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Cari amici de “l’inchiostro fresco” grazie per gli auguri che mi avete fatto!!!!

Cari amici de “l’inchiostro fresco” grazie per gli auguri che mi avete fatto!!!!

Il 31 luglio 1945 alle ore 16,30 a Capriata d’Orba, in via Unità 13, sono nato io.

Dopo sei giorni su Hiroshima, il 6 agosto, gli americani sganciarono la prima bomba atomica dell’umanità e poi, il giorno 9, ripeterono l’esperimento su Nagasaki.

Al Giappone, già in ginocchio, non restò che firmare la resa e con questo terminò definitivamente la Seconda Guerra Mondiale per poi iniziarne di lì a poco un’altra: la Guerra Fredda chiusa il 9 novembre 1989 con la caduta del Muro di Berlino.

Forse un po’ di quelle radiazioni “bombarole” sono giunte anche a Capriata proprio mentre stavo facendo i miei primi vagiti, perché, nonostante oggi compia 74 anni, direi molto ben portati, mi sembra di essere un eterno ragazzino e proprio alle cose serie, come fanno i grandi, non ci penso minimamente.

Normalmente alla mia età si guarda al breve periodo lasciando i grandiosi progetti a chi ha più tempo davanti.

I miei coetanei li vedo placidamente seduti sulle panchine o passeggiare su e giù senza tempo oppure andare sempre dal medico a farsi misurare la pressione.

Io invece mi ritrovo continuamente indaffarato e anche stasera sono qui alla scrivania de “l’inchiostro fresco” fantasticando di trasformare questo foglio d’informazione locale in una TV.

Già in questa direzione ho iniziato a fare i primi passi con gli amici di Masone, con Fausto Piombo in testa, e con la bravissima Ilenia Procopio di Campo Ligure, che per “l’inchiostro” ha creato un bellissimo sito, ho già ora la possibilità di mettere in rete i nostri reportage.

Con l’amico Sergio Scolaro, poi, abbiamo già predisposto la redazione per le video conferenze dotando ogni computer della sua telecamera con annesso video programma!!!!

Ma vorrei fare di più e concretizzare questo mio progetto allestendo qui davanti alla nostra redazione di Largo Valentina, dove ci sono alcuni locali desolatamente vuoti,  degli “studios”.

Pensate come sarebbe bello vedere un via vai di gente, chi per fare interviste, chi per proporre uno spettacolo, chi per fare un Telegiornale. Gente giovane e gente allegra!!!

Sarò incosciente? No, semplicemente, ho voglia di sognare e sin che posso, ho voglia di fare qualcosa di utile. Almeno lo spero!!!!!

Forse le radiazioni di quella bomba mi hanno dato una incredibile carica che stenta ad esaurirsi!!!!

Vi farò comunque sapere, per ora altro non mi resta che ringraziare tutti gli amici che in rete mi hanno fatto gli auguri e che, essendo così tanti e non potendo rispondere ad uno a uno come vorrei, mi limito a questo mio salutone ma che però è veramente sentito!!!!!

GRAZIEEEEEEE!!!!!! 

Un abbraccio da Gian Battista Cassulo, per gli amici GB

Ecco un bel ricordo di un mese di luglio: il concerto di StefanoD

Ecco un bel ricordo di un mese di luglio: il concerto di StefanoD

Abbiamo da poco terminato qui in Largo Valentina a Novi Ligure il gran lavoro per gli allestimenti dei “Venerdì di luglio“.

Ne siamo usciti “distrutti” per il gran da fare, ma soddisfatti per i grandi consensi ricevuti.

Erbaflor, Rebora e Tima, i principali sponsor che con noi de “l’inchiostro fresco” si sono accollati onori e oneri per queste serate estive, sono rimasti più che contenti, non solo per la promozione che hanno avuto per i loro esercizi commerciali , ma anche e soprattutto perché hanno contribuito a vitalizzare un angolo di città molto bello ma negli anni passati trascurato.

Adesso sono qui in redazione a visionare i vari filmati delle serate dei Venerdì e mi ha particolarmente colpito questo di StefanoD che ora vi propongo.

E lo faccio con piacere perché StefanoD è un artista che si merita questa nostra attenzione.

Gian Batista Cassulo

Largo Valentina in festa per i “Venerdì di Luglio” 2019

Largo Valentina in festa per i “Venerdì di Luglio” 2019

Sono stati questi del 2019 quattro “Venerdì di Luglio” ricchi di eventi e di emozioni.

