Autore: Ilenia Procopio

VITA DI GIORNALE: IMPRESSIONI DI UNA STAGISTA

VITA DI GIORNALE: IMPRESSIONI DI UNA STAGISTA

Qui da noi, nella redazione de “l’inchiostro fresco“, le scuole di ogni ordine e grado mandano alunni e studenti o in visita alla redazione o a frequentarla per un periodo di apprendimento nell’ambito della cosiddetta “Buona scuola“, una iniziativa che tende ad avvicinare i giovani ancora in età scolastica al mondo del lavoro e delle attività produttive.

Noi ben volentieri accogliamo questi alunni e studenti perché la loro presenza, non solo ravviva la vita di redazione, ma ci aiuta a comprendere meglio i tempi che stiamo vivendo, perché spesso siamo noi che impariamo qualcosa da questi giovani.

Gli alunni delle elementari (le scuole primarie) vengono qui per preparare i loro seminari, ad esempi quelli sulla Costituzione per poi metterli in scena nella loro recita di Fine Anno scolastico.

Altri delle scuole secondarie di secondo grado, come Larissa Santamaria dell’Istituto “Madri Pie” di Ovada, è venuta qui per uno stage di giornalismo ed ecco qui di seguito le domande che ci ha posto e alle quali noi abbiamo tentato di rispondere, mentre nel video che vi presentiamo ci ha espresso le sue opinioni in merito alla sua esperienza di “redattrice”.

A tutti buona visione daparte di

Gian Battista Cassulo

ED ECCO QUI DI SEGUITO LE DOMANDE CHE CI HA POSTO LARISSA SANTAMARIA PER PREPARARE LA SUA RELAZIONE DA CONSEGNARE ALLA PRESIDE DEL SUO ISTITUTO, PROF.SSA LUCIANA REPETTO.

Abbiamo intervistato Gian Battista Cassulo, Legale rappresentante dell’Associazione culturale “Club Fratelli Rosselli”, editrice del mensile d’informazione locale“l’inchiostro fresco” fondato a Novi Ligure nel 1985. Ecco le sue risposte:

Quale rapporto ha “l’inchiostro fresco” con i suoi lettori?

Un rapporto “di servizio”, nel senso che il giornale è nato con scopi pedagogici per favorire in primo luogo tra i suoi lettori lo spirito della cosiddetta “cittadinanza attiva”, ovvero per spingere la gente a sentirsi “protagonista” nei posti ove abita.

Ma “l’inchiostro fresco” esercita nel contempo anche un’altra funzione: quella di permettere a chi scrive sulle sue colonne di fare esplodere il proprio “protagonismo sociale”, perché noi facciamo in modo che i redattori che qui fanno pratica per conseguire il “patentino da giornalista pubblicista” si sentano investiti e partecipi del ruolo pedagogico del giornale.

Da questa doppia funzione del giornale, esterna ed interna, si è creato un processo virtuoso che tiene insieme non solo lettori e redattori, ma anche gli inserzionisti che si sentono parte integrante del giornale, come è dimostrato dalla loro fedeltà nel tempo nell’essere sempre presenti sulle pagine de “l’inchiostro fresco”.

Su quali criteri vi basate per proporre i vari argomenti ai lettori?

Il criterio principale che ci guida è quello di guardarci intorno ogni qual volta usciamo per fare un servizio. Cerchiamo di vedere i nostri posti con l’occhio dell’immaginazione, sul come potrebbero essere e su come invece sono.

E per capire come mai i nostri posti sono quello che sono, guardiamo i volti della gente e il comportamento delle persone perché sono le persone che “fanno” i luoghi dove esse vivono.

Per cui, ed è qui che viene fuori il ruolo pedagogico del giornale, noi cerchiamo sempre di mettere in contraddizione o per lo meno a confronto i luoghi con la gente che li abita, a volte fantasticando la realtà.

Ad esempio, nella Valle dell’Orba, ci siamo inventati Rondinaria, la “Città dei paesi”, e nella zona del Sassello abbiamo pensato ad “Reame boscoso”, mentre in quella di Urbe abbiamo adottato la definizione della nostra amica Lorena, “La contea dei Varelfi” per non parlare di Olbicella del suo Gran Canyon!!!!.

Nomi di fantasia, questi, ma che rendono vivi i nostri posti e che servono per fa capire alla gente che non bisogna trascorrere la propria vita nel chiuso dei propri interessi di bottega, ma che bisogna ampliare i propri orizzonti a tutto il territorio circostante la propria realtà locale.

