Categoria: Valle Scrivia e Val Vobbia

PULEDRINI – CAPRETTE – PONY E CAVALLI ALLA BELLARIA

PULEDRINI – CAPRETTE – PONY E CAVALLI ALLA BELLARIA

Oggi, domenica 16 giugno, qui a Novi Ligure sembrava quasi di essere in Svizzera.

Complice la bella giornata, questa mattina presto siamo andati a Rondinaria, per scarpinare sulla strada delle Parodine, tra la Giora di Capriata d’Orba e San Cristoforo.

Il verde ci ha sommerso e tra filari di vigne e fieno appena tagliato abbiamo respirato aria pulita, ci siamo abbronzati camminando e ci siamo goduti un bel paesaggio, sempre quello, ma ogni volta diverso.

Poi sulla strada del ritorno ci siamo fermati prima di Novi alla Bellaria, una delle tante ville che i “sciuri” genovesi tra il Seicento e il Settecento si costruivano qui da noi e dove ora è sorto un bellissimo maneggio: la “Bellaria“, appunto.

E lì abbiamo incontrato un nostro amico, professore universitario in pensione che sulla via di Damasco è stato fulminato dall’amore per i cavalli e, abbandonando baracca e burattini nella sua bella Albaro a Genova, si è trasferito qui in campagna vestendo i panni del perfetto agricolo.

Ciao Fioravante, come va?“. “Bene – ci risponde lui – e va talmente bene che due bgiorni fa abbiamo avuto famiglia“. “Come, famiglia?” chiediamo noi e Fioravante apre un box e, meraviglia delle meraviglie, sotto i nostri occhi appare un puledrino che ancora con le gambe ad X cerca di stare in piedi, poppando latte dalla mamma Pony.

Si chiama Magò (prima l’avevo chiamata Mango), almeno mi sembra, ed è una femmina.

Bella la Bellaria, belli i nostri posti a due passi dal mare, a due passi dai monti!!!!

Gian Battista Cassulo

PULEDRINI – CAPRETTE PONY E CAVALLI ALLA BELLARIA

PULEDRINI – CAPRETTE – PONY E CAVALLI ALLA BELLARIAOggi, domenica 16 giugno, qui a Novi Ligure sembrava quasi di essere in Svizzera.Complice la bella giornata, questa mattina presto siamo andati a Rondinaria, per scarpinare sulla strada delle Parodine, tra la Giora di Capriata d'Orba e San Cristoforo.Il verde ci ha sommerso e tra filari di vigne e fieno appena tagliato abbiamo respirato aria pulita, ci siamo abbronzati camminando e ci siamo goduti un bel paesaggio, sempre quello, ma ogni volta diverso.Poi sulla strada del ritorno ci siamo fermati prima di Novi alla Bellaria, una delle tante ville che i "sciuri" genovesi tra il Seicento e il Settecento si costruivano qui da noi e dove ora è sorto un bellissimo maneggio: la "Bellaria", appunto.E lì abbiamo incontrato un nostro amico, professore universitario in pensione che sulla via di Damasco è stato fulminato dall'amore per i cavalli e, abbandonando baracca e burattini nella sua bella Albaro a Genova, si è trasferito qui in campagna vestendo i panni del perfetto agricolo."Ciao Fioravante, come va?". "Bene – ci risponde lui – e va talmente bene che due bgiorni fa abbiamo avuto famiglia". “Come, famiglia?" chiediamo noi e Fioravante apre un box e, meraviglia delle meraviglie, sotto i nostri occhi appare un puledrino che ancora con le gambe ad X cerca di stare in piedi, poppando latte dalla mamma Pony.Si chiama Mango, almeno mi sembra, ed è una femmina. Bella la Bellaria, belli i nostri posti a due passi dal mare, a due passi dai monti!!!!Gian Battista Cassulo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Domenica 16 giugno 2019
Un monte che racchiude un territorio, una storia di passione e identità: nel cuore della Valle Scrivia, Monte Reale

Un monte che racchiude un territorio, una storia di passione e identità: nel cuore della Valle Scrivia, Monte Reale

Si intitola “Monte Reale” l’ultima pubblicazione di Sergio Pedemontee Alessio Schiavi, pubblicato da Sagepe presentato a Ronco Scrivia il 31 maggio al cinema Columbia, alla presenza del Sindaco della città, Rosa Oliveri, dell’editore, Bruno Guzzo e dell’editor, Fabrizio Fazzari. Presenti anche gli artisti della fotografia che si sono occupati del repertorio delle immagini: Mirco Bruzzone, Fabio Rox Rotondale ed Emanuele Sorrentino.

