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“Il Paese che vorrei”: parte con Cia Alessandria il progetto nazionale

“Il Paese che vorrei”: parte con Cia Alessandria il progetto nazionale

Tavoli di lavoro con ospiti e autorità per costruire il futuro

Parte con la Cia di Alessandria il roadshow di Cia-Agricoltori Italiani per presentare, attraverso un viaggio in tappe nelle aree interne, il progetto di riforma, in cinque mosse, “Il Paese che vogliamo”.

L’incontro interregionale Liguria-Piemonte si svolgerà il 2 settembre a Sassello (Savona) e proseguirà a Benevento, Castelsantangelo sul Nera e nei luoghi colpiti dal sisma in Abruzzo.

L’iniziativa, lanciata da Cia nell’ultima assemblea nazionale, richiama l’attenzione sulle azioni ritenute non più rinviabili e necessarie all’Italia: interventi di manutenzione delle infrastrutture, politiche di governo del territorio, sviluppo di filiere, nuovi sistemi di gestione della fauna selvatica, coesione istituzioni-enti locali per il rilancio delle aree interne in Europa.

Spiega il presidente provinciale Cia Alessandria, Gian Piero Ameglio: “L’incontro è strutturato su Tavoli tematici incentrati sui focus dei cinque punti di riforma del Paese secondo Cia. Abbiamo coinvolto le rappresentanze istituzionali protagoniste a livello territoriale per attivare un confronto costruttivo a più voci che vada al di là degli obiettivi formali”.

Sono stati invitati a prendere parte ai lavori, per quanto riguarda la provincia di Alessandria: Gianmarco Bisio – GAL Borba, Marco Lanza – Comune Ovada, Simona Gallo – CCIAA AL, Gianfranco Baldi – presidente Provincia, Dino Bianchi – presidente Parco Appennino, Francesco Ivaldi– InChiaro Acqui Terme, Marco Guerrini – sindaco Carrega Ligure, Ottavio Rube – sindaco Costa Vescovato e coop. Valli Unite, Francesco Bove – presidente Parco Fluviale del Po, Alessandro Arioli – Agronomo, Maurizio Carucci – agricoltore, le aziende agricole Naclerio, Pastorino, Morena Bruno – Federcaccia, Dario Zocco – direttore Parco Fluviale del Po, Claudio Isola – sindaco di Merana, l’imprenditore Fausto Ivaldi, Mario Arosio – presidente Enoteca Regionale Ovada, Nani Giampiero – esperto del Territorio, Bruno Lulani – Giuso SpA, i dirigenti Cia Daniela Ferrando e Domenico Biglieri.

A coordinare due dei cinque Tavoli di lavoro saranno la vicedirettrice Cia Alessandria, Cinzia Cottali (Filiere a vocazione territoriale) e il referente di ufficio Cia Ovada, Paolo Barbieri (Governo del Territorio, Enti locali, Politiche europee).

Chiuderà i lavori il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino.

Conclude il direttore Cia, Paolo Viarenghi: “Tra gli obiettivi che Cia si pone c’è anche favorire la nascita di reti d’impresa territoriali, nonché accelerare il piano di intervento sulla questione fauna selvatica, che ha assunto una dimensione insostenibile anche in termini di sicurezza nazionale e i cui danni accertati al settore agricolo ammontano ormai a 50-60 milioni di euro l’anno. Occorre, quindi, spingere la riforma radicale della legge 157/62 in materia, partendo dalla proposta presentata da Cia alle Istituzioni. Infine, se ben orientate, anche le risorse europee con la nuova Pac potranno sostenere il rilancio delle economie locali, mettendo assieme Fondi strutturali, incentivi e programmi di sviluppo territoriale”.

Genny Notarianni

INFO:

Ufficio stampa e Relazioni esterne | Cia – Agricoltori Italiani Alessandria Via G. Savonarola, 29 – 15121 Alessandria

Tel 0131 1961339 | Fax  0131 41361 | Mobile  345 4528770

e-mail g.notarianni@cia.it

Conclusa la Festa dell’Unità a Rossiglione

Conclusa la Festa dell’Unità a Rossiglione

La più antica festa dell’Unità che si ricordi, quella di Rossiglione nata addirittura nel 1946, ha chiuso anche quest’anno con grande successo i suoi stand.

