Autore: Ilenia Procopio

PIER SANDO CASSULO, PAOLO LANTERO, MAURO LANZONI: UNA SFIDA ELETTORALE TRA GENTILUOMINI

PIER SANDO CASSULO, PAOLO LANTERO, MAURO LANZONI: UNA SFIDA ELETTORALE TRA GENTILUOMINI

Come già scritto su questa pagina, giovedì 16 maggio 2019 al Teatro “Splendor” di Ovada, un vero gioiello per la città, si è svolta una Tribuna elettorale molto partecipata.

170 i posti a sedere tutti occupati più la galleria e i corridoi con gente in piedi. Erano i sostenitori degli schieramenti in campo, che nell’ordine sono:  “Ovada viva” di Pier Sandro Cassulo, “Insieme per Ovada” di Paolo Lantero e il Movimento 5 Stelle con Mauro Lanzoni.

Un bel dibattito, dove anche la platea si è comportata con un grado di “civiltà politica” da fare invidia a certe piazzate che ormai quasi giornalmente assistiamo in TV.

Un confronto e un dibattito vero, che sostanzialmente ci rende pieni d’orgoglio anche noi de “l’inchiostro fresco”, con in testa Marta Calcagno, Massimo Calissano e Fausto Piombo, che lo abbiamo organizzato.

Ecco qui di seguito il filmato che Fausto Piombo, di concerto con l’emittente televisiva locale “TeleValleStura” e “TeleMasone”, ha prodotto con l’ausilio di Giacomo Piombo.

A tutti una buona visione da parte di

Gian Battista Cassulo

Video girato da Fausto Piombo:  

PIER SANDO CASSULO, PAOLO LANTERO, MAURO LANZONI: UNA SFIDA ELETTORALE TRA GENTILUOMINICome già scritto su questa pagina, giovedì 16 maggio 2019 al Teatro "Splendor" di Ovada, un vero gioiello per la città, si è svolta una Tribuna elettorale molto partecipata.170 i posti a sedere tutti occupati più la galleria e i corridoi con gente in piedi. Erano i sostenitori degli schieramenti in campo, che nell’ordine sono: “Ovada viva” di Pier Sandro Cassulo, “Insieme per Ovada” di Paolo Lantero e il Movimento 5 Stelle con Mauro Lanzoni.Un bel dibattito, dove anche la platea si è comportata con un grado di “civiltà politica” da fare invidia a certe piazzate che ormai quasi giornalmente assistiamo in TV.Un confronto e un dibattito vero, che sostanzialmente ci rende pieni d’orgoglio anche noi de “l’inchiostro fresco”, con in testa Marta Calcagno, Massimo Calissano e Fausto Piombo, che lo abbiamo organizzato.Ecco qui di seguito il filmato che Fausto Piombo, di concerto con l’emittente televisiva locale “TeleValleStura” e “TeleMasone”, ha prodotto con l’ausilio di Giacomo Piombo.A tutti una buona visione da parte diGian Battista CassuloVideo girato da Fausto Piombo:

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Sabato 18 maggio 2019

UNA TRIBUNA ELETTORALE ALL’INSEGNA DELLA CORTESIA

UNA TRIBUNA ELETTORALE ALL’INSEGNA DELLA CORTESIA

Grande maturità politica ieri sera sul palco dello “Splendor” ad Ovada dove è “andata in scena“, ed è proprio il caso di dirlo, una Tribuna elettorale organizzata da “l’inchiostro fresco” di Novi Ligure di concerto con “TeleValleStura” di Masone.

La Tribuna elettorale, introdotta dal Direttore responsabile de “l’inchiostro fresco“, Marta Calcagno, ha infatti visto confrontarsi con toni molto moderati ma non per questo meno incisivi, i tre candidati sindaci in corsa per Palazzo Delfno.

Nell’ordine alfabetico Pier Sandro Cassulo, Paolo Lantero e Mauro Lanzoni, con moderatore Massimo Calissano corrispondente per “l’inchiostro fresco” in Valle Stura, hanno infatti dialogato tra loro, con il sostegno nei passaggi più significativi dei loro supporter presenti in sala, sulla politica ovadese.

Ne è uscito un bel confronto che ha dato un’immagine positiva della classe politica locale e e così la città di Ovada  sa che potrà sceglier con cognizione di causa tra tre ottimi candidati, il proprio Sindaco.

Agli ovadesi l’imbarazzo della scelta!!!!

La redazione

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/videos/2427316760844764/

AUTO D’EPOCA A NOVI LIGURE

AUTO D’EPOCA A NOVI LIGURE

Oggi, 11 maggio 2019, la via principale di Novi Ligure, Via Girardengo, è stata invasa da auto d’epoca.

Un balzo indietro nel tempo, quando le auto avevano un’anima e le si riconosceva dal rombo del motore.

Vere e proprie opere d’arte, questi veicoli sono sfilati tra la gente che per un attimo si è ritrovata in un mondo più semplice, dove il gusto quasi artigianale dominava la produzione anche industriale.

Ecco a voi qualche breve fotogramma di queste auto d’epoca!!!

Gian Battista Cassulo

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/videos/2653218518027424/

APERTA AD OVADA EXPOLANDIA

APERTA AD OVADA EXPOLANDIA

Dal 10 al 12 maggio grande festa ad Ovada in Piazza Martiri della Benedicta per Expolandia, quest’anno alla sua seconda edizione.