Un libro di immagini, storia, paesaggio che ha come protagonista un’imponente montagna, situata all’estremità nord occidentale del Parco Regionale dell’Antola, sullo spartiacque tra la Val Vobbia e la Valle Scrivia, con a Nord Isola del Cantone e a Sud Ronco Scrivia (Ge), all’interno di un’area geografica di straordinaria suggestione, in cui la storia si è intrecciata nei secoli a quella del paesaggio.  

È l’Appennino Ligure, aspro e accidentato, ma anche fecondo di vita , di cultura, di tradizioni.

Gli autori ripercorrono sapientemente la storia di un’area millenaria mescolando aneddoti, vicende di vita vissuta, ricordi ai piedi del monte, fino ad arrivare ai tempi moderni, caratterizzati da altre storie, altrettanto importanti, “di passione e volontariato”, attaccamento alle radici e rivalutazione di un’area di grande bellezza.

La passione di “salire sui monti” non solo per il pascolo, come avveniva in passato, ma per fare sport, soprattutto escursionismo, contagia gli abitanti delle valli pedemontane che organizzano sin dal passato vere e proprie gare e negli anni vengono create Associazioni di volontari.

È dal ‘90 che “Gli Amici di Monte Reale” si adoperano per adempiere ai lavori necessari per la manutenzione della chiesa, del rifugio e dei percorsi naturalistici, cosicché in pochi anni il rifugio si dota di cucina, cisterna, servizi igienici, refettorio e un dormitorio con otto letti. (pure un pannello fotovoltaico per l’illuminazione ordinaria delle strutture).

In questi anni lo spirito di gruppo, ha reso fecondi tanti propositi di valorizzazione dell’area e l’amore per una terra che racchiude un passato indimenticabile, ha spinto l’associazionismo verso mete importanti.

Dal 2005 gli “Amici di Monte Reale” inventano la “polentata”, ogni terza domenica di settembre, tantissime feste aggreganti organizzate dalle proloco e dalle numerosissime associazioni sportive che in tutto il corso dell’anno promuovono attività e gare. Volontari accomunati dalla passione per il territorio hanno lavorato per rendere il rifugio escursionistico (non gestito) è aperto al pubblico, oggi è meta di gruppi scout e gruppi sportivi. Il panorama sulla vetta è a 360°, in giornate limpide si piò anche intravvedere la Corsica.

Sergio Pedemonte e Alessio Schiavi, hanno compiuto uno straordinario lavoro di ricerca archivistica, storica, indagando con puntiglio critico e attenzione alle fonti, cercando di far emergere la specificità della cultura e delle tradizioni dei luoghi, perché il loro ricordo non venga dimenticato e ai giovani resti un’eredità importante.