Gli eventi hanno ricalcato il calendario dello scorso anno, ma le emozioni sono state più forti perché sul palco abbiamo ritrovato gli amici d’un tempo.

Abbiamo con loro concretizzato un sodalizio che andrà avanti negli anni, magari in altre location, ma il segno di queste serate resterà nei nostri cuori.

Abbiamo cercato di regalare a Novi e a noi stessi alcune serate di spensieratezza all’insegna però della cultura, delle tradizioni e dei prodotti tipici locali.

Tutto in una piazza, tutto in un angolo di Novi, tutto fatto con i semplici mezzi dell’associazionismo di base.

Ci riamo riusciti. Speriamo proprio di sì e ricordiamoci che le cose semplici, anche un po’ artigianali, sono sempre le cose migliori!!!!

Chiudiamo questo nostro articolo con una nota: per non fare preferenze, volevamo scegliere una foto di copertina di carattere generale, ma, visionandole tutte, l’imbarazzo della scelta era molto.

Quella però che più ci ha fatto stringere il cuore è stata la foto che ha ritratto tre bambine che, un po’ titubanti, mentre si avvicinavano al palco degli Audio 80 per fare i complimenti al gruppo e allora abbiamo messo questa foto che bene riassume l’atmosfera delle nostre serate!!!!

Ma qui di seguito c’è il video con gli spezzoni di tutti i “Venerdì”. Buona visione!!!!!!

La redazione de “l’inchiostro fresco

In un bel palazzo del Centro storico di Ovada, una mostra d’autore

In un bel palazzo del Centro storico di Ovada, una mostra d’autore

Nella Sala Cereseto in Ovada (Piazza Cereseto) è aperta fino al 6 Agosto 2019 la grande mostra “Arte varia” con opere degli artisti Mario Limberti, Leonarda Siracusa, Salvatore Cianciolo e Anna Ravera.

Tutte le opere esposte sono molto belle e realizzate con tecniche diverse. 

Una mostra che merita assolutamente di essere visitata e che ha avuto l’apprezzamento del grande artista internazionale Raymond Verdaguer.

Il nostro corrispondente in zona, Pietro Caneva, sta preparando un reportage che proporremo quanto prima ai nostri lettori.

Giovanni Sanguineti

Un salto nel lontano ‘600: la rinascita dell’antico feudo dei Fieschi, Casella

Un salto nel lontano ‘600: la rinascita dell’antico feudo dei Fieschi, Casella

Il paese di Casella, in una normale domenica estiva assomiglia a molti altri dell’entroterra genovese; assolato, silenzioso e semi deserto.

Ma la scorsa domenica 21 luglio 2019 il piccolo centro si è movimentato dissotterrando la sua antica anima secentesca, grazie all’Associazione storico culturale “Corte Fieschi” nata circa due anni fa dalla separazione di una parte dei soci di un’altra associazione del luogo.

Tra i nostri principali obbiettivi c’era quello di ricreare l’antico mercato storico che il conte Urbano Fieschi istituì nell’anno 1691 proprio a Casella perché, insieme a Savignone, non parteciparono alla congiura della famiglia Doria contro di loro nel 1547 – ci informa il presidente dell’associazione, la signora Gabriella Bovio continuando – Andato purtroppo perduto poi nei meandri della storia, delle distruzioni e delle ricostruzioni del comune. Partendo da questo punto, ricreando a mano gli abiti storici e le antiche bancarelle, quest’anno però abbiamo voluto apportare anche un omaggio ad un grande personaggio transitato di qui in quell’epoca Leonardo da Vinci”.

La nostra gentilissima interlocutrice, in elegante abito blu, infatti riporta con documenti alla mano il passaggio del grande genio toscano proprio dal piccolo paese di Casella trovandosi sull’antica Via del Sale utilizzata dal grande per i suoi spostamenti tra Milano, Casale Monferrato e Genova.

Ad effettuare insieme a lei la ricerca il professore di musica e storico del luogo, Gian Enrico Cortese, che è riuscito a scovare disegni del genio ritraenti il ponte di Montoggio (comune confinate con Casella) e che testimonierebbero il passaggio appunto sulla Via del Sale.

Quello che possiamo di certo dire è che tra le bancarelle, le persone in costume e i “quadri viventi” rappresentanti le maggiori opere di Leonardo, Casella, in modo semplice, ha espresso una gioia di vivere e un piacere della condivisione raro nelle megalopoli di cui sentiamo spesso parlare alla tv.

