Autore: Stefano Rivara

Il più piccolo fatto presuppone l'inconcepibile universo e, inversamente, l'universo ha bisogno anche del più piccolo fatto. Jorge Luis Borges
NUOVI RALLENTAMENTI SULLA LINEA FERROVIARIA DEI GIOVI

NUOVI RALLENTAMENTI SULLA LINEA FERROVIARIA DEI GIOVI

A causa di lavori presso il bivio Fegino (in vista dell’innesto sul Terzo valico) e nella galleria Borlasca, oltre che al consolidamento dei viadotti Trasta e Lauro, tra il 15 e il 30 agosto 2019 tutti i treni della linea Genova-Milano e Genova-Torino percorreranno la via Busalla – Isola del Cantone; cioè la linea vecchia. Ciò determinerà un’ulteriore, anche se contenuto in alcuni minuti, allungamento dei tempi di percorrenza di Regionali veloci e Intercity. Sempre per causa dei lavori sui due viadotti sopra citati (o forse della necessità di percorrerli a velocità molto basse per presenza di problemi strutturali, che speriamo possano essere risolti con questi lavori di fine agosto) c’è stato già da alcuni mesi un lieve prolungamento dei tempi di percorrenza sulla linea succursale, cioè quella via Mignanego.

Inoltre alcuni treni locali Genova-Busalla saranno temporaneamente soppressi; e altri treni con destinazione Rimini faranno capolinea ad Arquata Scrivia.

Come già previsto da tempo, sempre nello stesso periodo, tra Genova e Ovada alcuni treni saranno sostituiti da bus.

Invece ad inizio settembre partiranno alcuni lavori nel tratto tra Arquata Scrivia e Tortona che potranno comportare ritardi nell’ordine di alcuni minuti.

Infine, in piccolo consiglio personale, per chi non viaggia spesso. Sappiate che, anche con temperature africane, conviene portarsi in treno un maglioncino. Talvolta si passa da una carrozza-sauna, con raffrescamento non funzionante, ad altra con aria condizionata “a manetta” con effetto ghiacciaia. Meglio essere preparati.

Venerdì 5 luglio: ancora grande ciclismo nel segno di Coppi

Venerdì 5 luglio: ancora grande ciclismo nel segno di Coppi

Dopo il Giro dell’Appennino e la tappa del Giro d’Italia a Novi Ligure, entrambi dedicati anche al centenario della nascita del Campionissimo Fausto Coppi, un altro avvenimento lo ricorda sulle nostre strade. In questa occasione si tratta del Giro Rosa, cioè il Giro d’Italia femminile, ormai diventato la corsa a tappe più importante del mondo tra quelle dedicate alle donne cicliste. Ancora una volta in zona, dopo la bella tappa di Ovada dello scorso anno.

Sono iniziative che conferiscono visibilità internazionale alle zone attraversate, essendo il ciclismo femminile uno sport in costante ascesa e sempre più seguito.

Venerdì 5 luglio vi sarà la partenza della prima tappa: da Cassano Spinola a Castellania, una cronometro a squadre di 18 km. Il percorso è impegnativo, comprendendo prima la salita a Gavazzana e Sant’Agata Fossili, poi la discesa verso Paderna, quindi la risalita fino al mausoleo dei fratelli Coppi a Castellania.

Al via 24 team, i migliori a livello mondiale, e 144 atlete. Le partenze delle squadre inizieranno alle 14.30 da piazza XXV Aprile.

Tutti i dettagli della corsa rosa si possono trovare sulla guida che gli organizzatori, in analogia col “Garibaldi” (destinato al più noto Giro d’Italia maschile) e con un certo gusto dell’ironia, hanno denominato “Anita”: questo è il link https://www.girorosaiccrea.it/news/dettaglio_news_div.asp?i_menuID=58016&hNewsID=148083

Nella foto la vincitrice dell’ultima edizione, l’olandese Annemiek Van Vleuten, che sarà tra le favorite anche quest’anno.

