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Treni e orsi

Se sul piano faunistico la politica provinciale trentina è alquanto discutibile (vedasi la recente vicenda dell’orsa “KJ2” soppressa a fucilate, solo per avere sostanzialmente reagito, ferendolo, all’intrusione di un pensionato con cane al seguito che poteva minacciare l’incolumità dei suoi piccoli), in materia di mobilità è invece all’avanguardia.
La provincia autonoma di Trento ha organizzato un capillare servizio di trasporto pubblico, dove l’integrazione fra treno a bus è perfetta: gli autobus partono da dove arriva il treno. In particolare, è forse l’unico caso in Italia dove invece di investire in faraonici trafori di decine di km sotto le montagne, si rafforzano le utili ferrovie locali esistenti. È il caso della Trento-Malè– Mezzana: ferrovia elettrica a scartamento ridotto (metrico) che collega il capoluogo, Trento, all’alta Val di Sole. Dopo avere risalito in parte la valle dell’Adige, la linea ferroviaria vira verso nord-ovest e sale prima verso la Val di Non passando per Cles, poi percorre la Val di Sole, affiancando in gran parte il corso del torrente Noce. La costruzione di questa ferrovia è relativamente recente, essendo stata inaugurata nel 1960. All’epoca, quello di Santa Giustina, alto 140 metri dal letto del Noce, era il ponte ferroviario più alto del mondo. Ancora più recenti sono i passi successivi. Inizialmente il capolinea era Malè, il capoluogo della valle; successivamente è stato aggiunto il tratto fino a Marilleva. Ancora più di recente, inaugurato nel 2016, l’altro prolungamento fino a Mezzana, a quota 900 metri sul livello del mare. La lunghezza totale del percorso ferroviario ha così raggiunto i 66 km. Comprende 21 stazioni o fermate, 12 gallerie e 23 ponti. E’ in progetto un altro prolungamento fino a Fucine.
Evidentemente questa ferrovia oltre ad essere al servizio dei pendolari locali, fornisce un importante contributo alla mobilità dei turisti, piuttosto numerosi in zona nel periodo dello sci e durante l’estate. Infatti, la valle è circondata da notevoli e famosi gruppi montuosi: a nord l’Ortles-Cevedale, a sud le Dolomiti del Brenta, ad ovest il gruppo Adamello- Presanella.
Nel tratto finale, tra Mostizzolo e Mezzana, la linea è affiancata dalla nuova pista ciclabile della Val di Sole. Questa prosegue fino a Pellizzano, per una lunghezza di circa 35 km. In questo tratto, nel periodo estivo, sono aggiunti a quelli in normale circolazione (dove già è possibile il trasporto di biciclette) altri treni dotati di una carrozza interamente adibita al trasporto di questi mezzi.
Un atteggiamento del tutto differente da quello prevalente in altre regioni italiane, dove invece le linee locali, anche quelle con alta potenzialità turistica, vengono, di fatto, abbandonate, vanificando oltretutto i non lievi investimenti fatti in passato. Esempio tipico: il Piemonte.
Torniamo però al punto di partenza: c’è da rilevare il contrasto tra la lungimiranza manifestata in Trentino nella gestione del trasporto pubblico e la scarsa sensibilità e intelligenza evidenziate, al contrario, in tema di gestione della fauna selvatica. Appunto con l’abbattimento dell’orsa (per chi non avesse presente il fatto di quest’agosto 2017, vedasi fra l’altro http://www.ilpost.it/2017/08/14/kj2-orsa-trentino-uccisa/“>http://www.ilpost.it/2017/08/14/kj2-orsa-trentino-uccisa/ ). Ma anche l’anno scorso, con la vicenda dell’altra orsa “Daniza” (http://www.repubblica.it/ambiente/2014/09/11/news/morta_l_orsa_daniza_non_sopravvive_alla_cattura-95490478/” ) c’erano altre ragioni di critica.
Anche se le questioni non hanno nessuna relazione tra loro, era inevitabile notarlo.

Il ponte di Santa Giustina (foto Trentino trasporti)


L’interno della carrozza, completamente destinata al trasporto biciclette, di un treno per Mezzana (foto C.S.)

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