Marta Calcagno

NEL CUORE DELLA VALLE SCRIVIA, MONTE REALE

Un monte che racchiude un territorio, una storia di passione e identitàNEL CUORE DELLA VALLE SCRIVIA, MONTE REALESi intitola “Monte Reale” l’ultima pubblicazione di Sergio Pedemonte e Alessio Schiavi, pubblicato da Sagep e presentato a Ronco Scrivia il 31 maggio al cinema Columbia, alla presenza del Sindaco della città, Rosa Oliveri, dell’editore, Bruno Guzzo e dell’editor, Fabrizio Fazzari. Presenti anche gli artisti della fotografia che si sono occupati del repertorio delle immagini: Mirco Bruzzone, Fabio Rox Rotondale ed Emanuele Sorrentino. Un libro di immagini, storia, paesaggio che ha come protagonista un’imponente montagna, situata all’estremità nord occidentale del Parco Regionale dell’Antola, sullo spartiacque tra la Val Vobbia e la Valle Scrivia, con a Nord Isola del Cantone e a Sud Ronco Scrivia (Ge), all’interno di un’area geografica di straordinaria suggestione, in cui la storia si è intrecciata nei secoli a quella del paesaggio. È l’Appennino Ligure, aspro e accidentato, ma anche fecondo di vita , di cultura, di tradizioni. Gli autori ripercorrono sapientemente la storia di un’area millenaria mescolando aneddoti, vicende di vita vissuta, ricordi ai piedi del monte, fino ad arrivare ai tempi moderni, caratterizzati da altre storie, altrettanto importanti, “di passione e volontariato”, attaccamento alle radici e rivalutazione di un’area di grande bellezza.La passione di “salire sui monti” non solo per il pascolo, come avveniva in passato, ma per fare sport, soprattutto escursionismo, contagia gli abitanti delle valli pedemontane che organizzano sin dal passato vere e proprie gare e negli anni vengono create Associazioni di volontari. È dal ‘90 che “Gli Amici di Monte Reale” si adoperano per adempiere ai lavori necessari per la manutenzione della chiesa, del rifugio e dei percorsi naturalistici, cosicché in pochi anni il rifugio si dota di cucina, cisterna, servizi igienici, refettorio e un dormitorio con otto letti. (pure un pannello fotovoltaico per l’illuminazione ordinaria delle strutture).In questi anni lo spirito di gruppo, ha reso fecondi tanti propositi di valorizzazione dell’area e l’amore per una terra che racchiude un passato indimenticabile, ha spinto l’associazionismo verso mete importanti.Dal 2005 gli “Amici di Monte Reale” inventano la “polentata”, ogni terza domenica di settembre, tantissime feste aggreganti organizzate dalle proloco e dalle numerosissime associazioni sportive che in tutto il corso dell’anno promuovono attività e gare. Volontari accomunati dalla passione per il territorio hanno lavorato per rendere il rifugio escursionistico (non gestito) è aperto al pubblico, oggi è meta di gruppi scout e gruppi sportivi. Il panorama sulla vetta è a 360°, in giornate limpide si piò anche intravvedere la Corsica.Sergio Pedemonte e Alessio Schiavi, hanno compiuto uno straordinario lavoro di ricerca archivistica, storica, indagando con puntiglio critico e attenzione alle fonti, cercando di far emergere la specificità della cultura e delle tradizioni dei luoghi, perché il loro ricordo non venga dimenticato e ai giovani resti un’eredità importante.Marta Calcagno In occasione della presentazione del libro "Monte Reale" vi riproponiamo un video di una nostra escursione fatta il 25 aprile 2016, da Minceto alla vetta di Monte Reale

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Sabato 15 giugno 2019
I lavori sulla linea ferroviaria dei Giovi

I lavori sulla linea ferroviaria dei Giovi

Proseguono, almeno fino ad agosto, i lavori di “potenziamento” infrastrutturale sulla linea ferroviaria succursale dei Giovi, (cioè quella più diretta), nel tratto tra il bivio di Fegino e Mignanego. Si tratta di interventi sui viadotti Lauro e Trasta, che comportano un rallentamento dei treni. Ciò continua a determinare alcune lievi variazioni di orario (anticipo nella partenza o ritardo all’arrivo) dei Regionali veloci tra Genova e Torino e tra Genova e Milano. Solitamente sono costituiti, per alcuni treni, di anticipi nella partenza dei treni diretti verso nord e ritardi nell’arrivo di quelli in senso inverso. Nei mesi scorsi queste variazioni interessavano solo i fine-settimana; con il nuovo orario in vigore dal 9 giugno, invece sono giornaliere. Ad esempio, il treno del mattino da Torino, molto utilizzato dai pendolari e che ferma tra l’altro a Novi Ligure alle 6.44, a Serravalle alle 6.51 e ad Arquata alle 6.57, arriva a Genova Principe alle 7.35 anzichè alle 7.30; e a Brignole, come orario previsto, alle 7.47 anzichè alle 7.39. 12 minuti tra le due stazioni genovesi sono sicuramente sovradimensionati. Un vecchio trucchetto di Trenitalia, per recuperare eventuali ritardi e potere aumentare, nelle statistiche, il numero di treni giunti in orario alla destinazione finale.
Nella seconda metà di agosto sono fissate altre variazioni con ulteriori prolungamenti, di alcuni minuti, dei tempi di percorrenza.
Altri, anche se in questo caso non particolarmente gravi, disagi nella vita dei pendolari.

