Categoria: Urbe e Sassello

Tiglieto, porte aperte al collezionismo

Tiglieto, porte aperte al collezionismo

Auto, moto d’epoca, oggetti, foto e altre curiosità vintage dagli anni ’30 agli anni ‘70

In questi giorni è in mostra ad Acquabuona di Tiglieto in località “Bianchina” in via Arti e Mestieri 2 una affascinante collezione di veicoli ed oggetti storici, allestita dal gruppo “Auto Storiche Alta Valle dell’Olba” e patrocinata dal Comune di Tiglieto.

La mostra, inaugurata giovedì 8 agosto, sarà visitabile gratuitamente fino a domenica 11, con orario 10:00, 12:00 e 15:00, 18:00.

“Nel nostro piccolo possiamo vantarci di avere degli esemplari unici” afferma Ermanno Africano, socio fondatore del club e appassionato di auto d’epoca da oltre trent’anni. Conosciuto anche per una sua altra grande passione, l’attività di filmaker, ci ha fatto da guida alla scoperta di questa splendida esposizione. Tra le varie “chicce” spicca sicuramente la Fiat 1100 Monviso che, come ci racconta Ermanno, è l’unico esemplare prodotto. “lo Stabilimento Monviso è stata una famosa carrozzeria automobilistica italiana attiva dal 1944 al 1955. Dopo la produzione di questo prototipo, possiamo dire una sport wagon ante litteram, l’azienda fallì e questo modello non vide mai la commercializzazione, questo è il solo esemplare mai esistito, una vera rarità.”

Fiat 1100 Monviso

Ma le sorprese non finiscono qui, subito dopo ci viene mostrata una Viotti Legno “una vettura rarissima, forse ce ne sono due o tre ancora esistenti in circolazione” afferma Ermanno “costruita mezza in legno perchè, finita la guerra, vi era scarsità di ferro, in quanto adoperato per gli armamenti bellici”. Proseguendo ci viene presentata la “vecchietta del gruppo” una Fiat 514 del 1931, trasformata in camioncino nel 1951. “Modifiche strutturali simili non erano affatto inusuali all’epoca” ci informa Ermanno, “un’autovettura non arrivava a fine vita presto come oggi e molto spesso veniva riadattata a seconda delle esigenze”.

Fiat 514

Continuando la visita ci imbattiamo in molteplici scenografie retrò come quella di un tipica gita fuori porta degli anni ’60, troviamo infatti posizionati sul prato tutto l’occorrente per un pic-nic di quegli anni, come il cestello con le posate da viaggio, in dotazione come optional ad alcune autovetture, chitarre vintage e a fianco, una Cinquecento con le portiere “a vento”, un paio di Ciao Piaggio, un Primavera e una Vespa 150 Sprint Veloce, veicoli che hanno contribuito alla motorizzazione di massa in quegli anni.

Poco più in là ecco due esempi del design automobilistico italiano che hanno reso famoso il nome di Pininfarina in tutto il Mondo, stiamo parlando di una Alfa Romeo Giulietta e una Alfa Romeo Spider. Conosciuta anche come Duetto, la Spider, fu resa celebre dal film Il Laureato, a bordo della quale un giovane Dustin Hoffman correva affannosamente e spericolatamente per giungere in tempo dalla sua amata Elaine. A causa delle sue forme affilate ed inusuali era anche scherzosamente detta “osso di seppia”. Ma subito altri due gioielli della casa del biscione attirano la nostra attenzione: una  Giulia Super 1600 bollino oro ed una  Gt Junior Coupè, all’epoca una sportiva di tutto rispetto per giovani facoltosi.

Visitando questa mostra si perde letteralmente il senso del tempo e si viene trascinati in una atmosfera retrò permeata dal fascino e dal sentimento che queste splendide vetture suscitano ancora oggi. L’esposizione è molto ben curata ed articolata e questi che vi abbiamo descritto sono solo alcuni dei gioielli d’epoca che potrete ammirare. Per ogni mezzo è stata allestita una scenografia ad hoc con oggetti dell’epoca e chi volesse, può anche vestirsi a tema per qualche foto in stile vintage. Un’occasione da non perdere quindi, per conoscere dal vivo il mondo del collezionismo immersi nella splendida cornice naturale dell’appennino ligure, all’interno del Parco del Beigua.