“L’inchiostro fresco” che tipo di rapporto ritiene di avere con le altre redazioni giornalistiche sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista economico?

A Novi Ligure, se si escludono i due quotidiani più letti, “La Stampa” e “Il Secolo  XIX”, esistono, oltre al quindicinale “Il Piccolo” che comunque è un periodico a livello provinciale, solo due testate prettamente locali, “Il Novese” e “Panorama di Novi”, che sono settimanali.

Una volta c’era anche “Il Popolo di Novi” ma ora, soprattutto dopo la scomparsa della sua anima, Don Agnes; è quasi scomparso dalle edicole.

Originariamente “Il Novese” faceva riferimento al vecchio P.C.I. e “Panorama di Novi” all’area liberale, mentre “Il Popolo di Novi” è la voce della Curia vescovile di Tortona.

Noi in questo contesto, ci siamo inseriti come voce d’opinione, non interferendo con le testate che ho citato nella cronaca dei fatti quotidiani o in quella politica, ma approfondendo particolari temi di carattere storico e sociale, anche per tentare di comprendere come siamo arrivati allo stato attuale delle cose, sia a Novi Ligure sia nelle altre realtà locali ove distribuiamo il giornale.

Sul piano economico, non avendo alle nostre spalle nessuna formazione partitica o istituzione, dobbiamo vivere di “luce propria”, ovvero, per coprire le spese di redazione, viviamo di “pubblicità commerciale”, andandola a reperire direttamente e cercando di favorire le piccole attività locali.

Questo ci permette di essere relativamente indipendenti, anche se la fatica quotidiana “per tenere in piedi il giornale” è molta, ma la soddisfazione alla fin fine è tanta!!!!