IL CASELLO DI CESARE POZZO SULLA “TORINO – GENOVA”

IL CASELLO DI CESARE POZZO SULLA “TORINO – GENOVA”

Nel maggio di tre anni fa, ci recammo, su segnalazione di alcuni nostri lettori, a vedere il casello 108, situato lungo la linea ferroviaria “Torino – Genova” nei pressi di Serravalle Scrivia, dove Cesare Pozzo, il ferroviere “animatore dei diritti umani” vi nacque il 1° gennaio 1853 e dove vi trascorse gli anni della sua prima gioventù.

Cesare Pozzo nella sua vita si batté molto per tutelare il duro lavoro dei macchinisti dell’epoca e per questo suo impegno sindacale subì molte punizioni e trasferimenti, tanto che, minato dalla disperazione, si suicidò il 15 maggio 1898 a Udine, gettandosi sotto un treno, pare sotto la sua stessa locomotiva.

Fu presidente della Società di Mutuo soccorso tra fuochisti e macchinisti fondata a Milano il 1° maggio 1877 e nel 2008 è nata la “Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità“.

Noi a maggio di tre anni fa ci recammo a visitare il casello di Cesare Pozzo trovandolo nello stato che vedete in questo filmato e, sempre nel mese di maggio di quest’anno (2019), ve lo riproponiamo con la speranza che qualche amministratore locale o qualche dirigente delle Ferrovie o qualche sigla sindacale si senta in dovere di recuperare questo casello e destinarlo a piccolo museo per ricordare un grande uomo (vedere giornale qui sotto riprodotto a pag. 18 – 19).

Gian Battista Cassulo

IL CASELLO DI CESARE POZZO SULLA "TORINO – GENOVA"

IL CASELLO DI CESARE POZZO SULLA "TORINO – GENOVA"Nel maggio di tre anni fa, ci recammo, su segnalazione di alcuni nostri lettori, a vedere il casello 108, situato lungo la linea ferroviaria "Torino – Genova" nei pressi di Serravalle Scrivia, dove Cesare Pozzo, il ferroviere "animatore dei diritti umani" vi nacque il 1° gennaio 1853 e dove vi trascorse gli anni della sua prima gioventù.Cesare Pozzo nella sua vita si batté molto per tutelare il duro lavoro dei macchinisti dell'epoca e per questo suo impegno sindacale subì molte punizioni e trasferimenti, tanto che, minato dalla disperazione, si suicidò il 15 maggio 1898 a Udine, gettandosi sotto un treno, pare sotto la sua stessa locomotiva.Fu presidente della Società di Mutuo soccorso tra fuochisti e macchinisti fondata a Milano il 1° maggio 1877 e nel 2008 è nata la "Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità".Noi a maggio di tre anni fa ci recammo a visitare il casello di Cesare Pozzo trovandolo nello stato che vedete in questo filmato e, sempre nel mese di maggio di quest'anno (2019), ve lo riproponiamo con la speranza che qualche amministratore locale o qualche dirigente delle Ferrovie o qualche sigla sindacale si senta in dovere di recuperare questo casello e destinarlo a piccolo museo per ricordare un grande uomo.Gian Battista Cassulo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Martedì 28 maggio 2019
Un termine che non andrà mai in pensione: “LO SFRUTTAMENTO”

Un termine che non andrà mai in pensione: “LO SFRUTTAMENTO”

Questa la notizia di ieri 25 maggio 2019:“Fallimento scoperto via Facebook, negozi chiusi all’improvviso e 1.800 lavoratori sconvolti. La Filcams-Cgil di Reggio Emilia ha fatto sapere che Shernon Holding, la società che gestiva punti vendita di Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita. Secondo la ricostruzione data dal sindacato, i lavoratori sono giunti a conoscenza del fallimento attraverso il passaparola sul social network, soltanto nella notte: “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”.

