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Vi ricorderemo… dimenticandovi!

Oggi una gentile signora, parlandomi delle molte ragazze e ragazzi che si impegnano nel coltivare i loro sogni, mi palesa questo pensiero: secondo lei, almeno uno di questi, un giorno, meriterà la titolazione di una strada.
Certamente il merito va premiato, soprattutto quando apporta esempi positivi alla nostra società. Tuttavia, la titolazione di un luogo pubblico, quale può essere una strada o una piazza, non è poi una così grande onorificenza. Mi viene in mente, a tal proposito, un aneddoto curioso a cui mi capitò di assistere un paio di anni fa. Mi trovavo sul treno per Genova e un gruppo di ragazzi, di circa vent’anni, stava cercando di visualizzare, su di uno smartphone, la corretta ubicazione del loro albergo per le vacanze. Ad un certo punto una ragazza esclamò: “Eccolo, eccolo! E’ in via Cola di Rienzo!”. I ragazzi si guardarono attoniti: non sapevano chi fosse, o cosa fosse, Cola di Rienzo. Alcuni, addirittura, insultarono la ragazza poichè, a loro avviso, aveva inteso male: un nome del genere non poteva esistere. Stavo per suggerirgli chi fosse questo Carneade (auspicando di non farmi maledire come la suddetta sventurata), allorchè un ragazzo, con un lampo di genio, intervenne: “Ragazzi, siete tutti ignoranti. Lo abbiamo anche studiato a scuola, durante una qualche lezione”. Un momento di silenzio e poi l’illuminazione: “E’ un monaco medioevale, uno di quelli che di mestiere facevano i vini” (forse alludeva alla scoperta del metodo di formazione dello Champagne…), se non che continuò con queste parole: “Se non ricordo male è stato l’inventore della bevanda che diverrà poi Coca Cola”.
Nessuna replica: evidentemente aveva parlato l’intellettuale della compagnia. Ed anch’io, in presenza di una tale alta sapienza, decisi di tacere.
Eppure questo fatto, nella sua quasi totale (ma vera) assurdità, mi fa considerare che molto spesso, tolti cinque o sei nomi più famosi, difficilmente sappiamo chi siano coloro ai quali le strade o le piazze sono dedicate. Chi conosce decentemente bene, ad esempio, chi era Giovanni Lanza, Ettore Pais, Vincenzo Gioberti? Ci metto anche due che dovrebbero essere un po’ più conosciuti: Benedetto Cairoli e Urbano Rattazzi. Chi saprebbe scrivere, così di getto, una decina di righe su chi fossero e cosa fecero di importante?
Eppure sono nomi che, almeno qui in zona, si incontrano sovente nei nostri paesi e nelle nostre città. Per cui, forse, siamo tutti, chi per un verso chi per un altro, componenti di quel gruppetto di giovincelli verso una lontana vacanza.
Da qui il detto: vi ricorderemo… dimenticandovi!

Claudio Passeri

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