Tag: Pendolari

LANTERO FA IL PUNTO SUL FUTURO DI OVADA

LANTERO FA IL PUNTO SUL FUTURO DI OVADA

Interpellato ai nostri microfoni durante il Sit In di ieri, mercoledì 19 giugno 2019, il neo confermato sindaco di Ovada, Paolo Lantero, fa il punto sul futuro della sua città, a partire dal territorio ad essa circostante e naturalmente da un potenziamento dei collegamenti sia stradali come ferroviari, in primo luogo verso Genova e il sistema dei porti liguri.

Ecco l’intervista raccolta dal nostro corrispondente, Giacomo Piombo, che andrà in onda anche su TeleMasone e che verrà riproposta sulle pagine de “l’inchiostro fresco” in via di stampa.

Era presente al Sit In anche Pier Sandro Cassulo, esponente e candidato sindaco per la lista “Ovada Viva“, che, da noi interpellato, ha detto che con il suo gruppo formato da Tina Boccaccio, Angelo Priarolo e Fabio Forno, farà in Consiglio comunale una opposizione “realistica“.

Visti anche, confusi tra i pendolari del Sit In, anche l’altro candidato sindaco per il M5S, Mauro Lanzoni e la sempre molta attiva Silvia Gambino, già candidata per la regione Piemonte dal M5S.,

Gian Battista Cassulo

LANTERO FA IL PUNTO SUL FUTURO DI OVADA

LANTERO FA IL PUNTO SUL FUTURO DI OVADAInterpellato ai nostri microfoni durante il Sit In di ieri, mercoledì 19 giugno 2019, il neo confermato sindaco di Ovada, Paolo Lantero, fa il punto sul futuro della sua città, a partire dal territorio ad essa circostante e naturalmente da un potenziamento dei collegamenti sia stradali come ferroviari, in primo luogo verso Genova e il sistema dei porti liguri.Ecco l'intervista raccolta dal nostro corrispondente, Giacomo Piombo, che andrà in onda anche su TeleMasone e che verrà riproposta sulle pagine de "l'inchiostro fresco" in via di stampa.Era presente al Sit In anche Pier Sandro Cassulo, esponente e candidato sindaco per la lista "Ovada Viva", che, da noi interpellato, ha detto che con il suo gruppo formato da Tina Boccaccio, Angelo Priarolo e Fabio Forno, farà in Consiglio comunale una opposizione "realistica".Visti anche, confusi tra i pendolari del Sit In, anche l'altro candidato sindaco per il M5S, Mauro Lanzoni e la sempre molta attiva Silvia Gambino, già candidata per la regione Piemonte dal M5S., Gian Battista Cassulo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Mercoledì 19 giugno 2019
I pendolari della “Genova – Ovada – Acqui” scendono in piazza: “Vogliamo una stazione viva”

I pendolari della “Genova – Ovada – Acqui” scendono in piazza: “Vogliamo una stazione viva”

Portiamo la nostra solidarietà ai pendolari anche perché a prendere il treno vi sono molte persone anziane che con la moderna tecnologia non hanno molta confidenza e trovandosi davanti una macchinetta, invece che a un ferroviere, spesso non riescono a fare tutte le corrette operazioni per prendere il biglietto del treno”, ci dicono due rappresentanti sindacali della CISL di Ovada, Gian Battista Campora e Bruno Gatti, che, con le loro bandiere al vento, si confondono con i numerosi pendolari, giunti un po’ da tutte le parti per chiedere a Trenitalia di riaprire la biglietteria della stazione ferroviaria di Ovada.

La manifestazione organizzata dal Comitato Difesa Trasporti della Valle Stura e Orba, qui presente con i suoi vertici, Alessandra Rapetti di Ovada, Simona Repetto,di Tagliolo, Paolo Trincheri di Ovada e Renato Rosano di Acqui Terme, ha ricevuto l’adesione di numerosi sindaci della zona, primo fra tutti Paolo Lantero, l’appena riconfermato sindaco di Ovada.

Ed è proprio Lantero a dare man forte a questi pendolari, impegnandosi personalmente per fare le “dovute pressioni” affinché la stazione di Ovada torni ad essere una “stazione viva”.

Ma non vi sono solo i sindaci a portare la loro solidarietà a chi tutti i giorni corre in stazione per prendere il treno.