Un precedente storico (tra i tanti)

Nel 1954 l’Edison provvide a un ridimensionamento dello stabilimento “Scarpa e Magnano” di Savona (elettromeccanica: punta di eccellenza tecnologica del tempo, con una classe operaia di alto livello tecnico e politico. I primi due sindaci di Savona dopo la Liberazione erano operai in quell’azienda: Aglietto e Lunardelli). Furono eseguiti centinaia di licenziamenti, scegliendo con cura i bersagli anche sotto l’aspetto politico sindacale: fu licenziato anche l’ultimo capo reparto eletto con il Consiglio di Gestione, un certo Pasquale Astengo (Ndr.: zio dell’autore di questo articolo).

Per evitare reazioni immediate la direzione dell’azienda (non esistevano ancora SMS e social network) comunicò a domicilio il licenziamento agli operai mandando a casa le lettere attraverso un’impresa di vigilanza privata: i vigilantes si presentarono ai domicili dei “prescelti” nel cuore della notte, tra mezzanotte e le due.

Tutto questo per confermare come i metodi padronali sono sempre eternamente eguali; così come i metodi di fronteggiamento poliziesco delle dimostrazioni sindacali.

Una considerazione

In un quadro di precarietà, disuguaglianze, salari al livello della sopravvivenza, percentuale di disoccupazione eternamente a due cifre: nel Paese delle mance (ad esempio gli “80 euro” o il “reddito di cittadinanza”) il tema dello sfruttamento, del disprezzo verso il lavoro è ancora una volta all’ordine del giorno e sembra mancare un’adeguata reazione.

La forza – lavoro è, infatti, adoperata secondo l’antica logica di quella che Carlo Marx aveva individuato come del cosiddetto “esercito di riserva”.

 “Germinale” è ancora di straordinaria attualità.

Franco Astengo

SGOMINATA UN’INTERA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE INTERNAZIONALE

SGOMINATA UN’INTERA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE INTERNAZIONALE

Tortona: Sgominata dai Carabinieri una pericolosa organizzazione criminale transnazionale, dedita alla commissione di furti e rapine ai danni di centri commerciali di tutto il nord Italia ed anche di Paesi esteri. 22 Arresti e denunce.

I Carabinieri di Tortona (Al), dopo una serie di appostamenti e con l’uso di apparecchi video, sono riusciti, dopo un lungo lavoro di intelligence, ad incastrare una organizzatissima banda criminale operante in tutto il nord Italia.

La banda, formata da oltre 22 componenti alcuni dei quali operanti anche all’estero, era specializzata in furti nei grandi magazzini.

La merce presa di mira dai malviventi era in gran parte riferita a capi di abbigliamento ed è per questo che l’operazione in codice è stata denominata: “Operazione Alta Moda“.

È questa l’ennesima prova dell’efficienza delle nostre Forze dell’Ordine che con discrezione ma con tenacia, seguendo piste a volte anche al di fuori dei confini statali, riescono a impedire il radicamento sul territorio di organizzazioni malavitose, che, una volta impiantatesi risulterebbe poi difficile sgominare.

Il modus operandi delle nostre forze dell’ordine sembra dunque quello di prevenire e stroncare sul nascere ogni forma di organizzazione criminale.

La redazione.