Fausto Cavo

UN NOVESE CHE SI STA FACENDO ONORE

UN NOVESE CHE SI STA FACENDO ONORE

Giuseppe Cavo Dragone, anche se è nato ad Arquata Scrivia, per tutti è un novese doc perché ha sempre abitato qui e al mattino di moti anni fa, quando ancora facevo il pendolare, lo vedevo sempre prendere il treno per Genova e spesso e volentieri scambiavamo durante il viaggio due parole.

Cavo Dragone ha sempre avuto il pallino del giramondo e proprio per questo era entrato in Marina, per conoscere il mondo!!!!!

Me lo ricordo giovane e ancora spensierato, perché non gravato dagli oneri del comando, con la divisa da cadetto mentre in stazione stava aspettando sul secondo binario il treno per Livorno e lo salutai con vero piacere.

L’ho rivisto poi molto tempo dopo quando già era diventato Comandante della Amerigo Vespucci e non ho potuto fare a meno di invitarlo a visitare la redazione de “l’inchiostro fresco” a Capriata d’Orba.

Accettò l’invito con molta semplicità e noi, grazie anche all’attivismo della nostra redattrice dell’epoca, l’indimenticabile Sabrina Cazzulo, gli preparammo un piccolo ricevimento con tanto di presenza dell’allora sindaco di Capriata, Pier Sandro Cassulo, che aveva svolto il servizio militare di leva in marina a La Spezia col grado di Sottocapo.

Adesso Giuseppe Cavo Dragone, con il grado di Ammiraglio di Squadra, è diventato Capo di Stato Maggiore della Marina militare italiana.

Un onore per tutti noi!!!!!

Gian Battista Cassulo  

Nella foto: Giuseppe Cavo Dragone con il sindaco di Capriata d’Orba, Pier Sandro Cassulo e Sabrina Cazzulo nel novembre del 2008 nella redazione de “l’inchiostro fresco” a Capriata d’Orba.

PECUNIA OLET O NON OLET?

PECUNIA OLET O NON OLET?

Cari lettori de “l’inchiostro fresco”

Oggi in posta elettronica ho trovato una mail di “Piattaforma comunista” titolata: “La vicenda Lega-Russia e l’unione delle forze proletarie”, dove sostanzialmente viene messo all’indice e con dure reprimende il comportamento della Lega e di Salvini, in particolar modo.

Personalmente mi sono sentito in dovere di rispondere nei termini seguenti.

Sperando di trovare in voi una gentile condivisione, porgo i miei più cordiali saluti

Gian Battista Cassulo

Cari amici di Piattaforma Comunista

nella questione Salvini/Russia, se mai esiste, personalmente non vedrei nulla di scandaloso. È normale che i partiti politici allaccino relazioni internazionali, soprattutto in una fase storica come la nostra che vede imperare la globalizzazione. E i finanziamenti fanno parte di queste relazioni, come segno tangibile di collaborazione, quando ciò non va naturalmente a confliggere con gli interessi dello Stato.

La Democrazia Cristiana per decenni è stata finanziata dagli Stati Uniti. Lo sapevano tutti ma nessuno vi ha mai visto lo scandalo. Semmai lo scandalo vi è stato, ad esempio, per il caso Lockheed, dove si lucrava su una fornitura militare a scapito delle finanze dello Stato.

Il finanziamento della D.C. da parte degli U.S.A., tramite la C.I.A., avveniva nel quadro dell’allora Guerra fredda, e la D.C. nell’Italia dell’epoca che, dopo la Conferenza di Yalta, si era venuta a trovare al di qua della Cortina di ferro, rappresentava per gli Alleati, ma soprattutto per gli U.S.A. un interlocutore politico affidabile.

Anche il P.C.I. dell’epoca viveva sui finanziamenti esterni. L’allora Unione Sovietica vedeva in questo partito il suo interlocutore privilegiato da usare come grimaldello per incrinare l’Alleanza atlantica e grazie a questi finanziamenti il P.C.I. dell’epoca riuscì per anni a mantenere la sua costosissima struttura burocratico/elefantiaca che poteva contare su una fitta rete di militanti (le cellule) e di sezioni sparse per tutta la penisola, diventando il più forte Partito Comunista dell’Occidente. Ma con la caduta del Muro di Berlino, come la storia ci ha insegnato, il P.C.I. (ma anche la D.C.), divenuto anacronistico in un mondo non più retto dall’equilibrio del terrore, si è sciolto come neve al sole, proprio perché non viveva di luce propria.

C’è da dire che se la D.C. incamerava “dollari”, anche se fatto non condivisibile, però, per lo meno, li prendeva da un Paese “amico” perché quello era il quadro delle alleanze internazionali, mentre il P.C.I. incassava rubli da un paese “nemico” perché l’U.R.S.S. faceva parte del Patto di Varsavia, che stava sulla trincea opposta al quello della NATO.

