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Lou Dalfin

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L’Occitania è una vasta area culturale che parte dai Pirenei e, attraverso gran parte della Francia meridionale, arriva fino alle vallate alpine piemontesi. E’ la regione della tradizionale lingua d’Oc, simile ma non uguale al provenzale, e affine anche al catalano. Tra le varie tradizioni culturali di questa regione, vi è un genere di musica popolare, detta appunto occitana. Vari gruppi musicali, anche italiani, in tempi recenti si occupano di diffondere e tramandare questo tipo di musiche, risalenti anche all’epoca medioevale.
Tra questi, è attivo da oltre un quarto di secolo quello dei Lou Dalfin. Originari del cuneese, fondati e sempre guidati da Sergio Berardo, stanno facendo qualcosa di più che ripetere le tradizionali canzoni occitane: creano anche nuovi brani che mescolano l’uso dei tradizionali strumenti, quali ghironda, fisarmonica, cornamusa, flauti, mandolini e violini, ai moderni strumenti usati nel rock e nel jazz come chitarre elettriche, basso e batteria. Perché, come dice il loro leader, questa è una musica viva, che si rinnova continuamente e non si limita a una testimonianza del passato.
Ha scritto Paolo Ferrari su sulla rivista Rumore (dicembre 2011) “in nome di una tradizione che chiede con furore di essere inventata ogni giorno, anziché imbalsamata…”.
Anche i testi, pur riprendendo in parte motivi tradizionali, sono spesso legati a problemi d’attualità, come la difesa degli ambienti montani e delle identità culturali. Come scrive Piercarlo Poggio su Audio Review (maggio 2016) “passione inesausta per le proprie radici e sguardo rivolto al futuro nel tentativo di comprenderlo ed evitare l’inglobamento”.
Ho assistito personalmente a un paio di concerti dei Lou Dalfin (che di solito si svolgono all’aperto), e posso testimoniare che la gente presente si diverte davvero, e molti ballano. Il tutto però condito, tra una canzone e l’altra, da riflessioni e considerazioni, per niente banali, dello stesso Berardo.
I concerti del gruppo, dopo gli inizi nelle valli occitane, possiamo incontrarli anche sulle nostre pianure o le nostre riviere, e pure all’estero fino in Spagna. Anche in rete si possono trovare facilmente brani ed esibizione dei Lou Dalfin. Ad esempio
https://www.youtube.com/watch?v=PaaWaZlgt7I
https://www.youtube.com/watch?v=GBxWjwIB0s0
Tutto questo, si potrà dire, cosa c’entra in un blog destinato al trasporto ferroviario? Un po’ c’entra, poiché nella sua azione culturale in difesa dei territori e delle culture delle valli alpine, il gruppo si è schierato da sempre a difesa della valle Susa e contro la TAV Torino Lione, di cui in altre occasioni abbiamo già parlato. Sergio Berardo di solito esegue i concerti con una bandierina biancorossa No-Tav legata alla sua ghironda, e qualche parola la dice pure durante i concerti. Anche questa è attualità.

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Nella foto: un momento di un concerto; la croce di Tolosa in campo rosso è la bandiera dell’Occitania.

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1 commento

  1. L incontro con Saluzzo ha fatto si che la Festa de Lou Dalfin diventasse una grande festa d autunno, una settimana per chiudere la stagione delle Vallate Occitane e invitare alla prossima primavera.

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