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La ciclovia dell’Alpe Adria

L’Oscar delle ciclovie italiane, l’Italian Green Road Award, è stato assegnato per il 2016 alla ciclovia dell’Alpe Adria. Riconoscimento che segue quello del 2015 quando era stata nominata pista ciclabile dell’anno alla Fiera del Turismo Attivo di Amsterdam.
Si tratta di una pista ciclabile di 183 km che attraversa il Friuli, dal mare di Grado al valico di Coccau, appena oltre Tarvisio, quindi al confine con l’Austria. Da qui si collega ad un’altra ciclabile che, attraverso Villach e la Carinzia, arriva fino a Salisburgo, per un totale di oltre 400 km.
L’idea di questa ciclovia è nata nel 1990. Da allora, un po’ alla volta è stato completato l’intero percorso. La particolarità è che la maggior parte della pista nel territorio italiano è stata realizzata sul sedime della vecchia ferrovia dismessa che collegava l’Italia all’Austria attraverso Tarvisio, in mezzo alle Alpi Giulie e Carniche, in un paesaggio suggestivo. Non si tratta, però di una linea ferroviaria soppressa, come avvenuto altrove. La vecchia ferrovia a binario unico è stata sostituita da una a doppio binario con percorso meno tortuoso, regolarmente servita dal servizio ferroviario. Anche se qualche piccolo paese ha perso la sua stazione; e qualche altro, come Tarvisio, l’ha vista spostata in zona periferica, il servizio ferroviario è nel complesso migliorato.
In altre occasioni ci siamo detti fortemente a contrari a trasformare linee ferroviarie dove il servizio è sospeso in piste ciclabili, com’è stato ipotizzato per l’Asti – Casale Monferrato o per l’Alessandria – Nizza – Alba o l’Asti – Alba. Nel caso dell’Alpe Adria si è invece trattato di un riutilizzo ottimale di un percorso ferroviario spostato in altra sede. E’ pure vantaggioso utilizzare per le ciclabili questo tipo di percorsi ferroviari di montagna, dove le pendenze non sono mai troppo ripide (la tecnica ferroviaria non lo permetterebbe). Così, in assenza di salite troppo impegnative, la ciclovia diventa accessibile anche a ciclisti non allenatissimi. Fra l’altro, i treni che percorrono la linea nuova parallela ad essa permettono il trasporto di biciclette. Esiste pure un efficiente servizio gestito dalle ferrovie austriache con regolari treni Udine- Villach e viceversa, molto utilizzato da cicloturisti e cicloamatori di entrambe le nazioni, come ho potuto costatare: sul treno della domenica mattina buona parte dei passeggeri sono con la bicicletta al seguito. Il binomio turismo ciclistico- treno è sempre più gradito dai cicloamatori europei che possono spostarsi facilmente alternando i due mezzi di trasporto.
A Tarvisio c’è anche una diramazione della ciclovia che sfrutta il sedime della vecchia ferrovia per Lubiana, che entra nell’attuale Slovenia. In questo caso, purtroppo, non c’è una nuova linea ferroviaria che sostituisce la precedente.

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La vecchia stazione di Tarvisio, dove ora passa la pista ciclabile, e, sotto, la nuova stazione internazionale di Tarvisio Boscoverde
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più sotto, la diramazione verso il confine sloveno, in un tratto che sfrutta un ex ponte ferroviario

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