Ecco in un servizio di Fausto e Giacomo Piombo un breve filmato per rendere merito ai volontari che da anni ormai si alternano nell’organizzazione di questo evento tra il politico, il culturale e di tempo libero, dove i militanti si incontrano con i loro leader e con i cittadini.

Appuntamento al 2020 con un’altra grande bella festa!!!!!

Gian Battista Cassulo

ENNESIMO CASO DI ABBANDONO: LA POLSTRADA DI OVADA RITROVA “LouLou” CANE (FRANCESE) ABBANDONATO IN A/26

ENNESIMO CASO DI ABBANDONO: LA POLSTRADA DI OVADA RITROVA “LouLou” CANE (FRANCESE) ABBANDONATO IN A/26

Sull’autostrada A/26, all’interno dell’area di servizio Bormida Est, è venuto a verificarsi l’ennesimo caso di abbandono di animale.

Nelle prime ore del pomeriggio del 10 Agosto scorso, una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Ovada in servizio sull’autostrada A/26 Genova –Gravellona, è stata allertata dal Centro Operativo della Polizia Stradale di Genova in quanto all’interno dell’area di servizio Bormida Est, l’addetto al distributore di carburanti aveva notato un cane, o meglio un “Akita Iro Shiba” di media taglia, con collare e guinzaglio, aggirarsi tutto impaurito e smarrito tra le vetture parcheggiate.

Poco prima dell’arrivo della pattuglia della Polizia Stradale l’addetto al distributore di carburanti era riuscito anche ad avvicinarlo, tant’è che appena gli Agenti sono arrivati per prenderlo in custodia, il cane, forse assetato e affamato, non ha esitato a farsi accarezzare dimostrando subito affetto.

L’animale, al guinzaglio, aveva una medaglietta con sopra inciso il nome “LouLou” ed un presunto numero di telefono che però non risultava attivo.

Gli Agenti, dopo averlo dissetato e dato da mangiare, lo hanno portato presso il Centro Veterinario Ovadese dove i veterinari hanno accertato che era dotato di un microchip di nazionalità francese.

Tutt’ora i Veterinari Ovadesi hanno avviato accertamenti con il servizio veterinario francese al fine di rintracciare ed identificare il proprietario.

La Polizia Stradale ricorda che quando viene notato un animale in autostrada, anche in area di servizio, al fine di evitare che possa creare pericolo per le vetture in transito e quindi causare incidenti, è importante segnalare immediatamente l’avvistamento al Numero Unico di Emergenza 112 chiedendo della Polizia Stradale.

È  importante, per aiutare i soccorritori, riferire il numero dell’autostrada, la direzione di marcia ed un qualsiasi riferimento come ad esempio un’uscita appena passata, un cavalcavia o un qualsiasi cartello stradale.

Barbara Carriero

POLITICA: IL PESO DELLA PERSONALIZZAZIONE

POLITICA: IL PESO DELLA PERSONALIZZAZIONE

Nel 2002 a Genova con alcuni amici appassionati di scienze sociali e politiche, con la prefazione del Prof. Andrea Mignone titolare della Cattedra “Partiti politici e gruppi di pressione“, diedi alle stampe un piccolo manualetto per una pronta consultazione ad uso di studenti e giornalisti, ma anche di cultori in materia, sul finanziamento pubblico ai partiti.

Andando avanti in quella mia ricerca mi resi conto che della militanza storica nei partiti iniziava a rimanerne ben poca e che le principali zone di incertezza delle varie formazioni partitiche, ovvero le zone cruciali alla vita dei partiti stessi, quali il finanziamento e il reclutamento diventavano sempre più retaggio di una coalizione dominante di stampo verticistico, slegata dall’antica liturgia tipica dei partiti novecenteschi.

Ciò mi indusse a titolare il volumetto: “La politica è una cosa da signori?“, mettendovi il punto interrogativo, nella speranza di essere smentito.

Con il nuovo sistema elettorale maggioritario, dove la figura del leader è stata confusa con quella del capo, purtroppo la politica non solo è veramente diventata una “cosa da signori“, ma anche una “cosa per pochi addetti“, con una classe politica e di governo autoreferenziale che non si cura nemmeno di nascondere le sue diatribe interne e personali dietro le quinte, ma che, addirittura, le mette in piazza nelle sedi Istituzionali più alte!!!

