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treni e cetrioli

La recente vicenda del sequestro, per ordine di un Giudice di Bari, di alcuni treni per trasporto locale in Puglia è emblematica. È accaduto che otto treni usati per il trasporto locale sulle linee di Puglia, Basilicata e Molise, sono stati considerati fuorilegge perché possiedono un dispositivo che versa i liquami dei servizi igienici tra i binari (anche se solo quando la velocità supera i 40 km/h, quindi, fuori dalle stazioni). Ciò sarebbe contrario alla più recente normativa sulla gestione dei rifiuti, anche se non pericolosi. Il risultato è che Trenitalia ha dapprima dovuto sopprimere alcuni collegamenti ferroviari, in parte sostituiti da bus. Poi, una volta ottenuto il dissequestro dei treni ma con l’imposizione di bloccare lo scarico di questi “rifiuti”, ha potuto utilizzarli solo su percorsi inferiori ai 25 km. Infatti, al di sotto di questo limite non c’è l’obbligo di fornire servizi igienici a bordo; quindi questi possono restare chiusi. In sostanza, una norma che dovrebbe tutelare i cittadini finisce per ritorcersi contro gli stessi, che si trovano a usufruire di un servizio più limitato. In attesa che, forse, i prossimi nuovi treni possiedano un sistema di gestione dei rifiuti, (cioè il prodotto di chi espleta i bisogni fisiologici in bagno), ancora più sofisticato. Una volta sapevano tutti che era vietato usare le “ritirate” durante la sosta in stazione (c’erano anche delle apposite targhette all’interno dei treni). Ma al di fuori non si ponevano molti problemi se i servizi igienici scaricavano sulle traversine dei binari in aperta campagna. Anche perché si tratta di materia biodegradabile!
Questo è un esempio di come, talvolta, un eccesso di regolamentazione finisca col rendere tutto più difficile e costoso. Si è ironizzato molto sull’Europa che regolamenta tutto, anche la curvatura dei cetrioli o il diametro delle vongole che è possibile commercializzare. Che ci siano leggi a tutela di salute e ambiente è più che giusto. Ma a volte un po’ più di buon senso e praticità non guasterebbero.

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