Autore: Ilenia Procopio

IL CASELLO DI CESARE POZZO SULLA “TORINO – GENOVA”

IL CASELLO DI CESARE POZZO SULLA “TORINO – GENOVA”

Nel maggio di tre anni fa, ci recammo, su segnalazione di alcuni nostri lettori, a vedere il casello 108, situato lungo la linea ferroviaria “Torino – Genova” nei pressi di Serravalle Scrivia, dove Cesare Pozzo, il ferroviere “animatore dei diritti umani” vi nacque il 1° gennaio 1853 e dove vi trascorse gli anni della sua prima gioventù.

Cesare Pozzo nella sua vita si batté molto per tutelare il duro lavoro dei macchinisti dell’epoca e per questo suo impegno sindacale subì molte punizioni e trasferimenti, tanto che, minato dalla disperazione, si suicidò il 15 maggio 1898 a Udine, gettandosi sotto un treno, pare sotto la sua stessa locomotiva.

Fu presidente della Società di Mutuo soccorso tra fuochisti e macchinisti fondata a Milano il 1° maggio 1877 e nel 2008 è nata la “Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità“.

Noi a maggio di tre anni fa ci recammo a visitare il casello di Cesare Pozzo trovandolo nello stato che vedete in questo filmato e, sempre nel mese di maggio di quest’anno (2019), ve lo riproponiamo con la speranza che qualche amministratore locale o qualche dirigente delle Ferrovie o qualche sigla sindacale si senta in dovere di recuperare questo casello e destinarlo a piccolo museo per ricordare un grande uomo (vedere giornale qui sotto riprodotto a pag. 18 – 19).

Gian Battista Cassulo

IL CASELLO DI CESARE POZZO SULLA "TORINO – GENOVA"

IL CASELLO DI CESARE POZZO SULLA "TORINO – GENOVA"Nel maggio di tre anni fa, ci recammo, su segnalazione di alcuni nostri lettori, a vedere il casello 108, situato lungo la linea ferroviaria "Torino – Genova" nei pressi di Serravalle Scrivia, dove Cesare Pozzo, il ferroviere "animatore dei diritti umani" vi nacque il 1° gennaio 1853 e dove vi trascorse gli anni della sua prima gioventù.Cesare Pozzo nella sua vita si batté molto per tutelare il duro lavoro dei macchinisti dell'epoca e per questo suo impegno sindacale subì molte punizioni e trasferimenti, tanto che, minato dalla disperazione, si suicidò il 15 maggio 1898 a Udine, gettandosi sotto un treno, pare sotto la sua stessa locomotiva.Fu presidente della Società di Mutuo soccorso tra fuochisti e macchinisti fondata a Milano il 1° maggio 1877 e nel 2008 è nata la "Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità".Noi a maggio di tre anni fa ci recammo a visitare il casello di Cesare Pozzo trovandolo nello stato che vedete in questo filmato e, sempre nel mese di maggio di quest'anno (2019), ve lo riproponiamo con la speranza che qualche amministratore locale o qualche dirigente delle Ferrovie o qualche sigla sindacale si senta in dovere di recuperare questo casello e destinarlo a piccolo museo per ricordare un grande uomo.Gian Battista Cassulo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Martedì 28 maggio 2019
NOVI LIGURE: I 5 STELLE CHIUDONO CON MUSICA E FARINATA

NOVI LIGURE: I 5 STELLE CHIUDONO CON MUSICA E FARINATA

In modo un po’ sbarazzino, con la semplicità e la simpatia che contraddistingue questo movimento nato dal basso, dalla cosiddetta “società civile“, conclude a Novi Ligure la sua campagna elettorale con musica e farinata.

Nella centralissima Piazza Delle Piane, con la sua bella coreografia di facciate dipinte che ad inizio mese sono state le quinte di quell’esplosione di colori ideata da Simone Siri che è stata Novi Light, Lucia Zippo, candidata sindaco per il Movimento, ha salutato, leggermente emozionata, i suoi sostenitori e la sua squadra, lanciando il suo “appello al voto” con il quale si impegna ad adoperarsi per Novi con quello “spirito di servizio” che deve contraddistinguere il politico che lavora per la gente e non per professione.

