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ancora TAV

libro corruzione a norma di leggeL’8 marzo, il nostro ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio e quello francese per i trasporti Alan Vidalies hanno firmato l’ennesimo “Protocollo” per “l’avvio dei lavori dell’Alta Velocità Torino Lione (TAV) “. Si è ormai perso il conto dei tanti documenti siglati con tanto di pubblici proclami riguardanti questa assurda vicenda, questo è solo l’ennesimo capitolo
Il movimento che si oppone alla scellerata scelta di investire enormi cifre nell’opera dispendiosa ed eccessiva della Val di Susa, al di là di alcuni eccessi, (fra l’altro repressi con ben maggiore severità rispetto ad altre proteste), svolge un’azione che riguarda non solo una ristretta comunità locale, ma interessa tutti. Anche chi sta centinaia km dalla Valle. Perché, se è vero che questa TAV è un’opera che serve ad arricchire alcuni privilegiati devastando un territorio alpino, è anche vero che le risorse ivi impiegati sono sottratte ad altri impieghi più utili e generalizzati: ad esempio il rimodernamento del vetusto materiale rotabile il cui bisogno si può notare benissimo nelle bistrattate linee ferroviarie frequentate dai pendolari. O il ripristino di tratte “sospese” per ragioni di bilancio. Richiederebbe molto spazio illustrare le ragioni che si oppongono alla controversa TAV. Chi volesse approfondire può trovarne un elenco di 150 raccolte anche attraverso l’opera di tecnici e docenti universitari, e facilmente reperibile in rete (http://www.notavtorino.org/documenti-02/150-rag-notav-mag2012.pdf ). Anche senza leggerle tutte basterebbe prenderne solo dieci a caso per dover riconoscere, a mio parere, che questa protesta è ben fondata. Ma aggiungerei persino che, se si possiede un minimo di spirito critico, sarebbe sufficiente guardare solo le ragioni PRO TAV per nutrire molte perplessità. Si tratta, infatti, di frasi, vuote, slogan, affermazioni apodittiche, ad esempio che la nuova linea è indispensabile per “rimanere collegati all’Europa”. Come se, in mancanza di questa, si dovessero valicare le Alpi con le mongolfiere o gli elefanti di Annibale. No, ci sono già molti collegamenti, tra le quali una linea ferroviaria normale a doppio binario proprio in Val di Susa, che con costi modesti potrebbe essere ulteriormente ammodernata. Non si capisce, o forse si può capire fin troppo bene, perché i vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni, alcuni pure formati dai tanto sbandierati “tecnici”, non ascoltino i tanti specialisti che così chiaramente hanno espresso le loro perplessità su questo progetto.
Può essere istruttiva anche la lettura di un altro testo, pubblicato da Rizzoli nel 2014, che vede come autori Francesco Giavazzi e Giorgio Barbieri: Corruzione a norma di legge. In questo libro si parla soprattutto del Mose di Venezia, altra grand’opera progettata, (e, in questo caso, realizzata almeno in parte) molto discutibile. E che ha in comune con la “Torino-Lione” il costo esorbitante e un’assai controversa utilità. Il tutto legato ad un intreccio tra malaffare e mala politica. In cui, sottolineerei, pure la cattiva informazione, anche da parte di grandi testate giornalistiche, condizionate da molteplici interessi affaristici e lobbistici, ha sempre un peso importante.
Questa corruzione economica e morale, che sta avvelenando l’Italia, rischia di inquinare anche le menti di chi non è direttamente interessato ai vari comitati d’affari. Molti scivolano nell’indifferenza, nel menefreghismo, nella superficialità; nella rinuncia a ricercare un’informazione, e quindi formarsi un’opinione, approfondita, completa e critica. Speriamo che questo blog, nel suo piccolo, possa contribuire a combattere questa tendenza.

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