È MANCATO GIANCARLO CALDONE, SINDACO DI VOLPEDO

Oggi aprendo “La Stampa” leggo la notizia della scomparsa di Giancarlo Caldone, sindaco di Volpedo.

Ho avuto modo di conoscerlo una prima volta ad Ovada, nel 2012, quando era venuto, in rappresentanza del Presidente della Provincia, per inaugurare il nuovo treno pendolari, il “Minuetto”, e per garantire il suo impegno per impedire la chiusura del servizio viaggiatori sulla linea ferroviaria “Ovada – Alessandria” che da poco era stata completamente rinnovata.

Cosa però che non gli riuscì. Troppo grandi e trasversali erano e sono gli interessi che gravavano e gravano sui trasporti locali e interregionali.

In quell’occasione Caldone mi risultò subito simpatico, perché vidi in lui la sincerità. Cosa rara in un politico e nel salutarci mi invitò a Volpedo.

Cosa che feci tempo dopo, avendo così modo di toccare con mano il suo impegno nel tenere bene e in ordine il paese nel quale da tutti era considerato il sindaco “storico”.

Lo intervistammo, ci presentò i suoi collaboratori e ci fece da guida per Volpedo partendo da un luogo che lui considerava il biglietto da visita di tutta la “sua” comunità: la “Piazzetta Quarto Stato”.

E partendo da lì visitammo i vari “fiori all’occhiello” di Volpedo e di quanto Caldone aveva fatto durante il suo lungo mandato, innanzitutto per ricordare il suo concittadino più illustre, Giuseppe Pellizza, meglio noto come Pellizza da Volpedo.

Eravamo rimasti d’accordo che con “l’inchiostro fresco” avremmo dovuto realizzare un apposito inserto su Volpedo, ma poi, come spesso accade, non riuscimmo a dare seguito a quel progetto, che è rimasto un sogno nel cassetto.  

Non ho più avuto modo poi di sentirmi con Giancarlo Caldone, ma per quel poco che l’ho conosciuto, di lui mi porto nel cuore il ricordo di una brava persona, sinceramente innamorata di quello che stava facendo.

Gian Battista Cassulo

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