A TAVOLA CON LA COSTITUZIONE – INTRODUZIONE

CARI AMICI DE “L’INCHIOSTRO FRESCO” INIZIAMO A PUBBLICARE A PUNTATE IL CICLO D’INCONTRI CHE ABBIAMO PENSATO DI PROPORRE VIA INTERNET AGLI ALUNNI DELL CLASSI QUINTE DELLE SCUOLE PRIMARIE. POTRESTE FARMI SAPERE SE RISULTA CHIARA E COMPRENSIBILE LA SPIEGAZIONE? A TUTTI UN CORDIALE SALUTO DA GB CASSULO ED ECCO LA PARTE INTRODUTTIVA DEL CICLO DI INCONTRI

INTRODUZIONE

Cari alunni delle scuole “Giuseppe Saracco” di Acqui Terme, anche quest’anno siamo qui a parlare di costituzioni, come sono nate, a cosa servono e come funzionano.

Quest’anno affronteremo il tema partendo dalle varie scoperte geografiche che hanno ingrandito i contorni del mondo rendendolo più ricco, perché con le nuove scoperte geografiche sono arrivati nel nostro continente anche nuovi prodotti della terra che hanno favorito un nuovo benessere e un conseguente rifiorire della cultura e delle arti.

Ecco perché quest’anno abbiamo titolato la serie dei nostri incontri: “A tavola con la Costituzione”, perché “se siamo arrivati ad essere quello che oggi siamo” lo dobbiamo proprio al conseguimento di quel progresso sociale reso possibile dalle nuove migliori condizioni di vita di chi ci ha preceduto, dai loro sacrifici, dalle loro intuizioni, dai loro studi.

E per rendere loro omaggio e per capire chi siamo, anche noi oggi diventeremo degli esploratori e intraprenderemo un viaggio lungo migliaia di anni, ma niente paura, faremo in tempo, durante quest’anno scolastico, ad arrivare dalla notte dei tempi ai giorni nostri, perché la storia è come un canguro: procede a balzi e i balzi della storia sono enormi, in quanto gli uomini che hanno contribuito al nostro progresso in definitiva si contano sulla punta delle dita. Ma andiamo con ordine.

Nell’antichità vivevano gli uomini liberi e gli schiavi. Gli uomini liberi avevano il diritto di cittadinanza, potevano darsi alla politica, si dedicavano all’esercizio delle armi e godevano dei benefici delle loro proprietà. Formavano il popolo dei vincitori.

Gli schiavi non godevano nulla di tutto ciò. Facevano parte dei popoli vinti e venivano “usati” come servi e nei lavori più duri. Alcuni, i più eruditi, venivano impiegati in lavori che richiedevano una particolare preparazione culturale, come scriba, come precettori o per concorrere alla realizzazione delle grandi opere pubbliche. Altri, i più forti, venivano reclutati come gladiatori nei giochi circensi.

Nell’antica Roma gli uomini liberi erano i “cives”, ma al loro interno si distinguevano i plebei, che era gente del popolo, e i patrizi che appartenevano alla nobiltà. Originariamente tra i due gruppi vi era una disparità nei diritti per l’accesso alle cariche pubbliche, ma le differenze di status tra i due gruppi con il tempo andarono scemando e con la Costituzione Antoniana concessa da Caracalla nel 212 d.C., il diritto di cittadinanza fu esteso dai romani addirittura a tutti quelli che vivevano all’interno dei confini imperiali.

La divisione tra gli uomini liberi e schiavi inizia a scomparire con la caduta dell’Impero romano e nel Medioevo la schiavitù si trasforma in una specie di servaggio, anche perché con l’avvento del cristianesimo, che predicava la fratellanza tra gli uomini, gli schiavi in quanto tali non potevano più esistere. San Francesco, ad esempio, uomo proveniente da una ricchissima famiglia di commercianti, per essere uguale agli altri, si spoglia dei suoi averi per vivere in povertà.

Sta cambiando la società e nel Medioevo si erigono castelli e fortificazioni perché se ai tempi dell’Impero romano era Roma che proteggeva il popolo, con la sua caduta (476 d.C. – Odoacre), ora ognuno doveva fare per sé.

Si forma una società feudale, nascono i signorotti locali e iniziano a profilarsi i grandi stati nazionali, quali la Spagna, la Francia e l’Inghilterra, mentre nell’Europa centrale continua rimanere vivo un impero, il Sacro Romano Impero, che dal Baltico si estende sino al Mediterraneo, ma è molto frantumato al suo interno. Noi, ancora oggi, siamo testimoni di quel passato vedendo i numerosi castelli che nella loro possenza ci ricordano quell’epoca e, per un certo verso, viviamo mentalmente ancora in quello spirito medievale.

Queste trasformazioni, unite alle nuove scoperte geografiche e ad un nuovo stile di vita favorito da una alimentazione più ricca, che però non salverà l’umanità dell’epoca da feroci pestilenze (come quella descritta dal Manzoni nei “Promessi sposi”, nella Milano del 1630 invasa dai Lanzichenecchi), porteranno l’uomo a studiare anche un nuovo modo di stare assieme, eliminando, per quanto possibile, soprusi e prepotenze. Si arriverà così alla nascita delle moderne costituzioni.

Ricordiamoci comunque che tutte le società, anche le più antiche, hanno sempre avuto una costituzione, ovvero un insieme di regole per tenerle unite, ma le moderne costituzioni sono caratterizzate da un’idea innovativa: quella di una comunità di soggetti tenuti assieme da uguali diritti e uguali doveri.

Ma prima di metterci in cammino alla ricerca delle fondamenta delle moderne costituzioni, dobbiamo chiederci su che mondo viviamo.

CARI AMICI DE "L'INCHIOSTRO FRESCO" INIZIAMO A PUBBLICARE A PUNTATE IL CICLO D'INCONTRI CHE ABBIAMO PENSATO DI PROPORRE VIA INTERNET AGLI ALUNNI DELL CLASSI QUINTE DELLE SCUOLE PRIMARIE. POTRESTE FARMI SAPERE SE RISULTA CHIARA E COMPRENSIBILE LA SPIEGAZIONE? A TUTTI UN CORDIALE SALUTO DA GB CASSULO ED ECCO LA PARTE INTRODUTTIVA DEL CICLO DI INCONTRIINTRODUZIONECari alunni delle scuole “Giuseppe Saracco” di Acqui Terme, anche quest’anno siamo qui a parlare di costituzioni, come sono nate, a cosa servono e come funzionano.Quest’anno affronteremo il tema partendo dalle varie scoperte geografiche che hanno ingrandito i contorni del mondo rendendolo più ricco, perché con le nuove scoperte geografiche sono arrivati nel nostro continente anche nuovi prodotti della terra che hanno favorito un nuovo benessere e un conseguente rifiorire della cultura e delle arti.Ecco perché quest’anno abbiamo titolato la serie dei nostri incontri: “A tavola con la Costituzione”, perché “se siamo arrivati ad essere quello che oggi siamo” lo dobbiamo proprio al conseguimento di quel progresso sociale reso possibile dalle nuove migliori condizioni di vita di chi ci ha preceduto, dai loro sacrifici, dalle loro intuizioni, dai loro studi.E per rendere loro omaggio e per capire chi siamo, anche noi oggi diventeremo degli esploratori e intraprenderemo un viaggio lungo migliaia di anni, ma niente paura, faremo in tempo, durante quest’anno scolastico, ad arrivare dalla notte dei tempi ai giorni nostri, perché la storia è come un canguro: procede a balzi e i balzi della storia sono enormi, in quanto gli uomini che hanno contribuito al nostro progresso in definitiva si contano sulla punta delle dita. Ma andiamo con ordine.Nell’antichità vivevano gli uomini liberi e gli schiavi. Gli uomini liberi avevano il diritto di cittadinanza, potevano darsi alla politica, si dedicavano all’esercizio delle armi e godevano dei benefici delle loro proprietà. Formavano il popolo dei vincitori.Gli schiavi non godevano nulla di tutto ciò. Facevano parte dei popoli vinti e venivano “usati” come servi e nei lavori più duri. Alcuni, i più eruditi, venivano impiegati in lavori che richiedevano una particolare preparazione culturale, come scriba, come precettori o per concorrere alla realizzazione delle grandi opere pubbliche. Altri, i più forti, venivano reclutati come gladiatori nei giochi circensi.Nell’antica Roma gli uomini liberi erano i “cives”, ma al loro interno si distinguevano i plebei, che era gente del popolo, e i patrizi che appartenevano alla nobiltà. Originariamente tra i due gruppi vi era una disparità nei diritti per l’accesso alle cariche pubbliche, ma le differenze di status tra i due gruppi con il tempo andarono scemando e con la Costituzione Antoniana concessa da Caracalla nel 212 d.C., il diritto di cittadinanza fu esteso dai romani addirittura a tutti quelli che vivevano all’interno dei confini imperiali.La divisione tra gli uomini liberi e schiavi inizia a scomparire con la caduta dell’Impero romano e nel Medioevo la schiavitù si trasforma in una specie di servaggio, anche perché con l’avvento del cristianesimo, che predicava la fratellanza tra gli uomini, gli schiavi in quanto tali non potevano più esistere. San Francesco, ad esempio, uomo proveniente da una ricchissima famiglia di commercianti, per essere uguale agli altri, si spoglia dei suoi averi per vivere in povertà.Sta cambiando la società e nel Medioevo si erigono castelli e fortificazioni perché se ai tempi dell’Impero romano era Roma che proteggeva il popolo, con la sua caduta (476 d.C. – Odoacre), ora ognuno doveva fare per sé.Si forma una società feudale, nascono i signorotti locali e iniziano a profilarsi i grandi stati nazionali, quali la Spagna, la Francia e l’Inghilterra, mentre nell’Europa centrale continua rimanere vivo un impero, il Sacro Romano Impero, che dal Baltico si estende sino al Mediterraneo, ma è molto frantumato al suo interno. Noi, ancora oggi, siamo testimoni di quel passato vedendo i numerosi castelli che nella loro possenza ci ricordano quell’epoca e, per un certo verso, viviamo mentalmente ancora in quello spirito medievale.Queste trasformazioni, unite alle nuove scoperte geografiche e ad un nuovo stile di vita favorito da una alimentazione più ricca, che però non salverà l’umanità dell’epoca da feroci pestilenze (come quella descritta dal Manzoni nei “Promessi sposi”, nella Milano del 1630 invasa dai Lanzichenecchi), porteranno l’uomo a studiare anche un nuovo modo di stare assieme, eliminando, per quanto possibile, soprusi e prepotenze. Si arriverà così alla nascita delle moderne costituzioni. Ricordiamoci comunque che tutte le società, anche le più antiche, hanno sempre avuto una costituzione, ovvero un insieme di regole per tenerle unite, ma le moderne costituzioni sono caratterizzate da un’idea innovativa: quella di una comunità di soggetti tenuti assieme da uguali diritti e uguali doveri.Ma prima di metterci in cammino alla ricerca delle fondamenta delle moderne costituzioni, dobbiamo chiederci su che mondo viviamo.

Pubblicato da Gian Battista Cassulo su Mercoledì 25 marzo 2020

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