Stand e piazzale pieni di espositori e grande fermento. Il sindaco Paolo Lantero ha tagliato il nastro d’avvio, mentre Valentina Ostojic illustrava al microfono i contenuti della esposizione ovadese delle attività del Basso Piemonte e dell’Entroterra ligure organizzato dalla Nord Industriale di concerto con la Euro Ced della dott.ssa Roberta Torriglia.

Ecco qui di seguito in anteprima un breve spezzone del momento dell’inaugurazione.

Gian Battista Cassulo

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/videos/436861510223831/

QUI SUL NOSTRO FIUME giornata di educazione ambientale

QUI SUL NOSTRO FIUME giornata di educazione ambientale

BOSCO PIANO – Comune di Borghetto di Borbera , 12 MAGGIO 2019, ORE 10

Nell’ambito della campagna di Legambiente “Puliamo il Mondo 2019”, domenica 12 maggio 2019 si terrà la seconda edizione di “Qui sul nostro fiume- giornata di educazione ambientale”: una giornata aperta a tutti e dedicata all’Ambiente e alla cura del territorio, con lo scopo di sensibilizzare e coin

BOSCO PIANO – Comune di Borghetto di Borbera , 12 MAGGIO 2019, ORE 10

Nell’ambito della campagna di Legambiente “Puliamo il Mondo 2019”, domenica 12 maggio 2019 si terrà la seconda edizione di “Qui sul nostro fiume- giornata di educazione ambientale”: una giornata aperta a tutti e dedicata all’Ambiente e alla cura del territorio, con lo scopo di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini sull’annoso problema dell’abbandono dei rifiuti e di promuoverne una corretta gestione.

Insieme agli studenti degli istituti di Borghetto di Borbera, Rocchetta Ligure, Cabella International Sahaja School e al gruppo scout Novi Ligure 1, ci occuperemo della pulizia di un tratto di sponda del Borbera e dell’area di sosta di Bosco Piano mentre, nel pomeriggio, assisteremo a una dimostrazione di spegnimento incendi a cura dell’Associazione Antincendi boschivi della Val Borbera.

L’iniziativa vedrà anche la partecipazione dei volontari che hanno aderito al progetto Vis.Po, il progetto europeo che per 3 anni coinvolgerà 230 volontari tra i 18 e i 30 anni in azioni di pulizia e valorizzazione delle sponde del Po e dei suoi affluenti in territorio piemontese. Un’esperienza di volontariato e apprendimento per giovani under 30 promossa da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, in partnership con Arpa Piemonte e European Research Institute.

Il progetto VisPO è finanziato nell’ambito del “LIFE Preparatory Project in Support of European Solidarity Corps” che promuove azioni a priorità ambientale a supporto del Corpo di Solidarietà Europeo (ESC) e vede lo scambio di esperienze con attività analoghe svolte da 20 volontari sul Danubio in Ungheria. Oltre alle iniziative di pulizia del Po e dei suoi affluenti, che si svolgeranno principalmente nei siti Natura 2000, VisPO prevede attività di monitoraggio, sensibilizzazione, promozione, formazione ed educazione ambientale e sportiva.

L’evento è organizzato con il patrocinio dei Comuni di Borghetto di Borbera e Cabella Ligure, dell’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino piemontese e con la collaborazione di Legambiente, Vis.Po, Pro Loco Cabella Ligure, Associazione Oltre le Strette e l’ Associazione Volontari AIB Protezione Civile Val Borbera

PROGRAMMA

  • Ritrovo ore 10 a Bosco Piano (Borghetto Borbera) Introduzione e distribuzione materiale per pulizia area circostante
  • Partenza a squadre ore 10.30 Termine pulizia ore 12.30 e pranzo al sacco
  • Nel pomeriggio si terrà una dimostrazione di intervento anti incendio a cura di A.I.B. Val Borbera
  • Merenda per tutti i partecipanti, gentilmente offerta da: Panificio Bava Mauro, Alimentari Maggiolo, Cuore Di Pane, Il Forno Di Ferrari Federico, Il Forno Di  Boggeri Fabio

In caso di pioggia l’evento verrà rinviato in data 9 giugno

Samantha Brussolo

PER ADESIONI E INFORMAZIONI

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/?__tn__=kC-R&eid=ARCtWlUUXvtrd0gZeHu9KJOpR_Ur9jtKtSnI1syLPB8IcFVhxwuG_

IN RICORDO DI ALDO GASTALDI

IN RICORDO DI ALDO GASTALDI

Si sono appena concluse le celebrazioni del 25 Aprile, ma vorrei ricordare la figura di Aldo GastaldiBisagno” perché lui, in quei giorni tragici dopo l’8 settembre 1943 quando indegnamente il Paese fu abbandonato nel caos più assoluto dalla sua classe dirigente, nella lotta fratricida che ne seguì non vedeva “nemici“, ma solo gente che la pensava in maniera diversa, difendendo l’idea di Libertà da tutti coloro che volevano ammantarla di questo o quel colore politico.

