TRA STRADELLA, CANNETO PAVESE E CASTEL SAN GIOVANNI, SULLE STRADE DI PIETRO DELFITTO, IL PITTORE DEL PO

Per Inchiostro Fresco siamo tornati sulle tracce del “pittore del PoPietro Delfitto, nato a Pavia, ma fortemente legato al paese di confine fra Lombardia ed Emilia dove è cresciuto, Arena Po, dove si trova in frazione Parpanese l’antica Chiesa di San Gorgonio interamente decorata dal maestro, della quale abbiamo parlato diffusamente nell’articolo di giugno

Pietro Delfitto ha lasciato la maggior parte delle sue testimonianze artistiche nell’area attorno alla Via Emilia, dove, dal fondovalle di Stradella e Castel San Giovanni, si dipartono le colline dell’Oltrepò Pavese e la Val Tidone, in provincia di Piacenza

A Stradella, la città natale di Agostino Depretis, Pietro Delfitto ha dipinto un’importante pala d’altare nella Chiesa della Versa raffigurante l’ultima cena. Secondo il critico Fabio Bianchi, l’arte di Delfitto riesce a fondere armonicamente l’esperienza dell’espressionismo con quella del realismo esistenziale italiano. La Chiesa della Versa, antico oratorio dedicato a San Fermo, ora è dedicato alla Madonna di Lourdes.

Pietro Delfitto, pittore eclettico, è un grande interprete dell’arte sacra in senso contemporaneo. Se molti interpreti dell’arte sacra contemporanea, riprendono le forme ieratiche delle rappresentazioni classiche, l’arte sacra di Pietro Delfitto non prescinde dal passaggio per il romanticismo, l’espressionismo e l’esperienza coloristica di Matisse e dei Fauves.

Il dettaglio nelle pale d’altare di Pietro Delfitto è molto importante e rafforza la visione d’insieme dell’opera. L’affresco di Stradella ha accenti più sereni e classici rispetto a quelli molto caricati in senso espressionistico della Chiesa di San Gorgonio a Parpanese.

Salendo verso l’Oltrepò, si raggiunge una delle “città del vino”, Canneto Pavese. A Canneto troviamo un’importante opera murale, Dalla vite al vino – il ciclo dell’uva, dai tratti maggiormente affini al realismo esistenziale.

Le opere di Castel San Giovanni, la porta della Val Tidone dove si trova l’omonima collegiata, sono stilisticamente più vicine alle opere di Parpanese.

Sposalizio e deposizione del Cristo, opere collocate in una cappella laterale della Collegiata, sono caratterizzate da colori vividi e talora quasi materici. La scena della deposizione è altamente drammatica ed espressionistica, rappresentando una scena tragica in maniera ben più realistica e contemporanea rispetto all’arte neoclassica. Alcuni personaggi minori in particolare possono ricordare il tratto drammaticamente espressionista di Francis Bacon o Lucien Freud.

Totus Tuus, imponente pala d’altare dedicata alla visita di Giovanni Paolo II, è invece stilisticamente più simile a quella di Stradella, meno marcata nella drammaticità del tratto pittorico.

Una costante dell’arte di Pietro Delfitto è la dominante giallo-oro dei soggetti sacri. In un certo senso i suoi lavori stabiliscono una connessione diretta tra l’arte sacra prerinascimentale dei fondi oro e quella contemporanea legata all’esperienza delle avanguardie del Novecento.

In molti soggetti sacri Delfitto inserisce rappresentazioni di campi, vigneti e paesaggi, come a indicare la presenza del Divino nella natura stessa.

Il viaggio sulle tracce della sua arte è anche un’occasione per scoprire un territorio ricco di storia e particolare come tutti i territori di confine, ad esempio l’area delle “quattro provincie” dove si toccano i territori di Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza, e la Collegiata di Castel San Giovanni (Pc) uno dei più importanti edifici del gotico italiano.

                                               Andrea Macciò

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