FURTI IN ALTA ITALIA – SGOMINATA UN'INTERA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE INTERNAZIONALE

SGOMINATA UN’INTERA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE INTERNAZIONALETortona: Sgominata dai Carabinieri una pericolosa organizzazione criminale transnazionale, dedita alla commissione di furti e rapine ai danni di centri commerciali di tutto il nord Italia ed anche di Paesi esteri. 22 Arresti e denunce.I Carabinieri di Tortona (Al), dopo una serie di appostamenti e con l'uso di apparecchi video, sono riusciti, dopo un lungo lavoro di intelligence, ad incastrare una organizzatissima banda criminale operante in tutto il nord Italia.La banda, formata da oltre 22 componenti alcuni dei quali operanti anche all'estero, era specializzata in furti nei grandi magazzini.La merce presa di mira dai malviventi era in gran parte riferita a capi di abbigliamento ed è per questo che l'operazione in codice è stata denominata: "Operazione Alta Moda".È questa l'ennesima prova dell'efficienza delle nostre Forze dell'Ordine che con discrezione ma con tenacia, seguendo piste a volte anche al di fuori dei confini statali, riescono a impedire il radicamento sul territorio di organizzazioni malavitose, che, una volta impiantatesi risulterebbe poi difficile sgominare.Il modus operandi delle nostre forze dell'ordine sembra dunque quello di prevenire e stroncare sul nascere ogni forma di organizzazione criminale.La redazione.

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Giovedì 23 maggio 2019
AUTO D’EPOCA A NOVI LIGURE

AUTO D’EPOCA A NOVI LIGURE

Oggi, 11 maggio 2019, la via principale di Novi Ligure, Via Girardengo, è stata invasa da auto d’epoca.

Un balzo indietro nel tempo, quando le auto avevano un’anima e le si riconosceva dal rombo del motore.

Vere e proprie opere d’arte, questi veicoli sono sfilati tra la gente che per un attimo si è ritrovata in un mondo più semplice, dove il gusto quasi artigianale dominava la produzione anche industriale.

Ecco a voi qualche breve fotogramma di queste auto d’epoca!!!

Gian Battista Cassulo

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/videos/2653218518027424/

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2019: PRESENTATA LA LISTA “Patto per Busalla e la Valle Scrivia”

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2019: PRESENTATA LA LISTA “Patto per Busalla e la Valle Scrivia”

Busalla, operoso comune della Valle Scrivia con oltre cinque mila abitanti, importante snodo alle spalle del Passo dei Giovi per la Val Vobbia, la Val Borbera e la Val Trebbia, ma soprattutto primo retroterra dell’area portuale genovese, è anch’esso chiamato al voto per il rinnovo del Consiglio comunale.

Tre le liste in gioco: “Insieme per Busalla” che sostiene il sindaco uscente, Loris Maieron, “Patto per Busalla e la Valle Scrivia” con candidato sindaco Paola Noli e “Città di Busalla, civica democratica” guidata da Nunzia Acampora.
Tre belle liste ricche di partecipazione e di voglia di fare.

Dopo aver sentito Loris Maieron e Nunzia Acampora, oggi abbiamo assistito alla presentazione della lista di Paola Noli, alla quale abbiamo subito chiesto una sua breve presentazione. “Nella vita non mi sono mai tirata indietro di fronte alle sfide – ci risponde Paola Noli – Ho creato a 21 anni la mia prima società, mi sono laureata lavorando, ho aperto una ditta che da 16 anni opera a Busalla nel settore della stampa di etichette, con 7 addetti. Ho ricoperto per anni diversi ruoli nella mia Associazione di categoria, CNA Genova, della quale sono stata eletta Presidente provinciale nel 2017”

Ed ecco la sua lista in questo breve video!!!

https://www.facebook.com/linchiostrofresco/posts/2284861955085483?tn=K-R

Nel 2018 stanziati 4,5 milioni di euro per la bonifica. A che punto sono i lavori? Ecolibarna, una storia lunga 34 anni

Nel 2018 stanziati 4,5 milioni di euro per la bonifica. A che punto sono i lavori? Ecolibarna, una storia lunga 34 anni

Nel lontano 1985 alcuni ambientalisti tortonesi scoprirono 20.000 bidoni di rifiuti tossico-nocivi sepolti nel greto dello Scrivia presso il comune di Carbonara. Furono effettuate le analisi dei contenuti dei fusti  mettendo in evidenza un allucinante sequenza di tipologie di veleni.