Anch’io, sia pure nella mia modesta dimensione di persona senza nessun blasone, durante la mia carriera politica prima nelle istituzioni e ora nel mondo dell’informazione, non ho mai visto, in chi aveva o ha opinioni o posizioni partitiche diverse dalla mia, nemici, ma solo persone che la pensavano e la pensano in modo diverso.

E sul giornale (“l’inchiostro fresco“) che con un gruppo di amici ho creato sin dal lontano 1985, cerco di dar voce a tutti, permettendo le diverse posizioni a confronto.

Saranno poi i lettori a decidere e, trasportando l’uguale concetto nel panorama più ampio elettorale, saranno i cittadini a scegliere con il loro voto i loro rappresentanti, esprimendo quella che Rousseau chiamava la “volontà generale“, che poi è quella che guida una società.

Vi accludo il filmato della visita che – scendendo dal Monte Antola, dopo una breve sosta alla Casa del Romano per riprenderci dalla fatica – feci nel giugno 2016 con Giusy al monumento a d Aldo Gastaldi a Fascia, proprio per rendergli onore.

Qui di seguito vi accludo una nota del mio amico Franco Astengo sulla tragica morte di Aldo gastaldi che avvenne il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda.

A tutti un abbraccio da

Gian Battista Cassulo

In ricordo della tragica morte di Aldo Gastaldi avvenuta il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda – pezzo a firma di Franco Astengo

La mia opinione è che è stato un incidente tragico ma un incidente. Voci che circolano ma mai provate, tra l’altro in quel momento si trovava sul Lago di Garda,lontano dalla sua zona di operazioni. La lotta di liberazione non è stata un pranzo di gala e il ruolo dei partiti è risultato assolutamente decisivo anche per via della corrispondenza tra le forze politiche presenti nel CLN e le corrispondenti formazioni combattenti. Occorrevano catena di comando e disciplina, difficili da mantenere senza professionalità militare e capacità di coagulo che soltanto l’appartenenza ai partiti poteva garantire. Certo con contraddizioni e difficoltà, in un momento così tragico.

Dotato di forte personalità, Aldo Gastaldi, fervente cattolico e fermamente apartitico, insieme al comunista Serbandini stabilì per gli uomini della Divisione severe regole di comportamento, il famoso “Codice di Cichero” che tutti i partigiani si impegnarono a rispettare nonostante le condizioni al limite della sopravvivenza: “in attività e nelle operazioni si eseguono gli ordini dei comandanti, ci sarà poi sempre un’assemblea per discuterne la condotta; il capo viene eletto dai compagni, è il primo nelle azioni più pericolose, l’ultimo nel ricevere il cibo e il vestiario, gli spetta il turno di guardia più faticoso; alla popolazione contadina si chiede, non si prende, e possibilmente si paga o si ricambia quel che si riceve; non si importunano le donne; non si bestemmia”.

Bisagno combatté tenacemente esponendosi sempre in prima persona contro la politicizzazione della Divisione e delle formazioni Partigiane.
Come riportato dal “Dizionario della Resistenza”(Einaudi, 2001) e dal “Dizionario della Resistenza in Liguria” di Gimelli e Battifora (De Ferrari, 2008), “Bisagno” era decisamente critico nei confronti del partitismo, poiché esso avrebbe potuto “[….]incrinare la lotta partigiana[…]. “Noi non abbiamo un partito, noi non lottiamo per avere un domani un cadreghino, vogliamo bene alle nostre case, vogliamo bene al nostro suolo e non vogliamo che questo sia calpestato dallo straniero, dobbiamo agire nella massima giustizia e liberi da prevenzioni”.]
Bisagno, uomo dotato di forte personalità e carisma scriveva all’età di 21 anni: Continuerò a gridare ogniqualvolta si vogliano fare ingiustizie e griderò contro chiunque, anche se il mio grido dovesse causarmi disgrazie o altro.”.

Morì il 21 maggio 1945 cadendo dal tetto della cabina del mezzo su cui stava viaggiando (un autocarro Fiat 666), finendo sotto le ruote, nella frazione Cisano di Bardolino, nei pressi di Desenzano, mentre accompagnava a casa gli alpini del battaglione Vestone della Divisione Alpina Monterosa, che avevano deciso di combattere al suo fianco, per tener fede alla promessa fatta a Cabella Ligure il 4 novembre 1944.

L’improvvisa morte di Bisagno, avvenuta nei giorni convulsi che seguirono la Liberazione, ha suscitato diverse polemiche. In particolare, s’è ipotizzato un omicidio per la sua opposizione alle frange comuniste del movimento partigiano. La tesi dell’omicidio, tuttavia, non è mai stata provata ed è contestata da diverse testimonianze, che insistono sull’accidentalità dell’evento.

Gianpaolo Pansa, pur non prendendo esplicitamente posizione sul tema, ha riportato i dubbi riguardanti la fine di Bisagno in un articolo ed anche nel suo libro del 2018 Uccidete il comandante bianco.
Il libro di Pansa è stato criticato in quanto, non citando fonti e testimonianze, si avvicinerebbe più ad un romanzo che ad un’opera storica.