Un nuovo ceto politico dunque per un nuovo tipo di città, sburocratizzata e libera da quei lacci che le hanno impedito di crescere perché imbrigliata in giochi di potere consumati sulle sue reali aspettative.

E la semplicità stasera (24 maggio 2019) la si è respirata in questa piazza dove l’ospite d’onore è stata la farinata novese doc, confezionata con la consueta maestria da “Il Banco”, che si è potuta gustare al suono di una buona musica.

La “campagna elettorale” si è così conclusa anche per i 5 Stelle, mentre nel pomeriggio si è chiusa con un bel comizio quella del sindaco Rocchino Muliere e ieri sera, alla ex caserma Giorgi, con il bagno di folla per Matteo Salvini.

Domani “silenzio di riflessione” e poi al voto. Martedì il responso di sua Maestà la “volontà popolare“.

Gian Battista Cassulo

NOVI LIGURE: I 5 STELLE CHIUDONO CON MUSICA E FARINATA

I 5 STELLE CHIUDONO CON MUSICA E FARINATAIn modo un po' sbarazzino, con la semplicità e la simpatia che contraddistingue questo movimento nato dal basso, dalla cosiddetta "società civile", conclude a Novi Ligure la sua campagna elettorale con musica e farinata.Nella centralissima Piazza Delle Piane, con la sua bella coreografia di facciate dipinte che ad inizio mese sono state le quinte di quell'esplosione di colori ideata da Simone Siri che è stata Novi Light, Lucia Zippo, candidata sindaco per il Movimento, ha salutato, leggermente emozionata, i suoi sostenitori e la sua squadra, lanciando il suo "appello al voto" con il quale si impegna ad adoperarsi per Novi con quello "spirito di servizio" che deve contraddistinguere il politico che lavora per la gente e non per professione.Un nuovo ceto politico dunque per un nuovo tipo di città, sburocratizzata e libera da quei lacci che le hanno impedito di crescere perché imbrigliata in giochi di potere consumati sulle sue reali aspettative.E la semplicità stasera (24 maggio 2019) la si è respirata in questa piazza dove l'ospite d'onore è stata la farinata novese doc, confezionata con la consueta maestria da “Il Banco”, che si è potuta gustare al suono di una buona musica.La "campagna elettorale" si è così conclusa anche per i 5 Stelle, mentre nel pomeriggio si è chiusa con un bel comizio quella del sindaco Rocchino Muliere e ieri sera, alla ex caserma Giorgi, con il bagno di folla per Matteo Salvini.Domani "silenzio di riflessione" e poi al voto. Martedì il responso di sua Maestà la "volontà popolare".Gian Battista Cassulo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Venerdì 24 maggio 2019
PIER SANDO CASSULO, PAOLO LANTERO, MAURO LANZONI: UNA SFIDA ELETTORALE TRA GENTILUOMINI

PIER SANDO CASSULO, PAOLO LANTERO, MAURO LANZONI: UNA SFIDA ELETTORALE TRA GENTILUOMINI

Come già scritto su questa pagina, giovedì 16 maggio 2019 al Teatro “Splendor” di Ovada, un vero gioiello per la città, si è svolta una Tribuna elettorale molto partecipata.

170 i posti a sedere tutti occupati più la galleria e i corridoi con gente in piedi. Erano i sostenitori degli schieramenti in campo, che nell’ordine sono:  “Ovada viva” di Pier Sandro Cassulo, “Insieme per Ovada” di Paolo Lantero e il Movimento 5 Stelle con Mauro Lanzoni.

Un bel dibattito, dove anche la platea si è comportata con un grado di “civiltà politica” da fare invidia a certe piazzate che ormai quasi giornalmente assistiamo in TV.

Un confronto e un dibattito vero, che sostanzialmente ci rende pieni d’orgoglio anche noi de “l’inchiostro fresco”, con in testa Marta Calcagno, Massimo Calissano e Fausto Piombo, che lo abbiamo organizzato.

Ecco qui di seguito il filmato che Fausto Piombo, di concerto con l’emittente televisiva locale “TeleValleStura” e “TeleMasone”, ha prodotto con l’ausilio di Giacomo Piombo.

