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Biglietti difficili

Da agosto è entrato in vigore il nuovo sistema di rilascio dei biglietti per i treni regionali. A differenza di prima, invece di essere utilizzabile per due mesi dal rilascio, ora sul biglietto deve da subito essere indicata la data dell’utilizzo. Questa si può cambiare, facendo richiesta alla biglietteria, solo fino al giorno prima della partenza. Lo si può fare anche in un’agenzia di viaggio, ma in questo caso c’è da pagare un costo aggiuntivo. Sono limitazioni non da poco per i passeggeri, abituati a un sistema più elastico. Già da marzo sono stati eliminati i biglietti kilometrici. Ora quest’ulteriore stretta. La ragione di tutto ciò è limitare il fenomeno dell’evasione.
Questa scelta sta suscitando difficoltà agli utenti, costretti ad acquistare il biglietto solo al momento della partenza, se vogliono evitare di avere sprecato i soldi se all’ultimo decidono di non utilizzare il treno. Oppure affrontare una nuova visita alla biglietteria e relativa coda, se vogliono cambiare data nei giorni precedenti. Inoltre, i biglietti venduti dalle edicole autorizzate non sono più di cartoncino come quelli normali, ma stampati su carta simile a quella degli scontrini. Per questi occorre una particolare abilità manuale per riuscire a obliterarli nelle macchinette senza stropicciarli.
Non poche sono state le proteste. Abbiamo assistito personalmente a dialoghi di questo tipo: a un signore che contestava garbatamente questo sistema punitivo, una capotreno rispondeva che con il vecchio sistema capitava che qualcuno viaggiasse “per due mesi con lo stesso biglietto, facendo finta ogni volta di dimenticarsi di obliterarlo”. Allo stesso signore che, giustamente, faceva notare che se ciò avveniva era perché il biglietto non era mai controllato, la capotreno candidamente ribatteva che, anche quando il biglietto era controllato, se alla mancanza della prevista timbratura il passeggero attribuiva ciò a una semplice dimenticanza, lei quasi mai applicava la sanzione; limitandosi ad avvertirlo “la prossima volta” di ricordarsi. Al che il signore di prima ribatteva che così l’azienda penalizza gli utenti onesti per non essere in grado di colpire i disonesti.
Avevamo già scritto su queste pagine, pochi mesi fa (vedasi “Controllori e controllati”) sulla poca efficacia nel sistema di verifica. Le colpe non sono solo dell’azienda ferroviaria; perché il sistema d’illegalità diffusa, anche in circostanze più importanti, che si sta instaurando nel nostro paese, rende sempre più difficile il compito degli addetti ai controlli. Ora però si pensa di risolvere il problema aumentando i disagi per chi il biglietto l’ha sempre pagato. Non ci pare la scelta migliore.

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