La storia

Si capì che responsabile dello “sversamento” era lo stabilimento dell’Ecolibarna, sorto sulle ceneri dell’ex Gastaldi Oli Lubrificanti con lo scopo di bonificarne l’area. I responsabili dell’impianto di smaltimento di rifiuti tossici furono denunciati; lo stabilimento chiuso. Ma sotto lo stabilimento rimasero circa 120.000 metri cubi di melme acide (stima forse sottostimata) che il loro “fornetto da pizze” (come lo definì l’avvocato delle associazioni ambientaliste) certamente faticava a incenerire. Pertanto si buttava tutto lì, dove sotto vi erano le falde dello Scrivia e per di più in un terreno in pendenza verso il torrente. Ma l’Ecolibarna non smaltiva solo il materiale di bonifica della Gastaldi; smaltiva (si fa per dire) ben altra roba, visto il via vai “notturno” di camion che entravano e uscivano dall’ Ecolibarna. E alcuni, poco dopo, uscivano ancora carichi per andare a gettare nello Scrivia i loro veleni. Contro questo stato di cose all’epoca si batterono le associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, WWF e Amici della Terra) che si trovarono nella necessità di farsi un avvocato, perché i politici di allora che avevano voce in capitolo non erano certo dalla loro parte. Questa la breve storia.

La situazione attuale

Oggi, dal 1985, sono passati 34 anni e sarebbe giusto chiedersi cosa sia stato fatto nel frattempo per bonificare quell’area in comune di Serravalle. Al momento, però, l’unica cosa che c’è di evidente è una staccionata “di legno” a contenimento dei mucchi di veleni e dei teloni di plastica esposti alla precarietà delle intemperie e di altri rischi esterni, che dovrebbero limitare il dilavamento delle colline tossiche lì sotto depositate. Di veramente concreto, solo nel 2018, a distanza di 33 anni, le nostre autorità politiche si sono impegnate in un appalto di 4 milioni e mezzo di Euro per la bonifica. Lavori che dovrebbero partire fra poco.

Qualcuno potrebbe dire “meglio tardi che mai”, ma sarebbe da chiederci se, in questi 34 anni, siamo proprio sicuri di non aver bevuto anche un pochino di quella roba, visto che l’acquedotto di Novi capta con i suoi pozzi l’acqua dallo Scrivia poco più a valle. Un fatto è certo: sotto l’Ecolibarna sicuramente corrono delle falde che alimentano il torrente.

Un nuovo problema

Ma accanto a questo problema da circa diciannove anni ce n’è un altro: ed è l’Outlet.

L’enorme superficie cementificata di questo complesso commerciale, realizzato in località Praga e Praghetta (dove un tempo si “andava a cavallo”) nel comune di Serravalle a confine con quello di Novi e inaugurato il 7 settembre 2000, fa sì che l’acqua meteorica non venga più assorbita dal sottosuolo (alimentando le falde) ma corra in superficie dilavando i terreni di corrivazione e asportando tutto ciò che trova: buono e cattivo.

E se anch’essa trovasse qualcosa dell’Ecolibarna? Canalizzata magari in rogge che ne lambiscono i terreni?

Renato Milano

già Consigliere comunale di Novi Ligure

e già rappresentante del WWF Italia in zona

“Patto per Busalla e la Valle Scrivia”: abbiamo incontrato Paola Noli, candidata sindaco

“Patto per Busalla e la Valle Scrivia”: abbiamo incontrato Paola Noli, candidata sindaco

Busalla, operoso comune della Valle Scrivia con oltre cinque mila abitanti, importante snodo alle spalle del Passo dei Giovi per la Val Vobbia, la Val Borbera e la Val Trebbia, ma soprattutto primo retroterra dell’area portuale genovese, è anch’esso chiamato al voto per il rinnovo del Consiglio comunale.

Tre le liste in gioco: “Insieme per Busalla” che sostiene il sindaco uscente, Loris Maieron, “Patto per Busalla e la Valle Scrivia” con candidato sindaco Paola Noli e “Città di Busalla, civica democratica” guidata da Nunzia Acampora.

Tre belle liste ricche di partecipazione e di voglia di fare.