Tetti di Sassello, sapore mitteleuropeo

Tetti di Sassello, sapore mitteleuropeo

Sono molto diffusi nel nostro territorio e ad un occhio attento non passano di certo inosservati: i primi li troviamo già superato il Giovo, in direzione di Sassello, al lato della strada; non stiamo però parlando dei funghi, che in questo territorio crescono abbondanti, bensì dei caratteristici tetti e della loro curiosa e particolare forma a padiglione “con spiovente”, che cela un sapore tutto mitteleuropeo. Infatti, raggiunta la frazione di Badani, la forma degli edifici e delle loro coperture ci porta con l’immaginazione fino in Svizzera, a ben cinquecento chilometri di distanza, dove i tetti “con la visiera” sono presenti in gran numero.

Ma come si chiama questo tipo così curioso di copertura? Per i non addetti al mestiere, il tetto a padiglione con spiovente è riconducibile ad una via di mezzo tra i classici tetti a doppio spiovente (quelli a punta a forma di “V” rovesciata, dove le falde coprono solo due dei lati della casa) e quelli a padiglione (dove la copertura presenta quattro falde e copre tutti e quattro i lati dell’edificio). Questa tipologia potrebbe essere perciò definita semi-padiglione: questa copertura, infatti, presenta per la maggior parte dei casi la copertura di due lati dell’edificio, come un classico tetto a doppio spiovente, per poi caratterizzarsi grazie ad una “visiera” sulla facciata principale: si tratta di una falda che, come i tetti a padiglione, scende verso la parete, rimanendo però “troncata”, creando così un gusto estetico tipico dei paesini medievali del nord Europa.

Insieme alle caratteristiche scandule (tegole in pietra o in legno), la forma dei tetti di Sassello è un unicum del suo territorio: ma dove trova la sua origine? Esiste un collegamento tra i tetti di Sassello e l’architettura mitteleuropea? Sì, ed è probabile che questa tecnica venne proprio importata nell’appennino da alcuni emigranti svizzeri: sono infatti numerose le famiglie originarie del paese alpino che, nei secoli passati, si sono trapiantate a Sassello, portando con sé le tecniche architettoniche del proprio paese. Tra queste, troviamo la famiglia Rossi, originaria del Canton Ticino, che vantava un gran numero di muratori e capomastri, come il famoso ramo soprannominato “Lugàn” proprio per la loro origine.

Furono proprio loro quindi a portare questo genere di coperture, detto in tedesco kruppelwalmdach, che significa appunto “tetto a padiglione storpiato”; questa tipologia è infatti originaria proprio dei paesi nordici, dove, a causa delle abbondanti e frequenti nevicate, era necessario costruire tetti con spioventi più ripidi per smaltire e far scendere lentamente la neve dalla copertura. Nei paesi anglosassoni questo tipo di tetto è invece  conosciuto come Jerkinhead, e si diffuse negli Stati Uniti nel XVIII Secolo con l’immigrazione.

Esiste però un altro curioso  “collegamento” tra Sassello e la Confederazione Elvetica: a Lugano, centro cantonale del Canton Ticino, esisteva un vecchio quartiere chiamato Sassello, il cui toponimo trova le sue origini nella parola sass (che in dialetto ticinese significa sasso), derivato a sua volta dal latino. Chissà se a sua volta la frazione di Badani, ricca di tetti a semi-padiglione, possa avere un qualche collegamento con la città elvetica di Baden, nel Canton Argovia, anch’essa ricca di queste coperture dallo stile architettonico inconfondibile?

Chiocciola del Beigua: le lumache di Sassello

Chiocciola del Beigua: le lumache di Sassello

Nella società frenetica e dinamica di oggi, dove tempo e spazio sembrano ormai perdere ogni significato, i ritmi lenti della natura e il lavoro della terra possono ancora affascinare e portare profitto: tre amici, Fabio Quartino di Crevari e i due cugini Fabio Damonte e Giorgio Vallarino di Arenzano, complice qualche birra al pub folkstudio, hanno così deciso di vivere slow e di iniziare una nuova attività sul territorio a chilometro zero; e, per essere slow, quale poteva essere, se non un allevamento di lumache?