Questi sono due macro esempi di finanziamento esterno a partiti (che accadevano e accadono non solo nel nostro Paese, ma è storia comune anche a d altri Stati), tanto è vero che nella terminologia classica si parla nel caso della D.C. e del P.C.I. di partiti a “legittimazione esterna”. E per anni nessuno ci ha visto nulla di male, anzi gli esponenti del P.C.I. avevano in Crimea e a Cuba le loro spiagge riservate, mentre i democristiani erano ricevuti con tutti gli onori alla Casa Bianca.

Cosa diversa invece è quando il finanziamento ai partiti va ad incidere illecitamente sulle casse dello Stato, come nel caso del Ministro Guidi, ai tempi del Governo Renzi, che era uscita di casa alle quattro del mattino per andare a firmare un provvedimento a favore della Total, della quale era responsabile per l’Italia il suo compagno (che la trattava peggio di “una serva del Guatemala”) e che danneggiava gli interessi dell’ENI.

Lì sì che c’era da rabbrividire, ma a quei tempi il governo era targato PD e quindi tutto era lecito, anche sottrarre democrazia agli elettori cancellando i Consigli Provinciali facendo passare l’operazione come soppressione delle Province che invece sono ancora lì, integre nella loro struttura burocratico/amministrativa, anche se alleggerite nei fondi disponibili.

Quindi cari amici di Piattaforma comunista, personalmente non ci vedrei nulla di illecito in questi accordi sovranazionali, perché non vanno a toccare le risorse interne, come invece lo fu nel caso Lockheed e più recentemente nel caso Total.

Personalmente sono convinto che per risanare la nostra struttura produttiva, e quindi la nostra economia, occorra sul piano burocratico ritornare allo Stato PROPRIETARIO DI TUTTE LE SUE INFRASTRUTTURE e sul piano operativo fare in modo che il CAPITALE sia nelle stesse mani del LAVORO, ovvero riconoscere il diritto ai lavoratori di collaborare alla gestione delle aziende dove sono impiegati. Come del resto cita l’art. 46 della Costituzione.

Ciò ad esempio impedirebbe casi come quelli della PERNIGOTTI di Novi Ligure.

Ma per sostenere questo programma occorrerebbe stimolare nella gente un alto senso di “Cittadinanza attiva” dove i Doveri vengono prima dei Diritti. Lo diceva Mazzini, ma chi si ricorda di Mazzini?

Un cordialissimo saluto da parte di

Gian Battista Cassulo

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DI VERO PREGIO

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DI VERO PREGIO

Come al solito Elisabetta Goggiha colpito ancora”. E frase migliore di questa non c’è per definire la mostra che la giovane fotografa novese ha proposto, presso la Galleria Pagetto, a Novi Ligure ai suoi concittadini e non.

Dal 5 al 16 luglio, a cura dell’associazione culturale “Noviterzapagina”, sono tati infatti esposti nei saloni della Galleria Pagetto, sita nella centralissima Via Girardengo, gli scatti più significativi che Elisabetta Goggi ha “rubato” all’interno del teatro Romualdo Marenco, prima ancora del suo recupero storico e rimasto a lungo chiuso ed ora prossimi alla sua riapertura.

Una riapertura questa da molti anni attesa da una città come Novi che, come dice lo storico locale Andrea Scotto nel presentare la mostra, cade su un terreno fertile come già lo fu al momento della sua inaugurazione, perché già allora il “terreno culturale era già pronto da tempo ad usufruire di un teatro come il Marenco (allora intitolato al Re Carlo Alberto) al momento della sua inaugurazione: dagli studi di Serafino cavazza sappiamo che, presso l’antico Ospedale, già nel XVII secol si svolgevano spettacoli teatrali ad uso delle famiglie nobili, novesi e genovesi, che in città abitavanogli splendidi palazzi del Centro Storico”.

Elisabetta Goggi, che coltiva da anni la passione per la fotografia ma che si è anche sottoposta a seri studi, come quelli seguiti presso l’Accademia Ligustica di Genova, per impossessarsi al meglio delle tecniche per l’uso della macchina fotografica, che potremmo definire i nuovi pennelli dell’arte contemporanea, ha già vinto numerosi premi.

Il più ambito forse è stato il primo premio conseguito al concorso “Acqua e ferro” ed ha pubblicato diversi album.

Elisabetta Goggi è laureata in Storia dell’Arte e Valorizzazione del Patrimonio.