Vi sono anche semplici cittadini che comunque hanno a cuore la loro città che senza i dovuti collegamenti è come se fosse zoppa, come ci dice anche la signora Francesca Scorza, genovese d’origine ma ovadese d’adozione, che osserva come: “Una stazione da poco risistemata e rimessa nuovo, non solo nei suoi fabbricati, ma anche nei marciapiedi e nei binari sia stata incredibilmente spogliata del suo personale”.

Ed è vero, la stazione di Ovada è come se fosse una bella scatola ma vuota e un altro viaggiatore, Enzo Buscemi di Cremolino, ci sottolinea come non solo non vi è più il necessario personale come quello della biglietteria, ma che le “macchinette” per la distribuzione dei “titoli di viaggio”  sono spesso rotte o mal funzionanti.

E non sono solo le persone anziane, in molti casi poco pratiche dei nuovi marchingegni, ad essere penalizzate da questa mancanza di servizio.

Anche i giovani si trovano male perché, come ci hanno detto due studenti, spesso si arriva all’ultimo minuto per “saltare sul treno” e con le “macchinette” o lente o imperfette, in molti casi o si perde il treno o si sale e si paga la multa.

Le stazioni ferroviarie sono sempre state luoghi di ritrovo e di aggregazione. Oggi stanno diventando impersonali prive quella umanità che a volte aiuta il viaggiatore a “sentirsi a casa”.

Gian Battista Cassulo

“Vogliamo una stazione viva”

I pendolari della “Genova – Ovada – Acqui” scendono in piazza"VOGLIAMO UNA STAZIONE VIVA"“Portiamo la nostra solidarietà ai pendolari anche perché a prendere il treno vi sono molte persone anziane che con la moderna tecnologia non hanno molta confidenza e trovandosi davanti una macchinetta, invece che a un ferroviere, spesso non riescono a fare tutte le corrette operazioni per prendere il biglietto del treno”, ci dicono due rappresentanti sindacali della CISL di Ovada, Gian Battista Campora e Bruno Gatti, che, con le loro bandiere al vento, si confondono con i numerosi pendolari, giunti un po’ da tutte le parti per chiedere a Trenitalia di riaprire la biglietteria della stazione ferroviaria di Ovada.La manifestazione organizzata dal Comitato Difesa Trasporti della Valle Stura e Orba, qui presente con i suoi vertici, Alessandra Rapetti di Ovada, Simona Repetto,di Tagliolo, Paolo Trincheri di Ovada e Renato Rosano di Acqui Terme, ha ricevuto l’adesione di numerosi sindaci della zona, primo fra tutti Paolo Lantero, l’appena riconfermato sindaco di Ovada.Ed è proprio Lantero a dare man forte a questi pendolari, impegnandosi personalmente per fare le “dovute pressioni” affinché la stazione di Ovada torni ad essere una “stazione viva”.Ma non vi sono solo i sindaci a portare la loro solidarietà a chi tutti i giorni corre in stazione per prendere il treno. Vi sono anche semplici cittadini che comunque hanno a cuore la loro città che senza i dovuti collegamenti è come se fosse zoppa, come ci dice anche la signora Francesca Scorza, genovese d’origine ma ovadese d’adozione, che osserva come: “Una stazione da poco risistemata e rimessa nuovo, non solo nei suoi fabbricati, ma anche nei marciapiedi e nei binari sia stata incredibilmente spogliata del suo personale”.Ed è vero, la stazione di Ovada è come se fosse una bella scatola ma vuota e un altro viaggiatore, Enzo Buscemi di Cremolino, ci sottolinea come non solo non vi è più il necessario personale come quello della biglietteria, ma che le “macchinette” per la distribuzione dei “titoli di viaggio” sono spesso rotte o mal funzionanti.E non sono solo le persone anziane, in molti casi poco pratiche dei nuovi marchingegni, ad essere penalizzate da questa mancanza di servizio. Anche i giovani si trovano male perché, come ci hanno detto due studenti, spesso si arriva all’ultimo minuto per “saltare sul treno” e con le “macchinette” o lente o imperfette, in molti casi o si perde il treno o si sale e si paga la multa.Le stazioni ferroviarie sono sempre state luoghi di ritrovo e di aggregazione. Oggi stanno diventando impersonali prive quella umanità che a volte aiuta il viaggiatore a “sentirsi a casa”.Gian Battista Cassulo

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Mercoledì 19 giugno 2019
“VOGLIAMO PARLARE CON GLI UMANI NON CON LE MACCHINE”

“VOGLIAMO PARLARE CON GLI UMANI NON CON LE MACCHINE”

Ogni rivoluzione, si sa, comporta i suoi rischi. Da un lato c’è il progresso ma dall’altro c’è anche lo shock per l’improvviso venir meno dei vecchi punti di riferimento.