Larissa Santamaria

Vita di giornale – Impressioni di una stagista

VITA DI GIORNALE: IMPRESSIONI DI UNA STAGISTAQui da noi, nella redazione de "l'inchiostro fresco", le scuole di ogni ordine e grado mandano alunni e studenti o in visita alla redazione o a frequentarla per un periodo di apprendimento nell'ambito della cosiddetta "Buona scuola", una iniziativa che tende ad avvicinare i giovani ancora in età scolastica al mondo del lavoro e delle attività produttive.Noi ben volentieri accogliamo questi alunni e studenti perché la loro presenza, non solo ravviva la vita di redazione, ma ci aiuta a comprendere meglio i tempi che stiamo vivendo, perché spesso siamo noi che impariamo qualcosa da questi giovani.Gli alunni delle elementari (le scuole primarie) vengono qui per preparare i loro seminari, ad esempi quelli sulla Costituzione per poi metterli in scena nella loro recita di Fine Anno scolastico.Altri delle scuole secondarie di secondo grado, come Larissa Santamaria dell'Istituto "Madri Pie" di Ovada, è venuta qui per uno stage di giornalismo ed ecco qui di seguito le domande che ci ha posto e alle quali noi abbiamo tentato di rispondere, mentre nel video che vi presentiamo ci ha espresso le sue opinioni in merito alla sua esperienza di "redattrice".A tutti buona visione daparte di Gian Battista Cassulo ED ECCO QUI DI SEGUITO LE DOMANDE CHE CI HA POSTO LARISSA SANTAMARIA PER PREPARARE LA SUA RELAZIONE DA CONSEGNARE ALLA PRESIDE DEL SUO ISTITUTO, PROF.SSA LUCIANA REPETTO.Abbiamo intervistato Gian Battista Cassulo, Legale rappresentante dell’Associazione culturale “Club Fratelli Rosselli”, editrice del mensile d’informazione locale“l’inchiostro fresco” fondato a Novi Ligure nel 1985. Ecco le sue risposte:1) Quale rapporto ha “l’inchiostro fresco” con i suoi lettori?Un rapporto “di servizio”, nel senso che il giornale è nato con scopi pedagogici per favorire in primo luogo tra i suoi lettori lo spirito della cosiddetta “cittadinanza attiva”, ovvero per spingere la gente a sentirsi “protagonista” nei posti ove abita.Ma “l’inchiostro fresco” esercita nel contempo anche un’altra funzione: quella di permettere a chi scrive sulle sue colonne di fare esplodere il proprio “protagonismo sociale”, perché noi facciamo in modo che i redattori che qui fanno pratica per conseguire il “patentino da giornalista pubblicista” si sentano investiti e partecipi del ruolo pedagogico del giornale. Da questa doppia funzione del giornale, esterna ed interna, si è creato un processo virtuoso che tiene insieme non solo lettori e redattori, ma anche gli inserzionisti che si sentono parte integrante del giornale, come è dimostrato dalla loro fedeltà nel tempo nell’essere sempre presenti sulle pagine de “l’inchiostro fresco”.2) Su quali criteri vi basate per proporre i vari argomenti ai lettori?Il criterio principale che ci guida è quello di guardarci intorno ogni qual volta usciamo per fare un servizio. Cerchiamo di vedere i nostri posti con l’occhio dell’immaginazione, sul come potrebbero essere e su come invece sono.E per capire come mai i nostri posti sono quello che sono, guardiamo i volti della gente e il comportamento delle persone perché sono le persone che “fanno” i luoghi dove esse vivono. Per cui, ed è qui che viene fuori il ruolo pedagogico del giornale, noi cerchiamo sempre di mettere in contraddizione o per lo meno a confronto i luoghi con la gente che li abita, a volte fantasticando la realtà. Ad esempio, nella Valle dell’Orba, ci siamo inventati Rondinaria, la “Città dei paesi”, e nella zona del Sassello abbiamo pensato ad “Reame boscoso”, mentre in quella di Urbe abbiamo adottato la definizione della nostra amica Lorena, “La contea dei Varelfi” per non parlare di Olbicella del suo Gran Canyon!!!!. Nomi di fantasia, questi, ma che rendono vivi i nostri posti e che servono per fa capire alla gente che non bisogna trascorrere la propria vita nel chiuso dei propri interessi di bottega, ma che bisogna ampliare i propri orizzonti a tutto il territorio circostante la propria realtà locale.3) “L’inchiostro fresco” che tipo di rapporto ritiene di avere con le altre redazioni giornalistiche sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista economico? A Novi Ligure, se si escludono i due quotidiani più letti, “La Stampa” e “Il Secolo XIX”, esistono, oltre al quindicinale “Il Piccolo” che comunque è un periodico a livello provinciale, solo due testate prettamente locali, “Il Novese” e “Panorama di Novi”, che sono settimanali. Una volta c’era anche “Il Popolo di Novi” ma ora, soprattutto dopo la scomparsa della sua anima, Don Agnes; è quasi scomparso dalle edicole.Originariamente “Il Novese” faceva riferimento al vecchio P.C.I. e “Panorama di Novi” all’area liberale, mentre “Il Popolo di Novi” è la voce della Curia vescovile di Tortona.Noi in questo contesto, ci siamo inseriti come voce d’opinione, non interferendo con le testate che ho citato nella cronaca dei fatti quotidiani o in quella politica, ma approfondendo particolari temi di carattere storico e sociale, anche per tentare di comprendere come siamo arrivati allo stato attuale delle cose, sia a Novi Ligure sia nelle altre realtà locali ove distribuiamo il giornale.Sul piano economico, non avendo alle nostre spalle nessuna formazione partitica o istituzione, dobbiamo vivere di “luce propria”, ovvero, per coprire le spese di redazione, viviamo di “pubblicità commerciale”, andandola a reperire direttamente e cercando di favorire le piccole attività locali.Questo ci permette di essere relativamente indipendenti, anche se la fatica quotidiana “per tenere in piedi il giornale” è molta, ma la soddisfazione alla fin fine è tanta!!!! Larissa Santamaria

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Sabato 20 aprile 2019
NOVI LIGURE: GRANDE “AMALDI”

NOVI LIGURE: GRANDE “AMALDI”

Il liceo scientifico “Amaldi” si conferma ai vertici nazionali del badminton: alla fase regionale svoltasi a Novi Ligure, infatti, si sono imposte sia la squadra maschile che quella femminile, guadagnandosi così il diritto di partecipare ai campionati italiani che si svolgeranno dal 20 al 24 maggio a Cagliari.

I docenti che hanno seguito i ragazzi in questa avventura sono gli insegnanti di Scienze motorie Marco Bagnasco e Monica Baracco.

Ci dice Alfonso Pampaloni Pasetti, classe 3° scientifico ad indirizzo sportivo: “Già alla vigilia di questa fase regionale eravamo i favoriti per vincere. L’unica squadra che avrebbe potuto contrastarci, l’Acqui, l’abbiamo battuto ai provinciali. Diciamo che abbiamo mantenuto fede ai pronostici. Forse non ci aspettavamo di vincere così nettamente nel punteggio.”

Alfonso Pampaloni Pasetti è un ragazzo eclettico in quanto gioca a pallavolo nell’Under 18 ed in serie D. “Mi sono offerto volontario per la fase regionale di badminton in quanto ho praticato questa disciplina per due anni con il prof. Bagnasco.”