A tutti una buona visione da parte di

Gian Battista Cassulo

Video girato da Fausto Piombo:  

PIER SANDO CASSULO, PAOLO LANTERO, MAURO LANZONI: UNA SFIDA ELETTORALE TRA GENTILUOMINICome già scritto su questa pagina, giovedì 16 maggio 2019 al Teatro "Splendor" di Ovada, un vero gioiello per la città, si è svolta una Tribuna elettorale molto partecipata.170 i posti a sedere tutti occupati più la galleria e i corridoi con gente in piedi. Erano i sostenitori degli schieramenti in campo, che nell’ordine sono: “Ovada viva” di Pier Sandro Cassulo, “Insieme per Ovada” di Paolo Lantero e il Movimento 5 Stelle con Mauro Lanzoni.Un bel dibattito, dove anche la platea si è comportata con un grado di “civiltà politica” da fare invidia a certe piazzate che ormai quasi giornalmente assistiamo in TV.Un confronto e un dibattito vero, che sostanzialmente ci rende pieni d’orgoglio anche noi de “l’inchiostro fresco”, con in testa Marta Calcagno, Massimo Calissano e Fausto Piombo, che lo abbiamo organizzato.Ecco qui di seguito il filmato che Fausto Piombo, di concerto con l’emittente televisiva locale “TeleValleStura” e “TeleMasone”, ha prodotto con l’ausilio di Giacomo Piombo.A tutti una buona visione da parte diGian Battista CassuloVideo girato da Fausto Piombo:

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Sabato 18 maggio 2019

UNA TRIBUNA ELETTORALE ALL’INSEGNA DELLA CORTESIA

UNA TRIBUNA ELETTORALE ALL’INSEGNA DELLA CORTESIA

Grande maturità politica ieri sera sul palco dello “Splendor” ad Ovada dove è “andata in scena“, ed è proprio il caso di dirlo, una Tribuna elettorale organizzata da “l’inchiostro fresco” di Novi Ligure di concerto con “TeleValleStura” di Masone.

La Tribuna elettorale, introdotta dal Direttore responsabile de “l’inchiostro fresco“, Marta Calcagno, ha infatti visto confrontarsi con toni molto moderati ma non per questo meno incisivi, i tre candidati sindaci in corsa per Palazzo Delfno.

Nell’ordine alfabetico Pier Sandro Cassulo, Paolo Lantero e Mauro Lanzoni, con moderatore Massimo Calissano corrispondente per “l’inchiostro fresco” in Valle Stura, hanno infatti dialogato tra loro, con il sostegno nei passaggi più significativi dei loro supporter presenti in sala, sulla politica ovadese.

Ne è uscito un bel confronto che ha dato un’immagine positiva della classe politica locale e e così la città di Ovada  sa che potrà sceglier con cognizione di causa tra tre ottimi candidati, il proprio Sindaco.

Agli ovadesi l’imbarazzo della scelta!!!!

La redazione

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/videos/2427316760844764/

AUTO D’EPOCA A NOVI LIGURE

AUTO D’EPOCA A NOVI LIGURE

Oggi, 11 maggio 2019, la via principale di Novi Ligure, Via Girardengo, è stata invasa da auto d’epoca.

Un balzo indietro nel tempo, quando le auto avevano un’anima e le si riconosceva dal rombo del motore.

Vere e proprie opere d’arte, questi veicoli sono sfilati tra la gente che per un attimo si è ritrovata in un mondo più semplice, dove il gusto quasi artigianale dominava la produzione anche industriale.

Ecco a voi qualche breve fotogramma di queste auto d’epoca!!!

Gian Battista Cassulo

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/videos/2653218518027424/

APERTA AD OVADA EXPOLANDIA

APERTA AD OVADA EXPOLANDIA

Dal 10 al 12 maggio grande festa ad Ovada in Piazza Martiri della Benedicta per Expolandia, quest’anno alla sua seconda edizione.

Stand e piazzale pieni di espositori e grande fermento. Il sindaco Paolo Lantero ha tagliato il nastro d’avvio, mentre Valentina Ostojic illustrava al microfono i contenuti della esposizione ovadese delle attività del Basso Piemonte e dell’Entroterra ligure organizzato dalla Nord Industriale di concerto con la Euro Ced della dott.ssa Roberta Torriglia.

Ecco qui di seguito in anteprima un breve spezzone del momento dell’inaugurazione.