Fabio Quartino, Giorgio Vallarino e Fabio Damonte

“Il nostro sogno era quello di vivere e lavorare a contatto con la natura: veniamo tutti da contesti contadini e abbiamo un attaccamento viscerale al territorio” ci raccontano i tre giovani imprenditori, “dopo varie ricerche abbiamo deciso di dedicarci a questa attività e di fondare la “Chiocciola del Beigua”; la società nasce con l’acquisto del terreno nel febbraio 2017 e solo adesso, dopo tanto lavoro e tanta burocrazia, iniziamo a vedere i primi risultati”. “Il primo ostacolo è stato trovare il terreno giusto” ci spiegano, “con un po’ di fortuna, abbiamo trovato questo piccolo angolo di paradiso a Maddalena, una frazione pianeggiante e rigogliosa del comune di Sassello: il calore umano delle persone che abbiamo incontrato finora è stato all’altezza della bellezza del paesaggio, e ci sentiamo veramente a casa”.

una chiocciolina di Maddalena

Un lavoro duro e impegnativo, dovuto anche alla forte escursione termica tra una stagione e l’altra tipica di questa valle, che raggiunge i trenta gradi d’estate e supera i meno dieci gradi d’inverno; ma tutto questo non ha assolutamente fermato i tre ragazzi: “ci siamo appoggiati all’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco (una eccellenza italiana in
questo campo), dove abbiamo fatto formazione e acquistato l’attrezzatura nonché le fattrici. Abbiamo poi introdotto a settembre del 2018 le lumache e proprio in questi ultimi giorni abbiamo fatto il primo raccolto”. “Il tipo di lumaca che alleviamo si chiama Helix Aspersa Maxima, tipica del bacino del Mediterraneo”, ci specificano i ragazzi, “che si trova qui in natura. Rispetto a quella della zona costiera è più grossa e resistente alle temperature rigide del territorio: durante l’inverno, queste chiocciole chiudono il loro opercolo, vanno in letargo e sopravvivono sotto la neve che ricopre le colline di Sassello nei mesi più freddi. Inoltre è una delle lumache da gastronomia più prelibata”.

l’allevamento a Maddalena

“l’allevamento è diviso in settori: in totale sessanta recinti. Trenta sono già attivi e presto saranno operativi anche gli altri trenta; i recinti sono divisi in due parti: la parte della riproduzione e la parte dell’ingrasso. Quando inizia la bella stagione si apre il recinto e vanno a mangiare la verdura più fresca: un’alimentazione vegetale e interamente autoprodotta, come bietole, cavolo, radicchio. “Le nostre lumache sono destinate al consumo di privati, ristoranti e sagre”, concludono i ragazzi, “saremo presto disponibili per assaggi gratuiti e senza impegno per far conoscere il nostro prodotto: ci teniamo alla trasparenza e a far testare la bontà e la qualità. Per contattarci: chiocciola.beigua@gmail.com”.

Beigua Bikes, un nuovo modo di scoprire il territorio

Beigua Bikes, un nuovo modo di scoprire il territorio

In questo preciso momento storico, dove si sente sempre di più l’esigenza di difendere l’ambiente e di promuovere il turismo sostenibile, un paese dell’entroterra come Sassello, naturalmente ricco di natura e di bellezze paesaggistiche, possiede già un grande potenziale per attirare un flusso turistico giovane e sportivo, diverso da quello “mordi e fuggi” del motociclista del weekend, e soprattutto a impatto zero: ne è convinto Jefferson De Souza, ideatore, insieme a Michele Gabino, di Beigua Bikes, il primo noleggio di biciclette elettriche sul nostro territorio.

Una passione, quella per la mountain bike, che condivide insieme ad un gruppo di amici, con i quali si dedica al recupero e alla pulizia dei sentieri e dei percorsi: “in questi anni io e i miei amici abbiamo preparato ben 36 chilometri di sentieri”, ci racconta Jefferson, “abbiamo pulito i sentieri vecchi e tracciato quelli nuovi, in particolare quelli nei pressi della foresta della Deiva, che adesso si possono trovare sulla applicazione per cellulari trail forks divisi in lunghezza e difficoltà, a disposizione di tutti”.

