, tant’è vero che Sartori la chiamò, alla faccia di ogni politically corretc, il  “Porcellum”.

Per quasi dieci anni abbiamo visto sfilare per tutte le TV altissimi esponenti della Sinistra dichiaranti: “Siamo stufi di avere un Parlamento di nominati”.  Ne cito due per tutti: Pina Picerno e Alessandra Moretti.

Ed ora cosa sta accadendo?

Sochtmeil non solo il prossimo Parlamento sarà sempre di nominati ma addirittura non andremo a votare per uno dei due rami, quello più importante, il Senato.

Pubblico questo mio sfogo sul mio blog perché sul sito ufficiale dell’inchiostro fresco  non posso, datosi che quando si devono dare delle mazzate a Berlusconi tutto è permesso, come era ammesso in Tv sentire i più “scosciati “commenti da parte dei vari anchormen e giornalisti di grido,  mentre invece quando si tratta di alzare la voce contro Presidenti della Repubblica alla Napolitano o Presidenti del Consiglio alla Renzi o più in generale verso l’establishment della Sinistra, allora è tutto un coro di consigli e preoccupazioni: “Stai attento, si potrebbe essere passibili di denunce, forse  su questo sarebbe meglio sfumare”. E purtroppo devo dire, e lo dico con il pianto nel cuore, che queste persone che mi danno questi consigli, non so quanto politicamente disinteressati, hanno ragione perché Forattini su Craxi, il Berlusconi degli anni’80, ha potuto dire di tutto e di più, disegnando le vignette più feroci, ma quando si è permesso di pubblicare una vignetta su D’Alema, a proposito del caso Mitrhokin ha dovuto fare le valige e riparare a Parigi.

vignetta-querela-dalema

W la libertà,

a tutti un caro saluto,

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