La fase regionale prevedeva due gironi da tre squadre con le semifinali incrociate, prima contro seconda di entrambi i gironi e quindi la finale fra le due vincenti. I ragazzi hanno vinto tutti gli incontri dei gironi e la semifinale. Nell’incontro decisivo hanno giocato contro il liceo Cocito di Alba. Una partita anche questa senza storia e con i novesi vincitori dei primi tre incontri e quindi a punteggio acquisito è stato deciso di non svolgere gli ultimi due.

I ragazzi hanno giocato con Francesco Motta ed Alfonso Pampaloni Pasetti, entrambi della classe terza liceo scientifico indirizzo sportivo, Alessandro Bruzzone della classe 3° indirizzo liceo classico, Mattia Trezza che è anche il più giovane frequentando la classe prima liceo scientifico.

La formula per le ragazze prevedeva invece un girone unico, incontrando le formazioni delle province di Cuneo, Novara, Vercelli e Torino. Unica esclusa la provincia di Biella presentatasi con la sola squadra maschile.

Anche per loro tutte vittorie. Le ragazze hanno giocato con Diana Costiuc che frequenta la classe 2° indirizzo Scienze applicate, stesso indirizzo per Adele Foti che frequenta la classe 1° e Angela Ruta iscritta alla classe 2° e Alessia Delfitto iscritta invece alla classe 3° indirizzo linguistico.

E adesso? “Adesso andiamo a giocarcela-afferma Alfonso Pampaloni- con le squadre trentine, tradizionalmente le più forti nel badminton.”

Maurizio Priano

BENTORNATO TEATRO MARENCO

BENTORNATO TEATRO MARENCO

L’INCHIOSTRO FRESCO” E “TELEMASONE” PRESENTANO IN ANTEPRIMA, CON UN SERVIZIO FILMATO DI GIACOMO PIOMBO E CON LA REGIA DI FAUSTO PIOMBO, I SEGRETI DI QUESTO STORICO EDIFICIO.

IL TEATRO ROMUALDO MARENCO

UN GIOIELLO DELLA CITTA’

A Novi Ligure (Al) fervono i lavori per l’imminente inaugurazione del Teatro Romulado Marenco, grazie anche al decisivo intervento dell’omonima Fondazione costituita il 25 marzo 2004 con il concorso del Comune di Novi Ligure e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

Abbiamo visitato il cantiere accompagnati dal dott. Antonino Andronico, Presidente della Fondazione Teatro Marenco, il qual ci ha svelato in anteprima i segreti del teatro, a partire dalla buca dell’orchestra, il cui pavimento può essere sollevato sino al piano della platea per allungarne il piano di calpestio quando gli spettacoli non richiedono la presenza di un’orchestra e poter così aumentare i posti a sedere, o i meccanismi in legno perfettamente funzionanti per la movimentazione delle scene e del sipario.

Una particolare emozione l’abbiamo provata quando il dott. Andronico ci ha fatto entrare nel Palco Reale dal quale nel lontano 1839 molto probabilmente si affacciarono Giacomo Alignani, Francesco Cascio, Luigi Ghiara e Paolo Verri, del comitato direttivo della Società che volle intitolare il teatro a Sua maestà il Re Carlo Alberto, che stava riscuotendo le simpatie degli illuminati dell’epoca.

Il teatro infatti voluto da un gruppo di volonterosi cittadini novesi che nel 1836 costituirono un’apposita Società la quale, su progetto dell’arch. Giuseppe Becchi, realizzò l’opera che venne inaugurata nel 1839 con la rappresentazione de la “Beatrice di Tenda” di Vincenzo Bellini.

Successivamente, nel 1943 quando in Italia dopo la caduta del fascismo si iniziò a cambiare tutta la toponomastica, il Teatro fu dedicato al celebre compositore novese Romualdo Marenco (1841 – 1907), autore del famosissimo Ballo Excelsior che, tra un tripudio generale, debuttò nel 1881 alla Scala di Milano, e tale è il nome che ancora oggi porta.

Dopo anni d’oblio e di degrado, i lavori di recupero per riportare il Teatro agli antichi fasti partirono ufficialmente il 31 gennaio 1984 quando il Consiglio comunale dell’epoca deliberò un primo intervento per un importo di lire 866.269.900 mentre il secondo lotto pari ad un importo di lire 3.466.605.223 venne approvato il 20 novembre 1989.

È praticamente da questa data che gli interventi strutturali più delicati del recupero presero il via sotto la guida dell’Ing. Luciano Grossi Bianchi.