Alla fine degli anni Novanta un documento firmato da ex-capi partigiani di ogni tendenza politica (cattolici, socialisti, comunisti, liberali), oltre a contestare le tesi sul possibile omicidio, avviò le procedure per la traslazione della salma del Comandante nel Pantheon del Cimitero monumentale di Staglieno, a Genova

Ad Aldo Gastaldi il comune di Genova ha dedicato un’importante arteria cittadina (rinominando il Corso Giulio Cesare) su cui si affaccia la Casa dello Studente, teatro negli anni dell’occupazione nazista di efferate torture. Una statua con lapide a suo ricordo si trova al Parco dell’Acquasola, nel centro cittadino. Sempre a Genova un Istituto Tecnico Industriale porta il suo nome.

Franco Astengo

IN RICORODO DI ALDO GASTALDI

IN RICORDO DI ALDO GASTALDISi sono appena concluse le celebrazioni del 25 Aprile, ma vorrei ricordare la figura di Aldo Gastaldi "Bisagno" perché lui, in quei giorni tragici dopo l'8 settembre 1943 quando indegnamenteil Paese fu abbandonato nel caos più assoluto dalla sua classe dirigente, nella lotta fratricida che ne seguì non vedeva "nemici", ma solo gente che la pensava in maniera diversa, difendendo l'idea di Libertà da tutti coloro che volevano ammantarla di questo o quel coloroe politico.Anc'io, sia pure nella mia modesta dimensione di perona senza nessun blasone, durante la mia carriera politica prima nelle istituzioni e ora nel mondo dell'informazione, non ho mai visto, in chi aveva o ha opinioni o posizioni partitiche diverse dalla mia, nemici, ma solo persone che la pensavano e la pensano in modo diverso.E sul giornale che con un gruppo di amici ho creato sin dal lontano 1985, cerco di dar voce a tutti, menttendo le diverse posizioni a confronto.Saranno poi i lettori a decidere e, trasportando l'uguale concetto nel panorama più ampio elettorale, saranno i cittadinii a scegliere con il loro voto i loro rappresentanti, esprimendo quella che Rousseau chiamava la "volontà generale", che poi è quella che guida una società.Vi accludo il filmato della visita che – scendendo dal Monte Antola, dopo una breve sosta alla Casa del Romano per riprenderci dalla fatica – feci nel giugno 2016 con Giusy al monumento a d Aldo Gastaldi a Fascia, proprio per rendergli onore.Qui di seguito vi accludo una nota del mio amico Franco Astengo sulla tragica morte di Aldo gastaldi che avvenne il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda.A tutti un abbraccio daGian Battista Cassulo************************************************************************In ricordo della tragica morte di Aldo Gastaldi avvenuta il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda di Franco AstengoLa mia opinione è che è stato un incidente tragico ma un incidente. Voci che circolano ma mai provate, tra l’altro in quel momento si trovava sul Lago di Garda,lontano dalla sua zona di operazioni. La lotta di liberazione non è stata un pranzo di gala e il ruolo dei partiti è risultato assolutamente decisivo anche per via della corrispondenza tra le forze politiche presenti nel CLN e le corrispondenti formazioni combattenti. Occorrevano catena di comando e disciplina, difficili da mantenere senza professionalità militare e capacità di coagulo che soltanto l’appartenenza ai partiti poteva garantire. Certo con contraddizioni e difficoltà, in un momento così tragico. Dotato di forte personalità, Aldo Gastaldi, fervente cattolico e fermamente apartitico, insieme al comunista Serbandini stabilì per gli uomini della Divisione severe regole di comportamento, il famoso "Codice di Cichero" che tutti i partigiani si impegnarono a rispettare nonostante le condizioni al limite della sopravvivenza: "in attività e nelle operazioni si eseguono gli ordini dei comandanti, ci sarà poi sempre un'assemblea per discuterne la condotta; il capo viene eletto dai compagni, è il primo nelle azioni più pericolose, l'ultimo nel ricevere il cibo e il vestiario, gli spetta il turno di guardia più faticoso; alla popolazione contadina si chiede, non si prende, e possibilmente si paga o si ricambia quel che si riceve; non si importunano le donne; non si bestemmia".Bisagno combatté tenacemente esponendosi sempre in prima persona contro la politicizzazione della Divisione e delle formazioni Partigiane. Come riportato dal "Dizionario della Resistenza"(Einaudi, 2001) e dal "Dizionario della Resistenza in Liguria" di Gimelli e Battifora (De Ferrari, 2008), "Bisagno" era decisamente critico nei confronti del partitismo, poiché esso avrebbe potuto "[….]incrinare la lotta partigiana[…]. "Noi non abbiamo un partito, noi non lottiamo per avere un domani un cadreghino, vogliamo bene alle nostre case, vogliamo bene al nostro suolo e non vogliamo che questo sia calpestato dallo straniero, dobbiamo agire nella massima giustizia e liberi da prevenzioni".]Bisagno, uomo dotato di forte personalità e carisma scriveva all'età di 21 anni: Continuerò a gridare ogniqualvolta si vogliano fare ingiustizie e griderò contro chiunque, anche se il mio grido dovesse causarmi disgrazie o altro.".Morì il 21 maggio 1945 cadendo dal tetto della cabina del mezzo su cui stava viaggiando (un autocarro Fiat 666), finendo sotto le ruote, nella frazione Cisano di Bardolino, nei pressi di Desenzano, mentre accompagnava a casa gli alpini del battaglione Vestone della Divisione Alpina Monterosa, che avevano deciso di combattere al suo fianco, per tener fede alla promessa fatta a Cabella Ligure il 4 novembre 1944.L'improvvisa morte di Bisagno, avvenuta nei giorni convulsi che seguirono la Liberazione, ha suscitato diverse polemiche. In particolare, s'è ipotizzato un omicidio per la sua opposizione alle frange comuniste del movimento partigiano. La tesi dell'omicidio, tuttavia, non è mai stata provata ed è contestata da diverse testimonianze, che insistono sull'accidentalità dell'evento. Gianpaolo Pansa, pur non prendendo esplicitamente posizione sul tema, ha riportato i dubbi riguardanti la fine di Bisagno in un articolo ed anche nel suo libro del 2018 Uccidete il comandante bianco. Il libro di Pansa è stato criticato in quanto, non citando fonti e testimonianze, si avvicinerebbe più ad un romanzo che ad un'opera storica.Alla fine degli anni Novanta un documento firmato da ex-capi partigiani di ogni tendenza politica (cattolici, socialisti, comunisti, liberali), oltre a contestare le tesi sul possibile omicidio, avviò le procedure per la traslazione della salma del Comandante nel Pantheon del Cimitero monumentale di Staglieno, a GenovaAd Aldo Gastaldi il comune di Genova ha dedicato un'importante arteria cittadina (rinominando il Corso Giulio Cesare) su cui si affaccia la Casa dello Studente, teatro negli anni dell'occupazione nazista di efferate torture. Una statua con lapide a suo ricordo si trova al Parco dell'Acquasola, nel centro cittadino. Sempre a Genova un Istituto Tecnico Industriale porta il suo nome.Franco Astengo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Sabato 27 aprile 2019
VITA DI GIORNALE: IMPRESSIONI DI UNA STAGISTA

