Alla scoperta dei nostri paesi: Cremolino

In una autunnale giornata d’ottobre ci siamo recati a Cremolino per visitare questo paese che dall’alto dei suoi 450 metri s.l.m. domina tutto l’ovadese.

È un bel paese che, all’ombra della sua possente rocca di stampo ghibellino, si presenta in ordine con le sue case nella maggior parte ben recuperate e ristrutturate nel rispetto dell’ambiente storico nelle quali si trovano.

Ma per meglio illustrarvelo qui di seguito pubblichiamo una nota del paese che ci è giunta da uno dei suoi amministratori, il dott. Fausto Lodi.

La redazione

IL PAESE DI CREMOLINO di Fausto Lodi

Cremolino, Provincia di Alessandria si trova a 450 s.l.m, ha fatto parte dell’antico Stato del Monferrato, denominato anche “Alto Monferrato” essendo geograficamente posto nella zona collinare del Regno rispetto alla restante pianura.

È inserito nel territorio riconosciuto patrimonio dell’Unesco per i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Cremolino si trova anche nella parte del territorio a livello Europeo con la più alta densità di dimore storiche esistenti per chilometro quadrato, maggiore quindi a territori ben più conosciuti al grande pubblico come i castelli della Loira in Francia, quelli della Scozia e degli altri paesi europei.

Lo Stato del Monferrato venne donato nel X  secolo ad Aleramo del Monferrato dall’imperatore Ottone I  fu per molti secoli un feudo imperiale. Governato da sovrani (marchesi e duchi) delle seguenti dinastie: Aleramici, Paleologi, Gonzaga e Gonzaga-Nevers.

Cremolino ha rivestito nella storia un ruolo senz’altro importante, sia per essere zona di confine con la Repubblica di Genova (Ovada), sia perché i Malaspina, signori di Cremolino dal 1240 (dominarono per oltre due secoli il feudo) erano Vicari imperiali del Marchese del Monferrato, con giurisdizione sui diversi castelli e territori a loro assoggettati (Molare, Cassinelle, Bandita, Morbello, Rocca Grimalda, Morsasco, Trisobbio, Prasco).

Tra le vestigia che la storia ci ha tramandato, il Comune di Cremolino vanta un buon numero di edifici di pregio civili e religiosi, segno di una vivace quanto faticosa gestione della cosa pubblica durante un arco temporale senz’altro molto lungo e duro per i suoi abitanti.

Oltre al Castello d’architettura ghibellina che domina la rocca, le cui fondazioni risalgono all’anno mille, e ampliato dal 1240 in poi, vi sono le mura a difesa del borgo da cui si accede dal ponte sottano, unico superstite di una fortificazione con quattro porte di accesso, oltre quelle interne alle mura stesse il convento dei Padri carmelitani, edificio, ancor oggi ricco di affreschi seicenteschi, costruito nel 1439 ed adibito a dimora dei carmelitani sino al 1806

La Chiesa parrocchiale in stile neoclassico, con all’interno pregevoli tele ed arredi lapidei e lignei della precedente chiesa (1440), ed uno storico organo Vegezzi Bossi 1914 vero capolavoro dell’arte organaria Italiana, l’adiacente Oratorio della Madonna del Carmine, costruito nel 1400 e ampliato nel 1642 in forme barocche, conserva al suo interno un crocefisso processionale ligneo di pregevolissima fattura e di notevole peso.

All’interno del Borgo insiste tra pubblici e privati un gran numero di pozzi e/o cisterne per la raccolta delle acque sia sorgive che piovane, elemento indispensabile per la vita e per resistere agli assedi, alcuni hanno piccole edicole in paramano o con coperture artistiche in ghisa.

Nella parte del borgo vicino al ponte o porta sottana una casa che divide Via Amorina da Via Umberto I, risulta essere del XIII secolo ed asservita al corpo di guardia alla porta stessa.

Salendo verso la rocca si trova prima di una porta interna detta porta del Rampino (non più esistente se non una targa a memoria) un edificio in pietra che ospitò durante i suoi studi presso i Padri Carmelitani, Paolo Daneo che divenne San Paolo della Croce fondatore dell’ordine dei Padri Passionisti.

All’interno della rocca fortificata e dentro il cortile interno esistono le prigioni, poste sotto la torre detta dell’Isnardo, dove sono riportati al loro interno graffiti e scritte dei condannati.

Nella facciata dell’ingresso principale si può ancora vedere l’anello della tortura per le esecuzioni delle pene capitali o per estorcere confessioni in base agli statuti del 1342.

All’interno del castello è posto ancora un trabocchetto con pavimento mobile, (ora non più funzionante) dove veniva sommariamente amministrata la giustizia.

Nel Palazzo Comunale ha trovato la sua naturale collocazione l’archivio storico della Comunità, il documento più antico risultano essere gli statuti della Magnifica Comunità di Cremolino datato 1368 ed aggiornati nel 1432.

Nell’ingresso dello stesso palazzo fa bella mostra il restaurato meccanismo dell’orologio della Torre campanaria costruito prima del 1826 ed ancora perfettamente funzionante.

Fuori dal centro abitato si trova il romanico Santuario della Bruceta che gode in perpetuo dal 1818, per una intera settimana all’anno, dell’Indulgenza plenaria sotto forma di Giubileo, concessa con Bolla Papale di Pio VII.

Unico Santuario dell’Italia settentrionale ed uno dei cinque al Mondo a possedere tale privilegio; al suo interno si conserva intatta l’immagine dipinta su pietra di epoca romanica della Madonna con Bambino, anticamente venerata con il titolo di Madonna delle Grazie e successivamente, scampata all’incendio e alle devastazioni compiute nelle nostre terre dai Turchi Saraceni nell’anno mille, invocata con il titolo di Madonna della Bruceta o Bruseta (Bruciata).

La chiesa campestre di Sant’Agata in località Belletti di origine romanica, ampliata nel 1600, conserva ancora abside Romanico con monofore.

La piccola cappella della Madonna degli Angeli in località Fallabrini è stata costruita da Matteo Fallabrino nel 1675 e conserva al suo interno copia del dipinto olio su tela (l’originale nella Parrocchiale) della Madonna tra Santi opera di Giovanni Monevi da Visone, coevo alla costruzione della chiesetta.

La Cremolino di oggi conserva un fascino che non può non colpire il viaggiatore che percorre la provinciale Ovada-Acqui Terme e questo grazie a uno sviluppo edilizio organico e misurato che ha impedito la devastazione o la cementificazione sconsiderata avvenuta in altri centri.

In linea con la storia del paese e in armonia con essa sono presenti B&B sempre più organizzati, Spa di prima qualità per accogliere turisti che si avvicinano all’Alto Monferrato per conoscerne i profumi e gustarne i sapori.

Sapori nei quali la produzione e tradizione vinicola del Dolcetto, oggi Ovada DOCG, occupa un posto preminente restando sempre il traino dell’agricoltura locale. Vino da unirsi alle specialità locali di tagliatelle alle erbette e di coniglio alla cremolinese, riconosciuti De.Co.

Sono presenti in paese diverse associazioni che operano in molteplici settori:

La locale Pro Loco, che organizza eventi enogastronomici, culturali e sportivi per proporre e veicolare l’immagine del territorio e le sue eccellenze.

L’Associazione sportiva palla tamburello, con la squadra che milita nel massimo campionato Italiano; antico gioco che affonda le sue radici già nel 1500/1600 e veniva praticato normalmente sotto gli spalti o nelle piazze adiacenti ai manieri, ha accompagnato per secoli gli abitanti di queste terre insieme ad un altro gioco ancora più antico la pallapugno o pallone elastico.

La locale Arciconfraternita della Madonna del Carmine risalente al 1432, associazione di culto formata da fedeli laici, le cui finalità sono la carità, la preghiera ed il culto pubblico. I confratelli danno supporto e seguono l’organizzazione e svolgimento delle varie feste religiose e processioni che si svolgono durante l’anno.

L’Associazione culturale i Guitti di Cremolino, che si occupa di organizzare nel periodo estivo rassegne teatrali e serate musicali nel borgo medievale.

Infine, è in via di programmazione con i comuni confinanti, mediante la realizzazione di percorsi attrezzati, la valorizzazione dei sentieri, comoresi quelli del Bacino Terziario Piemontese, bacino marino sviluppato tra l’Eocene superiore e il Messianico, dove c.a. 30 milioni di anni fa una costiera arginava un mare ricco di vita i cui reperti sono presenti e ben visibili sulle rocce locali e motivo di studi nazionali e internazionali.

Fausto Lodi

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