Ci sarebbe da rimpiangere i vecchi democristiani!!!!

Di questo parla nell’articolo che segue, Franco Astengo, anche lui un appassionato cultore delle materie politiche e sociali, e che noi con grande disponibilità vi proponiamo.

Gian Battista Cassulo

IL PESO DELLA PERSONALIZZAZIONE di FRANCO ASTENGO

Nel corso del dibattito svolto martedì 20 agosto 2019 in Senato sulla crisi di governo abbiamo assistito ad un inedito sul piano della comunicazione e dell’azione politica.

Per la prima volta in una occasione di questo tipo si è sviluppata una sorta di verifica in sede istituzionale del peso assunto da quel processo di personalizzazione della politica che ormai da diversi anni ha assunto un ruolo preminente nell’insieme dell’agire politico.

Personalizzazione che si è sviluppata parallelamente al cambiamento profondo del ruolo dei partiti.

Si sono così modificati i termini di confronto all’interno della democrazia repubblicana rispetto al tipo di regime parlamentare disegnato dalla Costituzione.

Nel corso dell’intervento del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è sviluppato, infatti, un attacco diretto rivolto – usando tra l’altro toni direttamente colloquiali – al Vice presidente e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Un attacco evidentemente finalizzato a scindere le responsabilità dello stesso Salvini al riguardo dell’apertura della crisi rispetto a quelle assunte dal suo partito: la Lega.

Un’operazione molto raffinata volta essenzialmente a spezzare il filo che ha fin qui stretto il partito ex-nordista al suo leader.

L’obiettivo di Conte è stato quello di superare il meccanismo di identificazione tra Salvini e la Lega che ne aveva fin qui accompagnato la crescita impetuosa fatta registrare nel corso degli ultimi mesi.

Nello stesso tempo il Presidente del Consiglio (che ricordiamolo non è leader di partito) ha posto oggettivamente se stesso come contraltare diretto, rivendicando in proprio i presunti successi dell’esecutivo, e proponendosi come nuovo soggetto continuatore nel solco del meccanismo di egemonia della visione personalistica della politica.

Da Berlusconi a Renzi, da Grillo a Salvini adesso toccherebbe a Conte: questa però è ancora fantapolitica.

L’elemento sul quale gli analisti dovrebbero cercare di riflettere riguarda invece l’ingresso massiccio dello scambio personalistico diretto all’interno di un dibattito parlamentare di grande spessore istituzionale, come quello riguardante l’apertura di una crisi di governo.

Giuseppe Conte si è proposto come erede di una presunta capacità personale di imporre egemonia: questo pare essere il succo di questa giornata parlamentare molto complessa e dall’esito di assoluta incognita.

L’idea del “leader solitario” addirittura senza partito sembra rappresentare il seguito possibile dell’idea di “democrazia recitativa” ormai impostasi nel determinare la governabilità del Paese fin dal 1994, anno della berlusconiana “discesa in campo”.

Franco Astengo

Nella tabella le tappe del finanziamento pubblico ai partiti estratta dal manuale: “La politica è una cosa da signori?

Acqui Terme: i Carabinieri della Forestale a caccia di discariche abusive

Acqui Terme: i Carabinieri della Forestale a caccia di discariche abusive

L’ambiente dovrebbe essere la nostra casa e come tale, a meno che non si sia abituati a vivere nel degrado, dovrebbe essere curato e rispettato, ma così non sembra.

Lungo le strade, nei fossi, per non parlare vicino ai cassonetti è una sequela di piccole discariche ed anche nei più minuti gesti della vita quotidiana sempre più si nota questa mancanza di rispetto per quel grande contenitore delle nostre vite che è appunto l’ambiente.

Si va ad esempio dalla signora molto elegante che, uscendo da un negozio, getta con nonchalance a terra lo scontrino appena ricevuto, al “comodone” che per non fare due passi in più abbandona nel cestello porta rifiuti la spazzatura invece di depositarla nell’apposito cassonetto, per non parlare di quel nugolo di ragazzotti che, pomeriggio e sera bivaccando sulle varie panchine, “sbardellano” tutt’attorno lattine di birra, scartocciate coppette di gelato, mozziconi di sigarette, lasciando in tal modo un indelebile segno del loro passaggio.

Quod non fecerut barbari, ……lo stanno facendo i moderni cittadini”, verrebbe da dire!!!!