VITA DI GIORNALE: IMPRESSIONI DI UNA STAGISTA

Qui da noi, nella redazione de “l’inchiostro fresco“, le scuole di ogni ordine e grado mandano alunni e studenti o in visita alla redazione o a frequentarla per un periodo di apprendimento nell’ambito della cosiddetta “Buona scuola“, una iniziativa che tende ad avvicinare i giovani ancora in età scolastica al mondo del lavoro e delle attività produttive.

Noi ben volentieri accogliamo questi alunni e studenti perché la loro presenza, non solo ravviva la vita di redazione, ma ci aiuta a comprendere meglio i tempi che stiamo vivendo, perché spesso siamo noi che impariamo qualcosa da questi giovani.

Gli alunni delle elementari (le scuole primarie) vengono qui per preparare i loro seminari, ad esempi quelli sulla Costituzione per poi metterli in scena nella loro recita di Fine Anno scolastico.

Altri delle scuole secondarie di secondo grado, come Larissa Santamaria dell’Istituto “Madri Pie” di Ovada, è venuta qui per uno stage di giornalismo ed ecco qui di seguito le domande che ci ha posto e alle quali noi abbiamo tentato di rispondere, mentre nel video che vi presentiamo ci ha espresso le sue opinioni in merito alla sua esperienza di “redattrice”.

A tutti buona visione daparte di

Gian Battista Cassulo

ED ECCO QUI DI SEGUITO LE DOMANDE CHE CI HA POSTO LARISSA SANTAMARIA PER PREPARARE LA SUA RELAZIONE DA CONSEGNARE ALLA PRESIDE DEL SUO ISTITUTO, PROF.SSA LUCIANA REPETTO.

Abbiamo intervistato Gian Battista Cassulo, Legale rappresentante dell’Associazione culturale “Club Fratelli Rosselli”, editrice del mensile d’informazione locale“l’inchiostro fresco” fondato a Novi Ligure nel 1985. Ecco le sue risposte:

Quale rapporto ha “l’inchiostro fresco” con i suoi lettori?

Un rapporto “di servizio”, nel senso che il giornale è nato con scopi pedagogici per favorire in primo luogo tra i suoi lettori lo spirito della cosiddetta “cittadinanza attiva”, ovvero per spingere la gente a sentirsi “protagonista” nei posti ove abita.

Ma “l’inchiostro fresco” esercita nel contempo anche un’altra funzione: quella di permettere a chi scrive sulle sue colonne di fare esplodere il proprio “protagonismo sociale”, perché noi facciamo in modo che i redattori che qui fanno pratica per conseguire il “patentino da giornalista pubblicista” si sentano investiti e partecipi del ruolo pedagogico del giornale.

Da questa doppia funzione del giornale, esterna ed interna, si è creato un processo virtuoso che tiene insieme non solo lettori e redattori, ma anche gli inserzionisti che si sentono parte integrante del giornale, come è dimostrato dalla loro fedeltà nel tempo nell’essere sempre presenti sulle pagine de “l’inchiostro fresco”.

Su quali criteri vi basate per proporre i vari argomenti ai lettori?

Il criterio principale che ci guida è quello di guardarci intorno ogni qual volta usciamo per fare un servizio. Cerchiamo di vedere i nostri posti con l’occhio dell’immaginazione, sul come potrebbero essere e su come invece sono.

E per capire come mai i nostri posti sono quello che sono, guardiamo i volti della gente e il comportamento delle persone perché sono le persone che “fanno” i luoghi dove esse vivono.