Un modo quindi per promuovere e far conoscere il territorio di Sassello a tutti gli appassionati di questo sport, che, in altre realtà, conta tantissimi praticanti: “l’idea è stata quella di creare un punto base per tutti gli amanti della mountain bike: fino ad oggi, infatti, per affittare una e-bike era necessario andare in riviera” spiega Jefferson, “noi inizieremo con sei e-bike da enduro, con una batteria dalla durata di 80 chilometri, che consentirà a tutti di poter esplorare i dintorni in tutta tranquillità e comodità.

Punto di forza per il progetto è la collaborazione con Beigua Docks, dove si troveranno gli spazi di beigua bikes: “quando i lavori saranno terminati, grazie alla collaborazione con Beigua Docks, forniremo anche una piccola ciclo-officina, lo spazio per il lavaggio delle bici, lo spogliatoio con docce e bagni” ci racconta Jefferson. “il noleggio è aperto dal 3 giugno, mentre l’inaugurazione ufficiale si terrà a fine mese proprio in concomitanza con la fine dei lavori di Beigua Docks. Ci potete trovare anche su Facebook e Instagram: la nostra idea è di usare le stories per far vedere il meteo in tempo reale a chi vuole salire a Sassello”.


Dopo l’intervista, abbiamo provato una e-bikes, un modello enduro elettrico con tre velocità: eco, trail e boost, inseribili con una levetta vicino alla mano sinistra sul manubrio, e abbiamo deciso di fare un breve percorso dal Beigua Docks fino al castello Bellavista, nella foresta della Deiva. Appena partiti, abbiamo inserito la modalità eco e la sensazione è stata quella di avere una pedalata assistita che seguiva la nostra velocità, ottima per il primo tratto stradale. Siamo andati verso l’ingresso della foresta della Deiva, dove inizia lo sterrato, e abbiamo quindi inserito la modalità trail, adatta per i terreni sconnessi. Proseguendo, abbiamo iniziato la salita, perciò abbiamo provato la modalità boost, che ci ha dato la spinta necessaria per raggiungere la nostra meta: in una decina di minuti, infatti, avevamo già raggiunto il castello Bellavista. Per tornare a Beigua Docks, abbiamo spento il motore elettrico e abbiamo guidato la nostra e-bike in discesa come una normale mountain bike.

Come riconoscere i funghi? Corso di micologia a Urbe

Come riconoscere i funghi? Corso di micologia a Urbe

Presso l’Albergo Minetto il 31 maggio, 1 e 2 giugno e 14, 15, 16 giugno

Il territorio dell’Alta Valle Orba, in gran parte incontaminato e ricco di boschi, è rinomato per la numerosa presenza di funghi pregiati, e attira ogni anno tantissimi appassionati desiderosi di raccogliere questi “tesori” del sottobosco. Proprio per questo motivo, il Consorzio Alta Valle Orba ha organizzato a Urbe, in provincia di Savona, una serie di incontri di micologia, destinati a chi volesse conoscere meglio il mondo dei funghi, approfondire la loro biologia, come riconoscerli e fare chiarezza su tutte le norme sulla loro raccolta e la legislazione in merito.

Le lezioni di micologia, tenute dal micologo Dario Gisotti, si terranno presso l’Albergo Minetto, nella frazione di Martina, nelle giornate di venerdì 31 maggio, sabato 1 e domenica 2 giugno, per poi proseguire venerdì 14, sabato 15 e domenica 17, con lezioni alla sera del venerdì (20.30 – 23.00), al sabato pomeriggio (14.00 – 18.30) e la domenica mattina (9.00 – 12.00). Il corso avrà come argomenti la biologia ed ecologia dei funghi, il loro riconoscimento, commestibilità e tossicità, la loro raccolta, certificazione e vendita.

Il corso è gratuito per i possessori del tesserino stagionale del Consorzio, che si potrà acquistare in loco. Per informazioni e prenotazioni: info@funghidellorba.net e 3938342624.