Eppure a scuola agli alunni viene insegnato il valore dell’ambiente e le maestre si fanno in quattro per indirizzare i futuri cittadini al corretto uso della raccolta differenziata, per cui mi viene da pensare che i bimbi crescendo, più che dalla scuola, apprendono dai genitori.

Una barbarie dunque di piccoli gesti quotidiani che denotano scarso senso civico e una praticamente inesistente cultura dell’ambiente.

Ma accanto a questa micro inciviltà (che poi tanto micro non è), vi sono anche spregiudicati comportamenti delinquenziali come quello scoperto dai Carabinieri Forestali di Acqui Terme che hanno sindividuato nei dintorni della città una vera e propria discarica abusiva gestita da due marocchini di 63 e 37 anni.

Su circa un ettaro di terra infatti sono stati accumulati, non si sa ancora da quanto tempo perché le indagini sono in corso, ingenti quantitativi di rifiuti di diversa origine e categoria assimilabili a “rifiuti urbani, speciali e pericolosi”, come emerge dal verbale redatto dai Carabinieri.

Dalla tipologia dei rifiuti rinvenuti, sembra che questa discarica sia collegata ad una attività di “svuota cantine”, ed è su questo versante che si sta concentrando l’attività investigativa degli inquirenti che hanno provveduto, su disposizione dell’autorità giudiziaria, a mettere sotto sequestro tutta l’area interessata.

Al di là della lodevole operazione della Forestale, resa possibile anche per diverse segnalazioni anonime, resta il fatto che, non basterebbero tutti i carabinieri del mondo a far rispettare le regole in tale materia, perché l’unica vera tutela dell’ambiente sta nella cultura e nel senso civico della gente.

E se c’è, c’è, altrimenti il mondo sarà destinato a diventare un’enorme pattumiera!!!!!!

Gian Battista Cassulo

Nella foto in alto i Carabinieri della sezione Forestale di Acqui Terme durante le operazioni di sequestro della discarica abusiva di Acqui Terme.

Nella foto in basso un possibile scenario del nostro futuro

RICORDI DI VIAGGIO: A ZONZO PER RONDINARIA

RICORDI DI VIAGGIO: A ZONZO PER RONDINARIA

Riordinando il nostro archivio fotografico e TV , ci è saltato agli occhi questo filmato che girammo nel maggio del 2016 per far conoscere ai nostri lettori Rondinaria (la mitica città dei paesi compresa tra Novi e Ovada) e i suoi angolini più scenografici, nonché alcune eccellenze del suo territorio.

Il 2016 per noi de “l’inchiostro fresco” è stato un anno epico, perché è stato l’anno che, con la scelta di trasferire la redazione a Novi Ligure, ha rappresentato il nostro vero radicamento sul territorio, trovandoci, con Novi al vertice, alla punta di un ideale triangolo i cui altri due vertici erano a Masone, dalla parte della valle Stura, e a Busalla, dalla parte della Valle Scrivia.

Ma già guardavamo a Urbe e a Sassello e a tutto il parco del Beigua!!!!

Ecco a voi quel filmato ormai…… d’epoca!!!!!

Gian Battista Cassulo

Nella foto in alto a titolo di esempio della vitalità dell’associazionismo in zona la Pro loco di Mantovana

Un appuntamento speciale per il 22 agosto 2019 a Novi Ligure

Un appuntamento speciale per il 22 agosto 2019 a Novi Ligure

Novi Ligure – Prosegue la tournée di presentazioni del libro di Massimo OliveriAndar per schegge tra sogno e follia“, un’emozionante riflessione autobiografica che intreccia vita e sport, passione e coraggio, audacia e temerarietà.

L’autore lo presenterà, dialogando con il giornalista Marco Gotta, giovedì 22 agosto alle ore 18 presso il Circolo Ilva di Novi Ligure.

Il libro è sostanzialmente un’analisi introspettiva che non lascia spazio alla retorica, ma rappresenta un messaggio diretto, forte, da rivolgere soprattutto ai giovani che si affacciano alla vita facendo dello sport una straordinaria occasione di crescita personale.