Ecco con l’odierna Rivoluzione Digitale, quello che sta venendo a mancare è il dialogo con le e tra le persone.

È  quanto ad esempio accade nella appena ristrutturata stazione ferroviaria di Ovada dove tutto è bello, lindo e ordinato, ma dove mancano i ferrovieri e i pendolari, al posto del viso bonario dell’impiegato di turno dietro il bancone della biglietteria, trovano ora una impersonale macchinetta che emette suoni metallici e che è intransigente se solo sbagli a digitare un tasto.

E così, con il treno che sta arrivando, i casi sono due: o non fai il biglietto o perdi il treno.

A farne le spese sono soprattutto le persone di una certa età che con i computer non hanno tanta confidenza, ma anche i giovani ci si trovano male, come ci dimostra questa breve intervista a due studenti ovadesi.

La tecnologia indubbiamente ci aiuta, ma cerchiamo di non perdere la nostra “umanità” e là dove è possibile, come ad esempio in una stazione ferroviaria, porto di tanta gente in giro per il mondo, lasciamo un qualcuno in carne e ossa che possa dare una risposta, un consiglio, un’indicazione ma anache un sorriso al viaggiatore che “ramingo va e da lungi i suoi tetti saluta“.

Gian Battista Cassulo

NOTA: Domani la nostra redazione della Valle Stura proporrà un servizio completo a firma di Giacomo Piombo con riprese e regia di Fausto Piombo. Il servizio andrà in onda anche su TeleMasone.

VOGLIAMO PARLARE CON GLI UMANI NON CON LE MACCHINE

"VOGLIAMO PARLARE CON GLI UMANI NON CON LEMACCHINE"Ogni rivoluzione, si sa, comporta i suoi rischi. Da un lato c'è il progresso ma dall'altro c'è anche lo shock per l'improvviso venir meno dei vecchi punti di riferimento.Ecco con l'odierna Rivoluzione Digitale, quello che sta venendo a mancare è il dialogo con le e tra le persone.È quanto ad esempio accade nella appena ristrutturata stazione ferroviaria di Ovada dove tutto è bello, lindo e ordinato, ma dove mancano i ferrovieri e i pendolari, al posto del viso bonario dell'impiegato di turno dietro il bancone della biglietteria, trovano ora una impersonale macchinetta che emette suoni metallici e che è intransigente se solo sbagli a digitare un tasto.E così, con il treno che sta arrivando, i casi sono due: o non fai il biglietto o perdi il treno.A farne le spese sono soprattutto le persone di una certa età che con i computer non hanno tanta confidenza, ma anche i giovani ci si trovano male, come ci dimostra questa breve intervista a due studenti ovadesi.La tecnologia indubbiamente ci aiuta, ma cerchiamo di non perdere la nostra "umanità" e là dove è possibile, come ad esempio in una stazione ferroviaria, porto di tanta gente in giro per il mondo, lasciamo un qualcuno in carne e ossa che possa dare una risposta, un consiglio, un'indicazione ma anache un sorriso al viaggiatore che "ramingo va e da lungi i suoi tetti saluta".Gian Battista CassuloNOTA: Domani la nostra redazione della Valle Stura proporrà un servizio completo a firma di Giacomo Piombo con riprese e regia di fausto Piombo. Il servizio andrà in onda anche su TeleMasone

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Mercoledì 19 giugno 2019
Dal “CDTVSeO “- Comitato Difesa Trasporti Valli Stura e Orba, riceviamo e pubblichiamo: NO, alla chiusura della biglietteria della stazione di Ovada

Dal “CDTVSeO “- Comitato Difesa Trasporti Valli Stura e Orba, riceviamo e pubblichiamo: NO, alla chiusura della biglietteria della stazione di Ovada

Mercoledì 19 giugno 2019  alle ore 18:00, presso la stazione ferroviaria di Ovada, si terrà un sit-in riguardante la decisione di Trenitalia di chiudere la biglietteria della stazione stessa, l’ultima rimasta sulla linea “Genova – Ovada Acqui Terme” da Visone (Al) a Sampierdarena (Ge).