Matteo Serlenga

Novità al parco giochi di Vara Superiore: Targa commemorativa e nuove attrezzature

Novità al parco giochi di Vara Superiore: Targa commemorativa e nuove attrezzature

Sabato 11 maggio a Vara Superiore, frazione del comune di Urbe, è stata scoperta la targa commemorativa dell’avvenuta donazione al Comune del terreno del parco giochi e la presentazione di due nuove attrezzature per i bambini recentemente installate nell’area verde dedicata. Il parco giochi era stato a suo tempo voluto, creato e chiamato Laghetto del sorriso, dall’indimenticato e indimenticabile don Nando Canepa, parroco di Vara Superiore. In tanti anni il laghetto del sorriso non ha certo deluso le aspettative del suo ideatore ed ha accolto tantissimi bimbi che vi hanno trascorso, soprattutto nella stagione estiva, ore liete e spensierate.

Attualmente la dotazione dei giochi esistenti è stata completata con una nuova altalena, in sostituzione di una ormai inutilizzabile e con una palestrina da esterno per bambini.

Il sindaco di Urbe, Fabrizio Antoci, ha voluto portare a conoscenza di tutti l’avvenuta donazione e anche a nome di tutta la comunità, ha colto l’occasione per ringraziare sentitamente le famiglie che hanno ceduto gratuitamente al Comune il terreno che comprende sia il laghetto, sia lo spazio dedicato ai giochi.

Fabrizio Antoci ha inoltre sottolineato come la targa, posta nell’occasione, voglia essere un grato ricordo nei confronti delle ex proprietarie Maria Angela ZuninoMaiullu” e Ina Paola Zunino e dei loro eredi Bruno Siri, Silvia Siri, Paola Pelazza, Matilde “Tilde” Ravera, Emma Ravera, Bruna Ravera, Pierre Zunino e Daniel Zunino.

Il sindaco ha poi concluso il suo intervento confermando l’impegno da parte del Comune di tenere e manutenere con cura quanto ricevuto in dono e ha anticipato l’intenzione di provvedere anche al recupero e al miglioramento dell’attiguo campo di calcio.

Luigi Dellchà

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Si prepara il “Campionato italiano di Motocross”

Si prepara il “Campionato italiano di Motocross”

In vista del prossimo appuntamento ligure con il campionato italiano di motocross d’epoca pubblichiamo un servizio realizzato a Sassello lo scorso 23 settembre 2018 in occasione della VI prova del campionato italiano di motocross epoca.

La competizione valida quale prova unica per l’assegnazione del primo trofeo “Memorial Paolo Torta” e del III Trofeo “Memorial Joes 961” vedeva impegnati i migliori piloti delle varie cilindrate che hanno fatto la storia del grande motocross negli anni 60 – 70 – 80.

Un ringraziamento al Moto club Sassello per la gentile accoglienza riservata ai nostri inviati.

Giacomo Piombo

Si prepara il “Campionato italiano di Motocross”

Si scaldano i motori dei campioni delle due ruoteIn vista del prossimo appuntamento ligure con il campionato italiano di motocross d’epoca pubblichiamo un servizio realizzato a Sassello lo scorso 23 settembre 2018 in occasione della VI prova del campionato italiano di motocross epoca. La competizione valida quale prova unica per l’assegnazione del primo trofeo “Memorial Paolo Torta” e del III Trofeo “Memorial Joes 961” vedeva impegnati i migliori piloti delle varie cilindrate che hanno fatto la storia del grande motocross negli anni 60 – 70 – 80.Un ringraziamento al Moto club Sassello per la gentile accoglienza riservata ai nostri inviati.Giacomo Piombo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Martedì 2 aprile 2019
URBE – IL SINDACO ANTOCI TRACCIA IL SUO CONSUNTIVO

URBE – IL SINDACO ANTOCI TRACCIA IL SUO CONSUNTIVO

Il nostro corrispondente per l’Alta Valle dell’Orba e Sassello, Matteo Serlenga, ha intervistato Fabrizio Antoci, sindaco di Urbe (Sv), il quale molto gentilmente ha illustrato di fronte alle nostre telecamere i punti principali realizzati nel corso del suo mandato elettorale e ha fatto anche alcune significative precisazioni.

Ai nostri lettori una buona visione e un grazie al sindaco per la sua disponibilità prestata.