Per cui, ed è qui che viene fuori il ruolo pedagogico del giornale, noi cerchiamo sempre di mettere in contraddizione o per lo meno a confronto i luoghi con la gente che li abita, a volte fantasticando la realtà.

Ad esempio, nella Valle dell’Orba, ci siamo inventati Rondinaria, la “Città dei paesi”, e nella zona del Sassello abbiamo pensato ad “Reame boscoso”, mentre in quella di Urbe abbiamo adottato la definizione della nostra amica Lorena, “La contea dei Varelfi” per non parlare di Olbicella del suo Gran Canyon!!!!.

Nomi di fantasia, questi, ma che rendono vivi i nostri posti e che servono per fa capire alla gente che non bisogna trascorrere la propria vita nel chiuso dei propri interessi di bottega, ma che bisogna ampliare i propri orizzonti a tutto il territorio circostante la propria realtà locale.

“L’inchiostro fresco” che tipo di rapporto ritiene di avere con le altre redazioni giornalistiche sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista economico?

A Novi Ligure, se si escludono i due quotidiani più letti, “La Stampa” e “Il Secolo  XIX”, esistono, oltre al quindicinale “Il Piccolo” che comunque è un periodico a livello provinciale, solo due testate prettamente locali, “Il Novese” e “Panorama di Novi”, che sono settimanali.

Una volta c’era anche “Il Popolo di Novi” ma ora, soprattutto dopo la scomparsa della sua anima, Don Agnes; è quasi scomparso dalle edicole.

Originariamente “Il Novese” faceva riferimento al vecchio P.C.I. e “Panorama di Novi” all’area liberale, mentre “Il Popolo di Novi” è la voce della Curia vescovile di Tortona.

Noi in questo contesto, ci siamo inseriti come voce d’opinione, non interferendo con le testate che ho citato nella cronaca dei fatti quotidiani o in quella politica, ma approfondendo particolari temi di carattere storico e sociale, anche per tentare di comprendere come siamo arrivati allo stato attuale delle cose, sia a Novi Ligure sia nelle altre realtà locali ove distribuiamo il giornale.

Sul piano economico, non avendo alle nostre spalle nessuna formazione partitica o istituzione, dobbiamo vivere di “luce propria”, ovvero, per coprire le spese di redazione, viviamo di “pubblicità commerciale”, andandola a reperire direttamente e cercando di favorire le piccole attività locali.

Questo ci permette di essere relativamente indipendenti, anche se la fatica quotidiana “per tenere in piedi il giornale” è molta, ma la soddisfazione alla fin fine è tanta!!!!

