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Europa disunita

Il muro di Berlino è caduto nel 1989, l’ex Jugoslavia si è dissolta in sette piccoli stati, la Slovenia è persino entrata in Europa e nell’area Schengen. La frontiera orientale dell’Italia, un tempo presidiata da decine di caserme e battaglioni, si nota solo in qualche cippo e nei segnali stradali. Ne rimane corposa testimonianza solo nel fatto che il Friuli-Venezia Giulia resta, per i vecchi motivi storici, regione a statuto speciale (con i privilegi che ne conseguono) e che i sistemi ferroviari di Italia e Slovenia rimangono ben poco comunicanti. Ai tempi dell’impero austro-ungarico, a fine ‘800, Vienna era collegata all’Italia attraverso un’efficientissima linea ferroviaria via Lubiana-Gorizia-Trieste. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il nuovo confine ha diviso in due la città di Gorizia: la parte orientale, comprendente l’ex stazione di Gorizia Montesanto, è diventata Nova Gorica, che ora fa parte della Slovenia. I collegamenti ferroviari si sono però interrotti, e da allora non si può più arrivare a Lubiana direttamente passando da Gorizia, ma solo facendo un lungo giro. Nel 2006, sulla breve tratta Gorizia – Nova Gorica è stato riaperto all’esercizio un binario di raccordo, tra la linea italiana e quella slovena, non elettrificato; però solo a uso di società private per il trasferimento di carri merci. Ormai si può tranquillamente passare il confine tra Gorizia e Nova Gorica con tutti i mezzi, a motore o senza. La vecchia “cortina di ferro” si è dissolta per pedoni, ciclisti, pattinatori, motociclisti, scooteristi, automobilisti e camionisti, che possono tranquillamente circolare dove un tempo c’era un valico doganale sorvegliatissimo. Ma i treni passeggeri, anche se il binario c’è, non passano. C’è stata qualche concessione occasionale solo per alcuni treni storici. Pare ci siano problemi d’integrazione di regolamenti ferroviari, per uniformare le procedure di sicurezza. Tutte cose che si potrebbero risolvere con un po’ di buona volontà e a costi limitati, giacché la linea ferroviaria esiste già. E la richiesta degli utenti per un servizio su quel percorso ci sarebbe. Invece siamo alle solite: si vogliono spendere miliardi per costruire (e o scavare sotto le montagne) nuove linee parallele a quelle già esistenti, e si trascura il patrimonio che già c’è; dove i lavori da fare, e quindi i finanziamenti da mettere in moto, sarebbero notevolmente minori.

il binario appena oltre il confine di Gorizia

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