Marta Calcagno

A PROPOSITO DI MIGRANTI: L’ITALIA E’ IL PAESE PIU’ BELLO DEL MONDO

A PROPOSITO DI MIGRANTI: L’ITALIA E’ IL PAESE PIU’ BELLO DEL MONDO

Leggo oggi su “La Stampa” del 19 agosto 2019 a pag. 3 un articolo a firma di Francesco Grignetti e titolato: “La Spagna ora apre il porto più vicino, ma l’equipaggio rifiuta”.

L’articolo in questione si riferisce alla vicenda della Open Arms, nave battente bandiera spagnola, che, dopo aver effettuato, al largo della Libia, il trasbordo di un gruppo di migranti sin là trasportati a bordo di un gommone dai “trafficanti di uomini”, è entrata, eludendo le disposizioni del nostro Governo, nelle nostre acque territoriali.

La Open Arms, dalla quale il Ministro degli Interni ha permesso sin da subito, per ragioni mediche, lo sbarco di sei donne e tre uomini, è ormai dai primi di agosto al largo di Lampedusa e a bordo, dove sono stipati oltre 100 migranti, la tensione è alle stelle.

Eppure con soli sette giorni di navigazione la Open Arms potrebbe andare a gettare l’ancora in un porto della sua patria natia, la Spagna, a maggior ragione oggi che il suo premier Pedro Sanchez ha dato il via libera allo sbarco.

Il governo spagnolo infatti ha proposto al comandante della Open Arms di attraccare nel porto di Algeciras, nei pressi di Gibilterra, quindi ad un tiro di schioppo dalle coste del continente africano, ma il Comandante molto cortesemente ha rifiutato l’offerta.

Il governo spagnolo non si è dato per vinto ed ha offerto altre due appetibilissime opzioni: o attraccare a Palma de Maiorca o alle Baleari.

Ma anche queste due note località turistiche molto ambite dal jet set internazionale non sono state di gradimento al Comandante della Open Arms che continua a rimanere alla fonda davanti a Lampedusa, con il suo carico umano.

Tutto questo è quanto si legge nell’articolo sopra citato.

A noi italiani, al di là della triste vicenda dei migranti fuggiti da quella Libia destabilizzata da Francesi, Inglesi e Americani (con il sostegno dell’allora Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano), la cosa ci riempie di orgoglio perché questo fatto dimostra quanto il nostro Paese sia apprezzato nel mondo, addirittura anche da chi è allo stremo.

Altro che Palma de Maiorca, altro che le Baleari, è l’Italia la terra da tutti agognata.

Perché l’Italia è il paese più bello del mondo: è la terra dei sogni!!!!

W l’Italia e un grazie di cuore alla Open Arms per lo schiaffo morale che ha dato alla Spagna, disdegnandone le sue patinate località turistiche, preferendo la nostra bella e impervia Lampedusa!!!!!

Gian Battista Cassulo

Nelle foto nell’ordine: Algeciras (Gibilterra), Palma de Maiorca, Baleari e una cartina del mare nostrum

IL TEATRO DI SASSELLO NON DELUDE MAI: ANCHE QUEST’ANNO HA FATTO L’EN PLEIN

IL TEATRO DI SASSELLO NON DELUDE MAI: ANCHE QUEST’ANNO HA FATTO L’EN PLEIN

Da una nostra lettrice di Cairo Montenotte riceviamo – e con grande disponibilità pubblichiam – questa nota che ci è giunta in redazione sullo spettacolo “ferragostiano” che si è svolto a Sassello ed interpretato da “Giovani virgulti e vecchie carampane” per una serata di varietà in allegria.

È una bella lettera che merita diritto di tribuna.

E noi glielo concediamo ben volentieri!!!!!

Gian Battista Cassulo

Gent.mo Sig. Direttore

Buongiorno, sono a scriverle alcune righe a proposito della Compagnia del Teatro di Sassello, poiché credo fermamente che queste coraggiose realtà vadano incoraggiate e sostenute!!

In occasione del Ferragosto sono tornata a Sassello per incontrare amici ed assistere allo spettacolo ivi rappresentato dalla compagnia del Teatro locale.

Con il ricordo del precedente spettacolo cui avevo partecipato a Natale 2017, mi sono apprestata ad andare ad assistere alla rappresentazione con alcuni amici…e con una certa ansietà: ovvero con il forte dubbio che questa volta avrebbero potuto deludermi (spesso accade che la seconda esperienza non sia all’altezza della prima).