Nel fine settimana altre modifiche alla circolazione dei treni tra Liguria e Piemonte

Nel fine settimana altre modifiche alla circolazione dei treni tra Liguria e Piemonte

I pendolari e i viaggiatori abituali sicuramente ne sono a conoscenza, anche perché sui vari treni delle linee tra Liguria e Piemonte si ripetono in questi giorni gli annunci via interfono. Ma per i viaggiatori occasionali, è bene ricordare che, per lavori previsti presso il quadrivio Torbella (vicino a Genova Rivarolo) e nel tratto tra Prasco e Visone, sabato 29 e domenica 30 giugno, vi saranno variazioni di orario e soppressioni treni (sostituiti da bus) sulle linee Genova – Arquata Scrivia via Busalla e Genova – Ovada – Acqui Terme. Da segnalare, tra l’altro, che nelle giornate indicate i treni di queste linee non fermeranno né a Sampierdarena né a Rivarolo. E neppure in tutte le stazioni tra Mele e Genova Costa.
Alleghiamo i prospetti ufficiali, di Trenitalia, contenenti orari e treni interessati alle modifiche.
Proseguono intanto i lavori sulla linea succursale di Giovi, di cui avevamo parlato in altro articolo i giorni scorsi.


I lavori sulla linea ferroviaria dei Giovi

I lavori sulla linea ferroviaria dei Giovi

Proseguono, almeno fino ad agosto, i lavori di “potenziamento” infrastrutturale sulla linea ferroviaria succursale dei Giovi, (cioè quella più diretta), nel tratto tra il bivio di Fegino e Mignanego. Si tratta di interventi sui viadotti Lauro e Trasta, che comportano un rallentamento dei treni. Ciò continua a determinare alcune lievi variazioni di orario (anticipo nella partenza o ritardo all’arrivo) dei Regionali veloci tra Genova e Torino e tra Genova e Milano. Solitamente sono costituiti, per alcuni treni, di anticipi nella partenza dei treni diretti verso nord e ritardi nell’arrivo di quelli in senso inverso. Nei mesi scorsi queste variazioni interessavano solo i fine-settimana; con il nuovo orario in vigore dal 9 giugno, invece sono giornaliere. Ad esempio, il treno del mattino da Torino, molto utilizzato dai pendolari e che ferma tra l’altro a Novi Ligure alle 6.44, a Serravalle alle 6.51 e ad Arquata alle 6.57, arriva a Genova Principe alle 7.35 anzichè alle 7.30; e a Brignole, come orario previsto, alle 7.47 anzichè alle 7.39. 12 minuti tra le due stazioni genovesi sono sicuramente sovradimensionati. Un vecchio trucchetto di Trenitalia, per recuperare eventuali ritardi e potere aumentare, nelle statistiche, il numero di treni giunti in orario alla destinazione finale.
Nella seconda metà di agosto sono fissate altre variazioni con ulteriori prolungamenti, di alcuni minuti, dei tempi di percorrenza.
Altri, anche se in questo caso non particolarmente gravi, disagi nella vita dei pendolari.

Obliterare la pappa?

Obliterare la pappa?

Il verbo obliterare, che significa invalidare qualcosa (un francobollo, una marca, un biglietto) è uno dei bersagli preferiti dei semplificatori della lingua. Quando si vuole criticare il linguaggio formale, burocratico è questo uno degli esempi più ricorrenti. Si sente spesso sostenere che, per farsi comprendere meglio dal cittadino comune, l’indicazione dell’obbligo di obliterare il biglietto (del treno, dell’autobus) dovrebbe essere sostituita da termini d’uso più comune, come timbrare, annullare. La domanda che costoro pongono è, inevitabilmente, “perché scrivere obliterare quando si potrebbe benissimo dire timbrare?”

Invece proviamo a porre la domanda opposta: perché si dovrebbe scrivere il termine più generico (timbrare o annullare hanno evidentemente un uso più ampio che obliterare)? Si può comprendere la necessità di rendere meno astrusi e comprensibili i testi diretti ai cittadini dalle varie amministrazioni che esercitano funzioni pubbliche. Tra queste, quelle che forniscono i trasporti pubblici. Ma occorrerebbe un giusto equilibrio. Un eccesso di populismo linguistico, che pretenderebbe di evitare i congiuntivi “perché tanto non li usa più quasi nessuno e chi li usa spesso lo fa in modo sbagliato”, o evitare termini tecnici ma non tanto comuni, potrà forse rendere la comunicazione più facile da comprendere. Nello stesso tempo, però, contribuisce a diffondere e consolidare un uso della lingua sempre più limitato povero, ridotto. Un impoverimento culturale generale, insomma. Non dimentichiamo il magistrale esempio di George Orwell, nel romanzo “1984″: dove l’élite dominante provvede progressivamente, nella “neolingua” a ridurre sempre di più il numero delle parole presenti nel vocabolario, fino a lasciare pochi termini semplici e generici. E la riduzione del linguaggio disponibile determina la contrazione della possibilità di pensiero. Che si realizza soprattutto adoperando il linguaggio che ciascuno conosce. A linguaggio più limitato corrisponde pensiero più povero.

Questa tendenza a voler semplificare ad ogni costo la comunicazione istituzionale, anche se sostenuta con le migliori intenzioni, rischia di determinare a lungo termine un danno più che un vantaggio per la generalità della popolazione cui si rivolge. Entrando nel filone, molto alla moda, di un facile populismo, che vuole rispondere ai bisogni immediati della gente senza preoccuparsi delle conseguenze future.

Secondo alcune indagini statistiche, il 28% degli italiani adulti è analfabeta funzionale: cioè, pur essendo capace a leggere e scrivere, non è in grado di comprendere, tanto meno di elaborare, un testo di appena moderata complessità, come ad esempio le avvertenze sull’uso di un farmaco. Secondo alcuni studiosi gli analfabeti funzionali sono molti di più, anche oltre il 50%.

Trattare questi ultimi come dei poveretti che non possono imparare qualche parola un po’ difficile o insolita, significa allargare sempre più la forbice tra la parte colta e istruita della popolazione e quella, sotto questo profilo, più svantaggiata (in maniera speculare alla forbice sempre più larga tra i ricchi e i poveri; dove però le due fasce non corrispondono, esistendo anche semianalfabeti straricchi e persone coltissime che faticano a tirare avanti – ma qui bisognerebbe aprire un altro discorso).

Con un bambino molto piccolo che sta imparando a parlare si usano, per forza di cose, poche parole molto semplici: mamma, papà, bua, sonno, pappa. Ma crescendo, si dovrà pure insegnargli, ad esempio, che la pappa può essere di tanti tipi: minestra, purè, budino e così via. Altrimenti non svilupperà completamente non solo il linguaggio, ma neppure l’intelligenza.

22 MAGGIO: IL GIRO D’ITALIA A NOVI LIGURE

22 MAGGIO: IL GIRO D’ITALIA A NOVI LIGURE

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Mercoledì 22 maggio torna, con un arrivo di tappa, il Giro d’Italia a Novi Ligure. E’ la quarta occasione nella storia, dopo le edizioni del 1965, 1978 e 2010. Questa volta, a differenza che nel passato, il traguardo sarà situato in periferia, sull’ex statale dei Giovi, davanti allo stabilimento Elah-Dufour.

L’occasione è stata scelta per celebrare i 100 anni dalla nascita del Campionissimo Fausto Coppi.

Se possiamo permetterci una critica, è che per la celebrazione si sia scelta una tappa, (con partenza da Carpi e attraversamento delle province di Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Pavia), completamente pianeggiante. E’ abbastanza lunga: 221 km; ma non presenta neppure una piccola salita. Per ricordare un campione che ha costruito le sue imprese più epiche proprio sulle montagne, sarebbe stato forse il caso di trovare un percorso più impegnativo, visto che nelle vicinanze le salite non mancano. Si poteva almeno inserire la salita di Castellania, com’era avvenuto nella tappa con arrivo a Tortona del 1989; e che era stata inserita anche nel recente Giro dell’Appennino. D’altra parte, nel disegno generale dell’intero Giro d’Italia che prevede molte tappe ricche di salite (la “cima Coppi” quest’anno sarà sul passo del Gavia), gli organizzatori hanno deciso che questa doveva essere una tappa non particolarmente selettiva. Si prevede, infatti, una conclusione con volata generale del gruppo, salvo sorprese. A disputarsi la vittoria di tappa dovrebbero essere i migliori velocisti in gara, come il campione italiano in carica Elia Viviani, il colombiano Fernando Gaviria, l’australiano Caleb Ewan, il francese Arnaud Dèmare e il tedesco Pascal Ackermann.

La corsa entrerà in provincia di Alessandria da Pontecurone intorno alle 16; attraverserà Tortona, Rivalta Scrivia, Pozzolo Formigaro. In Novi percorrerà Via Mazzini, corso Marenco e via Raggio per proseguire sul lungo rettilineo finale, in leggerissima pendenza. L’arrivo è previsto tra le 17 e le 17.30. Almeno un’ora prima giungerà la variopinta e chiassosa carovana pubblicitaria. Ovviamente le strade interessate saranno soggette a chiusura del traffico e, ancora prima, a divieti di sosta, cui occorrerà prestare attenzione.

Intanto, 17 maggio, a Tortona, Palazzo Guidobono, sarà inaugurata una mostra con fotografie di Walter Breveglieri, intitolata: Fausto Coppi – La bellezza del mito.

Qui sotto, è possibile scaricare la tabella di marcia della tappa e l’elenco degli iscritti con i numeri di gara.

GIRO DELL’APPENNINO: ULTIMI AGGIORNAMENTI

GIRO DELL’APPENNINO: ULTIMI AGGIORNAMENTI

Come pubblicato in precedente articolo, domenica 28 aprile si disputa l’ottantesima edizione del Giro dell’Appennino, la classica di ciclismo a cavallo tra Genova e Oltregiogo. Sono iscritte 22 squadre, per un totale di 148 atleti. Tra i partecipanti, anche il giovane Fausto Masnada, vincitore questa settimana di due tappe del Tour of the Alps in Trentino e terzo arrivato all’Appennino dello scorso anno.

Riportiamo in allegato l’elenco degli iscritti (“startlist”) con i numeri di gara, utile per chi volesse assistere al passaggio dei corridori e provare a riconoscerne qualcuno.

Ripubblichiamo anche la tabella di marcia con gli orari dei passaggi previsti. Per gli automobilisti, occorre prestare attenzione alla chiusura temporanea delle strade interessate al passaggio della corsa, ed ai divieti di sosta stabiliti nelle città e paesi interessati. Riportiamo anche la comunicazione del Comune di Novi Ligure con l’ordinanza apposita:“Domenica 28 aprile si corre l’80esima edizione del Giro dell’Appennino. La gara ciclistica passerà da Novi intorno alle 12,30 lungo le vie Manzoni, Rimembranza, Crispi, Acquistapace, Bellini, Mascagni e salita per Pasturana. Lungo il percorso, dalle ore 9.30 sino alle 14.00, sarà in vigore il divieto di sosta per tutte le categorie di veicoli con annessa rimozione forzata per quelli in difetto. Solo nel tratto di viale della Rimembranza compreso tra via Montello e piazza Pascoli (sul lato destro della percorrenza in direzione di via Mazzini) il divieto di sosta entrerà in vigore dalle ore 11.00.” (Uff. stampa comune Novi Ligure).

CICLISMO: DOMENICA 28 APRILE TORNA IL GIRO DELL’APPENNINO

CICLISMO: DOMENICA 28 APRILE TORNA IL GIRO DELL’APPENNINO

Il 28 aprile si disputa l’ottantesima edizione del Giro dell’Appennino, la classica di ciclismo a cavallo tra Genova e Oltregiogo.
Nel 2019 la corsa è dedicata a due commemorazioni: i cento anni dalla nascita di Fausto Coppi, per il quale è inserita nuovamente nel percorso la salita di Castellania, recentemente denominata Passo Coppi; e il ricordo delle vittime del Ponte Morandi, sotto al quale la corsa è transitata quasi tutti gli ultimi 50 anni (nel percorso più tradizionale, attraverso via Walter Fillak; più recentemente sul lato destro del Polcevera). Così, uno dei traguardi volanti è posto simbolicamente dove si incrocia la struttura del ponte crollato.
Il raduno, con la firma dei partecipanti e la presentazione delle squadre, è fissato all’Outlet di Serravalle, verso le 10. Partenza alle 11.10: via ufficiale davanti allo stabilimento Elah-Dufour di Novi Ligure, stesso luogo dove il mese prossimo arriverà la tappa del Giro d’Italia. Primo tratto pianeggiante, attraverso Pozzolo Formigaro, Spinetta Marengo e Tortona. Poi si sale, da Carbonara Scrivia, al Passo Coppi. Quindi discesa su Carezzano e Villalvernia; ritorno a Novi via Merella. Segue Pasturana, col primo traguardo volante. Si prosegue per Francavilla, Gavi, Voltaggio, passo della Castagnola, Busalla, Casella, Crocetta d’Orero e discesa verso Pontedecimo. Da qui salita al passo della Bocchetta; discesa a Voltaggio per affrontare le ultime salite: Fraconalto e Giovi. Quindi si scende verso Genova. Dopo il passaggio dell’ex ponte Morandi, Cornigliano e la Sopraelevata. Una novità è (o dovrebbe essere, poichè al momento in cui scriviamo c’è ancora qualche problema logistico da risolvere) l’aggiunta del tratto di corso Italia fino a Boccadasse e ritorno sulla corsia opposta, prima di imboccare viale Brigate Partigiane e giungere al traguardo posto in cima a via XX Settembre, dopo aver percorso quasi 200 km.
La selezione decisiva probabilmente avverrà sulla mitica  e durissima Bocchetta ed eventualmente sulla successiva salita di Fraconalto. Il tratto finale in piano concede però possibilità di recupero anche agli atleti in lieve ritardo.
Anche se meno lunga e dura rispetto ai tempi di Coppi o Gimondi e Baronchelli, questa rimane una delle più impegnative corse in linea.
Causa le limitazioni del budget, oltre alla concomitanza con altra importante gara in Belgio, non parteciperanno squadre del Pro Tour, la prima divisione internazionale. Saranno comunque in gara tutte le squadre professionistiche (“Professional”) e semiprofessionistiche (“Continental”) italiane. E una buona rappresentanza internazionale, comprendente due squadre spagnole, colombiane, austriache, e una russa. Iscritta anche una selezione della Nazionale italiana che presenta alcune giovani promesse appartenenti a squadre dilettantistiche, insieme a un paio di professionisti abitualmente impegnati in squadre straniere.
Tra i favoriti, l’esperto Giovanni Visconti, che proprio in via XX Settembre vinse uno dei suoi titoli di campione d’Italia; e il giovane compagno di squadra Simone Velasco, una delle rivelazioni di quest’anno, vincitore del recente Trofeo Laigueglia. Quest’ultimo collegato all’Appennino con la Challenge Liguria, che premierà il corridore con miglior punteggio complessivo nelle due prove. Infine, ricordiamo anche che quest’anno la classifica del Gran premio della montagna sarà intitolata a Tarcisio Persegona, titolare di una nota azienda di scavi e costruzioni con sede a Carrosio, grande appassionato e sponsor nel ciclismo, scomparso recentemente.