Poiché tale chiusura, a fronte anche del recente esborso di 4 milioni di euro per ristrutturare la stazione di Ovada, riguarda non solo i pendolari ma tutta la cittadinanza di Ovada e dei paesi limitrofi, abbiamo invitato, oltre ai cittadini, anche i rappresentanti dei vari Comuni a partecipare, possibilmente con fascia tricolore, all’incontro.

Estendiamo l’invito anche a tutti gli organi d’informazione locale e non, in quanto riteniamo sicuramente utile anche la presenza della carta stampata, della radio e della TV per dare maggiore risalto alla problematica e allo sforzo congiunto per trovare una soluzione che vada incontro alle esigenze di chi, a vario titolo, viaggia.

Ringraziando per la preziosa collaborazione e restando a disposizione per eventuali chiarimenti, porgiamo cordiali saluti,

Simona Repetto

Alessandra Rapetti

Renato Rosano

Paolo Trincheri

NO ALLA CHIUSURA DELLA BIGLIETTERIA NELLA STAZIONE DI OVADA

Dal “CDTVSeO “- Comitato Difesa Trasporti Valli Stura e Orba, riceviamo e pubblichiamo:NO ALLA CHIUSURA DELLA BIGLIETTERIA NELLA STAZIONE FERROVIARIA DI OVADAMercoledì 19 giugno 2019 alle ore 18:00, presso la stazione ferroviaria di Ovada, si terrà un sit-in riguardante la decisione di Trenitalia di chiudere la biglietteria della stazione stessa, l'ultima rimasta sulla linea “Genova – Ovada Acqui Terme” da Visone (Al) a Sampierdarena (Ge).Poiché tale chiusura, a fronte anche del recente esborso di 4 milioni di euro per ristrutturare la stazione di Ovada, riguarda non solo i pendolari ma tutta la cittadinanza di Ovada e dei paesi limitrofi, abbiamo invitato, oltre ai cittadini, anche i rappresentanti dei vari Comuni a partecipare, possibilmente con fascia tricolore, all'incontro. Estendiamo l'invito anche a tutti gli organi d’informazione locale e non, in quanto riteniamo sicuramente utile anche la presenza della carta stampata, della radio e della TV per dare maggiore risalto alla problematica e allo sforzo congiunto per trovare una soluzione che vada incontro alle esigenze di chi, a vario titolo, viaggia. Ringraziando per la preziosa collaborazione e restando a disposizione per eventuali chiarimenti, porgiamo cordiali saluti,Simona RepettoAlessandra RapettiRenato RosanoPaolo TrincheriQui sotto presentiamo un video che avevamo girato nell'ottobre del 2018, durante i lavori di ristrutturazione e dove esternavamo le nostre aspettative per vedere finalmente una "bella" stazione al servizio del territorio.

Pubblicato da L'inchiostro fresco La voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo su Venerdì 14 giugno 2019
I lavori sulla linea ferroviaria dei Giovi

