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Scala Mercalli

Luca Mercalli è uno scienziato, un meteorologo, serio e preparato. È abbastanza noto al pubblico: probabilmente, più che per le pur numerose pubblicazioni, per le apparizioni televisive, soprattutto quale ospite fisso, per alcuni anni, della trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio.
Nelle ultime due stagioni la Rai gli aveva affidato la realizzazione e la conduzione di alcune puntate di “Scala Mercalli”. Un programma dedicato ai problemi ambientali più urgenti, con servizi filmati di ottima fattura acquisiti anche all’estero, e la presenza di ospiti preparati e stimati. Una specie di Quark più legato all’attualità, insomma. Un vero esempio di Servizio pubblico, quello che dovrebbe più spesso offrire la televisione di Stato ai cittadini che, fra l’altro, sono obbligati a pagare il canone.
Ma questo programma deve chiudere. Nonostante gli apprezzamenti della critica e i buoni dati di ascolto. E’ un risultato dei nuovi palinsesti Rai. Non certo per volontà degli autori e del conduttore, che si è mostrato rammaricato del fatto. Semplicemente perché, nel nuovo corso della televisione dell’era “renziana” per certi tipi di programmi, evidentemente, non c’è più posto. E tra i politici qualcuno l’aveva detto chiaramente; è agli atti del parlamento un’interrogazione di tre senatori (30 marzo 2016) che tra l’altro recita testualmente “… risulta evidente che il sig. Luca Mercalli ha confezionato un prodotto di propaganda, fedele alle sue convinzioni all’interno di un programma della tv pubblica, pagata con il canone di tutti gli italiani, utilizzando come coro a sostegno di queste posizioni i suoi sodali con i quali da più di dieci anni organizza assemblee per contrastare la realizzazione della linea ad alta velocità (…) se tale modalità di informazione sia compatibile con quella di una tv pubblica; Al Direttore Rai, se questo sia il metodo di informazione con il quale intenda improntare la propria direzione delle reti Rai; se non ritenga necessario adottare i provvedimenti che riterrà più opportuni, e di propria competenza, nei confronti del conduttore Luca Mercalli …” Tra i firmatari, il noto Stefano Esposito, che è sempre molto attivo quando qualcuno mette in discussione gli interessi dei comitati d’affari legati alla realizzazione della Tav Torino Lione (oltre che inserirsi, pur essendo residente in Piemonte, nella giunta romana dell’ex sindaco Marino mentre il suo partito provvedeva ad affossarla). A parte l’arroganza di definire “sodali” gli ospiti della trasmissione che erano sempre studiosi preparati e affermati; a parte che, nelle trasmissioni di Mercalli, alla Tav è stato dedicato solo uno spazio minore (22 minuti su diverse ore complessive di programmazione), è evidente che l’intimidazione politica, almeno in questo caso, paga: il programma è stato chiuso. Con buona pace del rispetto per l’argomentazione scientifica.
Allora, nel nostro piccolo, cerchiamo di diffondere l’informazione che dovrebbe dare il servizio pubblico. Che invece si occupa sempre più di fare concorrenza alle televisioni commerciali su gossip e altri spettacoli leggeri, che non disturbino interessi economici importanti. Ecco il filmato tanto contestato dai senatori:

sovrasfruttamento da scala mercalliluca mercalli
alleghiamo anche il testo completo dell’interrogazione parlamentare e la risposta della rai, in cui opportunamente si specificano titoli e competenze dei cosiddetti “sodali” intervistati nella trasmissione: Scala-Mercalli-Interrogazione-e-risposta

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