Gian Battista Cassulo

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/videos/436861510223831/

QUI SUL NOSTRO FIUME giornata di educazione ambientale

QUI SUL NOSTRO FIUME giornata di educazione ambientale

BOSCO PIANO – Comune di Borghetto di Borbera , 12 MAGGIO 2019, ORE 10

Nell’ambito della campagna di Legambiente “Puliamo il Mondo 2019”, domenica 12 maggio 2019 si terrà la seconda edizione di “Qui sul nostro fiume- giornata di educazione ambientale”: una giornata aperta a tutti e dedicata all’Ambiente e alla cura del territorio, con lo scopo di sensibilizzare e coin

BOSCO PIANO – Comune di Borghetto di Borbera , 12 MAGGIO 2019, ORE 10

Nell’ambito della campagna di Legambiente “Puliamo il Mondo 2019”, domenica 12 maggio 2019 si terrà la seconda edizione di “Qui sul nostro fiume- giornata di educazione ambientale”: una giornata aperta a tutti e dedicata all’Ambiente e alla cura del territorio, con lo scopo di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini sull’annoso problema dell’abbandono dei rifiuti e di promuoverne una corretta gestione.

Insieme agli studenti degli istituti di Borghetto di Borbera, Rocchetta Ligure, Cabella International Sahaja School e al gruppo scout Novi Ligure 1, ci occuperemo della pulizia di un tratto di sponda del Borbera e dell’area di sosta di Bosco Piano mentre, nel pomeriggio, assisteremo a una dimostrazione di spegnimento incendi a cura dell’Associazione Antincendi boschivi della Val Borbera.

L’iniziativa vedrà anche la partecipazione dei volontari che hanno aderito al progetto Vis.Po, il progetto europeo che per 3 anni coinvolgerà 230 volontari tra i 18 e i 30 anni in azioni di pulizia e valorizzazione delle sponde del Po e dei suoi affluenti in territorio piemontese. Un’esperienza di volontariato e apprendimento per giovani under 30 promossa da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, in partnership con Arpa Piemonte e European Research Institute.

Il progetto VisPO è finanziato nell’ambito del “LIFE Preparatory Project in Support of European Solidarity Corps” che promuove azioni a priorità ambientale a supporto del Corpo di Solidarietà Europeo (ESC) e vede lo scambio di esperienze con attività analoghe svolte da 20 volontari sul Danubio in Ungheria. Oltre alle iniziative di pulizia del Po e dei suoi affluenti, che si svolgeranno principalmente nei siti Natura 2000, VisPO prevede attività di monitoraggio, sensibilizzazione, promozione, formazione ed educazione ambientale e sportiva.

L’evento è organizzato con il patrocinio dei Comuni di Borghetto di Borbera e Cabella Ligure, dell’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino piemontese e con la collaborazione di Legambiente, Vis.Po, Pro Loco Cabella Ligure, Associazione Oltre le Strette e l’ Associazione Volontari AIB Protezione Civile Val Borbera

PROGRAMMA

  • Ritrovo ore 10 a Bosco Piano (Borghetto Borbera) Introduzione e distribuzione materiale per pulizia area circostante
  • Partenza a squadre ore 10.30 Termine pulizia ore 12.30 e pranzo al sacco
  • Nel pomeriggio si terrà una dimostrazione di intervento anti incendio a cura di A.I.B. Val Borbera
  • Merenda per tutti i partecipanti, gentilmente offerta da: Panificio Bava Mauro, Alimentari Maggiolo, Cuore Di Pane, Il Forno Di Ferrari Federico, Il Forno Di  Boggeri Fabio

In caso di pioggia l’evento verrà rinviato in data 9 giugno

Samantha Brussolo

PER ADESIONI E INFORMAZIONI

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/?__tn__=kC-R&eid=ARCtWlUUXvtrd0gZeHu9KJOpR_Ur9jtKtSnI1syLPB8IcFVhxwuG_

IN RICORDO DI ALDO GASTALDI

IN RICORDO DI ALDO GASTALDI

Si sono appena concluse le celebrazioni del 25 Aprile, ma vorrei ricordare la figura di Aldo GastaldiBisagno” perché lui, in quei giorni tragici dopo l’8 settembre 1943 quando indegnamente il Paese fu abbandonato nel caos più assoluto dalla sua classe dirigente, nella lotta fratricida che ne seguì non vedeva “nemici“, ma solo gente che la pensava in maniera diversa, difendendo l’idea di Libertà da tutti coloro che volevano ammantarla di questo o quel colore politico.

