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Il turismo viaggia sui binari

Continua la decrescita della produzione industriale. Mentre i cosiddetti grandi manager finiscono col distruggere l’italianità di quella che era la più grande industria del nord, (non solo automobilistica), nell’economia delle nostre zone il settore turistico non può che assumere un’importanza sempre maggiore.

Due importanti avvenimenti possono favorire l’afflusso, specie dall’estero, di nuovi visitatori: l’Expo di Milano 2015; e il recente riconoscimento alle colline di Langhe, Roero e Monferrato inserite nella World Heritage List dell’Unesco, il patrimonio artistico e ambientale dell’umanità. Mentre il primo avvenimento, pur centrato su Milano, può favorire anche le regioni limitrofe, ma solo per un periodo limitato di tempo, il secondo avrà sicuramente un’efficacia pubblicitaria più estesa nel tempo. Il nuovo sito Unesco comprende 29 Comuni in diverse zone delle province di Alessandria, Asti e Cuneo, per un’area complessiva superiore a 100 chilometri quadrati.

Cosa dovrebbe fare, allora, una classe dirigente avveduta? Tra l’altro, favorire i trasporti ferroviari in tutte le zone con potenzialità turistiche, specialmente con i mezzi più ecologici. Invece, come abbiamo già ripetuto, si continua a insistere sul finanziamento di mega-gallerie per la mitica Alta Velocità; quando, con investimenti molto meno gravosi, si potrebbe ripristinare una circolazione decente sulle neglette linee di collegamento tra Liguria e Piemonte e tra basso Piemonte e altre aree della regione. Ad esempio, le zone dell’acquese e dell’ovadese sono molto penalizzate. E’ ormai noto che al turista di qualità non interessa tanto piombare in Italia con treni superveloci, ma piuttosto avere (anche) la possibilità di spostarsi su mezzi decenti, preferibilmente con possibilità di trasporto biciclette, con orari certi e attraversando paesaggi piacevoli. Sembra, al contrario, che questa logica sia estranea a chi determina le scelte strategiche.

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