Larissa Santamaria

Vita di giornale – Impressioni di una stagista

VITA DI GIORNALE: IMPRESSIONI DI UNA STAGISTAQui da noi, nella redazione de "l'inchiostro fresco", le scuole di ogni ordine e grado mandano alunni e studenti o in visita alla redazione o a frequentarla per un periodo di apprendimento nell'ambito della cosiddetta "Buona scuola", una iniziativa che tende ad avvicinare i giovani ancora in età scolastica al mondo del lavoro e delle attività produttive.Noi ben volentieri accogliamo questi alunni e studenti perché la loro presenza, non solo ravviva la vita di redazione, ma ci aiuta a comprendere meglio i tempi che stiamo vivendo, perché spesso siamo noi che impariamo qualcosa da questi giovani.Gli alunni delle elementari (le scuole primarie) vengono qui per preparare i loro seminari, ad esempi quelli sulla Costituzione per poi metterli in scena nella loro recita di Fine Anno scolastico.Altri delle scuole secondarie di secondo grado, come Larissa Santamaria dell'Istituto "Madri Pie" di Ovada, è venuta qui per uno stage di giornalismo ed ecco qui di seguito le domande che ci ha posto e alle quali noi abbiamo tentato di rispondere, mentre nel video che vi presentiamo ci ha espresso le sue opinioni in merito alla sua esperienza di "redattrice".A tutti buona visione daparte di Gian Battista Cassulo ED ECCO QUI DI SEGUITO LE DOMANDE CHE CI HA POSTO LARISSA SANTAMARIA PER PREPARARE LA SUA RELAZIONE DA CONSEGNARE ALLA PRESIDE DEL SUO ISTITUTO, PROF.SSA LUCIANA REPETTO.Abbiamo intervistato Gian Battista Cassulo, Legale rappresentante dell’Associazione culturale “Club Fratelli Rosselli”, editrice del mensile d’informazione locale“l’inchiostro fresco” fondato a Novi Ligure nel 1985. Ecco le sue risposte:1) Quale rapporto ha “l’inchiostro fresco” con i suoi lettori?Un rapporto “di servizio”, nel senso che il giornale è nato con scopi pedagogici per favorire in primo luogo tra i suoi lettori lo spirito della cosiddetta “cittadinanza attiva”, ovvero per spingere la gente a sentirsi “protagonista” nei posti ove abita.Ma “l’inchiostro fresco” esercita nel contempo anche un’altra funzione: quella di permettere a chi scrive sulle sue colonne di fare esplodere il proprio “protagonismo sociale”, perché noi facciamo in modo che i redattori che qui fanno pratica per conseguire il “patentino da giornalista pubblicista” si sentano investiti e partecipi del ruolo pedagogico del giornale. Da questa doppia funzione del giornale, esterna ed interna, si è creato un processo virtuoso che tiene insieme non solo lettori e redattori, ma anche gli inserzionisti che si sentono parte integrante del giornale, come è dimostrato dalla loro fedeltà nel tempo nell’essere sempre presenti sulle pagine de “l’inchiostro fresco”.2) Su quali criteri vi basate per proporre i vari argomenti ai lettori?Il criterio principale che ci guida è quello di guardarci intorno ogni qual volta usciamo per fare un servizio. Cerchiamo di vedere i nostri posti con l’occhio dell’immaginazione, sul come potrebbero essere e su come invece sono.E per capire come mai i nostri posti sono quello che sono, guardiamo i volti della gente e il comportamento delle persone perché sono le persone che “fanno” i luoghi dove esse vivono. Per cui, ed è qui che viene fuori il ruolo pedagogico del giornale, noi cerchiamo sempre di mettere in contraddizione o per lo meno a confronto i luoghi con la gente che li abita, a volte fantasticando la realtà. Ad esempio, nella Valle dell’Orba, ci siamo inventati Rondinaria, la “Città dei paesi”, e nella zona del Sassello abbiamo pensato ad “Reame boscoso”, mentre in quella di Urbe abbiamo adottato la definizione della nostra amica Lorena, “La contea dei Varelfi” per non parlare di Olbicella del suo Gran Canyon!!!!. Nomi di fantasia, questi, ma che rendono vivi i nostri posti e che servono per fa capire alla gente che non bisogna trascorrere la propria vita nel chiuso dei propri interessi di bottega, ma che bisogna ampliare i propri orizzonti a tutto il territorio circostante la propria realtà locale.3) “L’inchiostro fresco” che tipo di rapporto ritiene di avere con le altre redazioni giornalistiche sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista economico? A Novi Ligure, se si escludono i due quotidiani più letti, “La Stampa” e “Il Secolo XIX”, esistono, oltre al quindicinale “Il Piccolo” che comunque è un periodico a livello provinciale, solo due testate prettamente locali, “Il Novese” e “Panorama di Novi”, che sono settimanali. Una volta c’era anche “Il Popolo di Novi” ma ora, soprattutto dopo la scomparsa della sua anima, Don Agnes; è quasi scomparso dalle edicole.Originariamente “Il Novese” faceva riferimento al vecchio P.C.I. e “Panorama di Novi” all’area liberale, mentre “Il Popolo di Novi” è la voce della Curia vescovile di Tortona.Noi in questo contesto, ci siamo inseriti come voce d’opinione, non interferendo con le testate che ho citato nella cronaca dei fatti quotidiani o in quella politica, ma approfondendo particolari temi di carattere storico e sociale, anche per tentare di comprendere come siamo arrivati allo stato attuale delle cose, sia a Novi Ligure sia nelle altre realtà locali ove distribuiamo il giornale.Sul piano economico, non avendo alle nostre spalle nessuna formazione partitica o istituzione, dobbiamo vivere di “luce propria”, ovvero, per coprire le spese di redazione, viviamo di “pubblicità commerciale”, andandola a reperire direttamente e cercando di favorire le piccole attività locali.Questo ci permette di essere relativamente indipendenti, anche se la fatica quotidiana “per tenere in piedi il giornale” è molta, ma la soddisfazione alla fin fine è tanta!!!! Larissa Santamaria

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Sabato 20 aprile 2019
NOVI LIGURE: GRANDE “AMALDI”

NOVI LIGURE: GRANDE “AMALDI”

Il liceo scientifico “Amaldi” si conferma ai vertici nazionali del badminton: alla fase regionale svoltasi a Novi Ligure, infatti, si sono imposte sia la squadra maschile che quella femminile, guadagnandosi così il diritto di partecipare ai campionati italiani che si svolgeranno dal 20 al 24 maggio a Cagliari.

I docenti che hanno seguito i ragazzi in questa avventura sono gli insegnanti di Scienze motorie Marco Bagnasco e Monica Baracco.

Ci dice Alfonso Pampaloni Pasetti, classe 3° scientifico ad indirizzo sportivo: “Già alla vigilia di questa fase regionale eravamo i favoriti per vincere. L’unica squadra che avrebbe potuto contrastarci, l’Acqui, l’abbiamo battuto ai provinciali. Diciamo che abbiamo mantenuto fede ai pronostici. Forse non ci aspettavamo di vincere così nettamente nel punteggio.”

Alfonso Pampaloni Pasetti è un ragazzo eclettico in quanto gioca a pallavolo nell’Under 18 ed in serie D. “Mi sono offerto volontario per la fase regionale di badminton in quanto ho praticato questa disciplina per due anni con il prof. Bagnasco.”

La fase regionale prevedeva due gironi da tre squadre con le semifinali incrociate, prima contro seconda di entrambi i gironi e quindi la finale fra le due vincenti. I ragazzi hanno vinto tutti gli incontri dei gironi e la semifinale. Nell’incontro decisivo hanno giocato contro il liceo Cocito di Alba. Una partita anche questa senza storia e con i novesi vincitori dei primi tre incontri e quindi a punteggio acquisito è stato deciso di non svolgere gli ultimi due.