Anch’io, sia pure nella mia modesta dimensione di persona senza nessun blasone, durante la mia carriera politica prima nelle istituzioni e ora nel mondo dell’informazione, non ho mai visto, in chi aveva o ha opinioni o posizioni partitiche diverse dalla mia, nemici, ma solo persone che la pensavano e la pensano in modo diverso.

E sul giornale (“l’inchiostro fresco“) che con un gruppo di amici ho creato sin dal lontano 1985, cerco di dar voce a tutti, permettendo le diverse posizioni a confronto.

Saranno poi i lettori a decidere e, trasportando l’uguale concetto nel panorama più ampio elettorale, saranno i cittadini a scegliere con il loro voto i loro rappresentanti, esprimendo quella che Rousseau chiamava la “volontà generale“, che poi è quella che guida una società.

Vi accludo il filmato della visita che – scendendo dal Monte Antola, dopo una breve sosta alla Casa del Romano per riprenderci dalla fatica – feci nel giugno 2016 con Giusy al monumento a d Aldo Gastaldi a Fascia, proprio per rendergli onore.

Qui di seguito vi accludo una nota del mio amico Franco Astengo sulla tragica morte di Aldo gastaldi che avvenne il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda.

A tutti un abbraccio da

Gian Battista Cassulo

In ricordo della tragica morte di Aldo Gastaldi avvenuta il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda – pezzo a firma di Franco Astengo

La mia opinione è che è stato un incidente tragico ma un incidente. Voci che circolano ma mai provate, tra l’altro in quel momento si trovava sul Lago di Garda,lontano dalla sua zona di operazioni. La lotta di liberazione non è stata un pranzo di gala e il ruolo dei partiti è risultato assolutamente decisivo anche per via della corrispondenza tra le forze politiche presenti nel CLN e le corrispondenti formazioni combattenti. Occorrevano catena di comando e disciplina, difficili da mantenere senza professionalità militare e capacità di coagulo che soltanto l’appartenenza ai partiti poteva garantire. Certo con contraddizioni e difficoltà, in un momento così tragico.

Dotato di forte personalità, Aldo Gastaldi, fervente cattolico e fermamente apartitico, insieme al comunista Serbandini stabilì per gli uomini della Divisione severe regole di comportamento, il famoso “Codice di Cichero” che tutti i partigiani si impegnarono a rispettare nonostante le condizioni al limite della sopravvivenza: “in attività e nelle operazioni si eseguono gli ordini dei comandanti, ci sarà poi sempre un’assemblea per discuterne la condotta; il capo viene eletto dai compagni, è il primo nelle azioni più pericolose, l’ultimo nel ricevere il cibo e il vestiario, gli spetta il turno di guardia più faticoso; alla popolazione contadina si chiede, non si prende, e possibilmente si paga o si ricambia quel che si riceve; non si importunano le donne; non si bestemmia”.

Bisagno combatté tenacemente esponendosi sempre in prima persona contro la politicizzazione della Divisione e delle formazioni Partigiane.
Come riportato dal “Dizionario della Resistenza”(Einaudi, 2001) e dal “Dizionario della Resistenza in Liguria” di Gimelli e Battifora (De Ferrari, 2008), “Bisagno” era decisamente critico nei confronti del partitismo, poiché esso avrebbe potuto “[….]incrinare la lotta partigiana[…]. “Noi non abbiamo un partito, noi non lottiamo per avere un domani un cadreghino, vogliamo bene alle nostre case, vogliamo bene al nostro suolo e non vogliamo che questo sia calpestato dallo straniero, dobbiamo agire nella massima giustizia e liberi da prevenzioni”.]
Bisagno, uomo dotato di forte personalità e carisma scriveva all’età di 21 anni: Continuerò a gridare ogniqualvolta si vogliano fare ingiustizie e griderò contro chiunque, anche se il mio grido dovesse causarmi disgrazie o altro.”.