Arriviamo verso le 21 in una piazza già gremita di gente, ingresso libero, posti a sedere già esauriti e molta gente in piedi. Sul palco c’è ancora parecchio movimento “tecnico” …scale, gente che va avanti e indietro… (o mamma lo sapevo!), pare abbiano avuto problemi tecnici, sapevo che non sarei dovuta venire!!!

Al buio attaccano a cantare……..ma ci spiegano che si tratta solo di prove che in realtà avrebbero dovuto fare un paio d’ore prima…… sono sempre più convinta che sarebbe stato meglio rimanere a casa, oltretutto faccio anche una figura del cavolo con gli amici che ho convinto a seguirmi!!

Verso le 21:20 si inizia…. con una premiazione dell’AVIS… mah!!!

Poi finalmente i ballerini salgono sul palco…. buio, silenzio,,, sempre silenzio…i ballerini si guardano perplessi…. poi ci informano che manca il fonico perché ha dovuto cambiarsi in seguito alla faticata fatta per rimediare ai problemi tecnici (pare siano fuori uso i radiomicrofoni)…… e finalmente si va!!!!!!!!!

A dispetto di tutti i problemi tecnici (e qualche cavo di troppo) lo spettacolo è fluido, è un susseguirsi incalzante di monologhi, coreografie, brani musicali eseguiti dal vivo (con tanto di strumentisti sul palco) e scenette.

I monologhi e le scenette sono originali ed esilaranti ed il livello recitativo elevato.

Le corografie spaziano dalla danza contemporanea all’hip hop passando per la video dance. i brani musicali degni del festival di Castrocaro. bravi i cantanti e bravi i musicisti! (Gli amici mi accusano di aver barato, di averli portati ad uno spettacolo di professionisti e non amatoriale come da me affermato.)

Ma l’apoteosi si raggiunge quando annunciano ed eseguono “Morandian Rapsody“, ovvero parole delle più famose canzoni di Morandi cantate sulle note dei Queen. Il pubblico si infiamma e chiede il bis!!!

Dopo ancora alcuni sketch divertenti, il finale prevede una coreografia che ci lascia a bocca aperta, non solo per la capacità di esecuzione, ma anche per l’intensità interpretativa.

In conclusione il Teatro di Sassello non mi ha deluso neppure questa volta, anzi hanno superato loro stessi!

Lasciamo la piazza con la certezza che torneremo ancora a vedere i loro spettacoli e con la speranza che, se il Teatro di Sassello (come ci hanno detto) è attivo da oltre 40 anni, lo possa essere per almeno altri 40. BRAVI RAGAZZI!!!!

Gentile Direttore, le ho scritto confidando nella Sua attenzione perché, in quest’epoca di povertà culturale, le mie parole possano contribuire a dare visibilità all’esperienza coraggiosa di questo piccolo paese!

RingraziandoLa per l’attenzione, Le porgo i miei più cordiali saluti. 

Gianna C –

Cairo Montenotte

Le foto sono state scattate da Franco Galatini

CONCERTO ITINERANTE CAMPO LIGURE 2019

CONCERTO ITINERANTE CAMPO LIGURE 2019

Nel servizio precedente apparso su queste nostre pagine web, vi abbiamo portato in Val Borbera e in Val Curone alla scoperta di Dernice, un paesino lillipuziano immerso nel verde.

Ora, scavalcando addirittura tre valli, la Valle Scrivia, la Val Lemme e la Valle dell’Orba, con le nostre telecamere vi portiamo nel cuore della Valle Stura e precisamente a Campo Ligure, dove la nostra troupe composta da Fausto e Giacomo Piombo ci ha inviato questo servizio.

Si tratta di una breve testimonianza su una iniziativa di grande interesse e di sicuro spessore culturale: il Concerto itinerante 2019 che questa volta ha fatto tappa nella bella piazza centrale di Campo Ligure, che noi chiamiamo la “piazza dalle facciate dipinte”.

Nell’attesa di un servizio più completo eccovi questa anticipazione e per quanto riguarda le nostre escursioni nelle terre dove si legge “l’inchiostro fresco” non è finita qui.

Domani vi porteremo là dove nasce l’Orba, ovvero alle falde del Faiallo in quel di Urbe, in provincia di Savona. Un servizio tutto da vedere!!!!

Gian Battista Cassulo