Agli inizi degli anni 2000, con un ulteriore stanziamento di lire 5.961.62.110 (pari a 3.078.920 euro) ai quali, dopo il 2004, si è aggiunto un ulteriore finanziamento di quattro milioni di Euro a carico della Fondazione Marenco, i lavori hanno preso un decisivo impulso, tanto che oggi, verosimilmente nel mese di aprile 2019, potremmo dire che finalmente sarà possibile vedere questo gioiello storico interamente recuperato e inaugurato.

Gian Battista Cassulo

Bentornato Teatro marenco

BENTORNATO TEATRO MARENCOCari amici de "l'inchiostro fresco" vi riproniamo in una veste più completa, il filmato che già vi avevamo anticipato sull'imminente riapertura dello storico teatro Romualdo marenco di Novi Ligure, già intitolato, alla sua nascita nel 1839, al Re Carlo Alberto.Eccovi ora, nel servizio di Giacomo Piombo, il filmato completo per la regia di Fausto Piombo questo reportage che andrà in onda anche su TeleMasone.A tutti una buona visione da parte della redazione de "l'inchiostro fresco" voce d'informazione dell'Oltregiogo genovese e da teleMasone

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Mercoledì 13 marzo 2019
RUGBY BUSALLA, OVVERO QUANDO LO SPORT DIVENTA PASSIONE

RUGBY BUSALLA, OVVERO QUANDO LO SPORT DIVENTA PASSIONE

Oggi, venerdì 8 marzo 2019, come ogni venerdì siamo scesi in Valle Scrivia a “caccia” di notizie, ma anche di pubblicità, l’indispensabile carburante per “far girare le rotative” del giornale.

E siamo stati fortunati perché ad Isola del Cantone abbiamo “incrociato” un elicottero parcheggiato in un lembo di terra ai lati della strada pronto per trasportare su una delle vette che circondano la Valle un carico di tubi per una condotta.

Avremmo voluto fermarci per filmare le operazioni, ma avevamo altri appuntamenti che non ce lo hanno consentito. Pazienza sarà per un’altra volta!

E dopo aver visitato un gruppo di operatori economici di Ronco Scrivia e Borgo Fornari, nostri inserzionisti, eccoci a Busalla per un’intervista di grido.

In anteprima infatti abbiamo sentito Gianni Pastrovicchio, Vice presidente del Busalla Rugby, intento a dare gli ultimi ritocchi alla nuova sede del Club, sita in via Seminella, località Ingea, su terreni dati in concessione dal comune di Busalla.

Il Vice presidente, sia pure tutto indaffarato nei lavori, ci accompagnato nella nostra visita precisandoci che l’inaugurazione avverrà nel mese in corso e che, proprio per festeggiare la nuova struttura sportiva, sono state messe in programma due grandi iniziative.

La prima si terrà il 6 giugno prossimo con l’invito sui nuovi campi degli alunni delle scuole primarie di Busalla e di Montoggio, che assisteranno a una dimostrazione di Rugby e l’altra manifestazione sarà l’8 giugno con la “Festa di fine stagione”.

Due appuntamenti dunque da non perdere anche per rendere omaggio ai dirigenti di questo club che in questa loro passione per lo sport ci stanno mettendo letteralmente l’anima.

Gian Battista Cassulo

Rugby Busalla, ovvero quando lo sposrt diventa passione

RUGBY BUSALLA, OVVERO QUANDO LO SPORT DIVENTA PASSIONEOggi, venerdì 8 marzo 2019, come ogni venerdì siamo scesi in Valle Scrivia a "caccia" di notizie, ma anche di pubblicità, l'indispensabile carburante per "far girare le rotative" del giornale.E siamo stati fortunati perché ad Isola del Cantone abbiamo "incrociato" un elicottero parcheggiato in un lembo di terra ai lati della strada pronto per trasportare su una delle vette che circondano la Valle un carico di tubi per una condotta.Avremmo voluto fermarci per filmare le operazioni, ma avevamo altri appuntamenti che non ce lo hanno consentito. Pazienza sarà per un'altra volta!E dopo aver visitato un gruppo di operatori economici di Ronco Scrivia e Borgo Fornari, nostri inserzionisti, eccoci a Busalla per un'intervista di grido.In anteprima infatti abbiamo sentito Gianni Pastrovicchio, Vice presidente del Busalla Rugby, intento a dare gli ultimi ritocchi alla nuova sede del Club, sita in via Seminella, località Ingea, su terreni dati in concessione dal comune di Busalla.Il Vice presidente, sia pure tutto indaffarato nei lavori, ci accompagnato nella nostra visita precisandoci che l'inaugurazione avverrà nel mese in corso e che, proprio per festeggiare la nuova struttura sportiva, sono state messe in programma due grandi iniziative.La prima si terrà il 6 giugno prossimo con l'invito sui nuovi campi degli alunni delle scuole primarie di Busalla e di Montoggio, che assisteranno a una dimostrazione di Rugby e l'altra manifestazione sarà l'8 giugno con la “Festa di fine stagione”.Due appuntamenti dunque da non perdere anche per rendere omaggio ai dirigenti di questo club che in questa loro passione per lo sport ci stanno mettendo letteralmente l'anima.Gian Battista Cassulo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Venerdì 8 marzo 2019
Gent.mo Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova

Gent.mo Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova

Con la presente vorrei chiederle a che punto è l’indagine sul crollo del “Ponte Morandi” e se tra gli indagati sono emerse responsabilità.

Le chiedo questo perché la settimana scorsa è arrivata in redazione una lettera a firma di un comitato di pendolari della Valle Stura, dal quale trasuda rabbia sul come procede il servizio pubblico della AMT.

Le corse delle “corriere“, infatti, in seguito al crollo del ponte, hanno subito molte varianti e i disagi non si contano, a partire dalle mancate coincidenze tra corriere e treni, ma anche tra corriere stesse.

Pensi che c’è gente che di buon mattino, ogni mattina, scende da Tiglieto verso Genova e pensi solo alle curve e ai tornanti di quelle strade!!!!!

Pensi cioè alle difficoltà “fisiche” di queste persone e se a queste difficoltà aggiungiamo anche i disservizi, lei può immaginare lo stato d’animo dei pendolari.

E allora noi tutti, anche chi fortunatamente non deve prendere la corriera ma che per solidarietà si sente coinvolto in questa protesta, ci chiediamo se lei sia riuscito ad individuare il colpevole del crollo del Morandi, perché è dalla data del 14 Agosto del 2018 che Genova, e tutto il suo circondario con in testa la Valle Stura e la Valle Scrivia, oltre a piangere i morti, vive nel disagio.

Non so chi sia il proprietario delle autostrade e del Ponte Morandi perché il suo nome non è mai stato fatto, tanto che qualcuno lo chiama “l’innominato“.

Certo è che deve essere una persona molto potente, per essere sino ad ora rimasto nell’ombra, ma io so che lei è una persona coraggiosa a che non ha certamente paura di colpire anche in alto, perché sappiamo che ogni giorno che lei entra in Tribunale, ha bene in mente la scritta: “La Legge è uguale per tutti“, che si legge in ogni aula giudiziaria.

Da ignorante quale sono mi domando: non sarebbe forse il caso di spedire un “avviso di garanzia” anche a questo “innominato“, magari, anche per cautelare chi dal crollo del Morandi ha subito dolori e danni, bloccandone il patrimonio tanto per avere un qualcosa di concreto sul quale rifarsi in caso di responsabilità e condanna?

Anche a nome delle centinaia di pendolari che ogni mattina si accalcano su corriere stracolme giù per i tornanti delle strade che dall’Oltregiogo portano alla Superba, posgo i miei più devoti omaggi

Gian Battista Cassulo

Una famiglia felice

Una famiglia felice

Cari amici de “l’inchiostro fresco” oggi, sabato 16 febbraio 2019, andando a
distribuire nell’Oltregiogo, ci siamo imbattuti a Trisobbio in una famiglia felice: madre, padre e due splendide bambine. Erano in compagnia di altre famiglie davanti alla locale Società di mutuo soccorso e vedendo tutto quel “bellissimo futuro” non abbiamo potuto fare a meno di fermarci e raccogliere l’intervista che vedete in questo filmato.
Noi con il giornale, infatti, cerchiamo di fare di tutto per far conoscere le eccellenze locali e promuovere il nostro territorio in modo tale che i nostri paesi non soffrano del fenomeno dello spopolamento.
E così ad esempio nel numero di febbraio abbiamo dedicato un’intera pagina ai piccoli negozi che con la loro presenza favoriscono la vitalità locale. Un altro elemento molto importante sono gli uffici postali che devono essere mantenuti nella loro ramificazione locale, per non parlare delle farmacie e delle scuole.
Tutti elementi utili a far sì che nei nostri piccoli paesi si possa continuare a vivre. E un altro elemento importante pes la sopravvivenza dei paesi sono i collegamenti stradali e ferroviari.
Ecco come, nel caso dell’ovadese, quanta importanza rivesta la linea ferroviaria “Genova – Ovada – Acqui” e quindi il ruolo di Ovada quale comune centro zona, che deve, come sta fornendo, fornire i servizi essenziali al suo circondario, a partire dall’Ospedale, un bene comune da tutelare e da salvaguardare.
Il tutto per creare una politica virtuosa che si possa riversare sulla vita reale della gente, che, grazie anche alla bellezza dei nostri posti, vuole vivere qui da noi.