Morì il 21 maggio 1945 cadendo dal tetto della cabina del mezzo su cui stava viaggiando (un autocarro Fiat 666), finendo sotto le ruote, nella frazione Cisano di Bardolino, nei pressi di Desenzano, mentre accompagnava a casa gli alpini del battaglione Vestone della Divisione Alpina Monterosa, che avevano deciso di combattere al suo fianco, per tener fede alla promessa fatta a Cabella Ligure il 4 novembre 1944.

L’improvvisa morte di Bisagno, avvenuta nei giorni convulsi che seguirono la Liberazione, ha suscitato diverse polemiche. In particolare, s’è ipotizzato un omicidio per la sua opposizione alle frange comuniste del movimento partigiano. La tesi dell’omicidio, tuttavia, non è mai stata provata ed è contestata da diverse testimonianze, che insistono sull’accidentalità dell’evento.

Gianpaolo Pansa, pur non prendendo esplicitamente posizione sul tema, ha riportato i dubbi riguardanti la fine di Bisagno in un articolo ed anche nel suo libro del 2018 Uccidete il comandante bianco.
Il libro di Pansa è stato criticato in quanto, non citando fonti e testimonianze, si avvicinerebbe più ad un romanzo che ad un’opera storica.

Alla fine degli anni Novanta un documento firmato da ex-capi partigiani di ogni tendenza politica (cattolici, socialisti, comunisti, liberali), oltre a contestare le tesi sul possibile omicidio, avviò le procedure per la traslazione della salma del Comandante nel Pantheon del Cimitero monumentale di Staglieno, a Genova

Ad Aldo Gastaldi il comune di Genova ha dedicato un’importante arteria cittadina (rinominando il Corso Giulio Cesare) su cui si affaccia la Casa dello Studente, teatro negli anni dell’occupazione nazista di efferate torture. Una statua con lapide a suo ricordo si trova al Parco dell’Acquasola, nel centro cittadino. Sempre a Genova un Istituto Tecnico Industriale porta il suo nome.