Una laurea che in un Paese come il nostro, che ospita il 90% delle belle arti mondiali, dovrebbe essere in cima a tutte le classifiche.

Gian Battista Cassulo

Nella foto Elisabetta Goggi premiata dal sindaco di Novi Ligure, Gian Paolo Cabella

LE PASQUINATE – LA DIFFERENZA TRA UNO STATO DEMOCRATICO E UN’ACCOZZAGLIA DI FURBASTRI: OVVERO DOPO IL “MORANDI”, L’ALITALIA

LE PASQUINATE – LA DIFFERENZA TRA UNO STATO DEMOCRATICO E UN’ACCOZZAGLIA DI FURBASTRI: OVVERO DOPO IL “MORANDI”, L’ALITALIA

In uno Stato che si rispetti, che tutela i suoi cittadini garantendone i diritti e facendo rispettare i doveri, quando una Società concessionaria di un servizio pubblico, come quella dei Benetton, che è implicata in un’inchiesta per il crollo di un viadotto che aveva in uso e del quale doveva garantirne la manutenzione, viene scelta (e adulata) per partecipare al salvataggio di un’altra società di servizio pubblico, l’Alitalia, allora c’è da chiedersi se esiste lo Stato o se siamo in mano ad una accozzaglia di furbastri, pronti a sfruttare ogni opportunità di guadagno.


Già stiamo assistendo per il “Morandi” ad un’inchiesta dove il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova, procedendo alla velocità di un bradipo, ha mandato avvisi di garanzia a tutti tranne ad un indirizzo: quello dei Benetton, che agli occhi di noi poveri tapini a questo punto sembrano dei semidei, quasi degli intoccabili.


E ora si vorrebbe far sedere al tavolo dell’Alitalia questi semidei, prima ancora che sul dorato Olimpo dove vivono costoro vengano fatte le opportune indagini sulle effettive responsabilità che hanno portato alla morte numerose persone e messo in ginocchio una città intera e il suo retroterra..


Ma verranno fatte queste “opportune indagini“? o ci sarà il solito Geometra da mettere in galera con buona pace di tutti?

Robin Hud (scritto alla capriatese)

Al secolo Gian Battista Cassulo

QUESTA SERA TUTTI A NOVI LIGURE PER IL CONCERTO DI “QUEI DE RSCIUGNI” CON LA OARTECIPAZIONE DI DI “MITKO U CANTAUTUPITTU”!!!!!

QUESTA SERA TUTTI A NOVI LIGURE PER IL CONCERTO DI “QUEI DE RSCIUGNI” CON LA OARTECIPAZIONE DI DI “MITKO U CANTAUTUPITTU”!!!!!

Fervono i preparativi nell’arena di Largo Valentina a Novi Ligure, per il grande concerto del gruppo musicale ligure “Quei de Rsciugni” (Quelli di Rossiglione) che proporranno in salsa country genovese, le loro canzoni doc che parlano della vita dura dei contadini, dei boscaioli e dei mandriani della Valle Stura.

Canzoni autentiche di un tempo poi non molto lontano da noi, ma ormai archiviato sui libri di storia.

Ed è questo un modo per tenere viva la memoria del nostro passato, proprio per non seppellirlo tra le pagine magari polverose di un libro, anche se i libri sono e devono essere i nostri migliori compagni di vita.

Storia e memoria dunque con canzoni in pura lingua ligure e quindi non poteva mancare un protagonista di questo tipo di musica.

E il protagonista è Mitko u cantautupittu, che, come ospite d’onore, a grande richiesta, reduce dai suoi successi al Festival della Canzone Ligure, vi proporrà il suo cavallo di battaglia: Aegua santa!!!!

Tutti a Novi Ligure quindi questa sera, venerdì 12 luglio 2019, per uno spettacolo dove le chitarre, le fisarmoniche e i tamburi saranno i protagonisti di uno spettacolo unico, da non perdere.

Senza dimenticare che al concerto si potrà assistere gustando la mitica “farinata di Lucio“, assaporandola assieme alla “Birra di Pasturana” e agli stuzzichini del Bar Diana!!!!!

E in più per gli appassionati delle “due ruote” in Via Paolo Giacometti, di fronte alle vetrine della Erbaflor, vi sarà la grande esposizione di “MOTO D’EPOCA” della collezione privata di Sebastiano Peruzzo. Pezzi unici in perfetto stato funzionante che vi faranno fare un salto indietro nel tempo, quando moto e auto avevano un’anima!!!!!

Gian Battista Cassulo