I ragazzi hanno giocato con Francesco Motta ed Alfonso Pampaloni Pasetti, entrambi della classe terza liceo scientifico indirizzo sportivo, Alessandro Bruzzone della classe 3° indirizzo liceo classico, Mattia Trezza che è anche il più giovane frequentando la classe prima liceo scientifico.

La formula per le ragazze prevedeva invece un girone unico, incontrando le formazioni delle province di Cuneo, Novara, Vercelli e Torino. Unica esclusa la provincia di Biella presentatasi con la sola squadra maschile.

Anche per loro tutte vittorie. Le ragazze hanno giocato con Diana Costiuc che frequenta la classe 2° indirizzo Scienze applicate, stesso indirizzo per Adele Foti che frequenta la classe 1° e Angela Ruta iscritta alla classe 2° e Alessia Delfitto iscritta invece alla classe 3° indirizzo linguistico.

E adesso? “Adesso andiamo a giocarcela-afferma Alfonso Pampaloni- con le squadre trentine, tradizionalmente le più forti nel badminton.”

Maurizio Priano

BENTORNATO TEATRO MARENCO

BENTORNATO TEATRO MARENCO

L’INCHIOSTRO FRESCO” E “TELEMASONE” PRESENTANO IN ANTEPRIMA, CON UN SERVIZIO FILMATO DI GIACOMO PIOMBO E CON LA REGIA DI FAUSTO PIOMBO, I SEGRETI DI QUESTO STORICO EDIFICIO.

IL TEATRO ROMUALDO MARENCO

UN GIOIELLO DELLA CITTA’

A Novi Ligure (Al) fervono i lavori per l’imminente inaugurazione del Teatro Romulado Marenco, grazie anche al decisivo intervento dell’omonima Fondazione costituita il 25 marzo 2004 con il concorso del Comune di Novi Ligure e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

Abbiamo visitato il cantiere accompagnati dal dott. Antonino Andronico, Presidente della Fondazione Teatro Marenco, il qual ci ha svelato in anteprima i segreti del teatro, a partire dalla buca dell’orchestra, il cui pavimento può essere sollevato sino al piano della platea per allungarne il piano di calpestio quando gli spettacoli non richiedono la presenza di un’orchestra e poter così aumentare i posti a sedere, o i meccanismi in legno perfettamente funzionanti per la movimentazione delle scene e del sipario.

Una particolare emozione l’abbiamo provata quando il dott. Andronico ci ha fatto entrare nel Palco Reale dal quale nel lontano 1839 molto probabilmente si affacciarono Giacomo Alignani, Francesco Cascio, Luigi Ghiara e Paolo Verri, del comitato direttivo della Società che volle intitolare il teatro a Sua maestà il Re Carlo Alberto, che stava riscuotendo le simpatie degli illuminati dell’epoca.

Il teatro infatti voluto da un gruppo di volonterosi cittadini novesi che nel 1836 costituirono un’apposita Società la quale, su progetto dell’arch. Giuseppe Becchi, realizzò l’opera che venne inaugurata nel 1839 con la rappresentazione de la “Beatrice di Tenda” di Vincenzo Bellini.

Successivamente, nel 1943 quando in Italia dopo la caduta del fascismo si iniziò a cambiare tutta la toponomastica, il Teatro fu dedicato al celebre compositore novese Romualdo Marenco (1841 – 1907), autore del famosissimo Ballo Excelsior che, tra un tripudio generale, debuttò nel 1881 alla Scala di Milano, e tale è il nome che ancora oggi porta.

Dopo anni d’oblio e di degrado, i lavori di recupero per riportare il Teatro agli antichi fasti partirono ufficialmente il 31 gennaio 1984 quando il Consiglio comunale dell’epoca deliberò un primo intervento per un importo di lire 866.269.900 mentre il secondo lotto pari ad un importo di lire 3.466.605.223 venne approvato il 20 novembre 1989.

È praticamente da questa data che gli interventi strutturali più delicati del recupero presero il via sotto la guida dell’Ing. Luciano Grossi Bianchi.

Agli inizi degli anni 2000, con un ulteriore stanziamento di lire 5.961.62.110 (pari a 3.078.920 euro) ai quali, dopo il 2004, si è aggiunto un ulteriore finanziamento di quattro milioni di Euro a carico della Fondazione Marenco, i lavori hanno preso un decisivo impulso, tanto che oggi, verosimilmente nel mese di aprile 2019, potremmo dire che finalmente sarà possibile vedere questo gioiello storico interamente recuperato e inaugurato.

Gian Battista Cassulo

Bentornato Teatro marenco

BENTORNATO TEATRO MARENCOCari amici de "l'inchiostro fresco" vi riproniamo in una veste più completa, il filmato che già vi avevamo anticipato sull'imminente riapertura dello storico teatro Romualdo marenco di Novi Ligure, già intitolato, alla sua nascita nel 1839, al Re Carlo Alberto.Eccovi ora, nel servizio di Giacomo Piombo, il filmato completo per la regia di Fausto Piombo questo reportage che andrà in onda anche su TeleMasone.A tutti una buona visione da parte della redazione de "l'inchiostro fresco" voce d'informazione dell'Oltregiogo genovese e da teleMasone

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Mercoledì 13 marzo 2019