Franco Astengo

IN RICORODO DI ALDO GASTALDI

IN RICORDO DI ALDO GASTALDISi sono appena concluse le celebrazioni del 25 Aprile, ma vorrei ricordare la figura di Aldo Gastaldi "Bisagno" perché lui, in quei giorni tragici dopo l'8 settembre 1943 quando indegnamenteil Paese fu abbandonato nel caos più assoluto dalla sua classe dirigente, nella lotta fratricida che ne seguì non vedeva "nemici", ma solo gente che la pensava in maniera diversa, difendendo l'idea di Libertà da tutti coloro che volevano ammantarla di questo o quel coloroe politico.Anc'io, sia pure nella mia modesta dimensione di perona senza nessun blasone, durante la mia carriera politica prima nelle istituzioni e ora nel mondo dell'informazione, non ho mai visto, in chi aveva o ha opinioni o posizioni partitiche diverse dalla mia, nemici, ma solo persone che la pensavano e la pensano in modo diverso.E sul giornale che con un gruppo di amici ho creato sin dal lontano 1985, cerco di dar voce a tutti, menttendo le diverse posizioni a confronto.Saranno poi i lettori a decidere e, trasportando l'uguale concetto nel panorama più ampio elettorale, saranno i cittadinii a scegliere con il loro voto i loro rappresentanti, esprimendo quella che Rousseau chiamava la "volontà generale", che poi è quella che guida una società.Vi accludo il filmato della visita che – scendendo dal Monte Antola, dopo una breve sosta alla Casa del Romano per riprenderci dalla fatica – feci nel giugno 2016 con Giusy al monumento a d Aldo Gastaldi a Fascia, proprio per rendergli onore.Qui di seguito vi accludo una nota del mio amico Franco Astengo sulla tragica morte di Aldo gastaldi che avvenne il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda.A tutti un abbraccio daGian Battista Cassulo************************************************************************In ricordo della tragica morte di Aldo Gastaldi avvenuta il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda di Franco AstengoLa mia opinione è che è stato un incidente tragico ma un incidente. Voci che circolano ma mai provate, tra l’altro in quel momento si trovava sul Lago di Garda,lontano dalla sua zona di operazioni. La lotta di liberazione non è stata un pranzo di gala e il ruolo dei partiti è risultato assolutamente decisivo anche per via della corrispondenza tra le forze politiche presenti nel CLN e le corrispondenti formazioni combattenti. Occorrevano catena di comando e disciplina, difficili da mantenere senza professionalità militare e capacità di coagulo che soltanto l’appartenenza ai partiti poteva garantire. Certo con contraddizioni e difficoltà, in un momento così tragico. Dotato di forte personalità, Aldo Gastaldi, fervente cattolico e fermamente apartitico, insieme al comunista Serbandini stabilì per gli uomini della Divisione severe regole di comportamento, il famoso "Codice di Cichero" che tutti i partigiani si impegnarono a rispettare nonostante le condizioni al limite della sopravvivenza: "in attività e nelle operazioni si eseguono gli ordini dei comandanti, ci sarà poi sempre un'assemblea per discuterne la condotta; il capo viene eletto dai compagni, è il primo nelle azioni più pericolose, l'ultimo nel ricevere il cibo e il vestiario, gli spetta il turno di guardia più faticoso; alla popolazione contadina si chiede, non si prende, e possibilmente si paga o si ricambia quel che si riceve; non si importunano le donne; non si bestemmia".Bisagno combatté tenacemente esponendosi sempre in prima persona contro la politicizzazione della Divisione e delle formazioni Partigiane. Come riportato dal "Dizionario della Resistenza"(Einaudi, 2001) e dal "Dizionario della Resistenza in Liguria" di Gimelli e Battifora (De Ferrari, 2008), "Bisagno" era decisamente critico nei confronti del partitismo, poiché esso avrebbe potuto "[….]incrinare la lotta partigiana[…]. "Noi non abbiamo un partito, noi non lottiamo per avere un domani un cadreghino, vogliamo bene alle nostre case, vogliamo bene al nostro suolo e non vogliamo che questo sia calpestato dallo straniero, dobbiamo agire nella massima giustizia e liberi da prevenzioni".]Bisagno, uomo dotato di forte personalità e carisma scriveva all'età di 21 anni: Continuerò a gridare ogniqualvolta si vogliano fare ingiustizie e griderò contro chiunque, anche se il mio grido dovesse causarmi disgrazie o altro.".Morì il 21 maggio 1945 cadendo dal tetto della cabina del mezzo su cui stava viaggiando (un autocarro Fiat 666), finendo sotto le ruote, nella frazione Cisano di Bardolino, nei pressi di Desenzano, mentre accompagnava a casa gli alpini del battaglione Vestone della Divisione Alpina Monterosa, che avevano deciso di combattere al suo fianco, per tener fede alla promessa fatta a Cabella Ligure il 4 novembre 1944.L'improvvisa morte di Bisagno, avvenuta nei giorni convulsi che seguirono la Liberazione, ha suscitato diverse polemiche. In particolare, s'è ipotizzato un omicidio per la sua opposizione alle frange comuniste del movimento partigiano. La tesi dell'omicidio, tuttavia, non è mai stata provata ed è contestata da diverse testimonianze, che insistono sull'accidentalità dell'evento. Gianpaolo Pansa, pur non prendendo esplicitamente posizione sul tema, ha riportato i dubbi riguardanti la fine di Bisagno in un articolo ed anche nel suo libro del 2018 Uccidete il comandante bianco. Il libro di Pansa è stato criticato in quanto, non citando fonti e testimonianze, si avvicinerebbe più ad un romanzo che ad un'opera storica.Alla fine degli anni Novanta un documento firmato da ex-capi partigiani di ogni tendenza politica (cattolici, socialisti, comunisti, liberali), oltre a contestare le tesi sul possibile omicidio, avviò le procedure per la traslazione della salma del Comandante nel Pantheon del Cimitero monumentale di Staglieno, a GenovaAd Aldo Gastaldi il comune di Genova ha dedicato un'importante arteria cittadina (rinominando il Corso Giulio Cesare) su cui si affaccia la Casa dello Studente, teatro negli anni dell'occupazione nazista di efferate torture. Una statua con lapide a suo ricordo si trova al Parco dell'Acquasola, nel centro cittadino. Sempre a Genova un Istituto Tecnico Industriale porta il suo nome.Franco Astengo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Sabato 27 aprile 2019