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Writers

2016-02-20 2016-02-20 001 002 (800x600)Questa volta parliamo dei “Writers”. Soggetti che oscillano tra Arte e teppismo: disegnano, (abusivamente e nottetempo), figure talvolta belle e originali a volte brutte o volgari, o graffiti senza senso, su superfici pubbliche non propriamente destinate a tale scopo. Tra queste vi sono, come tutti possono notare, oltre ai muri delle case, i treni. E’ un fenomeno mondiale, che crea un danno anche economico: ripristinare e ripulire è una spesa Per arginare questi costi, ultimamente sono state predisposte, sulle carrozze ferroviarie, pellicole che rendono più facile la rimozione dei disegni abusivi. Oltre alle fiancate delle carrozze, questi disegnatori compulsivi spesso verniciano anche i finestrini. Capita così che il viaggiatore seduto dietro al vetro così colorato, oltre non poter guardare il panorama, trovi difficoltà a individuare la stazione dove scendere. Anche se alcuni possono essere bravi e fantasiosi, il fenomeno crea il più delle volte un fastidio non da poco.
Possiamo citare Agostino Raff, pittore e poeta, il quale scrive in una sua invettiva contro questi personaggi: “I vostri malanni estetici li troviamo sbocciati all’alba, immensi anonimi insolenti presuntuosi irrimediabili (…) a togliere spazio e ossigeno a tutto il visibile. (…) Che gusto c’è a emergere nella vostra stessa tentacolare combriccola certamente strapazzata da lotte competitive interne? A noi cittadini assetati di superfici di riposo le vostre esternazioni falsamente allegre e falsamente rivoluzionarie parlano solo di un’inflazione, un’unica invasiva nevrotica mondiale spazzatura da discarica, un gigantesco nulla (…) Avercela col cemento o con i treni e illudersi di migliorarli irrorandoli con un indifferenziato vomito ottico non è certo mettere fiori nei cannoni! (…) Ora, per andare al particolare, a Roma: perché non vi fate prendere un raptus estetico di (finto) ravvedimento? Perché, ad esempio, non ci fate trovare un bel mattino -che so – il caro eroico convoglio della Roma-Nord 1932 (Oggi Metroferro) improvvisamente fiammante e pulito, riverniciato da voi – magari con le firme in piccolo! – nella sua originaria livrea grigio e blu? Che storico e anticonformista regalo fareste anche a voi stessi. E come diventereste, da imbrattati d’accatto, cittadini della speranza” (da “Metro”).
Parole dure, ma in larga parte condivisibili. Specialmente quando queste azioni sono compiute su mezzi di trasporto pubblico. Finché si tratta di un muraglione di qualche fabbrica abbandonata di periferia, i disegni colorati possono anche abbellirlo. E’ stato anche inventato un nuovo ambito dell’espressione artistica: la Street Art. E in alcuni casi si tratta, in effetti, di arte. E questo può essere un fenomeno positivo, perfino migliorativo dell’ambiente urbano. I treni, invece, hanno già tanti problemi: usarli per manifestare il proprio ego tramite bombolette spray non è giustificabile.
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