https://www.youtube.com/watch?v=yqhSlm8myVg

La nuova vita del Cotonificio

La nuova vita del Cotonificio

Il 18 gennaio siamo andati a visitare le aziende presenti all’interno della struttura dell’ex Cotonificio Ligure di Rossiglione, aziende che, con coraggio e determinazione stanno facendo rivivere una struttura che è stata simbolo di vita e ricchezza per la Valle Stura per più di cento anni!

Ecco il video

Novi Ligure, presentato il bando per l’atleta ed il dirigente sportivo dell’anno

Novi Ligure, presentato il bando per l’atleta ed il dirigente sportivo dell’anno

Organizzato come sempre dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport

Oggi 3 settembre presso il salone di rappresentanza del Comune di Novi Ligure, si è tenuta la conferenza stampa per illustrare quanto la sezione di Novi Ligure sta proponendo ai cittadini comuni e agli amanti delle due ruote a pedali, la 22° edizione la Novi Ligure Castellania, con lo slogan “Io voglio pedalare Sicuro” questo al fine che gli automobili rispettino chi vuole dedicarsi al ciclismo che esso sia un libero cittadino ho chi lo svolge come professione e poi vogliamo anche lanciare un appello alle Amministrazioni Comunali e alle Regioni e allo Stato di impegnarsi alla costruzioni di piste ciclabili.

Prima dell’inizio della conferenza il Presidente UNVS ha chiesto un minuto di raccoglimento per l’improvvisa scomparsa del ciclista novese Rosario Marletta che proprio nel pomeriggio si sarebbero svolti l’onoranza funebre. Con lo slogan “Io Voglio Pedalare Sicuro”, nato anche per ricordare il ciclista Michele Scarponi, il motociclista statunitense Nicky Hayden, la maratoneta tedesca Julia Villhemer e tantissimi altri che quotidianamente vengo travolti da automobilisti distratti, si vuole rivolgere un sollecito a tutte quelle amministrazioni che da tanto tempo promettono piste ciclabili che non partoriscono mai.

Sia il Presidente dell’UNVS il Sindaco e l’Assessore allo Sport hanno ribadito che le Società sportive novesi si dovrebbero avvicinarsi di più alla benemerita associazione, visto l’impegno che da oltre vent’anni è impegnata nell’assegnare il premio per l’atleta novese e il dirigente.

Il due bandi hanno la scadenza del 30 ottobre al fine che la commissione giudicante abbia il tempo per esaminare le domande pervenute.

Faiallo, divieto di transito ai veicoli oltre i 12 metri

Faiallo, divieto di transito ai veicoli oltre i 12 metri

Al fine di migliorare le condizioni di transitabilità in sicurezza lungo tale strada, già messa a dura prova dalle intemperie del tempo e dagli smottamenti

Come si apprende dal sito ufficiale della Città Metropolitana di Genovaa partire dal 19 ottobre la strada provinciale 73 del Faiallo, che collega il passo del Turchino con il comune di Urbe in provincia di Savona, è interdetta ai veicoli con lunghezza superiore ai 12 metri, al fine di migliorare le condizioni di transitabilità in sicurezza lungo tale strada. Secondo la nota, le condizioni della strada e la tipologia del traffico, prevalentemente ordinario e turistico, hanno reso necessario questo tipo di ordinanza per migliorare la sicurezza e le condizioni di percorribilità di questo tratto provinciale, già messo a dura prova dalle intemperie del tempo e dagli smottamenti.

Un Natale suggestivo tra i presepi della Valle Stura

Un Natale suggestivo tra i presepi della Valle Stura

Campo Ligure, Masone e Rossiglione vi aspettano con i loro caratteristici presepi per un Natale da ricordare

Il Natale si sta avvicinando e anche quest’anno i caratteristici borghi della Valle Stura, nell’immediato entroterra genovese, faranno trovare ai visitatori i presepi artistici realizzati da esperti maestri di questa antica tradizione.

