MORGAVI E LA SUE IDEA DI LIBERTÀ SULLA TASTIERA

Il nostro inviato, Fausto Cavo, ha intervistato una “nuova penna” della Valle Scrivia

Scrittori si nasce o si diventa? Abbiamo posto questa ed altre domande a Massimiliano Morgavi, classe 1968, neo scrittore di Ronco Scrivia (Ge) che alla sua prima partecipazione ad un concorso letterario indetto dalla casa editrice novese Edizioni Vallescrivia è riuscito ad assicurarsi il primo premio e la pubblicazione sulla raccolta “Marmellate, storie di vita da conservare”. La premiazione ha avuto luogo il 10 Settembre scorso presso il castello di Pozzolo Formigaro (Al) di fronte alle istituzioni locali. Ecco quanto ci ha detto Massimiliano Morgavi.

Signor Morgavi, alla luce di quanto è successo il 10 Settembre scorso, scrittori si nasce o si diventa?

(Risata) non saprei rispondere. Penso si diventi, ma certo ci vuole una certa predisposizione. E tanta dedizione.

Certamente. Ci racconti il suo percorso

È stata una prova, un mettersi in gioco. Nel campo artistico sono sempre stato appassionato di fotografie. In passato avevo allestito anche alcune mostre a livello locale dei miei scatti, ma la letteratura era un campo totalmente nuovo. Un giorno su Facebook vidi l’annuncio della casa editrice Edizioni Vallescrivia che seguo, dove venivano dati i dettagli di un concorso letterario da loro indetto. Per partecipare bisognava presentare un racconto di massimo 10000 battute entro il 30 Aprile. Il tema era presentare una storia narrata dagli anziani per salvarla, per far si che queste storie non si perdano. Così ho deciso di provarci.

Ed ha vinto il primo premio. Si aspettava questo risultato?

Assolutamente no. Sapevo di andare in finale, di essere stato scelto tra i primi dieci, ma al primo posto non pensavo minimamente.

Il suo racconto “Dalla terra alle nuvole” di cosa parla?

Ambientato tra il ’44 e il ’45, ho fatto parlare mia madre, bambina di nove anni, in prima persona. Trova una lettera mai spedita dal mio bisnonno, defunto qualche mese prima, per essere reintegrato al lavoro nella fornace di mattoni. Quindi mia madre indaga sul perché la lettera non è mai stata spedita.

Ora quali sono i suoi progetti? Letterari si intende…

Dedicarmi molto alla scrittura. Far sanguinare la tastiera come si suole dire. Il concorso mi spronato, è stata come una scossa elettrica. Sto già lavorando ad un altro racconto e ho idee per altri due. Questi ultimi anni di chiusura per la pandemia mi hanno messo una gran voglia di libertà. Forse ora l’ho davvero trovata.

Fausto Cavo

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