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racconti di viaggio

Questo blog, dedicato al trasporto ferroviario e dintorni, è partito nel novembre 2013; quindi entra nel terzo anno di vita. Nel ringraziare i lettori per l’attenzione, proponiamo, come è ormai tradizione in vista delle festività di fine anno, un raccontino o una favoletta con qualche attinenza con l’argomento del blog.

RACCONTI DI VIAGGIO

Incompletezza del viaggiatore

Ho gettato una moneta nel mare, vicino al capo di Buona Speranza, Ho sorvolato, con l’aliante, il deserto stepposo. Sono stato per anni un pendolare sulla ferrovia transiberiana, da Celjabinsk a Vladivostoc. Ho dormito tra le umide liane, nella foresta equatoriale. Ho salutato i condor ed i caribù. Ma la mia casa è ancora in costruzione: ho posato un solo mattone.

Una via per la luna

A vederla dal basso, la montagna sembrava vicinissima alla luna. Ma tutti coloro che, sperando d’arrivare a toccarla, salivano fino alla vetta, ritornavano delusi. Un esploratore più determinato partì alla ricerca di una montagna ancora più alta, per potere finalmente arrivare sulla luna. Non vedendolo tornare, qualcuno pensava che ci fosse riuscito.

Ospitalità

All’estremo nord, nel remoto villaggio di Kom-Ki, sulla porta di ogni casa era scritto:
“STRANIERO, PER NOI L’OSPITALITÀ È SACRA. SE VUOI, ENTRA, ANCHE SENZA BUSSARE: SARAI IL BENVENUTO”.
Tuttavia, l’iscrizione era composta in lingua del posto e redatta con i caratteri del particolare alfabeto locale, entrambi incomprensibili ai non indigeni.
Una sera era in corso una tremenda bufera di neve e vento. Un viaggiatore, proveniente da un paese lontano, giunse al villaggio. Era stanco e febbricitante e pensava di chiedere un riparo momentaneo.
Ma trascorse tutta la notte davanti alla porta di una delle case, cercando inutilmente di decifrare, alla fioca luce della sua minuscola torcia, la scritta sull’ospitalità.
Il mattino seguente lo trovarono morto assiderato.

L’ottimismo del Visir

Ogni volta che attraversava il deserto, il Visir si sentiva sicuro, perché poteva tenere la situazione sotto controllo. Se navigava in mare, si sentiva ancora più tranquillo, in quanto la sua barca era la più solida che ci fosse. Quando s’inoltrava nella foresta oscura, non aveva nessun timore: i grandi alberi lo proteggevano. Penetrando nella profondità delle grotte, non si preoccupava assolutamente, perché conosceva la solidità delle rocce. Durante i voli in mongolfiera, era più che sereno, poiché era fondamentalmente un ottimista.
Effettivamente viaggiò moltissimo, senza inconvenienti, fino a stancarsi. E morì mentre stava riposando.

p.s.: Il disegno della copertina è di Jacek Yerka

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