I lavori sulla linea ferroviaria dei Giovi

Proseguono, almeno fino ad agosto, i lavori di “potenziamento” infrastrutturale sulla linea ferroviaria succursale dei Giovi, (cioè quella più diretta), nel tratto tra il bivio di Fegino e Mignanego. Si tratta di interventi sui viadotti Lauro e Trasta, che comportano un rallentamento dei treni. Ciò continua a determinare alcune lievi variazioni di orario (anticipo nella partenza o ritardo all’arrivo) dei Regionali veloci tra Genova e Torino e tra Genova e Milano. Solitamente sono costituiti, per alcuni treni, di anticipi nella partenza dei treni diretti verso nord e ritardi nell’arrivo di quelli in senso inverso. Nei mesi scorsi queste variazioni interessavano solo i fine-settimana; con il nuovo orario in vigore dal 9 giugno, invece sono giornaliere. Ad esempio, il treno del mattino da Torino, molto utilizzato dai pendolari e che ferma tra l’altro a Novi Ligure alle 6.44, a Serravalle alle 6.51 e ad Arquata alle 6.57, arriva a Genova Principe alle 7.35 anzichè alle 7.30; e a Brignole, come orario previsto, alle 7.47 anzichè alle 7.39. 12 minuti tra le due stazioni genovesi sono sicuramente sovradimensionati. Un vecchio trucchetto di Trenitalia, per recuperare eventuali ritardi e potere aumentare, nelle statistiche, il numero di treni giunti in orario alla destinazione finale.
Nella seconda metà di agosto sono fissate altre variazioni con ulteriori prolungamenti, di alcuni minuti, dei tempi di percorrenza.
Altri, anche se in questo caso non particolarmente gravi, disagi nella vita dei pendolari.

I Pendolari ATP della Valle Stura sono ancora in attesa del ripristino delle corse dirette a Genova Brignole

I Pendolari ATP della Valle Stura sono ancora in attesa del ripristino delle corse dirette a Genova Brignole

Con un comunicato stampa i “Pendolari ATP della Linea C Valle Stura” comunicano che, a nove mesi dal crollo del Ponte Morandi, non sono ancora stati ripristinati i collegamenti diretti della corse ATP con destinazione finale Genova Brignole.

I Pendolari ATP della Linea C Valle Stura manifestano anche la preoccupazione di un rincaro dei costi per l’acquisto dei titoli di viaggio mensili, nell’eventualità in cui non si concretizzasse il ripristino della situazione antecedente la drammatica tragedia del crollo del viadotto sul Polcevera.

Come richiesto dallo stesso gruppo “Pendolari ATP della Linea C Valle Stura”, diamo di seguito spazio alla pubblicazione integrale del comunicato stampa che hanno inviato alla nostra redazione.

Comunicato Stampa Pendolari ATP della Linea C Valle Stura

 BIGLIETTO INTEGRATO CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA

Osservazioni dei pendolari ATP – Linea C

Premessa

Sulla base del principio dell’unità del territorio della Città Metropolitana, sancito dalla legge

7 aprile 2014, n. 56 (Legge Delrio), e a seguito dei finanziamenti del Decreto Legge 109/2018

promulgato per l’emergenza successiva al crollo del Ponte Morandi, occorre individuare le

modalità di utilizzo dei fondi destinati al miglioramento del trasporto pubblico locale (TPL).

La proposta di realizzazione di un biglietto unico integrato che permetta di fruire

indistintamente di diversi vettori di trasporto pubblico (treno su tutta la rete della Città

Metropolitana + bus urbano + bus extraurbano + metropolitana) trova riferimento nella

deliberazione del Consiglio Regionale n. 7 del 27/06/2017 in merito all’approvazione del

“Programma dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale”.

È compito della Regione Liguria proporre l’avvio di una sperimentazione di un progetto di

integrazione tariffaria nell’ambito della Città Metropolitana di Genova tra i vari vettori interessati

dal TPL, come anticipazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) che entrerà

presumibilmente in vigore dal 2025.

L’anticipazione del PUMS sembrerebbe prevista solo per la Linea C Valle Stura del servizio

extraurbano di ATP.

Considerazioni sulle tariffe attualmente applicate

1) A seguito del crollo del Ponte Morandi le corse ATP (servizio extraurbano) della Linea C

Valle Stura hanno subito un taglio drastico sulla percorrenza, limitandosi a Genova-Voltri e

costringendo gli utenti diretti a Genova-Brignole a cambiare vettore e a utilizzare la linea

ferroviaria Genova-Brignole.

2) Il costo dell’abbonamento mensile AMT/TRENITALIA area metropolitana, necessario per il

percorso Voltri-Brignole dal mese di settembre 2018 ad oggi, è stato sostenuto da ATP con

i fondi dell’emergenza Ponte Morandi (consegna gratuita degli abbonamenti mensili

AMT/TRENITALIA ai possessori dell’abbonamento ATP) in sostituzione del servizio tagliato.

3) Per gli utenti della Valle Stura, ai quali è stato tolto il servizio ATP verso Genova Centro a

seguito del crollo del Ponte Morandi, l’ipotesi di avvio anticipato del PUMS con la proposta

di integrazione tariffaria attualmente in vigore non è accettabile e tantomeno sostenibile

rispetto alle tariffe degli abbonamenti ATP utilizzati precedentemente al crollo del Ponte

Morandi come dimostrato nel prospetto allegato.

Conclusioni

1) Per gli utenti che prima del crollo del Ponte Morandi utilizzavano il solo vettore ATP per

raggiungere Genova Brignole (o fermate intermedie) e in previsione dell’abolizione

dell’abbonamento integrato AMT/TRENITALIA attualmente fornito gratuitamente (i fondi

dell’emergenza Ponte Morandi finiranno …) le tariffe integrate proposte, si traducono in un

aumento significativo dei costi da sostenere (quasi il doppio).

2) Di fatto si verificano enormi differenze di trattamento tra gli utenti del TPL della Città

Metropolitana. Ad esempio, un utente residente a Portofino che deve recarsi per lavoro a

Genova Brignole può utilizzare soltanto i mezzi ATP con un abbonamento mensile al costo

di € 50,00. Nel caso invece di un utente residente a Masone, per raggiungere Genova

Brignole con il solo utilizzo di mezzi pubblici al pari dell’abitante di Portofino, il costo

minimo da sostenere è di € 90,00 (integrato ATP/AMT + supplemento autostrada per

Voltri), vale a dire quasi il doppio!

3) Il comuni situati a ponente sono penalizzati dall’assenza di corse ATP verso il centro e gli

utenti abbonati devono affrontare costi mensili mediamente più elevati degli utenti del

levante.

4) Occorre trovare un vero sistema tariffario perequativo che offra agli utenti dei comuni più

disagiati un abbonamento integrato ad un costo mensile/annuale accessibile che permetta

di utilizzare indistintamente i tre vettori di TPL (ATP, AMT e TRENITALIA) in tutto il

territorio della Città Metropolitana di Genova e non solo nell’area urbana come accade

attualmente. Con le attuali tariffe, rispetto ai costi sostenuti ante crollo ponte, una famiglia

con due componenti pendolari deve sostenere costi maggiorativi sino a + € 126,00/mese

che si traducono in + € 1.512,00/anno).

5) Si sottolinea, inoltre, che per i pendolari dei comuni dell’entroterra privi di una stazione

ferroviaria come Masone e quindi privi di un’alternativa, all’aumento delle tariffe si

sommano i disagi e le difficoltà inerenti le coincidenze dei vari vettori che devono

necessariamente utilizzare e che non sempre sono congruenti. Ad esempio per i pendolari

di Masone che devono raggiungere Campo Ligure per il treno delle 7.45 non hanno a

disposizione una corsa utile per raggiungere la stazione in tempo, oppure per chi arriva a

Campo Ligure con il treno alle 20.03 e deve raggiungere Masone il primo bus utile è il

giorno dopo alle ore 5.08.

Masone, 22/05/2019 I Pendolari ATP – Linea C

Ennesima disavventura per i pendolari della linea Genova Brignole – Acqui Terme

Ennesima disavventura per i pendolari della linea Genova Brignole – Acqui Terme

Ancora una volta i pendolari della linea Genova Brignole – Acqui Terme hanno vissuto un disagio. Il treno regionale numero 6062, in partenza alle ore 13.12 dalla stazione di Genova Brignole, è rimasto fermo per circa 2 ore nella stazione di Genova Sampierdarena a causa di un guasto verificatosi nelle immediate adiacenze della stazione di Genova Borzoli. Nessuna informazione certa su quello che stava accadendo è stata fornita ai passeggeri del convoglio che non sapevano cosa e come fare per poter tornare a casa. Anche i regionali dell’ora successiva, sia in andata che in ritorno, hanno subito pesanti conseguenze fino ad essere addirittura soppressi. Nella malasorte, nonostante quella che è sembrata un’interminabile attesa, la situazione è stata risolta facendo tirare un sospiro di sollievo ai numerosi viaggiatori che erano già rassegnati ad una ben più lunga fermata “fuori programma”. Ciò che si è verificato oggi insegna sempre di più quanto sia importante e necessaria la manutenzione lungo tutta la tratta ferroviaria.