Gian Battista Cassulo

Urbe – Il sindaco Antoci traccia il suo consuntivo

URBE – IL SINDACO ANTOCI TRACCIA IL SUO CONSUNTIVOIl nostro corrispondente per l'Alta Valle dell'Orba e Sassello, Matteo Serlenga, ha intervistato il sindaco di Urbe, Fabrizio Antoci, il quale molto gentilmente ha illustrato di fronte alle nostre telecamere i punti principali realizzati nel corso del suo mandato elettorale e ha fatto anche alcune significative precisazioni.Ai nostri lettori una buona visione e un grazie al sindaco per la sua disponibilità prestata.Gian Battista Cassulo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Venerdì 15 marzo 2019
Carabinieri: lavoro di intelligence tra Liguria e Piemonte

Carabinieri: lavoro di intelligence tra Liguria e Piemonte

Le antiche “Vie del sale” oggi sono protagoniste di illeciti traffici

L’Oltregiogo si conferma una via di passaggio purtroppo anche dei traffici illeciti, come ci dimostra il lavoro di intelligence attivato dai comandi delle Compagnie dei Carabinieri di Savona e di Novi Ligure che, lavorando in sinergia tra loro e seguendo una pista basata su intercettazioni e appostamenti, tra la fine febbraio e l’inizio di marzo hanno fatto scattare una trappola nella quale sono caduti due grossi spacciatori di droga

I Carabinieri di Novi Ligure unitamente a quelli di Savona, hanno infatti tratto in arresto S.E., 36enne e K.E 32enne, entrambi cittadini marocchini, per traffico illecito di sostanze stupefacenti, trovando all’interno di un garage, 90 Kg di hashish, un bilancino digitale, circa 20 gr di cocaina, un’ingente quantitativo di denaro in contante e numerose sim telefoniche nazionali e marocchine

I due avevano ricevuto il carico di droga nella mattinata del 28 febbraio, verosimilmente arrivato dalla Spagna, e lo avrebbero poi destinato a diverse piazze di spaccio, tra le quali Savona e Genova.

Giunta la partita è scattato il blitz dei Carabinieri e gli arrestati ieri, sabato  2 marzo 2019, su misura cautelare del magistrato sono stati associati al carcere di Alessandria.

Gian Battista Cassulo

URBE – ALLA RICERCA DELL’ALPINO PERDUTO

URBE – ALLA RICERCA DELL’ALPINO PERDUTO

Cari amici de “l’inchiostro fresco“, oggi lunedì 18 febbraio 2019, mentre stiamo distribuendo il giornale nell’Alta Valle dell’Orba, a Urbe abbiamo incontrato un nostro simpaticissimo lettore, Massimo Tortorolo, alpino classe 1935, che da tempo si rammarica per una statua dedicata all’alpino da lui stesso eretta, che per un caso fortuito è caduta e non più ripristinata.

Abbiamo raccolto in questo filmato il suo rammarico e sentiremo sulla vicenda anche il sindaco, ma siamo sicuri che tutto si risolverà nel migliore dei modi!!!!!!

Il sindaco di Urbe, Fabrizio Antoci, dopo aver visto il presente filmato ci ha scritto: “A questo punto, con tutto il rispetto per il mio anziano concittadino, dopo il suo comizio, Vi attendo per una doverosa replica. Par condicio!

E noi, come nostra consuetudine, abbiamo subito risposto: “Certamente!!! E come ho detto anche nel video, durante le riprese, il nostro corrispondente, Matteo Serlenga, nell’intervista che già era stata prevista, le chiederà anche del Monumento all’Alpino”.

Un arrivederci dunque a tutti sul prossimo numero de “l’inchiostro fresco” di marzo 2019.

Gian Battista Cassulo

Urbe – Alla ricerca dell'Alpino perduto

URBE – ALLA RICERCA DELL'ALPINO PERDUTOCari amici de "l'inchiostro fresco", oggi lunedì 18 febbraio 2019, mentre stiamo distribuendo il giornale nell'Alta Valle dell'Orba, ad Urbe abbiamo incontrato un nostro sipaticissimo lettore, Massimo Tortorolo, alpino classe 1935, che da tempo si rammarica per una statua da lui stesso eretta, che per un caso fortuito è caduta e non più ripristinata.Abbiamo raccolto in questo filmato il suo rammarico e sentiremo sulla vicenda anche il sindaco, ma siamo sicuri che tutto si risolverà nel migliore dei modi!!!!!!Gian Battista Cassulo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Lunedì 18 febbraio 2019