Dopo aver sentito Loris Maieron e Nunzia Acampora, oggi abbiamo incontrato Paola Noli, alla quale abbiamo subito chiesto una sua breve presentazione. “Nella vita non mi sono mai tirata indietro di fronte alle sfide – ci risponde Paola Noli – Ho creato a 21 anni la mia prima società, mi sono laureata lavorando, ho aperto una ditta che da 16 anni opera a Busalla nel settore della stampa di etichette, con 7 addetti. Ho ricoperto per anni diversi ruoli nella mia Associazione di categoria, CNA Genova, della quale sono stata eletta Presidente provinciale nel 2017

Ha già avuto esperienze politiche e amministrative?

In passato mi sono candidata come consigliere per due volte, prima con “Busalla democratica” e poi con “Punto a Capo” seguendo con impegno la vita amministrativa del paese.

La candidatura a Sindaco è una grande responsabilità. Si sente ben spalleggiata?

Certamente. Sollecitata da tante amiche e amici, ho deciso di fare per il mio comune questo importante passo proponendo agli elettori una lista di candidati con competenze ed età diverse, impegnati nell’associazionismo e nel volontariato, ma soprattutto indipendenti e innamorati di Busalla.

Quali motivazioni dietro la sua scelta?

Passione e senso civico nella speranza di rendere migliore il nostro paese e la Valle Scrivia per mia figlia e per i figli e le figlie di tutti noi.

Ci può illustrare per sommi capi il suo programma o meglio la sua “idea di città”?

In un momento storico in cui i Comuni sono in difficoltà economica e schiacciati da pesanti vincoli pensiamo che la ricerca di soluzioni non possa passare per un semplice elenco di cose da fare. È necessario, come giustamente mi chiede lei, avere le idee chiare su pochi obiettivi, sul come raggiungerli, su chi coinvolgere per farlo, su quali risorse siano necessarie e su come ottenerle.

Potrebbe spiegarci meglio?

Busalla è un paese che sta lentamente perdendo la propria forza di attrazione, dove i nostri ragazzi faticano a trovare occasioni, non solo di svago ma anche di crescita personale. Negli ultimi anni il Paese si è sempre più chiuso e ha perso il ruolo di centro motore della Valle Scrivia.

Una crisi del leadership locale?

Esatto. Noi pensiamo che senza una vera strategia comune con il resto della valle il decadimento non si fermerà e per questo abbiamo voluto inserire proprio il riferimento alla Valle Scrivia nel nostro simbolo. Abbiamo deciso di metterci la faccia grazie a una squadra di persone preparate e indipendenti, di parlare con le associazioni del territorio e le persone. Sappiamo benissimo che i vincoli sono tanti e che ci sono timori che generano resistenze al cambiamento. Sappiamo però che non provarci vorrebbe dire arrendersi al declino.

Quali i punti forza su cui puntare?

Busalla ha ancora un forte tessuto commerciale e produttivo, ha associazioni che danno un contributo straordinario in tanti campi, dallo sport alla promozione turistica, dall’attività sociale e sanitaria alla cultura. Ma paradossalmente quello che può fare la differenza a Busalla è recuperarne i valori ambientali.

La riscoperta del turismo di prossimità e della villeggiatura, dunque?

Ci sono pezzi del nostro territorio bellissimi e poco valorizzati, ci sono zone a rischio da rendere sicure, c’è un grande sforzo costruttivo da fare nei rapporti con tutte le aziende del territorio nessuna esclusa, in modo che si creino maggiori opportunità di lavoro. Bisogna far contare di più la Valle dentro il Parco Antola.

Una sua particolare aspettativa?

C’è la necessità, comunque vadano queste elezioni, di creare un ponte verso il futuro, facendo crescere giovani amministratori che amino il proprio territorio e desiderino migliorarlo, perché nessuno debba più né dire né pensare “io in questa valle non ci voglio più vivere”.

Gian Battista Cassulo

Ecco i cinque punti per il rilancio di Busalla e della Valle Scrivia proposti dalla lista “Patto per Busalla e la Valle Scrivia” con candidato sindaco Paola Noli

  • AMBIENTE
  • UNIONI E FUSIONI
  • RIGENERAZIONE URBANA
  • VIABILITA’