Home | In cielo | Italiano sì, Italiano no…

Italiano sì, Italiano no…

Oggigiorno tutto deve essere messo in discussione: di ogni cosa si deve passare, quasi fosse di vitale importanza, dalla versione uno-punto-zero a quella zero-punto-zero-punto-due…
Quindi via la cultura! A cosa serve? Appartiene al passato, una cosa inconcepibile per un mondo che corre, fugge via (non si sa dove).
E la lingua italiana? Via anche quella! Cerchiamo nuove parole, più immediate, più adeguate a questi tempi di totale liquidità. Impariamo ad usare termini usciti così, per errore, ma – mi raccomando – dimentichiamoci i termini classici.
Chiamiamo poi in causa l’Accademia della Crusca, quasi che la colpa fosse di codesta, illustre, Istituzione. Ma l’Accademia ha sentenziato un aspetto che dovrebbe essere già acclarato: alcune parole avrebbero sì il diritto di esistere perché nei canoni della Lingua Italiana, ma che il mancato uso non consente.
Il famoso “a me mi”, in italiano è sbagliato poiché forma ridondante; ma il corrispondente in spagnolo è invece forma canonica, in quanto rafforzativo. Dipende dai canoni, affinati nei secoli attraverso l’uso naturale dei termini e delle forme grammaticali e fonetiche.
Ora, io non me la prendo con la naturale evoluzione delle lingue, bensì con le mode, sovente non troppo furbe… Prima di accettare nuovi termini, impariamo ad usare quelli già esistenti, in maniera corretta:
– “va” invece del non corretto “và”;
– “fa” invece del non corretto “fà”;
– “qual è” invece del non corretto “qual’è”;
– “po’ “, corretto con l’apostrofo che marca un’elisione, con il non corretto “pò”;
…e così via… la lista è molto, molto lunga.
Riscoprire verbi e tempi verbali pressoché ora sconosciuti: il congiuntivo, ad esempio, è violentato con sistematica cura! Ma anche riscoprire nomi di oggetti di uso quotidiano, come lo “odometro” (il cosiddetto “contachilometri”); oppure termini come “obnubilare”, che significa “annebbiare, ofuscare, ottenebrare”.
Insomma, prima di arrogarci tutti il diritto di cambiare le cose, iniziamo prima a conoscerle. La modifica, semmai, la eseguiamo più tardi.

Claudio Passeri

Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

2 commenti

  1. aggiornate il sistema di pubblicazione.
    Ho scritto un mio intervento e nel momento della pubblicazione me lo ha annullato, senza salvarlo!!!
    Perso.
    Mi spiace, non potrò riscriverlo per motivi di tempo. Bisogna provvedere ad una migliore funzionalità del blog

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina