Categoria: Cultura

ENNESIMO CASO DI ABBANDONO: LA POLSTRADA DI OVADA RITROVA “LouLou” CANE (FRANCESE) ABBANDONATO IN A/26

ENNESIMO CASO DI ABBANDONO: LA POLSTRADA DI OVADA RITROVA “LouLou” CANE (FRANCESE) ABBANDONATO IN A/26

Sull’autostrada A/26, all’interno dell’area di servizio Bormida Est, è venuto a verificarsi l’ennesimo caso di abbandono di animale.

Nelle prime ore del pomeriggio del 10 Agosto scorso, una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Ovada in servizio sull’autostrada A/26 Genova –Gravellona, è stata allertata dal Centro Operativo della Polizia Stradale di Genova in quanto all’interno dell’area di servizio Bormida Est, l’addetto al distributore di carburanti aveva notato un cane, o meglio un “Akita Iro Shiba” di media taglia, con collare e guinzaglio, aggirarsi tutto impaurito e smarrito tra le vetture parcheggiate.

Poco prima dell’arrivo della pattuglia della Polizia Stradale l’addetto al distributore di carburanti era riuscito anche ad avvicinarlo, tant’è che appena gli Agenti sono arrivati per prenderlo in custodia, il cane, forse assetato e affamato, non ha esitato a farsi accarezzare dimostrando subito affetto.

L’animale, al guinzaglio, aveva una medaglietta con sopra inciso il nome “LouLou” ed un presunto numero di telefono che però non risultava attivo.

Gli Agenti, dopo averlo dissetato e dato da mangiare, lo hanno portato presso il Centro Veterinario Ovadese dove i veterinari hanno accertato che era dotato di un microchip di nazionalità francese.

Tutt’ora i Veterinari Ovadesi hanno avviato accertamenti con il servizio veterinario francese al fine di rintracciare ed identificare il proprietario.

La Polizia Stradale ricorda che quando viene notato un animale in autostrada, anche in area di servizio, al fine di evitare che possa creare pericolo per le vetture in transito e quindi causare incidenti, è importante segnalare immediatamente l’avvistamento al Numero Unico di Emergenza 112 chiedendo della Polizia Stradale.

È  importante, per aiutare i soccorritori, riferire il numero dell’autostrada, la direzione di marcia ed un qualsiasi riferimento come ad esempio un’uscita appena passata, un cavalcavia o un qualsiasi cartello stradale.

Barbara Carriero

Acqui Terme: i Carabinieri della Forestale a caccia di discariche abusive

Acqui Terme: i Carabinieri della Forestale a caccia di discariche abusive

L’ambiente dovrebbe essere la nostra casa e come tale, a meno che non si sia abituati a vivere nel degrado, dovrebbe essere curato e rispettato, ma così non sembra.

Lungo le strade, nei fossi, per non parlare vicino ai cassonetti è una sequela di piccole discariche ed anche nei più minuti gesti della vita quotidiana sempre più si nota questa mancanza di rispetto per quel grande contenitore delle nostre vite che è appunto l’ambiente.

Si va ad esempio dalla signora molto elegante che, uscendo da un negozio, getta con nonchalance a terra lo scontrino appena ricevuto, al “comodone” che per non fare due passi in più abbandona nel cestello porta rifiuti la spazzatura invece di depositarla nell’apposito cassonetto, per non parlare di quel nugolo di ragazzotti che, pomeriggio e sera bivaccando sulle varie panchine, “sbardellano” tutt’attorno lattine di birra, scartocciate coppette di gelato, mozziconi di sigarette, lasciando in tal modo un indelebile segno del loro passaggio.

Quod non fecerut barbari, ……lo stanno facendo i moderni cittadini”, verrebbe da dire!!!!

Eppure a scuola agli alunni viene insegnato il valore dell’ambiente e le maestre si fanno in quattro per indirizzare i futuri cittadini al corretto uso della raccolta differenziata, per cui mi viene da pensare che i bimbi crescendo, più che dalla scuola, apprendono dai genitori.

Una barbarie dunque di piccoli gesti quotidiani che denotano scarso senso civico e una praticamente inesistente cultura dell’ambiente.

Ma accanto a questa micro inciviltà (che poi tanto micro non è), vi sono anche spregiudicati comportamenti delinquenziali come quello scoperto dai Carabinieri Forestali di Acqui Terme che hanno sindividuato nei dintorni della città una vera e propria discarica abusiva gestita da due marocchini di 63 e 37 anni.

Su circa un ettaro di terra infatti sono stati accumulati, non si sa ancora da quanto tempo perché le indagini sono in corso, ingenti quantitativi di rifiuti di diversa origine e categoria assimilabili a “rifiuti urbani, speciali e pericolosi”, come emerge dal verbale redatto dai Carabinieri.

Dalla tipologia dei rifiuti rinvenuti, sembra che questa discarica sia collegata ad una attività di “svuota cantine”, ed è su questo versante che si sta concentrando l’attività investigativa degli inquirenti che hanno provveduto, su disposizione dell’autorità giudiziaria, a mettere sotto sequestro tutta l’area interessata.

Al di là della lodevole operazione della Forestale, resa possibile anche per diverse segnalazioni anonime, resta il fatto che, non basterebbero tutti i carabinieri del mondo a far rispettare le regole in tale materia, perché l’unica vera tutela dell’ambiente sta nella cultura e nel senso civico della gente.

E se c’è, c’è, altrimenti il mondo sarà destinato a diventare un’enorme pattumiera!!!!!!

Gian Battista Cassulo

Nella foto in alto i Carabinieri della sezione Forestale di Acqui Terme durante le operazioni di sequestro della discarica abusiva di Acqui Terme.

Nella foto in basso un possibile scenario del nostro futuro

RICORDI DI VIAGGIO: A ZONZO PER RONDINARIA

RICORDI DI VIAGGIO: A ZONZO PER RONDINARIA

Riordinando il nostro archivio fotografico e TV , ci è saltato agli occhi questo filmato che girammo nel maggio del 2016 per far conoscere ai nostri lettori Rondinaria (la mitica città dei paesi compresa tra Novi e Ovada) e i suoi angolini più scenografici, nonché alcune eccellenze del suo territorio.

Il 2016 per noi de “l’inchiostro fresco” è stato un anno epico, perché è stato l’anno che, con la scelta di trasferire la redazione a Novi Ligure, ha rappresentato il nostro vero radicamento sul territorio, trovandoci, con Novi al vertice, alla punta di un ideale triangolo i cui altri due vertici erano a Masone, dalla parte della valle Stura, e a Busalla, dalla parte della Valle Scrivia.

Ma già guardavamo a Urbe e a Sassello e a tutto il parco del Beigua!!!!

Ecco a voi quel filmato ormai…… d’epoca!!!!!

Gian Battista Cassulo

Nella foto in alto a titolo di esempio della vitalità dell’associazionismo in zona la Pro loco di Mantovana

TRISOBBIO: UNA SERATA D’AUTORE

TRISOBBIO: UNA SERATA D’AUTORE

Un sabato diverso all’insegna della buona musica. Questo il programma che vi propone Trisobbio sabato 24 agosto alle ore 21,15 nella parrocchia di N.S. dell’Assunta.

L’organo e la voce, questo il titolo del concerto sacro che verrà proposto al pubblico dal tenore Simone Barbato accompagnato all’organo da Daniela Scavio.

Due artisti ormai conosciuti dal grande pubblico che sapranno certamente offrire uno spettacolo degno della loro ottima preparazione.

L’ingresso è libero ad offerta ed i fondi raccolti serviranno a sostenere l’azione dell’Associazione “Need you onlus” di Acqui Terme che si occupa di dare sostegno ai bambini di Bukavu in Congo.

Un motivo in più questo, per andare sabato prossimo a Trisobbio!!!!!

Gian Battista Cassulo

Un appuntamento speciale per il 22 agosto 2019 a Novi Ligure

Un appuntamento speciale per il 22 agosto 2019 a Novi Ligure

Novi Ligure – Prosegue la tournée di presentazioni del libro di Massimo OliveriAndar per schegge tra sogno e follia“, un’emozionante riflessione autobiografica che intreccia vita e sport, passione e coraggio, audacia e temerarietà.

L’autore lo presenterà, dialogando con il giornalista Marco Gotta, giovedì 22 agosto alle ore 18 presso il Circolo Ilva di Novi Ligure.

Il libro è sostanzialmente un’analisi introspettiva che non lascia spazio alla retorica, ma rappresenta un messaggio diretto, forte, da rivolgere soprattutto ai giovani che si affacciano alla vita facendo dello sport una straordinaria occasione di crescita personale.

Marta Calcagno

A PROPOSITO DI MIGRANTI: L’ITALIA E’ IL PAESE PIU’ BELLO DEL MONDO

A PROPOSITO DI MIGRANTI: L’ITALIA E’ IL PAESE PIU’ BELLO DEL MONDO

Leggo oggi su “La Stampa” del 19 agosto 2019 a pag. 3 un articolo a firma di Francesco Grignetti e titolato: “La Spagna ora apre il porto più vicino, ma l’equipaggio rifiuta”.

L’articolo in questione si riferisce alla vicenda della Open Arms, nave battente bandiera spagnola, che, dopo aver effettuato, al largo della Libia, il trasbordo di un gruppo di migranti sin là trasportati a bordo di un gommone dai “trafficanti di uomini”, è entrata, eludendo le disposizioni del nostro Governo, nelle nostre acque territoriali.

La Open Arms, dalla quale il Ministro degli Interni ha permesso sin da subito, per ragioni mediche, lo sbarco di sei donne e tre uomini, è ormai dai primi di agosto al largo di Lampedusa e a bordo, dove sono stipati oltre 100 migranti, la tensione è alle stelle.

Eppure con soli sette giorni di navigazione la Open Arms potrebbe andare a gettare l’ancora in un porto della sua patria natia, la Spagna, a maggior ragione oggi che il suo premier Pedro Sanchez ha dato il via libera allo sbarco.

Il governo spagnolo infatti ha proposto al comandante della Open Arms di attraccare nel porto di Algeciras, nei pressi di Gibilterra, quindi ad un tiro di schioppo dalle coste del continente africano, ma il Comandante molto cortesemente ha rifiutato l’offerta.

Il governo spagnolo non si è dato per vinto ed ha offerto altre due appetibilissime opzioni: o attraccare a Palma de Maiorca o alle Baleari.

Ma anche queste due note località turistiche molto ambite dal jet set internazionale non sono state di gradimento al Comandante della Open Arms che continua a rimanere alla fonda davanti a Lampedusa, con il suo carico umano.

Tutto questo è quanto si legge nell’articolo sopra citato.

A noi italiani, al di là della triste vicenda dei migranti fuggiti da quella Libia destabilizzata da Francesi, Inglesi e Americani (con il sostegno dell’allora Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano), la cosa ci riempie di orgoglio perché questo fatto dimostra quanto il nostro Paese sia apprezzato nel mondo, addirittura anche da chi è allo stremo.

Altro che Palma de Maiorca, altro che le Baleari, è l’Italia la terra da tutti agognata.

Perché l’Italia è il paese più bello del mondo: è la terra dei sogni!!!!

W l’Italia e un grazie di cuore alla Open Arms per lo schiaffo morale che ha dato alla Spagna, disdegnandone le sue patinate località turistiche, preferendo la nostra bella e impervia Lampedusa!!!!!

Gian Battista Cassulo

Nelle foto nell’ordine: Algeciras (Gibilterra), Palma de Maiorca, Baleari e una cartina del mare nostrum

IL TEATRO DI SASSELLO NON DELUDE MAI: ANCHE QUEST’ANNO HA FATTO L’EN PLEIN

IL TEATRO DI SASSELLO NON DELUDE MAI: ANCHE QUEST’ANNO HA FATTO L’EN PLEIN

Da una nostra lettrice di Cairo Montenotte riceviamo – e con grande disponibilità pubblichiam – questa nota che ci è giunta in redazione sullo spettacolo “ferragostiano” che si è svolto a Sassello ed interpretato da “Giovani virgulti e vecchie carampane” per una serata di varietà in allegria.

È una bella lettera che merita diritto di tribuna.

E noi glielo concediamo ben volentieri!!!!!

Gian Battista Cassulo

Gent.mo Sig. Direttore

Buongiorno, sono a scriverle alcune righe a proposito della Compagnia del Teatro di Sassello, poiché credo fermamente che queste coraggiose realtà vadano incoraggiate e sostenute!!

In occasione del Ferragosto sono tornata a Sassello per incontrare amici ed assistere allo spettacolo ivi rappresentato dalla compagnia del Teatro locale.

Con il ricordo del precedente spettacolo cui avevo partecipato a Natale 2017, mi sono apprestata ad andare ad assistere alla rappresentazione con alcuni amici…e con una certa ansietà: ovvero con il forte dubbio che questa volta avrebbero potuto deludermi (spesso accade che la seconda esperienza non sia all’altezza della prima).

Arriviamo verso le 21 in una piazza già gremita di gente, ingresso libero, posti a sedere già esauriti e molta gente in piedi. Sul palco c’è ancora parecchio movimento “tecnico” …scale, gente che va avanti e indietro… (o mamma lo sapevo!), pare abbiano avuto problemi tecnici, sapevo che non sarei dovuta venire!!!

Al buio attaccano a cantare……..ma ci spiegano che si tratta solo di prove che in realtà avrebbero dovuto fare un paio d’ore prima…… sono sempre più convinta che sarebbe stato meglio rimanere a casa, oltretutto faccio anche una figura del cavolo con gli amici che ho convinto a seguirmi!!

Verso le 21:20 si inizia…. con una premiazione dell’AVIS… mah!!!

Poi finalmente i ballerini salgono sul palco…. buio, silenzio,,, sempre silenzio…i ballerini si guardano perplessi…. poi ci informano che manca il fonico perché ha dovuto cambiarsi in seguito alla faticata fatta per rimediare ai problemi tecnici (pare siano fuori uso i radiomicrofoni)…… e finalmente si va!!!!!!!!!

A dispetto di tutti i problemi tecnici (e qualche cavo di troppo) lo spettacolo è fluido, è un susseguirsi incalzante di monologhi, coreografie, brani musicali eseguiti dal vivo (con tanto di strumentisti sul palco) e scenette.

I monologhi e le scenette sono originali ed esilaranti ed il livello recitativo elevato.

Le corografie spaziano dalla danza contemporanea all’hip hop passando per la video dance. i brani musicali degni del festival di Castrocaro. bravi i cantanti e bravi i musicisti! (Gli amici mi accusano di aver barato, di averli portati ad uno spettacolo di professionisti e non amatoriale come da me affermato.)

Ma l’apoteosi si raggiunge quando annunciano ed eseguono “Morandian Rapsody“, ovvero parole delle più famose canzoni di Morandi cantate sulle note dei Queen. Il pubblico si infiamma e chiede il bis!!!

Dopo ancora alcuni sketch divertenti, il finale prevede una coreografia che ci lascia a bocca aperta, non solo per la capacità di esecuzione, ma anche per l’intensità interpretativa.

In conclusione il Teatro di Sassello non mi ha deluso neppure questa volta, anzi hanno superato loro stessi!

Lasciamo la piazza con la certezza che torneremo ancora a vedere i loro spettacoli e con la speranza che, se il Teatro di Sassello (come ci hanno detto) è attivo da oltre 40 anni, lo possa essere per almeno altri 40. BRAVI RAGAZZI!!!!

Gentile Direttore, le ho scritto confidando nella Sua attenzione perché, in quest’epoca di povertà culturale, le mie parole possano contribuire a dare visibilità all’esperienza coraggiosa di questo piccolo paese!

RingraziandoLa per l’attenzione, Le porgo i miei più cordiali saluti. 

Gianna C –

Cairo Montenotte

Le foto sono state scattate da Franco Galatini

CONCERTO ITINERANTE CAMPO LIGURE 2019

CONCERTO ITINERANTE CAMPO LIGURE 2019

Nel servizio precedente apparso su queste nostre pagine web, vi abbiamo portato in Val Borbera e in Val Curone alla scoperta di Dernice, un paesino lillipuziano immerso nel verde.

Ora, scavalcando addirittura tre valli, la Valle Scrivia, la Val Lemme e la Valle dell’Orba, con le nostre telecamere vi portiamo nel cuore della Valle Stura e precisamente a Campo Ligure, dove la nostra troupe composta da Fausto e Giacomo Piombo ci ha inviato questo servizio.

Si tratta di una breve testimonianza su una iniziativa di grande interesse e di sicuro spessore culturale: il Concerto itinerante 2019 che questa volta ha fatto tappa nella bella piazza centrale di Campo Ligure, che noi chiamiamo la “piazza dalle facciate dipinte”.

Nell’attesa di un servizio più completo eccovi questa anticipazione e per quanto riguarda le nostre escursioni nelle terre dove si legge “l’inchiostro fresco” non è finita qui.

Domani vi porteremo là dove nasce l’Orba, ovvero alle falde del Faiallo in quel di Urbe, in provincia di Savona. Un servizio tutto da vedere!!!!

Gian Battista Cassulo

Alla scoperta di Dernice, “Poste Italiane” ha installato il primo Postamat in paese

Alla scoperta di Dernice, “Poste Italiane” ha installato il primo Postamat in paese

La presenza di Poste Italiane si estende ai Piccoli Comuni senza Ufficio Postale, realizzando il programma dei dieci impegni presentato ai “Sindaci d’Italia” dall’AD Matteo Del Fante il 26 novembre scorso

Poste Italiane ha inaugurato il 16 agosto 2019 un nuovo sportello automatico ATM Postamat nel Comune di Dernice, in provincia di Alessandria, presso il quale risiedono circa 180 abitanti.

Il Sindaco di Dernice, Carlo Buscaglia, e la Direttrice di Filiale di Alessandria 2, Cetty Restuccia, hanno salutato con reciproca soddisfazione l’inaugurazione dell’ATM Postamat.

Le installazioni sono parte di un più ampio progetto che ha l’obiettivo di estendere la presenza capillare di Poste Italiane nei territori non direttamente serviti da un Ufficio Postale per meglio soddisfare le esigenze delle comunità locali come promesso nei “dieci impegni” per i piccoli Comuni presentati dall’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, in occasione dell’incontro con i “Sindaci d’Italia” dello scorso 26 novembre a Roma.

L’effettiva realizzazione di tali impegni è consultabile sul nuovo portale web all’indirizzo www.posteitaliane.it/piccoli-comuni.

Disponibili sette giorni su sette ed in funzione 24 ore su 24, gli ATM Postamat consentono di effettuare operazioni di prelievo di denaro contante, interrogazioni su saldo e lista dei movimenti, ricariche telefoniche e di carte Postepay, accanto al pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale.

I nuovi Postamat di ultima generazione possono essere utilizzati dai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai possessori di carte Postepay.

Gli sportelli sono anche dotati di monitor digitale ad elevata luminosità e di dispositivi di sicurezza innovativi, tra i quali una soluzione anti-skimming capace di prevenire la clonazione di carte di credito e un sistema di macchiatura delle banconote.

L’iniziativa è coerente con i principi ESG sull’ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.

Roberto Patuano

Perché non adottare il “modello Lega” per il Ponte Morandi?

Perché non adottare il “modello Lega” per il Ponte Morandi?

È ormai passato un anno tondo, tondo da quel tragico 14 agosto 2018, quando il ponte Morandi è collassato trascinando con sé morte, distruzione e stravolgendo l’intero quadro urbanistico di un’intera città come Genova, mettendo in ginocchio l’economia del più grande porto del Mediterraneo e gettando nella crisi le relazioni commerciali di tutto il Nord Italia.

Chi i colpevoli, o meglio il colpevole di tutto questo?

E parlo al singolare di “Colpevole”, perché, più che attuare il solito maxi processo con nugoli di indagati ed eserciti di avocati e periti di parte, sarebbe meglio individuare il colpevole. Uno, uno solo, ovvero chi traeva profitto da quell’opera poi collassata.

E dunque il “colpevole” altro non è che il proprietario (o concessionario) che ha incassato i pedaggi per fare transitare gente e mezzi su quel ponte che, come ancora oggi hanno evidenziato particolari foto scattate da un satellite, era prossimo al crollo.

Qualcuno potrebbe dirmi: perché parli di “proprietario” e non di “Stato”?

La risposta è semplice: perché nell’anno domini 1999 il governo D’Alema privatizza la rete autostradale italiana, che sino a quella data era in mani pubbliche.

Nel 1950 infatti all’interno del gruppo IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale, nato nel 1933 e diventato, nel secondo dopoguerra, una delle più grandi aziende a livello mondiale) fu creata una società (la “Società Autostrade Concessioni e Costruzioni Spa”, che nel 1987 verrà poi quotata in Borsa) per costruire e gestire la nascente rete autostradale italiana.

Nel 1956, questa Società inizierà i lavori per la realizzazione dell’Autostrada del Sole che verrà inaugurata, dopo soli otto anni di lavoro, nel 1964 e che unirà anche visivamente il Paese tra Nord e Sud.

Possiamo dunque dire che tutte le strade e autostrade costruite in Italia dal 1950 in poi (grazie anche ai fondi del Piano Marshall), siano state realizzate dalla mano pubblica (cioè dallo Stato, cioè da tutti noi), ovvero dall’IRI che, grazie ad una convenzione firmata nel 1956 dalla sua consociata Società Autostrade con ANAS, si occuperà anche della manutenzione.

Ma il vento di Tangentopoli, dal 1992 in poi fa cadere la nostra classe politica in preda alla “febbre delle privatizzazioni” e così, invece di riordinare l’assetto burocratico/organizzativo degli Enti pubblici, si getta via “l’acqua sporca e il bambino”, dismettendo tutto quello che si poteva dismettere, dai treni alle strade, alle telecomunicazioni, agli aerei e forse anche, speriamo di no, alla sanità.

E così al grido “privato è bello” nel 1999, come già detto, il governo D’Alema (ci voleva un ex comunista per scoprire il privato?) privatizza le autostrade che cadono in mano ad una cordata capitanata da un imprenditore di grido, che per la modesta cifra di 5 mila miliardi di lire (non si poteva almeno aspettare l’avvio dell’Euro?), diventa il dominus della rete autostradale italiana.

Ed ora, negli anni in cui si sta andando su Marte, ironia della sorte siamo ritornati al Medioevo, quando per passare su un ponte dovevi pagare il dazio al feudatario della zona!!!!!

Ma se almeno i feudatari i un tempo proteggevano le loro popolazioni, questi nuovi nobili della sorte dei loro sudditi sembra che poco se ne importino, perché da quello che sta emergendo, sul Morandi ci hanno fatto transitare carichi che ai tempi della sua progettazione nemmeno si pensava potessero esistere e la manutenzione, almeno da quanto appare dai vari servizi giornalistici, lasciava alquanto desiderare.

Di chi dunque la colpa? Il nome non lo dico, nemmeno sotto tortura, perché fare certi nomi ormai qui in Italia è diventato pericoloso.

Mi limiterò a dire semplicemente “il proprietario della struttura” o meglio lo chiamerò “Iddu”.

Dovrebbe essere la Magistratura ad avere questo coraggio che io non ho, ma la magistratura mi sembra che ad oggi vada avanti come un bradipo.

Eppure un modello da seguire ce lo avrebbe. È il modello Lega, tra l’altro attuato proprio dalla Procura di Genova.

Come si legge infatti in un articolo titolato “La vera storia dei 49 milioni della Lega, ecco chi rischia nei vari filoni d’indagine” di Matteo Indice, apparso su Il secolo XIX del 8 luglio 2018, la Procura, a fronte di un mal utilizzo di 500 mila euro e di un azzardato investimento di sette milioni di euro investiti nel settore diamantifero in Tanzania, ha bloccato l’intero patrimonio della Lega Nord per un totale di 49 milioni di euro.

Il Procuratore ha fatto bene perché in tal modo ha tutelato gli interessi di tutti noi cittadini in quanto i 49 milioni di euro provengono da rimborsi elettorali e devono servire al partito per gestire la sua attività politica e non per fare investimenti o sperperarli.

Ma allora perché quello stesso Procuratore non ha pensato di bloccare in via cautelativa l’intero patrimonio di “IDDU” ovvero del “PROPIETARO” (o CONCESSIONARIO) del Ponte Morandi, su cui rifarsi, un domani accertate tutte le responsabilità, per un danno molto, ma molto superiore ai 49 milioni di euro?

Gian Battista Cassulo