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LE 350 CARROZZE

Sul referendum sulle “trivelle” del 17 aprile, fallito per mancato raggiungimento del quorum, il premier Renzi ha polemicamente notato che con i soldi (circa 300 milioni d’euro) spesi si potevano acquistare 350 carrozze ferroviarie. A parte che sono questi i soldi della democrazia, ma non è questo il punto. A parte che gli sprechi della mala politica italiana vanno ben oltre i 300 milioni d’euro l’anno, ma neppure questo è il punto, giacché questa è una rubrica che si occupa di trasporto ferroviario. Allora, andrebbe chiesto al nostro (mai votato dagli elettori) Presidente del Consiglio, e non solo a lui, per quale motivo viene in mente di occuparsi dei pendolari solo per dire che i soldi non ci sono perché sono stati “sprecati” per altre cose. Bisognerebbe anche chiedere come mai ci si ostina a finanziare mega-opere in gran parte inutili (o meglio utili soprattutto ad alcune consorterie economiche.- vedasi TAV Torino Lione e Terzo Valico), il cui costo si può complessivamente stimare in almeno 30 miliardi di euro: cento volte i 300 milioni del referendum; con i quali si potrebbero acquistare, facendo le proporzioni, 35.000 carrozze ferroviarie. Come dice il comico Maurizio Crozza, avremmo i treni posteggiati in doppia fila.
In realtà sono ormai decenni che i vari governi che si sono succeduti hanno gravemente trascurato il trasporto pendolare, salvo ricordarsene quando serve a fini propagandistici.

(da L’INCHIOSTRO FRESCO numero di maggio 2016)

p.s.piccolo avviso ai viaggiatori occasionali: i biglietti a fasce chilometriche, quelli senza scadenza che si potevano utilizzare, timbrandoli, quando servivano, non sono più in commercio dal 31 marzo 2016. Chi ne fosse ancora in possesso può ancora utilizzarli fino al 30 giugno.

ferrovie sud est 31DIC 15  019 (800x600) una vecchia automotrice ancora in servizio nelle Ferrovie del sud-est, che avrebbe bisogno di essere sostituita

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