Campo Ligure, borgo tra i più belli d’Italia già noto per l’artigianato della filigrana, è allestito nell’Oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco l’antico Presepe Meccanizzato.

Si tratta di un vero e proprio capolavoro di arte presepistica della fine del XIX secolo, periodo in cui Don Paolo Bottero intagliò nel legno le prime statuine ispirandosi a quelle di consolidata fama della scuole genovesi del Maragliano, del Parodi e del Pittaluga.

Nel 1910, ad opera di Gio Batta Macciò detto Crispi, e di Don Michele Pizzorni (Prè Michè), furono inserite nel presepio le prime figure in movimento di cui si conserva, perfettamente funzionante, “l’arrotino”, la più antica tra le figurine meccanizzate, opera di don Michele Pizzorni.

L’allestimento si sviluppa attorno alla Natività in un caleidoscopio di rappresentazioni di attività artigianali, agresti e pre-industriali di Campo Ligure, quali la lavorazione del ferro e della filigrana.

Le scene meccanizzate in principio traevano la forza motrice da una ruota di bicicletta azionata tramite una manovella da volonterosi ragazzini, finché nel 1915 venne introdotto un motore elettrico unico.

Il presepio meccanizzato attraversò nel corso degli anni non poche difficoltà, passando indenne attraverso due conflitti mondiali e cambiando più volte la sede di allestimento tra il paese di origine e la vicina Genova. Nel 1976 trovò definitivamente la sua collocazione nell’atrio dell’Oratorio in cui fu realizzato la prima volta, dove anche quest’anno è stato messo in scena dal gruppo “Amici del Presepio” e può essere ammirato ogni giorno dal 8 dicembre fino al 6 gennaio dalle 09.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 18.30, nel restante mese di gennaio l’orario sarà limitato ai fine settimana con lo stesso orario.

Masone presso il Civico Museo Andrea Tubino, nella parte antica del paese, denominata appunto “Paese Vecchio”, può essere visitato un caratteristico presepio meccanizzato. Il progetto iniziò da un allestimento realizzato dai volontari dell’Associazione Amici del Museo di Masone, in collaborazione con il Conservatore dr. Paolo Ottonello, con fine didattico illustrativo del ciclo di lavorazione del ferro per la produzione di semilavorati e chiodi. Successivamente fu deciso di aggiungere la rappresentazione della Natività e trasformarlo definitivamente in presepio. L’allestimento, proposto ai visitatori da tre lustri con immutato apprezzamento, vanta nel suo contesto ben 80 modelli in movimento. Si tratta di scene meccanizzate che rappresentano principalmente i mestieri antichi, diffusi nelle epoche passate in tutta la Valle Stura. Le scene animate sono state costruite dai volontari stessi tra i quali il primo fu il compianto Giuseppe Pastorino (detto Cecce), un vero artista nella costruzione di movimenti presepiali. Tra le varie animazioni va ricordato il calar della luna e l’apparizione della stella cometa.

L’apertura è prevista dall’8 dicembre al 24 febbraio il sabato e la domenica dalle 15 alle 18,30. Dal 23 dicembre all’Epifania sarà visitabile tutti i giorni con lo stesso orario.

Nel periodo che va dal 23 Dicembre 2018 al 06 Gennaio 2019 il presepe sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 15 alle 18,30

I visitatori potranno accedere sempre gratuitamente anche alle sale del Museo Civico che propongono molti aspetti interessanti sulla lavorazione del ferro e la produzione dei rinomati chiodi, dal tardo Medio Evo al 1950 oltre che suggestivi allestimenti e raccolte di minerali, oggetti da illuminazione e nel periodo natalizio sono previste anche serate di veglia e musica, canti tradizionali natalizi, poesie dialettali a tema e sarà possibile ricevere gli  auguri dei Volontari del’Associazone.

Rossiglione si può vedere il Presepe Artistico allestito nell’Oratorio di San Sebastiano in piazza Mons. Stefano Ferrando nella parte del borgo Superiore.

Si tratta della raffigurazione artistica della Natività che si articola in diversi quadri con differenti ambientazioni molto curate e suggestive, alcune delle quali riproducono fedelmente paesaggi locali e sono popolate da stuatuine di pregio, anche risalenti alla fine dell’ottocento.

L’apertura è prevista dalla Vigilia di Natale fino all’ultima domenica di Gennaio con orario prefestivo 15 – 19 e  festivo 10.30  – 12 e 15 – 19.

Chi volesse prenotare una visita guidata ai presepi e alla Valle Stura può rivolgersi a Patrizia Macchina al numero 338 877 2095 – macpat@alice.it